Informazioni, notizie e racconti, sempre aggiornati, su questa casa "fuori dal tempo", che è la mia prima dimora a Cagliari oltre che la mia prima esperienza di vita da solo! Mi raccomando: commentate, commentate e commentate!


^ h e r e - i n - m e r e l l o - 6 7 - w e - t h i n k - i t ' s - p o s s i b l e ^

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domenica, luglio 02, 2006

o r a n g e

La giornata è finita. Ho pensato quello che c'era da pensare, fatto quello che (non) si doveva fare.
Ho giusto un po' di fame. Mentre mi ascolto l'ultima canzone mi mangio lo yogurt della mensa, all'albicocca. Adesso che ci penso ho mangiato albicocche oggi.
Ora però la fame mi si è stimolata ancor di più, quasi quasi intacco questi biscotti al ciccolato con ripieno all'arancia. Che buoni.
Concludiamo bene la giornata: oggi mi sento abbastanza coraggioso, si: mi leggerò l'ultimo numero di Orange Road, la storia più bella che ora mi venga in mente.

E' stravolgente, si conoscono davvero bene Kyousuke e Madoka! Lui è li li per rivelarle il segreto dei suoi poteri, perchè non ci possono essere segreti tra persone che si... amano? Chissà se si amano... Lui sicuramente si, ma di lei si può sapere? si intuisce a volte, a volte sembra troppo fredda invece, ma ricordandosi di quando lui è andato nel passato e ha scoperto di esser stato il suo primo amore non si può non rivolegere un attimo il pensiero al fatto che... forse lui è una specie di ideale per lei, una persona da cui è attratta istintivamente. Che bel sentimento, peccato che solo se ci sono di mezzo superpoteri sia così. O no? O forse la domanda più intelligente sarebbe: "e perchè? non ci sono sempre in mezzo delle forze sopranaturali?". Sembra una domanda alla Madoka... Forse le asomiglio in qualcosa!
Ora lei è sospesa da scuola. Si scopre che tutti quelli che la consideravano in modo sbagliato perchè non la conoscevano, hanno notato che è diversa. E' l'ultimo anni di superiori e solo ora si accorgono del suo valore umano, della sua bellezza, della sua NUOVA bontà, da scalmanata che era... (anche questa storia mi è familiare...) Che era quando? Prima che arrivasse Kyosuke ora che ci pensano... Ma allora loro due..?

Si, è arrivato il momento della verità, è l'ultimo numero. C'è una persona che potrebbe soffrire: Hikaru, la ragazza (o meglio eterna spasimante) di Kyosuke. E' li che scherza con una delle sorelle di lui sul fatto che qualcuno avesse pensato che lui fosse innamorato di Madoka. Ride come una pazza all'idea, che assurdità! Manami però, la sorella più sensibile, non regge a quella vista e vuole parlare con lei. Si ricollegano dei fatti. Un cappello di paglia rosso che lui aveva sempre conservato e che Hikaru conosceva bene: era il cappello di Madoka, che le era stato regalato dal suo "primo amore"... cosa ci faceva nella casa del suo adorato Kyouske? Madoka non ci teneva tantissimoa quel cappello? Eppure sono anni che effettivamente non stava più appeso in camera di Madoka, Hikaru ora ci fa caso. Quindi lei lo aveva regalato a lui... Cavolo! Il giorno del loro primo incontro! Regalare una cosa così importante a un ragazzo la prima volta che lo si vede!? Il puzzle prende forma. Hikaru ha capito: tutti le stavano nascondendo qualcosa.

Madoka è ubriaca fradicia e il capo del bar dove lavora la sta accudendo. Lei sta dicendo... TUTTO. Il capo lo aveva sempre sospettato, ma rimane sorpreso dalla verità sui sentimenti di lei nei confronti di Kyosuke. Ora lei è sotto stress, ha deciso di andare in America e sa che questo le impedirà di vedere lui, lui che è sempre stato indeciso, lui che si è "sorbito" Hikaru e per non farle del male non l'ha mai respinta anche se era innamorato di Madoka. E Madoka invece? Ora la maschera, sotto i fumi dell'alcool, è caduta: anche lei è innamorata, ma vuole troppo bene ad Hikaru per rovinare il suo sogno (perchè solo di sogno si tratta) d'amore con Kyosuke. Hikaru però è fuori dalla porta, ha sentito tutto. Il capo se n'è accorto e riferirà in seguito la cosa a Madoka. Lei è distrutta: si sente come una che è stata presa in giro per anni. Infatti lo è stata.

Madoka non vuole incontrare Kyosuke. Lui invece si, perchè ora che tutto è stato messo alla luce del sole vuole solo rivelare a lei i suoi sentimenti. Dopo ore e ore di vagabondaggio la trova alla disco Moebius, uno dei primi posti in cui il cuore dei due è battuto forte, a contatto, mentre ballavano... Lei si stava per accendere una sigaretta, ma pensando forse al ragazzo che l'aveva fatta smettere esita e... Eccolo li di fronte a lei, come richiamato dal suo pensiero.
I due parlano. Lei dice una grande verità: forse ha sempre nascosto tutto per codardia, non per protezione nei confronti di Hikaru. Lui però lo dice ora, non più eterno indeciso, che prova qualcosa per lei. "Affetto o amore?" Chiede con la sua solita pungente schiettezza Madoka. "Affetto lo provo per Hikaru. Le voglio ebne come alle mie sorelle... Per te è diverso... TI AMO". Ma lei ha ormai fatto il biglietto. Un sola andata verso Los Angeles.

All'aeroporto si parlano, davanti a tutti ormai. Lei dice che quando sarà pronta a riconoscere e accettare i suoi sentimenti allora tornerà. Sta ormai per partire ed ecco che arriva Hikaru. Con grande dispiacere, ma superiore determinazione, tira lo schiaffo più forte che ha mai dato a lui, al suo "tesorino" Kyosuke. Doveva farlo. Con Madoka invece non riesce ad essere così dura. Le dice che non è stato onesto da parte sua e di tornare presto... per lei... e per Kyosuke... Hikaru e Madoka piangono abbracciate e anch'io ora, come quando leggevo. Mi sento un groppo al cuore. Quanto affetto, quali sentimenti! Che forza. Ho mai conosciuto tanta forza di sentimenti? Ma continuo a leggere. Stannno ormai salutando l'aereo. Volto pagina.

Non mel'aspettavo una fine così. "E' primavera"... Kyosuke sta salendo la scalinata che c'era nel primo numero. Ora le mie lacrime non si possono più trattenere. Perchè sta contando gli scalini proprio come aveva fatto prima di incontrare per la prima volta lei, il suo amore, a cui ha detto da poco "ti aspetterò in eterno"... Madoka. E infatti. E' passato meno di una nno dalla sua partenza e... Contando i gradini: "99, 100!" "Hai sbagliato di nuovo il conto!". Quella voce. Un angelo. Lui come se avesse saputo che lei stava li le dice, senza scomporsi per quella visione, la visione di lei, la stessa cosa che aveva detto la prima volta. E poi "Sto ancora aspettando una risposta! Affetto o amore?". Ora piango, piango a dirotto, senza tregua, senza sosta, senza ragione, come un bambino, come uno che vede la sua vita poco prima di morire, vinto dalla commozione, vinto dalla potenza di chi ci ama, di chi ha creato tutto quello che viviamo e quindi TUTTO per noi, vinto dalla vita...
"Affetto..."................................................ "... Ma decisamente vicino all'amore".

Distrutto, riporto oltre al sottointeso bacio, di Kyousuke e di Madoka, ma anche mio "per chi se lo merita", la fine di una storia che rimarrà sempre con me.

Che bella l'estate... Non importa quanti mesi o anni passeranno... Noi non dimenticheremo mai questa stagione.

APRILE Il nostro primo incontro sotto un tiepido sole.
GIUGNO Nel vento fresco e nella luce brillante.
AGOSTO Correvamo sulla spiaggia assolata.

Non è una semplice stagione che passa, ma un periodo che racchiude lo spirito dell'eternità... Un tempo felice che abbiamo passato insieme.

Gli anni ottanta ci hanno fatto sognare... Ci hanno fatto battere il cuore... Ed è per questo, amici, che non li dimenticheremo mai.



"We love you Madoka!"

