Informazioni, notizie e racconti, sempre aggiornati, su questa casa "fuori dal tempo", che è la mia prima dimora a Cagliari oltre che la mia prima esperienza di vita da solo! Mi raccomando: commentate, commentate e commentate!


^ h e r e - i n - m e r e l l o - 6 7 - w e - t h i n k - i t ' s - p o s s i b l e ^

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
Visualizzazione post con etichetta riflessione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta riflessione. Mostra tutti i post

mercoledì, febbraio 13, 2008

l i k e - t e a r s - i n - t h e - r a i n

Voglio scrivere in fretta, senza fronzoli e senza pietà.
Il titolo di questo scritto che altro non è che un'altra "tear in the rain" nella mia vita, non vuole essere così triste come il mio stesso modo di scrivere vi sta già lasciando intendere. Vuole essere una contrapposizione al post precedente, che non è mio (è un semplice rimando a un altro blog), ma esprime una filosofia che è molto mia... E che forse è molto sbagliata ed è per questo che qui e ora voglio contrapporle il suo opposto, con una frase derivante non solo dallo stesso film (Blade Runner), ma dallo stesso dialogo, che forse perché citato qui in inglese, non vi ricorda una frase invece diventata celebre proprio con esso: "Ho visto cose che voi uomini non potete nemmeno immaginare".

Ebbene, in breve, riassumerò anche la "filosofia" alla quale volevo alludere precedentemente, quella delle cose "che voi umani non potete nemmeno immaginare".
Era fondamentalmente, vista dall'esterno, una bella e buona scusa per vivere come vivo. E come vivo? Passando un sacco di tempo nell'ozio, senza una meta.
Il replicante del discorso era destinato a morire. Ha provato tutto il possibile per invertire il processo, ma così facendo ha anche fatto un gran numero di atrocità e non solo... Ha effettivamente... Perso tempo, sotto un certo punto di vista. Perché non ce l'ha fatta. Moralmente può essere largamente lodato, visto che stava cercando di darsi una dignità superiore che gli spettava di diritto in quanto per nulla dissimile da un uomo, anzi, migliore. MA... Allora perché non ha usato quel suo poco tempo a disposizione per sfruttare bene le sue capacità? Perché era schiavo... Ok, allora lui ha ragione. Ma IO a vivere in questo modo, che ragione ho? Io inseguo come lui una cosa impossibile, inseguo fantasie e impulsi che mi portano sempre fuori dalla realtà, come il suo non voler morire all'ora prestabilita. Lui aveva serie ragioni per credere di potercela fare. Ma io delle cose che inseguo con la mia fantasia non ne ho nemmeno un'idea chiara e anche se me la faccio noto che sono cose che non solo sono impossibili, ma non sarebbero nemmeno utili se si potessero raggiungere.
Io ho preso molto a cuore l'aspetto poetico della sua vita (sto parlando per immagini, in realtà lui non è un modello che ho seguito, ma un modo per spiegare come sono), espresso nel suo discorso. Lui ha visto cose incredibili, come battaglie epiche nello spazio, immagini di bellezza e potenza inimmaginabile. Ed è un po' quello che vivendo nell'ozio uno (o comunque io) crede (o credo) di raggiungere. Crede che tutti i doveri a cui sta mancando corrispondano a delle cose stupende, un nutrimento bellissimo per la sua mente e il suo spirito... FORSE fino a un certo punto e soprattutto in certe condizioni, può essere vero. Come nel caso del nostro replicante impersonato dall'attore Rutger Hauer... Che aveva RAGIONI DI CREDERE che si sarebbe effettivamente potuta prolungare la sua breve esistenza.
Ma io ora voglio dire... Arrivando solo ora finalmente al tanto declamato lato pratico che volevo raggiungere... Che cosa mi aggiunge il vedere mille film a ore tarde della notte, lo stare fuori a bere a ore tarde della notte, lo stare a leggere di fantasia a ore tarde della notte... Se lo facessi in modo costruttivo... Ma è come se tutto fosse solo realmente, scusatemi, mi vergogno ma è così, una grande autoesaltazione del mio ego. Leggo, guardo, ascolto e faccio sempre lo stesso tipo di cose, a volte proprio le stesse identiche cose. Perché? Perché mi ricordano chi sono, ok, è importante... Ma quanto tempo mi occupa questa "pratica"? E cosa ne sarà di tutte queste belle immagini, queste belle sensazioni che provo... Nella mia vita e soprattutto in quella del mondo, quella che si può arrivare a vivere se si fa da bravi..? (Perché ragazzi e ragazze, c'è gente che VIVE IL MONDO) Ora vi spiegherò cosa ne sarà...

Voglio infatti arrivare ora alla contrapposizione di questa che si può definire "un'idilliaca fuga dalla realtà materiale soprattutto dai doveri morali, familiari, materiali, autoconservatorii, lavorativi, spirituali"... Perché se ora mi dite che non ci sono doveri io vi dico "SI, AVETE RAGIONE": io sono MAESTRO della negazione dei doveri, vi posso tirare fuori mille, milioni di dimostrazioni del fatto che i doveri non esistono. Ma è un bene se non esistono? I doveri non esistono come cose, ma DOVREBBERO (guarda un po') esistere come REGOLE. REGOLE che se tutto va bene nessuno ci impone, ma noi stessi ci imponiamo. Un po' di tempo fa un'amica mi ha dato quella che si suol dire una STRIGLIATA. Mi ha detto di mettermi delle regole. Una parte di me, forse una delle poche ancora sane (perché non prese nei vortici dello spazio dove si scontrano in epiche battaglie navi da guerra che irradiano di "raggi-C" il cosmo... Ossia perché a contatto con la realtà di tutti i giorni invece che con mille ricordi e dolci fantasie), ha mandato alcuni comandi neuronali, ormonali... elettrici e chimici... Che mi hanno portato a PIANGERE DISPERATO. Perché SI, la vita ha bisogno di regole per funzionare.

Oggi scrivo perché ho da poco chattato con un'altra amica, che amica non è, ma dal bene che mi ha inconsapevolmente fatto in diversi momenti, non faccio fatica a considerare almeno da parte mia come tale. Costei mi ha informato che lei, della mia stessa precisa età (ossia nata nel TARDO 86, siamo i piccoli della nostra annata), ha quasi il doppio dei miei crediti universitari. Ossia si laurea a luglio (notare che non è una cima e beve come tutti i giovani che... MI HANNO CONOSCIUTO...), mentre io starò al massimo forse dando esami e preparando i bagagli per andare in Bulgaria a divertirmi col mio migliore amico e studiare molto alla leggera il bulgaro, il tutto ricevendo soldi in abbondanza dall'ERSU. Si, starò vivendo belle emozioni, andando avanti nella carriera universitaria e magari anche portando soldi nel conto in banca, senza togliermi il lusso di sperperarne un po' in divertimenti. Qualcuno potrebbe anche dirmi che è molto meglio quello che faccio io. Una parte di me protesta il fatto che lei non ha dovuto lavorare (ma si ricorda poi che invece l'ha fatto eccome, non ci sono scuse quindi...) mentre io un pochettino si, per arrotondare. Ma sta di fatto che il doppio dei crediti si può raggiungere in un SOLO modo. Col doppio dell'impegno. E sta di fatto un'altra cosa. Che quei bei momenti che passerò io a luglio... Saranno come "tears in the rain". [Questa è la filosofia che mi voglio inculcare per uscire dalla mia attuale] Esattamente. Per lo meno saranno lacrime perse nella pioggia se messia confronto con la sua laurea, la sua apertura ad altre nuove possibilità (all'età di 21 anni signore e signori) che la avvicineranno a una realizzazione e a una stabilità, cose che per me arriveranno ANNI più tardi. Alcuni di voi mi potrebbero dire che io son messo comunque bene o nella media. Ma forse vi state dimenticando che io voglio farmi una formazione, ANCHE DI BUON LIVELLO, solo per poi lavorare guadagnando molto un paio d'anni per poi BUTTARLA VIA e ricominciare da zero la formazione (in realtà non da zero, ma comunque cambiare in qualche modo direzione) negli USA. Si, sarà per un bell'obiettivo, ma qui ci si dimentica un fatto. Che in tutto questo ci sarà bisogno di una seria dose di impegno. E l'impegno nell'arricchire la mia collezione di "tears in the rain" NON CONTERÀ UN CAZZO. NON COSTITUISCE NEMMENO UN VALIDO ALLENAMENTO. Tutti i miei bei momenti coi migliori amici che posso desiderare, con le più belle ragazze che potrò avere, con le più strane e belle condizioni mentali che potrò raggiungere, con le più evocative e nostalgiche fantasie che potrò creare... Saranno solo vaghe e lontane consolazioni per non essermi fatto o non essermi fatto appieno o non essermi fatto in tempo, la vita che voglio assolutamente fare.