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martedì, giugno 20, 2006

v i a g g i o

Sabato 10 Giugno, ore 20:20:
Mio cugino di secondo grado Andrea mi chiama al cellulare, ci eravamo visti anche la sera prima, andando in giro per vari locali a festeggiare la sua laurea. E' davanti al bancone degli alcolici: a un mio "si" avrebbe fatto spesa e mi avrebbe portato in discoteca a Villasimius accompagnadomi sulla sua Smart Roadster... Devo solo fregarmene che sono un po' stanco, un po' disilluso dalle discoteche, quella in particolare, e dire di si. Dico di si.
Ed è subito viaggio. Inzia a casa mia con la foga dei preparativi, tornato appena in tempo dalla mensa. La musica mi mette il buon umore, si preannuncia una serata bella.
Andiamo prima a trovare gli altri amici e a berci i primi sorsi del cocktail vodka e succo di frutta opportunamente preparato. E si parte.
La cappotte della piccola sportiva si abbassa e la bottiglia si stappa. Musica che pensavo di ascoltare solo io ormai, fa irruzione con tutta la sua potenza, i suoi bassi, i vocalismi e la velocità di un ritmo sfrenato nello spazioso, perchè per 2 peronse, abitacolo. La sintonia fra noi, che ci riscopriamo parenti in un senso quasi più metafisico e forte del solito, si può tagliare con il movimento delle mani, mani alla ricerca di vento e di vita, di emozioni. Siamo lungo la costa e viaggiamo verso una serata che a quest'ora, a metà bottiglia fatta fuori, potrebbe anche non esserci perchè la bellezza del viaggio l'avrebbe già rimpiazzata. La luna si staglia sul mare, piena e selvaggia. L'odore di mediterraneo soffoca anche quello dell'alcool del cocktail e la musica si fa sempre più esaltante fino a quando prende il posto della poeticità e la voglia di ballare e di divertirsi diventa un'evolzuione di tutte le emozioni provati, un punto di arrivo giustamente desiderabile. La serata si preannuncia MEMORABILE.
Il cocktail volge al termine al contrario del disco, ma la parole fine è messa dal freno che ci fa sostare accanto agli altri al distributore: è divertimento ed è pazzia, ma la cosa più bella è che la coscienza cede... cede... cede... sono già dentro. non c'è nessuno di familiare intorno a me, ma cammino, viaggio, seguo la musica e la gente. Trovo delle amiche... amiche... amiche... dove sono?.. non le vedo più... ci stavo ballando... sulla sedia è difficile... salgo sul tavolo... mi aiutano?.. si mi hanno dato una mano... "come ti chiami?" chiedo... "D_____A"... "Rafael"... si balla... stretti... parole... mie... sue... mie... sue... cosa stò dicendo? boh... eppure è normale... è tutto normale... scendiamo... ragazza interessante... odddio è in shorts jeans... ora sono lucido, sarà stata la visione? Cavolo è fidanzata, sempre a me capitano... vabbè, ma alla fne sembro piacerle e lui non c'è. Basta adesso andiamo lontano dalla gente a parlare. Che bello stranamente non ho voglia di fumare. E' piacevole parlare con lei, mi sento quasi legato a lei, uno strano affetto. Le mie mani l'abbracciano e accarezzano senza quasi che io me ne renda conto. La bacio sulle guance, lei non dice niente, non mi guarda mai negli occchi, ci stiamo raccontando mezza vita. Ho voglia di baciarla... No forse mi ha respinto un po'. Cavolo è bella. Le mie mani corrono dentro la sua maglietta. "Perchè mi hai messo le mani dentro la maglietta?"... Non rispondo. La sento abbandonarsi. Ci baciamo. Tante volte. Arriva mio cugino... E' contento per me , che roba! Mi sembra di avere davanti un mio fratello che non ho. Mi stavano cercando tutto il tempo. Ora sono rassicurati.
La serata va avanti insieme a D. ballando, parlando e con tutto il resto... Chi l'avrebbe mai detto che poi saremmo diventati amici? Boh, forse avrei preferito altro, ma alla fine la serata è stat bellissima. Il ritorno all'alba in mezzo alla musica... Nn ero mai stato così contento al mio risveglio! Nuova carica per la settimana e il venerdì e il sabato dopo non sono stati da meno! Ho voluto ripetere l'esperienza andando allo Zelig nell'altra costa alll'inaugurazione ed è stat anche quella una bella serata che ora non racconterò...
Soo solo che "in mezzo" a tutto ciò ho conosciuto una persona con cui stavo parlando fino a poco fa e che mi ha fatto battere il cuore. Poco dopo mi sono sentito in dovere di raccontarloa una persona che mi aspetta in Messico senza neanche avermi mai visto di persona. E la sua rezione, le cose che ha detto... Sembravano di un saggio di altri tempi, non di una sedicenne. Mi sono quasi commosso.
Questi ultimi giorni sono stati un viaggio e fra i migliori della mia vita.
Un viaggio nel tempo, a ritroso verso i vecchi divertimenti e un viaggio nel futuro, verso delle cose grandi e importanti, che sembrano delle salite interminabile, ma che saranno fatte, gardino per gradino, sino al raggiungimento della cima.
Che dire? Chiudo e vado a leggermi un viaggio che pur non essendo mio è stato importante comunque... Il viaggio della "Capricciosa Strada delle Arance"...
Arrivederci a tutti e BUON VIAGGIO!

lunedì, maggio 22, 2006

v o r t e x

Un feto sospeso nel vuoto dello spazio. Così finisce 2001: Odissea nello Spazio e così finisco io nella giornata di oggi.
Essere i cui pensieri sono avvolti in una membrana opaca, una placenta.
Essere le cui mani ipotrofiche non permettono nessun tipo di azione.
Bloccato dall'essere senza limiti, dall'essere distante da ogni forza di gravità.
Sono una mente chiusa in se stessa, immersa in un vortice costituito dalle mie stesse idee, dai miei stessi impulsi.

La mia creatività si sta affievolendo sino alla nullità assoluta. La mia voglia di fare più che la mia creatività. Per usare un'altra orrida metafora, mi sento come un sistema le cui funzioni primarie sono rallentate sino all'inusabilità a causa di un processo che succhia tutta la potenza del processore.

Ma chi è questo scroccone bastardo che si è appicciato al mio cervello e succhia come un vampiro? Cosa o chi può mai arrivare a portare sotto stress una macchina così meravigliosa? Solo IO. Il vortice l'ho fatto IO. Non esiste. O meglio esiste, ma sono io. E solo io avrei il potere di estinguerlo. Perchè non lo faccio? Perchè sono un uomo e in quanto tale un animale curioso. E anche se so come far smettere questo casino, la mia volontà non è così forte da resistere al bisogno di sapere da dove proviene. Da cosa è stato provocato.

Cosa mi opprime? Forse una carenza? O un eccesso?
Forse la causa di tutto è troppo paurosa... starò li vicino, dietro l'angolo, ma non avrò il coraggio di sporgermi e di guardarla in faccia. Aspetterò a farlo di botto e mi prenderò forse un malore. A cui si aggiungerà un intenso sforzo da parte del fegato e un bel mal di testa, il giorno dopo.

Una serie di cose "mancate" sono la chiave.
Il mostro è stato evocato da un'arcana formula che richiedeva delle particolari DISattenzioni.

"Se nel reame di Romuulash non si fosse dato ascolto ai sentimenti per più di sei mesi, il grande drago Nullafaxehnt si sarebbe svegliato dal suo sonno e si sarebbe alzato in volo, obbligando il sovrano Raflexander a restare chiuso nel suo castello, inebriato dai soporiferi miasmi della bestia, mentre col cuore spezzato avrebbe assistito all'assasinio dei suoi sudditi e al saccheggio dei raccolti."

Ci sarebbe bisogno di qualcuno. Ci vorrebbe qualcosa.
Ma io mi voglio nuovamente convincere che... Ce la farò da solo. Farò le cose PER ME. Per tenere alta la bandiera. Per camminare a testa alta.

"Re Raflexander, non potendo (o non volendo) sfogare la sua passione attraverso l'amore, decise di farlo andando direttamente a combattere il dragone, armato della sua spada Kaz e del suo destriero Renò."

Ma la storia ancora non funziona...

"Si dava il caso che il destrierò Renò fosse finito imprigionato in una palude infestata da insetti e coperta di fitta vegetazione oltre che occultata dalla nebbia. Se avesse comunque liberato il destrierò, la nebbia magica non gli avrebbe permesso di ritrovare la strada sano e salvo."

Ma a tutto si può trovare una soluzione, in un reame pieno di magia!

"Raflexandr si rivolse al grande arcimago Lavox, che per 15 scudi lanciò un incantesimo che risanò la palude e estinse la nebbia per mezzo di una pioggia celestiale."

E così la battaglia potè avere inzio, ma...

"La nobile idea del cavaliere non bastò a tenere a freno l'incantesimo del drago, che richiedeva attenzioni rivolte al prossimo e l'amore di una fanciulla. E così Raflexander, che aveva negato per la fretta un passaggio ad una donzella sul suo destrierò Renò, si trovò a dover pagare caro quel gesto rude, che poco si addiceva al suo lignaggio: il drago si fece trovare preparato e la sua furia fu immane. Raflexander si trovò a dover combattere contro le orde di Examenis, in origine nobili e pacifici animali, tramutati in feroci predatori dalla magia del drago, il tutto soto gli effetti del soffio soporifero dell'oscuro demonio. Tutto per non aver dato ascolto alla profezia, che diceva da tempi immemori che nessun re è veramente in grado di sorregere un regno senza una consorte..."

Come finirà la storia?

La fantasia mi ha portato nuovamente al punto di partenza: do sempre tutte le colpe al fatto di essere solo. Ma stavolta mi soffermo sul punto che è colpa mia se mi trovo in questa condizione.
Per uscie dal "tunnel" basterà forse mettersi in pace con sè. Tranquilli. E allo stesso tempo determinati.

Se tardo ancora ad uscire da questi tunnel la finirò più infognato delle Tartarughe Ninja... Notte a tutti
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mercoledì, maggio 17, 2006

t r e s - r e g a l o s

[scritto su carta in data incerta, circa il 10 Maggio]

Se nell'abbondante regalo non vi fosse stato quel cd, il suo valore sarebbe stato limitato.

Ma se già è diventato illimitato con l'amorevolmente manufatto disco, è diventato anche INFINITO grazie all'inclusione della mia canzone tradizionale messicana preferita, che quasi avevo dimenticato.

E così non posso far altro che cantare sorridendo, mentre ascolto la voce di chi "sognava di trovare una regina" e che "già non deve più cercarla perchè in lei tutto ha trovato". E infine per questa lei ha trovato i regali migliori, tre:
..El cielo, la luna y el mar...

Per nulla scontati direi... E sinceramente mi sembra di averli appena ricevuti, o forse meglio di averli ritrovati, per regalarli io a mia volta.

E' la prima volta che scrivo per il blog ma a mano, guarda caso sul quaderno che avevo comprato in Messico, sede di grandi mondi immaginari, calcoli di valori che rappresentano personaggi mai esistiti, lettere la cui risposta è arrivata non appena erano state spedite e lettere lasciate da... chissà chi.

Il tema di oggi è diventato sempre più "il valore".
Che valore avrebbero avuto i soldi della borsa di solidarietà se non avessi detto al segretario di allungare il mio periodo di servizio per recuperare il tempo passato a Ivrea?

Che valore possono avere 500 euro ritirati in banca se non sono i primi soldi guadagnati da un ragazzo?

Che valore ha la mia macchina ingolfata se non trovi un ragazzo spensierato che tranquillo ti aiuta a farla ripartire?

E infine, che valore avrebbero tutti i miei modesti guadagni se li usassi per comprare oggetti e pagarmi (pseudo)divertimenti in locali e discoteche?

Invece tutte le piccole cose di oggi, che già di per sè hanno acquistato dei valori "finalmente" non quantificabili, non fanno altro che avvicinarmi al momento in cui convertirò un'altra somma quantificabile, un valore volatile, nel massimo dei beni non quantificabili: il primo MIO viaggio verso la MIA terra, per andare a trovare persone che amo.

So che potrei sembrare un agente della Master Card scrivendo in questo modo, ma del resto a loro non verrà mai in mente di comprare con la loro carta di credito il cielo la luna e il mare... figuriamoci di regalarli!

Trio Los Panchos - Tres Regalos
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sabato, maggio 06, 2006

a l m o s t

E' quasi l'alba.

Sono tornato or ora da una serata quasi perfetta. Entro in casa accolto dalla strana luce che filtra dalla notte attraverso le tende gialle. Una luce che quasi ricorda quel sogno chiarissimo nella mia testa, di rientrare a casa nel "mio" appartamento di New York e fare l'amore con la mia donna alla luce intermittente color verde acqua entrante attraverso le persianette semi chiuse, che proiettano i raggi in fasci dritti e precisi, andando magari a poggiarne uno sulgli occhi chiusi di quest'essere che ha deciso di condividere la sua vita con me.

Frammenti di sogni e ricordi. Ricordi di una vita mai vissuta, che vanno a insinuarsi nella realtà qualche rara volta in forma reale. Con un chiaro messaggio: "Prima o poi succede".
Oggi magari è quasi successo.
Quando qualcosa di veramente bello ci capita, molto spesso il problema è accorgersene e in seguito anche reagire positivamente.
Una serie di meccanismi ci induce a diffidare di ciò che ci appare bellissimo, ma questi meccanismi di difesa diventano a volte i peggiori assassini del nostro animo.
E così anzichè gioire di quello che ci accade, andiamo a dire o a scrivere che è stato QUASI bello, PERO'...

No: non farò così. Vivrò attivamente e positivamente: inutile giudicare un qualcosa in modo negativo o positivo quando lo stesso giudicare ci porta a non VIVERE la cosa, a prescindere dal riusltato del giudizio.
Bisogna che abbandoni l'entropia e il caos. Che mi dia da fare.

Perchè è già quasi ora di alzarsi.
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lunedì, aprile 24, 2006

t i m e

"Time goes by... So slowly..."

Con questa colta citazione e un ultimo sorso di birra completamente sgasata, fondino di 24 ore fa, mi appresto a scrivere per ripiego, ma anche a causa di molta, moltissima ispirazione.
Ripiego perchè devo aspettare l'alba, in quello che si appresta ad essere l'ultimo (o almeno spero) "after" di una lunga serie, che probabilmente si spiega come lo sfogo di una voglia ancestrale di stare sempre sveglio che mi accompagna fin da piccolo e che solo ora che vivo per i fatti miei posso infantilmente sfogare.
Ispirazione perchè il tempo oggi si sta rimescolando davanti a me come per darmi dei messggi. Messaggi che erano intessuti nella trama del tempo, in pieghe e tasche dimenticate, inosservate e inutilizzate.

Non so quando è iniziato, durante la giornata, questo strano rimescimento di ricordi. Probabilmente accettando la paziente guida di Bruno per imparare a battere un servizio a beach volley: la volontà di scassinare quel lucchetto che bloccava questa mia capacità. Un'azione così semplice per molti, ma che a me risultava quasi impossibile. Dopo un po' di pratica scopro che non è poi così difficile e che potenzialmente posso farlo anche bene. I pensieri correvano alimentati da quei bambini che visibilmente prendevano per il culo... correvano verso i tempi in cui lo sport mi si presentò davanti e grazie alla mia inettitudine sociale, me lo feci sfuggire alle prime difficoltà, dimostrando questa scarsezza di spirito di competizione che tuttora mi contraddistingue.
Il rimando temporale si fa ben più ristretto quando invece arriva la sorpresa in chat di una persona che forse stavo già allontanando dalla mia mente, senza una ragione valida, sempre a causa di questa mia scarsa voglia di misurarmi che mi impedisce nello sport. Questa persona è invece ancora in grado di darmi delle emozioni. E ancora ho sentito la rara, stereotipata, scontata e allo steso tempo meravigliosa sensazione di "averla sempre conosciuta". Sensazione che mi spinge a condividere con lei cose semplicemente intime perchè conosco già e allo stesso tempo desidero la sua reazione. Un futuro scintillante si disegna nei meandri più sognatori (quali non lo sono?) della mia testa con la tipica vernice metallizzata che va di moda nel mio cervello per rappresentare i desideri... Una vernice che può essere facilmente graffiata e sfregiata in modo orribile. Ma è il prezzo che si paga per la bellezza.
Arriva Francesco a casa, trovandomi ancora intento a sbranare famelicamente, ma nella pratica a mangiare a rallentatore, una bella bistecca.
Ci guardiamo il così tanto chiaccherato "Caterina va in città" e mi tornano in mente gli anni bui di casa mia. Ricordi fugaci di colpe, colpe e colpe. Ma del resto non mi posso colpevolizzare, non io solo; anche se la tentazione c'è ed è ben motivata e argomentata.
Fra se ne va, dopo aver ricordato momenti passati, che rievocherò ancora più materialmente in seguito, poco prima di scrivere.
E' arrivato il momento della solitudine: io, il mio unico e inimitabile computer e la lampada accesa, comprata di proposito uguale a quella che avevo a Ivrea, prima a Borgofranco, perchè io sono un tipo molto elastico...
Si parla con mio cugino Edo di piani per domani sera ai quali ora rabbrividisco (visto che sarò stanchissimo). Si parla con il Messico, con la famiglia, la RAZA: si parla con mio cuginetto Julian, che tanto cuginETTO ormai non è, sedicenne e navigato come pochi. Si parla della famiglia. Le ultime novità, il clima, le frasi, le sentenze, gli umori. Sono entrato a casa mia in Messico per una attimo. Ho assistito alle scene. Ho sentito la gioia, la tristeza, la vergogna, il clamore, l'indignazione, il dolce chiasso. Mi è venuta una voglia di Messico che forse solo un uomo su questa terra ha già provato. E ho la fortuna di possedere il libro in cui la descrive. Si tratta ancora di "Omeyotl, Diario Messicano" di Carlo Coccioli. Una persona che sarebbe diventata a dir poco mia amica se avessimo avuto modo di vivere negli stessi tempi. Avevo parlato oggi pomeriggio, di quanto con questolibro abbia scoperto effettivamente la mia identità messicana. Ebbene, come ci si può aspettare da un classico, il libro aveva anche oggi che l'ho letto (secondo me) più volte, qualcosa da dirmi, da raccontarmi e da insegnarmi. A volte mi sembra di leggere una mia vita precedente, a volte invece un'arcana enciclopedia di una branca di conoscienza nascosta ai più e invece a me accessibile. Solo oggi leggo un'altra grande, pesante verità:
Nessuno è più chiuso in se stesso che il Messicano "en su cabal juicio"

Nessuno è più chiuso in se stesso che il Messicano che non ha bevuto. Il Messico "se mata a pausas": si uccide a poco a poco.
Continua a delinearsi sempre più marcatamente questa concezione della vita, o meglio della morte, tipica del Messico e che scopro anche tipica mia. Il bere diventa il mezzo per aumentare il dolore.
Ha trovato il paese del dolore lucido, rassegnato, quasi felice; felice nel senso che non è pepetuamente, come avviene altrove, respinto dalla rivolta; è un dolore che l'istinto della folla accetta perchè lo sente inevitabile; vi s'è talmente abituati che non si potrebbe vivere, quasi, se non lo si provasse nella carne e nello spirito, vero nutrimento di un popolo che non ne ha molti altri. ... S'accorge che la folla messicana, l'autentica, quella che non frequenta i grandi alberghi per turisti frettolosi, s'abbandona sistematicamente, e con un umore atrocemente divertito, a un processo, sicuro quanto sottile, d'autodistruzione.


Qualcuno fra gli sparuti lettori (so già chi) potrebbe pensare a questo brano come a un'allarmante dichiarazione di pericolosa arretratezza sociale...
"Un paese di gente che beve come l'autore nei momenti peggiori??" bisognerebbe provvedere se si volesse tirar su il paese... no, l'autore non intendeva fare denunce e scriveva (lo so) queste righe con grande rispetto e tenerezza.
In vena anch'io di estasiarmi di fronte a immagini di tenerezza, esco dalla lunghissima permanenza in bagno per scartabellare nell'archivio delle email che custodisco gelosamente. Dal 2000. Da quando avevo 13 anni.
Seguo i link che trovo qua e la e arrivo alla pagina dove avevo pubblicato il mio primo programma. Che programma non era... Per inerzia vado a vedere tutti i programmi pubblicatiin seguito. Uno di questi ha un voto intorno all'8,47. L'ho votato: è salito a 8,52. Una delle email di quel periodo è l'aggiornamento sulla classifica della settimana dei programmi per BeOS. Il mio BeReset si è trovato per una settimana al 4° posto. Attimi di gloria indimenticabili per un tredicenne che le email dipingono ora come in forte ricerca di successi e di conferme. Un'infantilità? Forse no. Forse era una condizione molto più normale di quanto ora mi è sembrato.
Ma c'era qualcosa di quelle email che pensavo di aver perso per sempre: gli allegati codificati in base64: serie di simboli indecifrabili lunghi pagine e pagine. Erano in origine immagini. Mi sono adoperato e ho compiuto quello che mi sembrava impossibile: li ho decodificati e ho potuto ricreare file di 6 anni fa che erano stati perduti. Ho rivisto il mio ambiente di "lavoro"... la programmazione... una delle esperienze che mi hano formato. E allo stesso tempo mi hanno precluso qualcos'altro.
Mi son ricordato del mio viaggio a Grenoble poco prima di iniziare la prima superiore: in quella bellissima cittadina ero assorto in mille pensieri. Eppure ero riuscito a programmare a tavolino il suddetto ben votato programma. Esperienza lodevole, ma perchè invece non ho sfogato quei miei pensieri? Perchè quando ho avuto la possibilità di andare in giro a conoscere la gente, ho preferito conoscere astratti linguaggi di programmazione? Devo lamentarmi oggi quando dopo 5 anni di superiori la ragazza di cui ero innamorato i primi 2 anni mi dice che per lei sono come un libro scritto in arabo? Si, posso piangere. Posso solo piangere.