Ricordiamoci quindi, qui sta la morale (che deve valere soprattutto se non solamente per me): pur essendo bello, meraviglioso a volte vivere come ci pare, restare estasiati di fronte a mille cose, arricchirsi di vaghe e peculiari esperienzine... Sono tutte lacrime che si perdono nella pioggia. E non perché son cose tristi, ma perché come le lacrime si perdono nelle gocce di pioggia, quei momenti si perdono e si confondono gli uni con gli altri e con mille altre cose e non ci lasciano alla fine niente su cui appoggiarci per poter salire una scala che ci porterà un giorno a vedere davvero il mondo e a VIVERLO.
Quindi... Le regole... Le regole me le dovrò imporre e dovranno essere loro a estasiarmi, non più le "attack ships on fire" ossia tutte quelle amenità che abitano la mia mente e vagano, appunto, come navi stellari nel vuoto, pronte solo a essere perse nel marasma, abbattute da altre navi nemiche che nella mia mente indovinate un po' chi ce le potrà aver messe... Se non la mia stessa fantasia. Che cosa me ne faccio di una grande conoscenza della vita se la vita non la vivo? Le regole quindi devono riguardare il VIVERE. Il mettersi in condizioni di VIVERE LA REALTÀ. Ho un corpo, una mente e uno spirito. Il corpo lo si fa vivere muovendolo, allenandolo e tenendolo in buona salute. La mente la si fa vivere STUDIANDO, leggendo cose COSTRUTTIVE e informandosi sul MONDO. Lo spirito lo si fa vivere grazie alla FEDE PRATICATA IN DIO. Ci vuole impegno.
Per vivere a questo mondo ci vuole un impegno che a volte non siamo assolutamente manco disposti a credere. Ma se non ci mettiamo sotto... Saremo noi alla fine, prima o dopo le nostre vane esperienze sbagliate e perditempo... A perderci... Like tears in the rain...

E RICORDA, RAFAEL ALESSANDRO ROMO MULAS, CODICE FISCALE RMMRLL86S18Z514T, NUMERO DI MATRICOLA 39940, SI, PROPRIO TU, UNIVOCAMENTE TU: DI VITA NE HAI UNA E LA VUOI VIVERE NEL MONDO. LA FANTASIA MAI NESSUNO ORMAI TE LA TOGLIERÀ, NON AVERE PAURA DI QUESTO. TI SERVIRÀ NON PER SCAPPARE DAL MONDO, MA PER VIVERLO MEGLIO. MA ORA NON LO STAI VIVENDO. IN MESSICO A VOLTE L'HAI VISSUTO. IN ALTRI POSTI E LUOGHI OGNI TANTO L'HAI VISSUTO. RICORDA CHE IN QUESTI POSTI E IN QUEI LUOGHI CI HAI MESSO DELL'IMPEGNO. RICORDA CHE TI ERI MESSO DELLE REGOLE E LE HAI RISPETTATE. VEDI DI FARE LO STESSO D'ORA IN POI, NON SGARRARE PIÙ SE NON IL MINIMO NECESSARIO, CHE DOVREBBE E POTREBBE ESSERE ANCHE ZERO: ASSENZA DI SGARRI DALLE REGOLE. PERCHÉ? NON SEI UNO CHE NON SOPPORTA LO STRESS. E NON SEI DISPOSTO A CREDERE CHE SEI UN PIGRO E TALE RESTERAI TUTA LA VITA. QUINDI AGISCI, LAVORA, TIENITI IN SALUTE, STUDIA, ONORA LA TUA FAMIGLIA, RENDI LA TUA CASA UN LUOGO ACCOGLIENTE, AIUTA GLI AMICI E COLTIVA LE AMICIZIE, GUARDA AL FUTURO, PREGA, IMPEGNATI, SCOPRI NUOVE COSE, SMETTI DI ESALTARE TE STESSO PERCHÉ NON DEVI PIÙ DIMOSTRARTI NIENTE, ORMAI SEI GRANDE E NON SOFFRI DI INSICUREZZE SE NON LE VUOI TU STESSO MASOCHISTICAMENTE SOFFRIRE. QUINDI TI RIPETO, RIMBOCCATI LE MANICHE, LA STRADA LA CONOSCI, HAI RISORSE SUPERIORI. AFFRONTA FINALMENTE QUESTA BATTAGLIA, PERCHÉ SAI DI POTERLA VINCERE, DEVI SOLO FARTI AVANTI. E COSI' FORSE NON ANDRAI PERSO COME UNA LACRIMA NELLA PIOGGIA.