Il tempo non scorre così lentamente come dice Madonna.

Infatti tra due ore e mezza potrò presentarmi a lezione. Ma qualcosa mi dice che entrerò in ritardo.
Finirò quindi questa attesa crogiolandomi in ricordi, inebriandomi dei loro profumi, dalle note passionali, e restando infine in stasi, fermo, a sopportare felicemente il dolore del vivere "matandose a pausas".

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mercoledì, aprile 19, 2006

d e r v i s h

[Non ho mai scritto forse con emozioni così fresche e pronte ad essere espulse, come in una danza mortale a ritmo di trance]

Mi sono illuso nuovamente e in mezzo al silenzio ho incassato le parole che non mi aspettavo come dei calci prima in faccia e poi allo stomaco con me a terra.

Subito musica, subito tristezza, ma non era questo il caso.
Ora ho messo "la terna": le canzoni che ascoltavo nel 2003 in scooter, quando avevo 16 anni compiuti da poco, in prima liceo classico.
Si erano da poco lasciati i miei, era marzo, ma ora mi viene in mente il periodo di Aprile.

Track 1:
Corro per Ivrea, verso l'uscita, il vento mi entra nelle maniche, sto andando verso casa, LA casa, sono anche un po' incazzato, ma DENTRO a un livello profondo. Fuori sono solo un circuito in cui corre energia a un clock esagerato, la musica mi entra dentro alla velocità con cui sto scrivendo queste parole, una velocità furiosa come quella a cui sto andando, con le nvole che corrono in direzioni contrarie come tutto. Tutto corre in direzioni contrarie mentre sul finire del ritmo mi avvicino al tornante che mi porta verso Montalto, FINE

Track 2:
E' la mia preferita, in tanti mi hanno detto che mi "rappresenta": che ci sono IO dentro questa musica, che si sente la mia voce e io ora me lo immagino: sono io queste note. Ecco che avanzano. Stanno chiamando, si stanno almentando, stanno urlando e...
IMPENNO. E' corsa sfrenata verso casa, senza pensare, solo sentendo e agendo come un animale che corre libero per una prateria.
C'è un attimo i pausa nella melodia "sempre uguale" che poi è estremamente varia. Ecco un altro semaforo rosso che mi fa pensare che sto aspettando solo per un'ncredibile compassione nei confornti di un mondo che potrei tranquillamente distruggere.
Ecco che avanza. AVANZA IL RITMO. Avanza il sentimento e sta per scattare il verde. Ecco. CULMINE. IMPENNO
E di nuovo via, già fuori dal paese, in terra di nessuno, i pensieri stanno cercando di rincorrermi, ma sono troppo veloce, forse scappo
FINE

Track 3:
Ecco Borgofranco si avvicina. Questa canzone alla festa Claudia la metteva sempre, dal mio stesso lettore quello che mi sta offrendo quest'emozione enorme. "Perchè la metteva?" Mi chiedo, manon mi rispondo. Preferisco ascoltare le belle note senza pensare a quella corruzione dall'esterno. Una barbarie scegliere questa canzone quando non se ne intende la MATEMATICA. La grazia. Il ME che c'è dentro di lei anche qui. Pervado queste onde come se fossi la stessa forza che le tiene insieme.
ECCO IL SUONO. Il riassunto di un discorso lungo 16 anni. Un riassunto di 16 anni in meno di 6 note.
Un messaggio verso l'infinito: SONO IO. Sono TORNATO A CASA. Ultima curva, asono passato dall'interno senz quasi cagare questi caseggiati che ho sempre visto. Ecco che rallento per godermi di più la melodia anche se sto entrando ora nel garage... piano... piano... ma mi fermo, mi devo fermare. E' quasi finita.
Finisce con l'inizio di un qualcosa che io non avrò mai. FINE.


Stavo ora veramente ascoltando le tre canzoni e ho scritto durante il tempo che sono durate, seguendone il ritmo. E stavano ora svolgendo la stessa funzione: sto scappando dal mio pensiero. E' effettivamente musica di "fuga", ma ora invece la trasformo in un inseguimento di un qualcosa che voglio esprimere.
E che esprimerei molto meglio se fossi davvero un "dervish". Vorrei ballare in mezzo a luci strobo armato di spade laser e tagliare tutto, senza rabbia, senza rancore, con una pace assurda che solo la trance può innescare, perchè del resto non c'è rabbia: è solo la storia che si ripete, gli errori che tornano.
Non c'è nulla di grave: è un trampolino questa furia, per uscire fuori dal buco e correre veramente liberi, facendo tutte quelle cose che la quotidianità mi impediscono di fare. Tutte quelle cose che DEVO fare e che ora finalmente VOGLIO fare.
Non c'è nulla ora che può trattenermi. Prima c'era forse qualcosa da raggiungere, ma sranamente mi sento più incitato così: senza nessun obiettivo che non sia IO.
FINE. (Track 17)

La famosa "Track 3", quella che si chiama così, non la terza della terna, imperversa ora nella sua sfortunata condizione di distorsione irreversibile.
Anche così è bellissima e anche così mi fa gioire.
Come in Unreal quando esci dalla prigione-astronave schiantata e ti incanti di fronte al paradiso alieno, ora guardo fuori dalla finestra e vedo quello che ridendo e scherzando è stato il mio sogno di una vita.
"Let's make our dreams come true" dice il remix più bello che sia mai stato fatto sulla più bella canzone di Megaman X, un gioco che più che essere il mio preferito mi ha eletto a suo preferito.
Ora è meglio approfittare di questi ritmi incoraggianti e indirizzare in modo costruttivo questa furia.
CONTINUA.


Ecco la terna più "la vera Track 3":
- Track 1
- Track 2
- Track 3
- The Real Track 3 (distorta: non ascoltare ad alto volume!)

domenica, aprile 02, 2006

o v e r f l o w

Ci sono i pensieri. Ci sono le emozioni. E poi ci sono dei particolari raggruppamenti di questi e quelle... degli insimi che potrei chiamare "fasi" e che ci accompagnano spesso durante periodi lunghi o a seconda delle circostanze e delle persone anche per brevissimi periodi, cambiando in rapida successione.
Queste "fasi" sono quasi impossibili da innescare volontariamente. Siamo quasi programmati per rispondere a certi eventi entrando in una piùttosto che in un'altra "fase". Particolari emozioni accompagnate "univocamente" da certi pensieri... Sono come cambiamenti climatici all'interno del nostro animo... Lo rendono più forte o più debole, più caldo o più freddo, ma soprattutto gli danno una "personalità più definita del solito"... Una caratteristica che la filosofia Zen sicuramente non considera bene: questa "personalità" a cui tendiamo in certi momenti è infatti un allontanarsi dal proprio essere unico ed originale. Un immedesimazione in pensieri ed emozioni.
Purtroppo (o per fortuna?) però capita che in certi momenti "entriamo in fase"; e come l'effetto di una droga che sentiamo salire fino al cervello, così questi stati si impadroniscono di noi. Ci sentiamo benissimo o malissimo a seconda della natura di queste fasi, ma l'unico vero problema è che ci dimentichiamo che non sono veri.

Oggi, come se avessi preso un'anfetamina, sono entrato in una delle fasi più belle che conosco. A far scattare la cosa che sarà stato? Chi mi conosce può ben immaginarlo.
Un'improvvisa voglia di migliorarmi mi ha spinto, in rapida successione, a sbarbarmi, lavarmi, profumarmi, vestirmi bene, uscire a tagliarmi i capelli e sentire un sacco di gente.
Ma il netto distacco fra la precedente fase apatica e quest'altra decisamente più attiva e formale ha sicuramente causato qualche "errore". Un buffer overflow che mi ha fatto commettere errori che ci si poteva risparmiare.
Sembra che mai debba andare liscia una situazione incresciosamente bella. Forse è una legge universale.
Ma io dico che preferisco rinunciare a questi stati d'animo, a queste speranze che diventano false certezze, a favore di una mente più libera. Più lucida.
Sembra quasi che quando non bevo cerco qualcos'altro per ubriacarmi: ho bisogno di esagerare SEMPRE. Un bisogno che mi descrive fin da piccolo. Riuscendo a eliminare quel tratto riuscirei forse a essere più libero? E sarà senza scampo il bilancio libertà-personalità? Bisogna rinunciare alla "persona" per agire veramente come si vuole? E se invece vi fosse una back door? Una scappatoia non facilmente visibile?

Deve esserci. Forse si chiama... Beh, ognuno la chiami come vuole. Fatto sta che con tutta probabilità si tratta di qualcosa di accessibile. Qualcosa di simile allo studio. Una preparazione e un impegno. Che ci dia quel tanto di energia che ci basta per poter essere come vogliamo e fare quello che vogliamo allo stesso tempo, senza far pendere la bilancia nè da una parte nè dall'altra.

E a questo punto non posso dire che spero di trovare quel qualcosa: devo dire che ci credo! Che ne sono sicuro!

Qualcuno disse
Fare, non provare!
E penso di potermi fidare della sua autorità..!

Che la forza sia con voi... e con me.


Stardust VS Lisa Stansfield - People Hold On (White Label)
: la canzone descrive la fase in cui ero così rapidamente entrato... e da cui forse sono rapidamente uscito... ma la posso ascoltare lo stesso, basta non infogarmi troppo!

martedì, marzo 28, 2006

f a b r i c

Non sarebbe ora di scrivere: sono quasi le 2 e domani la sveglia è verso le 7 e mezza...
Ma è da un po' che questo blog non vede aggiornamenti "normali", quindi mi do da fare ora senza perdere tempo.
E tanto per contraddirmi subito, scarico per prima cosa ciò che non dovrebbe essere scrutto in un normale post di "cronaca"...

E' un periodo bruttino. Come già (malamente) scritto, la primavera non mi porta bene, soprattutto non il suo inizio. Ma a parte quello sto facendo ancora i conti con il mio "Dark Side" che ogni tanto, in momenti tanto giustificabili quanto inopportuni, si fa vedere. Il cammino verso il suo controllo è ancora lungo? Chissà. Un certo miglioramento è riscontrabile.

Ma sfumiamo subito, con molta poca grazia, dalle brutte cose (anche se in miglioramento) attinenti alla mia giovane psiche, alle ben più "sonanti" (leggetelo accompagnato da un bel fragore di monetine inserite in macchinette e un bel "DIN!" di cassetto di cassa chiuso con forza e in maniera IRREVOCABILE) questioni materiali... Che non sono così importanti, ma non vanno perse di vista.

Sto usando il computer di Bruno, da me assemblato con componenti il cui prezzo totale non supera i 220 euro, che finalmente possiede una copia funzionante di Windows XP installata. Di solito non gioisco così tanto di installazioni di Windows su computer, ma per svariate concause e strane sinergie negative questa macchina si rifiuta per ora di lasciarmi installare Linux come Dio comanda. Senza addentrarmi oltre in dettagli informatici, concludo dicendo che a livello di operatività, il computer è ormai quasi al 100%. E concludo anche dicendo che non era qui che volevo parare...
Su questo bel computer, o meglio sul mio schermo attaccato ad esso, stavo giusto pochi minuti fa guardando il mio estratto conto e non posso nascondere una certa preoccupazione. Abituato a vedere laute somme, grazie a una vita "al risparmio", le cifre sono nettamente calate a causa di una serie di bollette stratosferiche (dell'Enel) per le quali si sta ancora tentando di trovare una spiegazione razionale, prima di scrivere un X-File!

La mia situazione finanziaria era già stata debilitata dal recente viaggio a Ivrea dai miei e mi sono quindi trovato in una situazione, per fortuna stazionaria (o almeno così credevo...) di fondi abbastanza limitati: non un grosso problema.
La cosa brutta è che, ignorando il detto "ERRARE UMANUM EST, PERSEVERARE DIABOLICUM", cosa che faccio molto spesso anche per altro, mi è venuta una strana smania di shopping su internet, animata dalla sottile speranza di fondo che tutto ciò prima o poi frutterà qualcosa.

Ho infatti iniziato ad assemblare computer in base alle offerte più vantaggiose che trovo.
Inizialmente ho pensato che il computer che stava venendo fuori (ce l'ho qui sulla scrivania... che bellino...) sarebbe stato per mia madre: per estinguere un vecchio debito... Poi però ho anche realizzato che pur offrendo il grazioso oggettino a un prezzo che mi consentirebbe un più che modesto guadagno, i potenziali acquirenti vedrebbero la macchina come un bel bang for the buck, che tradotto in "parole ricche" (ossia in una lingua neolatina...), significa che il rapporto qualità/prezzo resterebbe buono e potrebbe attrarre più di un potenziale acquirente.

L'episodio del terzo computer (dopo quello assemblato per Bruno) di merello67 doveva essere un "unicum" e mi sono quindi dato ancor più di recente ad altre compere. Stavolta ancora più esotiche: profumi.
Come qualcuno saprà, un buon profumo da uomo costa nel migliore dei casi 35 euro.
Come invece in pochi sapranno, molti profumi che hanno "fatto storia" (per lo meno nel mondo che si interessa di "stravaganze"), non sono più in vendita da anni oppure non hanno mai raggiunto le comuni profumerie in certi paesi (come dicevo con mio cugino, l'Italia sembra essere in gran parte aliena a questo mondo).
Se aggiungiamo queste informazioni (che riassunte vogliono dire: "i profumi rari valgono un sacco di soldi") al fatto che ho io stesso una passione per i profumi e che ho trovato la possibilità di comprare a meno di 70 euro ben 3 profumi rari e un set di 3 prodotti di un profumo mai visto da me in Italia, abbiamo trovato la conclusione di questo discorso: ho speso 70 euro in pochi minuti.
Chiaro: è quasi un investimento, visto che rivenduti subito sarebbero già un guadagno del 100% come minimo, ma il problema è che conoscendomi mi affezionerò se non a tutti a gran parte di questi "oggetti del desiderio".

Sarà il futuro a stabilire se ci sarà un guadagno e soprattutto se ci dovrà essere, visto che alla fine sono anche uno sfizio e l'inizio di una bella collezione. Dovrò ponderare i vari aspetti della cosa.

Ora come ora vedo già però un altro business che non chiede altro che la mia rapidità di scelta: acquistando due inserzioni su ebay sarei in grado di assemblare un computer completo con cui guadagnare almeno il 100% del costo oppure di regalare questo a mia madre e vendermi il più performante computer già quasi pronto.

Ok, vi ho dato uno sprazzo di quella che sta diventando una fabric... sia nella mia mente che nella realtà in senso lato.

Altre notizie volanti:
--- Il papero che come molti di voi sanno ha ormai piazzato la sua puzzolente bandiera nella mia cucina, conquistandola a pieno titolo, verrà sfrattato domani o al più tradi entro la settimana corrente, per la gioia dei nostri olfatti e in previsione di qualche cena a casa mia come "ai vecchi tempi"...
--- Il blog della campgna di D&D "Aurea Etas" verrà presto aggiornato con i dettagli sulla sempre più fitta trama che contraddistingue il sempre più complesso e per molti enigmatico mondo fantasy da me creato.
--- Se qualcuno di voi possiede un cd avviabile di Windows 98 o 95, di quelli che mi possono dare un'interfaccia dos come si deve, me lo faccia sapere al più presto: devo aggiornare il bios della scheda madre di Bruno per far usare a XP la datata scheda grafica PCI.

Per oggi è tutto, anche se la giornata è da poco iniziata...
Un consiglio musicale generico, per restare in tema col titolo del post, e buona notte a tutti.

FABRIC LONDON: compilation e lives house da Londra per tutti i gusti o quasi... Una scoperta per cui devo ringraziare il mio "vecchio" professore di Italiano e Latino, Curnis.

sabato, marzo 18, 2006

p r i m a v e r e

Sono spento. Smorto. Da una settimana almeno la mia "occupazione" è saltare doveri, snobbare piaceri...
Se mi chiedessero come va, anzi che dire "Si tira avanti" dovrei rispondere "Si spinge indietro".
Tralasciando motivazioni serie (nel senso che non fanno ridere, ma niente di grave), vorrei parlare della motivazione meno seria, ma non per questo meno importante, quando si vive di cazzate come in questi giorni.
Ed è la primavera.

Io in primavera sto male. Sarà che la mia essenza è forse autunnale o sarà che d'estate sto molto meglio e che l'inverno ha perso, qui in Sardegna, anche il suo lato più negativo (il freddo), ma la primavera proprio non mi va giù.

Tempo fa mi piaceva, credo. Quando avevo circa dai 6 ai 12 anni. All'epoca io ero molto più paziente e vedevo nella primavera già la luce dell'estate. Per di più rappresentava belle corse fra i prati e scampagnate in mezzo a ruscelli... Sentivo nell'aria un'allegria che ora non sento più. Perchè forse non c'è più.
Arrivata l'adolescenza per me la primavera si trasformò in un grande e stupido carnevale. Una maschera sorridente dietro la quale nascondere i più apatici fra i sentimenti.
E così mentre prima il mio ozio primaverile (perchè sia chiaro che per me è la stagione dell'ozio) veniva accompagnato da belle canzoni che io stesso mettevo, per esaltarmi e gioire del conto alla rovescia che batteva nel mio cuore; dopo, la primavera, non fu altro che un'inutile affanno, alla ricerca di ragazze più volatili di granuli di polline al vento.

Non è la cronica scarsità di successo con le ragazze che mi fece odiare la primavera (essendo cronica non era diversa da quella delle altre stagioni), ma la falsità.
Le persone felici in primavera le vedo come gente che si compiace del ticchettare di una bomba ad orologeria posta sotto il loro sedere: la pazzia incarnata.

Vi sembrano tutte considerazioni prive di logica e derivanti da puerili problematiche adolescenziali? Potrebbe darsi, ma più che altro sono i frutti di una noia quasi irrazionale. Di un'aridità di pensiero che difficilmente in me si può riscontare.

Ma torniamo ai bei tempi.
Quando avevo 12 anni, già da Aprile sentivo le onde scrosciare sulla battiga e non me ne fregava niente di vivere il momento. Potevo farmi un baffo degli altri, perchè ero perfetto in me stesso.
Ora vorrei obiettare: erano veramente bei tempi? Forse per la mia primavera si, ma per me no.
Preferisco la condizione attuale in cui la primavera non la snobbo più come a 12 anni e non la odio più come a 18: è una stagione difficile, ma chiudermi in me stesso è una tendenza che devo scacciare.
"Va di moda in me", di questi tempi, sintetizzare il buono di ciascun periodo della mia vita. E così dico: mettiamo si bella musica, ma non per ascoltarla da soli in preda a sogni di bellezza e successo; in compagnia e animati dall'impegno di realizzare quei sogni.