P.S.: Lo dice lui stesso, il replicante, nel suo discorso... Tutti quei momenti (seppur fantastici) verranno persi, come lacrime nella pioggia... Noi quindi che abbiamo una vita più lunga dei suoi miseri 15 anni di cui 14 e passa di schiavitù... Viviamo in modo da lasciare qualcosa, in modo da costruire... Perché se vivremo nella nostra testa, staremo vivendo pure effimerità. Una volta costruite fondamenta solide, edifici solidi nella nostra vita... Quelle immagini belle che ci siamo in qualche modo privati, limitati... Potranno di nuovo sfociare nella nostra anima in tutto il loro splendore e renderci uomini completi e felici.

giovedì, febbraio 07, 2008

a t t a c k - s h i p s - o n - f i r e

L E G G E T E, o chiedetemi una traduzione, ma meditateci.

giovedì, gennaio 03, 2008

f u t u r a

E con un titolo che ha una valenza per me storica, affettiva, ironica, esilarante, commuovente (emozioni che tutte insieme mi possono essere evocate solo dal nome di un mezzo di trasporto... I pullman messicani "Futura"), lascio subito perdere la seconda "significanza", parola di cui un giorno voglio comprendere il significato, e passo al dunque: si parla di futuro.

Questo post è stato una bozza per mesi. L'avevo voluto scrivere più di due post fa, che sul mio blog equivale a dire un'era geologica...
Infatti, ho sempre voluto scrivere qui del mio futuro.
Questa volta però accoppiamo alla chiaccherata sul mio futuro una cosa importante, una penitenza assegnatami in confessione, che non vedo perchè non potrebbe essere pubblica. Devo cercare di avere in mente le mie motivazioni, i miei perchè per ogni cosa. E quale modo migliore di averli in mente, se non scriverli sul mio blog?? Che schifo la modernità, eh? :-D

Voglio essere leggermente breve perchè sono le 6 e 20 e come avrete intuito non mi sono appena svegliato ma semai sto per andare a letto...
L'ispirazione me l'ha data una inizialmente scazzata lettura di un'intervista alla mia (unica) star preferita: Natalie Portman, il mio amore-ossessione di una pubertà non lontana... Sono passati... 8 anni e mezzo dal nostro primo "incontro" al cinema, con Star Wars I. Non mi sono innamorato a prima vista. Diciamo però che entro la fine del film ero già cotto! :-D
La mia cotta nei suoi confronti, come moltissime mie cotte, non è mai finita del tutto. Proprio ora la fine dell'articolo che ho letto mi ha fatto battere il cuore pensandoa un incontro fra me e lei, quello che sarebbe potuto succedere a Giugno del 2001, nella "City That Never Sleeps", quando non ho avuto il coraggio di attraversare una fottutissima strada per vedere se era lei quella persona che tanti indizi mi dicevano chiamarsi Natalie Portman.
Ma torniamo al dunque...

Il mio futuro include tre grosse cose, tre grosse categorie di obiettivi: la realizzazione amorosa/riproduttiva, la realizzazione intellettuale/lavorativa e la realizzazione spirituale/morale.
Chiediamoci subito i perchè, mettiamo subito dei motivi.

Amorosa.
Amorosa perchè l'amore sta al centro della fede che vorrebbe stare al centro della mia vita e che è diventata il centro di questo mondo. Sottolineo queste importanze per un motivo: Dio si può percepire, si può essere sicuri della sua esistenza, ma la scienza non l'ha mai provato. Da uomo fondamentalmente scientifico quindi ho bisogno di grossi indizi per fidarmi di un qualcosa che non può essere provato. E uno di questi indizi è banale: il grossissimo successo del Cristianesimo. Del tipo: se ha avuto tutto questo successo, un motivo ci sarà. Vedo un certo "disegno" nel Cristianesimo in sè e nella sua storia che mi da un indizio della sua "grossissima verità". Amore anche perchè biologicamente è un sentimento fortemente connesso con la riproduzione, che a sua volta è biologicamente lo scopo ultimo di ogni essere vivente. E quindi riproduzione perchè voglio lasciare discendenza, numerosa se è possibile, con una sola donna, quella che amerò di più nella mia vita, se è possibile. Metto questi "se è possibile" perchè per ora non trovo motivazioni forti abbastanza da promuovere quei punti a "obiettivi sine qua non"...
Una nota volante... Da poco ho sentito definire che il cammino di vita di un cristiano dovrebbe essere "l'imparare ad amare" e mi ci sono sentito pienamente coinvolto. Da qui il collegamento religione-amore. Anche se qui un parroco che mi sta a cuore direbbe che il Cattolicesimo non è una religione, ma un'esperienza di fede...

Lavorativa/Intellettuale.
Metto le due cose sullo stesso piano perchè un po' per scelta, un po' per costrizione, sono uno che lavorerà intellettualmente, più che fisicamente. Studio e lavoro li metto sullo stessdo piano, anzi, li considero una sola cosa. Infatti per ora sono ben lungi da questa realizazzione, perchè è come se mancassi al lavoro ogni giorno, visto che non studio se non POCHISSIMO, un pochissimo che nemmeno alcuni campioni di fannulloneria potrebbero ben capire quanto sia poco.
Comunque, questa realizzazione la voglio perchè oltre a dare soddisfazione è interconnessa fortemente alle altre due, anche se in realtà, come volevo dire dopo, tutte e tre sono fortemente interconnesse... E' interconnessa alla realizzazione in amore/riproduzione perchè non si può riprodursi e aspirare alla moglie a cui la mia ambizione mi farà aspirare se non supportati dal benessere che solo un buon lavoro può dare ed è interconnessa alla realizzazione spirituale perchè spero il mio lavoro risucirà a portarmi così lontano e darmi emozioni così forti, da darmi una profondissima consapevolezza di me e del mondo. E quindi a contribuire alla mia spiritualità. Una parlata così scientifica vi fa già capire che voglio essere uno scienziato, e la decisione, sfrontatezza, impulsività della mia forma di esprimermi vi potrebbe anche far capire che non vorrò essere uno scienziato "topo di laboratorio", ma più uno scienizato attivo, esploratore oltre che analizzatore.

Spirituale/Morale.
Le metto insieme perchè secondo me chi ha raggiunto una forte spiritualità, che mi viene da definire come una connessione con Dio, ma anche come una connessione con sè stessi e col mondo circostante (espressa a tutto tondo dalla parola "Wisdom", che mal si traduce come "Saggezza"), ha secondo me anche capito la supremazia del bene sul male ed è quindi una persona buona.
Perchè voglio la spiritualità? Perchè la ritengo in primo luogo utilissima nella vita quotidiana e abbastanza rara negli uomini moderni e in secondo luogo perchè il suo essere mai pienamente raggiungibile mi sprona stranamente a raggiungerla e andare avanti in tutto.
Perchè voglio la moralità? Perchè ho capito quanto fa soffrire sotto sotto essere cattivi, anche se sembra si soffra di più ad essere buoni. Perchè essere buoni aiuta gli altri e sono consapevole del mio dovere biologico di aiutare la mia specie. Perchè essere cattivi è troppo facile, a me piaciono le cose difficili. Perchè moralità è anche dignità e a me la dignità viene spesso a mancare con gravi conseguenze sociali. Perchè moralità è anche giustizia e io amo la giustizia molto istintivamente. Realizzazione morale la intendo anche come un arrivo alla conoscienza della morale migliore, che potrebbe non essere quella che ho in mente adesso, anzi, sicuramente sbaglio enormemente. Ma una morale buona, o per lo meno consona ai miei obiettivi, esiste. E va scoperta e seguita. Anche qui, mi vorrei affidare al Cattolicesimo, con qualche riserva dove non vedo corrispondenza fra dettami della chiesa e dei testi sacri, e con bene in mente che l'amore è il fulcro attorno a cui deve ruotare tutto il resto.