Che poi i sogni si realizzino solo in estate, oggi come ieri, è un altro discorso...

venerdì, febbraio 24, 2006

t r a n s

Titolo dai vari significati per questo post anomalo...
E' "trans" il post stesso, perchè pur essendo un post di merello67, viene scritto da cuniberti14, ossia la mia residenza eporediese (ossia di Ivrea, mia residenza dal 2003 al 2005).
Ma a questo carattere "trans" del post ci ho pensato dopo...
L'istinto di scrivere trans mi è venuto dopo essermi guardato allo specchio: sembro proprio un trans: ieri notte anzi che mascherato ero infatti dipinto (da Darth Maul... non so se avete presente: Star Wars I) e prima di coricarmi mi sono dovuto togliere i chili di fondotinta rosso e nero, ma non se n'è andato il contorno occhi che mi ero fatto per sembrare ancora più strano.
Cosa dire della permanenza a Ivrea? Qui sembra tutto come sempre. SEMBRA. In realtà vai a grattare un po' e scopri dei dettagli nuovi (o vecchi, ma precedentemente sconosciuti). Cambiano soprattutto le persone, o meglio, le vite quotidiane delle persone.
L'università cambia un po' tutti, dicono. Sto ancora cercando di capire se il discorso vale anche per me. Sono portato a credere che abbia più che altro cancellato dei cambiamenti che avevo subito in precedenza, facendomi ritornare quello di prima. Una cosa molto positiva. Del resto l'ho sempre detto che io ero fatto per l'università. Già alle medie sapevo che le superiori alla fine non mi sarebbero piaciute quanto l'università. Ma del resto stiamo parlando di una persona che ha vissuto in circostanze molto particolari...
Ed è proprio di questo che prima si discorreva: le cirocstanza plasmano gli individui. Chi più, chi meno.
Alcuni miei amici hanno preso una strada diversa, altri invece hanno corso di più sulla strada che già avevano preso.
Secondo il mio caro "coinquilino", io sono ACQUA: prendo la forma del recipiente e non si può conoscere la mia vera forma perchè non c'è.
Credo che sia andato vicino alla verità. Almeno sul fatto che non mi si possa conoscere. Sul fatto però che io non abbia una forma... beh, del resto lui stesso l'ha detto in tono preoccupato: non è una bella cosa. E non credo sia così, anzi.
In compenso è vero che un sacco di altre persone hanno una forma molto ben visibile. E io sono un maestro nel memorizzarne i particolari e inciderli in un bel catalogo che ho in testa... ma sia chiaro: non sono uno che "si fa un'idea delle persone e quella è e rimane"... nossignore! Io intuisco la dinamicità della vita e delle persone e mi sembrerebbe quasi blasfemo catalogarle, ma io infatti non catalogo le persone. Catalogo delle "forme".
E' per questo che poi con un lavorino di immaginazione "guidata" riesco per esempio a dire: "Cavolo, scommetto che quella ragazza mi sta pensando e che ci troveremo molto bene assieme, al punto di rischiare guai". E notare che la ragazza in questione non ha mai avuto grossi rapporti con me, anzi: quasi non ci conosciamo.
Eppure questa pura congettura fantasiosa si è dimostrata vera al 100%. In classe mi davano infatti del medium o giù di li. Ma il segreto sta tutto nella sensibilità per capire tutti quei particolari delle persone che stanno un po' sotto la superficie e nell'immaginazione per creare vari scenari ipotetici. Alla fine si dedurrà quale di queste ipotesi è la più verosimile.
E' un po' troppo simile al metodo scientifico, vero? Può essere.
Di Ivrea comunque non parlerò più: qui l'ADSL è a tempo e non vorrei gonfiare troppo la bolletta di mamma... A presto!

mercoledì, febbraio 15, 2006

e l d r i t c h - w a r l o c k

Leggevo il precedente post... E a (s)proposito di castelli [no, non vi preoccupate: questo post non sarà uno "psi-flow" come l'ultimo] mi viene in mente che stasera mi sento proprio rinchiuso in un castello.
Sono una specie di WARLOCK (Direttamente da wikipedia, per chi non fosse a conoscenza del termine: "The normal etymology derives warlock from the Old English wærloga meaning deceiver, or "oathbreaker"[1]. However, one source suggests that the word may come from the Old Norse varð-lokkur, "caller of spirits". Varðlokkur is also translated by some as 'ward-locks' or 'protections', and is an invocation chant used in spæ (scrying)"): una figura tetra, solitaria, stregonesca... molto eldritch... e molto "maledetto".

Che io sia stato recentemente maledetto è un dato di fatto e questo sicuramente aggiunge alla goticità della mia persona, ma diciamocela chiaramente: non erano maledizioni serie... Diciamo che recentemente sono stato più a fanculo che in altri posti, ma è comprensibile vista la grande fortuna (che brutto chiamarla così...) che mi sta accompagnando già da un bel po' di tempo.

Saranno coincidenze astrologiche? Strani accostamenti astrali? Si, fa molto warlock anche l'astrologia... E per completare la magia mi vado a prendere e accendere una sigaretta...

E quindi mi ritrovo nel 2006 a rievocare suggestioni cinque-seicentesche, avute fra l'altro da sette-ottocenteschi, che però avevano forse in mente delle falsissime pretese di retrodatazione sino agli anni bui medievali o forse ancora precedenti.
Ma viviamo in tempi di grande revisionismo e come si da credito ai Maya Galattici (tm), perchè non pensare a warlocks del pleistocene, rinchiusi in altissime torri più antiche di Stonhenge, magari tutti assorti in contatti con spiriti ultra-terreni (o extra-terrestri...)... Torri che ora sono solo polvere ma che anni più tardi dovevano far parlare di una certa Babele... Warlocks che più tardi vennero classificati come semi-dei o draghi...

La verità è che il mago rinchiuso nel castello è una specie di archetipo umano: chiamatelo scienziato pazzo, segaiolo, nerd o strambo individuo...

Ebbene, io mi potrei spesso classificare, come molti di noi, come uno di quelli.

Abbiamo sempre qualcosa da rimuginare, qualcosa che ci tormenta e che sta all'esterno delle arcane mura di roccia in cui ci rinchiudiamo. So che proprio in questo periodo non mi si dovrebbe vedere come tale, visto che a detta di molti "sono sempre in giro", ma basta qualche frase... Qualche sentenza altrui e io già mi rinchiudo indignato. A pensare: "Ma guarda tu, che mondo ingrato..."

Ma ora basta: mi godo gli ultimi momenti di "eldritchness" e poi me ne vado a letto: domani altro che castello! Si va in gita con colleghi, con tanto di pranzo al sacco, verso le colline di Caporterra. A fare i piccoli geologi in erba.

venerdì, febbraio 10, 2006

p s i - f l o w

La costruzione mia è agile e solida, piena di dettagli - grandi stendardi e buchi neri.
Quegli inghiottitoi più non inghiottiscono però e c'è musica nell'aria. LA musica.
Salendo, vorticando, rota-zoomando arrivi a un punto in cui delle guglie sei soddisfatto.
Entri e conosci tutto bene, ma ti compiacci addirittura di correre, saltare e fare capriole nelle strane sale -
nelle luminose terrazze così come nelle buie cripte - illuminate di neon blu verdi neri.
I colori sono i tuoi, ma anche quelli esterni sono entrati e li vedi in armonia, rilassati, sicuri di loro stessi, tutti collocati dove sai, dove hai voluto e anche dove non hai voluto, ma li hai accettati con due risate e tre lacrime.
Conosci veramente tutto del bel castello e sai anche che se sembra finito è in realtà ancora alle fondamenta.
Non puoi dimenticarti che tutte quelle belle forme stanno solo tendendo a qualcosa.
Quel qualcosa è il grande bastione che ADESSo dovrà sorgere.
Quel bastione a cui si aggiungeranno inevitabilmente torrioni altissimi anche se adesso non vedo spazio dove piazzarli senza che mi sembrino in bilico - equilibrio di angoli irreali - dovrà poggiare proprio lì... o forse un po' più in là.
Mi chiedo dunque come usare tutti quei bei materiali... Quelle gemme scavate nella montagna che proprio grazie al quasi perfetto arroccamento del maniero hai avuto la possibilità di trovare, scavare, estrarre, lucidare e preparare.
Saranno i mattoni per continuare.
E il progetto già c'è. A differenza di alcuni castelli vicini, qui è già tutto ben studiato.
E il bello di questo progetto è che nella sua intinseca prevedibilità PREVEDE IN REALTA' UN BEL NUMERO DI IMPREVISTI, ACCURATAMENTE RICERCATI PER NON ESSERE TROVATI PRIMA DEL TEMPO!
C'è da gioire di questo! Ma solo se ti piace soffrire come me.
Ma ci sono quegli spigoli nei blocchi che userai... Non sai che collante usare.
Quei torrioni già li vedi, MA NON CI CREDI. Devi SPERARE.
Cosa fare?
Forse è meglio uscire un attimo e guardare gli alberi, la luce che filtra con mille luccicchii dalle foglie mosse dal vento. La VERA COSTRUZIONE: LA NATURA.
Impariamo dalla natura e creeremo tutti i "benches" - inclusi i WORKBENCHES - che ci serviranno.
I rami di quell'albero di metallo roccia e cristallo devono SORGERE, non essere montati.
La nostra grande intelligenza, tecnica e scienza non sono altro che un adattamento, un'emulazione e una scommessa - alla, della e sulla NATURA.
STANDO AL SOLE IL PROGETTO CRESCERA'...
Chi fa piovere dall'alto c'è già.

martedì, gennaio 31, 2006

r a z a

La "Raza". Termine ormai noto a molti grazie alla (pseudo)cultura sviluppata dal Wrestling americano. La raza è un altro di quei termini che come "parranda" non è molto traducibile. La traduzione che adesso mi viene in mente attinge u po' dal sardo: "cricca" (o si scrive "crica"?). A differenza di questo termine, però, "raza" ha un valore più intimo e indica spesso un gruppo familiare allargato: un clan.

Stasera l'ho passato con la raza: Bruno, Francesco e Mattia. Ognuno a suo modo è persona per me intima.

Abbiamo bevuto, io appena tornato dal catechismo, una quasi "criminale" quantità di Rhum, portatomi inaspettatamente da mio cugino Francesco, che, abbastanza facilmente viste le esperienze che condividiamo da ANNI, ha capito bene come prendermi...

Si è parlato di molte cose e forse con più enfasi delle mie recenti vicissitudini.

Si parla di donne. Si parla con loro con sprezzo, rispetto, volgarità, stima, amore, ilarità e con mille altri stati d'animo contrastanti. Così come sicuramente loro parlano di noi.

Mi sento messo alla prova in questo periodo. Eppure sono stranamente tranquillo. Perchè quando si gareggia nel bene, anche una sconfita rappresenta una grande vittoria. E se si "vincesse", con tutta probabilità ci si sentirebbe peggio.

In questo momento sto ascoltando una canzone de "Los Yakis"... Gruppo messicano che prende il nome da un'antica tribù indiana, oltre che da me..! Penso che avrei voluto vivere in tutte le culuture e in tutti i tempi di questo mondo. Penso che tutto per me sia alla fine molto divertente in questa nostra condizione.

Sarà un pregio?

Come al solito lascioa voi la risposta...

lunedì, gennaio 30, 2006

e' v i t a

Sono tornato adesso.
Ogni esperienza sta diventando sempre più profonda e vissuta nella mia vita.
Forse sto cambiando.
L'amore si fa lentamente, ma inesorabilmente strada dentro di me, cambiando la luce sotto cui vedo ogni cosa, ogni momento, ogni ricordo...
Il passato il presente e il futuro: queste forse le tre essenze di cui sono sempre stato composto. Questi forse sono Yaki, Rafael e Rockman. Questo forse il filo conduttore di quel diario che dimenticai di portarmi dietro in questo mio viaggio, che più che essere un viaggio fa sembrare un viagio tutto quello che è stato prima.
Le emozioni si amalgano tutte in una specie di zucchero filato multicolore, pieno di sapori e di profumi; pieno di nostalgia e stupore.
La Paura bussò alla porta; la Fede andò ad aprire, e non trovò nessuno.

Questa la frase che ha dominato questa settimana... La più bella che mi possa ricordare in questo momento.
Quella la frase che ho pensato quando poco fa, dopo aver scambiato parole d'oro con una persona d'oro, chiuso in riflessioni nella mia macchina, con una sigaretta fumante e una canzone che ha segnato la mia vita, la canzone stava per finire e il "caso" avrebbe dovuto scegliere la prossima canzone, la prossima emozione...
In quel momento, il "caso" si è rivelato quindi "caso" e non caso, quando un'altra canzone della mia vita ha fato irruzione in quell'ambiente familiare...
Non potevo non scrivere di questo sms from god, come io e il mio migliore amico chiamiamo questo fenomeno a noi più che noto.
Si diceva con questo mio amico, camminando verso la Nostra discoteca, che è chiaro agli occhi di tutti che in questo mondo in cui viviamo qualcosa "non quadra"... Lui chiamerà sempre quel qualcosa, un qualcosa che non quadra. Io chiamerò sempre quel qualcosa, La cosa che quadra. Questa la nostra differenza e all'unisono eterna sintonia.
Sono quei momenti che mi mancano. Insieme alla voglia improvvisa di fare TUTTO... e TUTTO ALLO STESSO TEMPO...

Ma anch'io devo dormire.

E domani c'è da fare...

George Michael - Careless Whisper --- Paul Young - Everytime you go away
: le canzoni che mi accompagneranno per sempre.

domenica, gennaio 29, 2006

t o o - g o o d

Questo blog non è morto! Tutto il tempo trascorso senza nemmeno un post verrà presto recuperato anche solo nella qualità dei contenuti, perchè sono successe cose troppo belle...

Quando qualcosa è troppo bella, secondo voi stona? Non sta "male"? Mah, secondo me il troppo è un concetto limite: non esiste.
Citerò nuovamente Carlo Coccioli che con questa frase citava, fra l'altro, non so più chi...):
A little too much is just enough for me.

Ho conosciuto più persone nelle ultime 2 settimane che negli ultimi 4 mesi, se non erro . Ma questo non sarebbe importante se fra queste persone non figurassero un sacco di colleghi e colleghe che bisognava forse conoscere un po' prima!
La nostra facoltà, ha, infatti, grande potenzialità dal lato dei contenuti, ma anche dal lato degli studenti: di noi "matricolette" che abbiamo tutti qualcosa in comune, spesso anche dettagli che ci rendono un gruppo indiscutibilmente e stupefacentemente solido!

Abbiamo iniziato a frequentare case dello studente ed era proprio come mi aspettavo. La cosa che mi stupisce è, ripeto, come non esserci finito prima!

A questo periodo di bellezza non potrà non seguire a ruota (o A BOMBA!?) un periodo di grande "repulisti" fisco, morale ed esteriore nella mia vita quotidiana.
Annuncio ormai ufficialmente un rinnovato impegno nella mia cura personale e nella cura di questa casa, nella speranza che prima o poi ritorni a sembrare una casa come si deve...!

Ora devo iniziare il "ribaltone" spedendo due email, quindi chiudo qui il post citando da questa incredibile giornata:
E' troppo bello!

venerdì, gennaio 13, 2006

5 t u e s t r a n e a b i t u d i n i

Il primo giocatore di questo gioco inizia il suo messaggio con il titolo "cinque tue strane abitudini", e le persone che vengono invitate a scrivere un messaggio sul loro blog a proposito delle loro strane abitudini devono anche indicare chiaramente questo regolamento. Alla fine dovrete scegliere 5 nuove persone da indicare e linkare il loro blog o web journal. Non dimenticate di lasciare un commento nel loro blog o journal che dice "sei stato scelto" (se accettano commenti) e ditegli di leggere il vostro. * Si avvisa che i giocatori che hanno già piacevolmente giocato una volta non possono (sottolineo non possono) ricevere altre nomination e rigiocare nuovamente... è una dura realtà, ma è così.

Ebbene, sono stato nominato! Ecco quindi 5 mie strane abitudini...

1: Quando devo studiare qualcosa che mi agita più del solito, soprattutto la sera prima di un esame quando devo fare il ripasso finale, mi bevo un bicchierino o due di superalcolico: la cosa mi aiuta ad essere abbastanza rincoglionito da credere che tutto quello che sto studiando sia facile e divertente. Il successo è assicurato: primo esame che ho fatto studiando così ho preso 30.

2: Mentre sto camminando per strada, mi piace immaginare di essere immerso in una fisica totalmente aliena e impossibile, in cui volendo posso nuotare nell'asfalto, teletrasportarmi a destinazione, fare sgambetti ai pullmann e farli volare o compiere altri tipi di azioni, spesso violente o distruttive, completamente fuori da ogni logica e immaginazione (per lo meno immaginazione sana, non come la mia...). Adesso che ci penso semra un po' la pubblicità della Peugeot 1007: mi hanno copiato l'idea.

3: La mia vità è (o è diventata) un alternanza di periodi in cui ho abitudini completamente diverse. Principalmente si divide in perodi in cui ho l'abitudine di invertire il giorno con la notte (come adesso) e periodi in cui sono più sano di mente e ho l'abitudine di fare tutto bene ed efficientemente come un robot.
Credo che la cosa sia regolata dall'impulso sessuale, ma non ho ancora capito se i periodi sani derivino da impulsi più malati o viceversa...

4: Ho l'abitudine di fischiare da moltissimi anni. Fischio le canzoni, come se si trattasse di un karaoke non canoro. Mi ricordo le più piccole variazioni di tono e le ripeto spesso alla perfezione col fischio, spesso anticipando di qualche microsecondo la canzone. Alla maggior parte delle persone la cosa però non deve sembrare un granchè perfetta, visto che mi chiedono di smetterla!

5: Ho l'abitudine di pensare (e scrivere!) le cose che richiedono più creatività quando sono al cesso. Anche lo studio mi ci riesce bene, ma il rendimento migliore si ha quando "lavoro" su Dungeons & Dragons... Un "lavoro" che è ormai un'abitudine e che fra l'altro svolgo quando è meno necessario farlo e viceversa.


Le ho scritte molto di getto: non sono in ordine di importanza e non sono le più importanti... sono solo le prime che mi son venute in mente... E che potevo scrivere...

Non ho ancora 5 link a blog di persone che conosco e anzi, non ne ho neance uno visto che quell'unico che avevo è della persona che non posso nominare perchè ha nominato me! Chissà se riesco a trovarli.

venerdì, gennaio 06, 2006

a u r e a - e t a s

Corrono gli uomini di stirpe più pura nelle praterie.
I giganti riposano all'ombra delle montagne, recuperando le forze per costruire immani templi in onore degli dei.
I grandi dragoni contemplano le nuvole avvolti nelle loro spire ai picchi innevati.
Gli dei solcano i cieli sui loro carri dorati, trainati da uccelli di fuoco che rombano come il tuono.
Gli uomini di stirpe semidivina si crogiolano nel lusso, protetti, dalle genti barbare e dai mostri creati dalle divinità malvagie, dall'oceano stesso: perchè abitano in una favolosa terra in mezzo al mare, dove le navi volano e le lanterne brillano tanto da trasformare la notte in giorno.

Di cosa sto parlando?? Del magico mondo che ho ideato come ambientazione per la mia campagna di Dungeons & Dragons. Tutto è partito da una mia non banale considerazione: "perchè in tutte le avventure fantasy giocate con Dungeons & Dragons gli elfi devono essere altezzosi e belli, i nani testardi e brutti, gli gnomi dei giocherelloni ingegneri e gli halfling dei furtivi e strambi individui? Perchè Tolkien dice così? Ma allora giochiamo nel mondo del Signore Degli Anelli. Perchè rubare a quel mondo TUTTE le sue idee per crearne un altro dove al posto di Aragorn, Gandalf e Legolas ci siano i giocatori nelle vesti di guerrieri, maghi etc?".