Ho stilato i postulati... Non ho ancora parlato di futuro, anche se tutti questi grandi obiettivi sono implicitamente futuri, per naturam visto che sono delle mete.

Parlando di futuro in termini materiali, ecco la mia visione.

Amore.
Spero in un certo senso di non trovare la donna giusta fin quando starò in Sardegna. Primo perchè culturalmente non siamo abbastanza compatibili, io e la maggior parte delle donne sarde. Secondo perchè me ne devo andare da questa bellissima isola e non vorrei che la donna, seppur giusta per me, mi seguisse in qualche modo controvoglia o che condizionasse la sua vita per me. Terzo perchè rischierebbe di sconvolgere altri obiettivi.
Non escludo però che possa succedere perchè all'amore non si comanda; perchè volendo tutto è possibile (non per forza gli ultimi due punti sopra citati devono essere veri); e perchè le sarde in fondo sono donne spesso molto belle, spesso molto intelligenti e spesso molto ambiziose. Qualità indiscutibilmente buone.
A proposito di ciò, io vorrei una donna con queste caratteristiche:
1- A cui son piaciuto da subito esteticamente. Perchè? Perchè lo ritengo un segnale di compatibilità a livello profondo, basico, fondamentale.
2- Che ha voglia di conoscermi, che è attratta dalla mia personalità e si "sforza senza sforzo" di capirla e conoscerla, ossia vuole conoscermi e ci riesce senza grandi sforzi, con misto di impegno attivo e sensibilità passiva. Perchè? perchè trovo sia indizio di grande passione, amore nei miei confronti, affinità e bellissime doti intellettuali.
3- Che voglia conoscere i miei gusti per soddisfarli in nome dell'amore gratuito e disinteressato. Perchè? Perchè voglio una donna che creda nell'amore gratuito o per lo meno lo eserciti a favore dell'altro, quello che è solo seduzione in funzione di qualcos'altro. Perchè voglio questo? Perchè la mia donna deve avere a grandi linee obiettivi compatibili coi miei e il centro dei miei, come già detto, èl'amore, quello gratuito.
4- Che mi piaccia fisicamente esattamente come son piaciuto io a lei: molto e da subito. Non voglio stare con una donna che non mi attrae fisicamente perchè mi sembrerebbe di starci per compassione o ripiego, e quindi sarebbe una mancanza di rispetto enorme. Voglio che sia bella anche perchè è indizio di salute e voglio figli sani. (a volte ragiono proprio freddamente, sono un mix di caldo e freddo, non trovate?)
5- Che abbia una bellezza che sia come dico io. Non mi accontento di una belleza qualunque, deve essere una belleza che mi ispiri in maniera personale, non generica. Perchè? Perchè questo la renderà unica e renderà me (e lei, si spera) fedele. E questo è giusto e necessario...
6- Che non ricerchi il benessere materiale, ma che bensì lo prenda come lo prendo io: semplice strumento per crescere bene tanti figli, viaggiare, conoscere e studiare bene, stare sani e permettersi un minimo di felicità. Il superfluo rispetto a ciò va usato per beneficienze o per iniziare progetti interessanti sotto aspetti diversi dal lucro. Perchè? Perchè se no non sarebbe la persona che sa amare gratuitamente e quindi rimando a sopra...
7- Che sia ambiziosa e voglia realizzarsi non in modo simile a me ma in "quantità" simile a me: deve avere passioni, obiettivi lavorativi personali, amorosi/affettivi personali etc. Se non ha le idee chiare le cose sono in salita... Ma non impossibili. Se scopro che non ha le idee chiare e non le vuole avere significa che non si vuole realizzare e non voglio una donna del genere. Perchè? Qusto non lo so perchè, per "par condicio"? Per affinità con me? Perchè penso che ci si possa amare davvero solo quando si è il più possibili alla pari? Chissà, ci penserò.
8- Che dia molta importanza al sesso, con me si intende. E' collegato al capire e soddisfare i miei gusti, io faccio lo stesso con lei e quindi apprezzo che lei sia così con me. Il sesso è la cosa che ci può dare le sensazioni fisiche più belle in questa vita, sarà per qualche motivo? Visto il grosso indizio mi vien da pensare che si, ci sia un grosso motivo e quindi facciamo sessoì: tanto e bene, con amore, ma senza pietà! :-D
9- Che si fidi di me. Io mi fido di lei, lei si fida di me. Ritengo ciò dialetticamente legato all'amore: è allo stesso tempo un pilastro dell'amore e un segnale che di amore ce n'è. Se inizia a sospettare di miei tradimenti io inizialmente mi chiedo come mai e mi faccio qualche esame di coscienza. Ma se scopro che sospetta sempre, senza motivo... Quella donna mi ha preso per il culo: non mi ama per nulla. Oppure non sta bene di testa e bisogna vedere se accetta di curarsi, se si bene, se no io non sono per lei. Perchè? Mah, mi viene istintivo pensare così, se mi trovate validi motivi per confutare questo ragionamento ditemeli, mi tolgo solo una preoccupazione se riuscite a negare questo punto...
10- Per quanto riguarda la personalità, ampio spazio tranne che per poche cose... Vediamo un po'... La voglio coraggiosa. Non nel senso che non deve avere paura dei fantasmi (adoro le donne che hanno paura dei fantasmi, sono così tenere! :-D), ma nel senso che deve avere una dose di palle che la porta a rischiare nella sua vita, se c'è un grosso bene da guadagnare. Deve avere un animo curioso, se no non risponderebbe ad altri requisiti... Deve essere un po' romantica, amare albe, tramonti e bei paesaggi! :-)
Sempre parlando di amore e accennando anche ai figli... Spero di stabilirmi intorno ai 30 negli USA e spero quindi di trovare li o arrivare li con la donna della mia vita e fare possibilmente almeno 3 figli. Non pongo limite superiore. Il limite superiore è dato dalla disponibilità economica e dalla resistenza di lei! :-D