Ebbene, non che io mi sia un granchè sforzato di creare un mondo originale... Anche perchè ho preso ispirazione dalla nostra stessa Terra, niente meno... O per lo meno dalla nostra "età dell'oro": quel periodo, narrato con nostalgia da tutti i popoli, in cui gli uomini e gli dei si incontravano e in cui a volte i primi tentavano di emulare gli altri, giungendo ad epiche catastrofi che infine si traducevano con il passaggio a un'età più buia e a un futuro che mai più rivedrà gli stessi splendori e la stessa abbondanza...

Naturalmente ho stravolto e reinterpretato l'intero concetto, rifacendomi alle teorie, oggigiorno definite pura fanta-archeologia (molti studiosi russi della metà del secolo scorso ne parlavano in termini scientifici), secondo cui tutti questi miti non sarebbero altro che dei ricordi distorti molto simili a quelli che potrebbe avere la nostra civiltà se, ridotta ai minimi termini da una catastrofe globale, cercasse di ricostruire dopo secoli, il suo passato...
Ebbene si: il mio mondo fantasy presenta tutti quegli elementi che la maggior parte delle persone che hanno fatto studi classici odiano: Un'Atlantide vista come nazione tecnologicamente avanzata, Un'India il cui cielo viene solcato da vimana e un Messico popolato da quelli che si potrebbero definire dei Maya "galattici"...

No, non vi spaventate troppo: innanzitutto non uso la geografia del nostro pianeta e nemmeno la nomenclatura, anche se quasi tutti i nomi sono versioni storpiate di quelli che compaiono in antichi testi indiani come lo Srimad Bhagasvatam, o il Mahabharata .
I giocatori quindi possono interpetare gli Asviny (Asvin = nome che identificherebbe gli atlantidei nei testi vedici), visti come evolutissimi (e spesso corrotti) elfi abitanti di Aztlid (in ricordo di Aztlan: nome che in lingua azteca significa, guarda caso, isola) oppure i nani Shard (in ricordo degli Shardana), abitanti dell'omonima isola, colonia di Aztlid. Oppure possono provenire dalle fredde terre del Njord, dove gli uomini bestia lottano contro gli uomini guidati dai mezzelfi detti Ari.
Gli Djinn e gli Efreet, notoriamente arabeggianti, li ho trasformati in semi-divinità nordiche, imbarbarite a seguito dello scontro fra i re Eidolon e Lokfrey, impazziti, secondo la leggenda, a causa di due magici bracciali del potere (e qui mi sono direttamente ispirato al mitico videogioco per Mega Drive The Story of Thor)...

Insomma: è il mio mondo e ci ho messo quello che voglio! Si spaventeranno i giocatori quando sentiranno di "dei" sparare "fulmini" dalle loro rombanti "aquile d'oro"? Non lo so... ma si ricorderanno magari di qualche scena del film Stargate...

Il rischio è solo quello che mio cugino, giocatore, ha da subito prospettato più o meno con queste parole: "finisce che ci saranno Conan il Barbaro insieme a Spiderman, Wonder Woman, Attila, e Bruce Lee combattendo contro i Maya Galattici sulla Morte Nera!"... l'idea continua ad affascinarmi!

i n s o m n i a

E' molto tradi, ma non ho sonno.

Reduce da uno strano periodo, il mio organismo è completamente assoggetatto dal cervello, che ha molta voglia di vagare alla ricerca di nuovi stimoli e così scrivo...

Evento degno di nota è sicuramente l'arrivo e la partenza dei miei genitori: se adesso ci penso mi sembra che siano stati qui... un giorno. Mi è sembrata una lunga giornata in cui si ripetevao più volte delle attività "prestabilite". Un ritorno all'ordine che non è stato traumatico, ma che è stato sicuramente una novità.

E alla fine questo breve parto a dato alla luce un piccolo, prezioso, cambiamento alla mia vita di tutti i giorni. Nuova sicurezza? Non esattamente... Piùttosto una forma di relax. Alla luce calda che filtra dalle nuove tende montatemi da mio padre... Sotto l'acqua calda datami dal boiler montato insieme a mio padre... Comodamente seduto sul divano i cui braccioli non ballano più, per merito di mio padre e infine ascoltando la musica che desidero in macchina grazie alla potente autoradio MP3 regalatami da... Ci siamo capiti! Insomma, si direbbe proprio che i pochi giorni che sono potuti stare con me i miei mi abbiano parecchio viziato.

Tutte queste piccole cose che nella casa son cambiate con il solo passaggio dei miei sono quelle cose che io avevo sempre trascurato. Ho iniziato a capire che i difettucci nell'ordine della mia "stanzetta" di Borgofranco e di Ivrea si sono ripetuti nella mia nuova casa. Dev'esserci un collegamento e direi che per forza di cose quel collegamento è proprio la mia personalità.
Attraverso la vita da soli, anche uno che, come me, pensa di conoscersi completamente, scopre nuovi e divertenti dettagli su di sè.

Non parlerò molto per esteso del mio capodanno, limitandomi a dire che essendo stata la giornata del 31 dicembre una schifezza, dal primissimo inizio fino alla fine (donne, se pensate di essere sfigate perchè vi viene il ciclo, ricredetevi molto velocemente...), non potevo essere in grandissima forma per la notte.
Non si può non dire però che i presenti alla festa hanno saputo tutti mettermi a mio agio (molti di loro quasi non li conoscevo o non li conoscevo del tutto) e non mi hanno mai escluso. Si sono addirittura ubriacati con i miei drink, la qual cosa mi rende più che felice!

Ho riscoperto, però, come con i miei coetanei i rapporti siano sempre più complicati in confronto a quelli con persone più grandi e anche più piccole di me.
Mi è corsa una voce nel cervello che diceva: "è perchè hai sempre avuto paura di confrontarti.". La lasciamo perdere questa voce? Mah... Lascio a voi l'ardua sentenza.

E mi metto a scrivere un altro post...


David Sandborn - Cristo Redentor
: la canzone trasmessa dalla stazione ShoutCast che sto ora ascoltando.

giovedì, dicembre 22, 2005

u m a n o

Sono tornato.

Ho fatto pipì senza fare rumore. Chi dorme qui accanto ha passato una brutta giornata: meglio non svegliarlo. Esco, faccio per aprire la porta di camera e il frigo vibra, come sempre sbattacchiando la collezione di bottiglie sul mobile lì attaccato, facendo un casino.

Ma ero già tornato da un po'...

Stavo nella mia macchina. Su Radio Club, la stazione che mi ha accompagnato sempre da quando son qui, davano una canzone che non mi piaceva, ma ho pensato di aspettare a sentire cosa veniva dopo, e... "puntuale", arriva My Way di FRANK SINATRA. Una canzone che altre volte avevo sentito tornando da una serata con amici. Una canzone che più volte ho ascoltato e cantato o fischiato con mio padre... Che la sa tutta. Una canzone che più di molte, trasmette ciò che posso solo chiamare umanità.
Una vita da spendere. In parte spesa. Dice: "Regrets, I've had a few", ma sottointende che quei "few" non erano sicuramente "too few to mention" come poco dopo specifica...
La "my way" è più voluta che creduta? Ma è così bello pensarlo! Un sentimento dolce-amaro. Brividi ti pervadono quando ci pensi. Chè dopo aver percorso "each and every highway" l'anima inizia a setire che è... umana. Destinata a una VITA. Da percorrere come una strada. Per arrivare alla "final curtain" dove "the end is near".

Stanotte non è stata una parranda, ma in quel momento; nella "mia" macchina; ho sentito veramente la morte e la vita mescolarsi, sotto la luna...
Sono umano, che mi piaccia o no. E la morte fa parte di me.

Poco dopo già, però, ho avuto quasi la sensazione del contrario; quando lì lì per spegnere la radio ho "decretato" che avrei continuato ad ascoltare. E ho sentito note familiari. Così familiari che non me le ricordo più, come non mi sarei ricordato, anni fa, che maglione aveva indosso mio padre il giorno o che cosa aveva fatto mia mamma a pranzo. Note familiari e accoglienti. Anche se stavo involontariamente ascoltando la canzone in modo un po' critico, con la precedente a termine di paragone.
Ho iniziato ad avere sonno e mi sono perso nella musica e nella voce che sentivo. E ho pensato che avrei dovuto scrivere di tutto questo, perchè anche se con la musica si esprime così bene "l'umano", e io mi sono allontanato (definitivamente??) dalla musica già da anni, mi sono sentito letteralmente spinto a esprimermi in qualche modo.

La notte era iniziata con un po' di incertezza... non si sarebbe più andati a ballare e ubriacarsi, ma a vedere quel film che tanto ci aveva attratti: Le Cronache Di Narnia. Si sarebbe andati fra l'altro con una delle mie amiche da poco arrivate, che non vedevo da due mesi, ma che mi sembrava di non vedere da anni.
Non starò a parlare del film, limtandomi solo a dire che lo consiglio vivamente a tutti, ma più che altro vorrei ricordare, così, mettendolo per iscritto, quanto il film mi abbia... "colto nel segno"! Quasi come se avesse attinto dalla mia fantasia più remota. Quella di quando ero piccolo.


Se oggi, fra la dolcezza del film, l'emozione del trovarsi fra gente che mi voleva vedere, amici, e l'emozione di una canzone arrivata al momento giusto, non mi è scesa una lacrima... E' forse soltanto perchè me ne sono già scese abbastanza...

Ma perchè rimpiangere il pianto? Del resto io, umano, I DID IT MY WAY.



Frank Sinatra - My Way
: ascoltatela spesso. E magari cantatela!