Lavoro.
L'obiettivo è molteplice: inizialmente lavorare (dopo un po' di specializzazioni o comunque impegno in quel senso) nel campo del petrolio, possibilmente in Sud Africa, per guadagnare un sacco di soldi, davvero molti. Si risparmierà in modo tale da avere così tanti soldi da poter comprare in contanti una casa negli USA e comprarne un'altra magari con un mutuo. Una ci vivo, l'altra l'affitto e nel frattempo mi rimetterò a studiare, ma in una università prestigiosa o comunque molto buona, e nel campo della geologia planetaria, mix di geologia e astronomia. Obiettivo: lavorare per la NASA o per la ESA. Obiettivo non fondamentale ma ambitissimo: partecipare a una missione spaziale, perchè credo mi aiuterà a realizzarmi spiritualmente. Altro obiettivo: coinvolgermi se è possibile in studi di esobiologia, gli alieni prima o poi dovranno seriamente entrare nella scienza e uscire dalla fantascienza. Spero di contribuire a questa promozione. Raggiunta una certa età mi metterò in proprio e vorrò creare un'organizzazione che migliori la situazione idrica in Africa a fondo perduto. Se il problema dell'acqua sarà già risolto o se sorgono altre idee, l'importante è aiutare nazioni povere a scopo portare un po' di uguaglianza nel mondo. Fatto tuto ciò... Son realizzato lavorativamente... E intellettualmente, visto che per fare tutto ciò dovrò sapere un sacco di cose.
Ah, se scopro un dinosauro o un animale preistorico qualsiasi... Ancora meglio! :-D

Spiritualità/Morale.
Ho già detto tutto... E' una ricerca continua, non posso prevedere granchè. Voglio solo pormi l'obiettivo di farlo anche attraverso la conoscienza delle sacre scritture che per ora misconosco vergognosamente e praticando la fede cattolica in modo diligente.
Per il resto... Si tratterà di stare attenti a non ripetere errori morali già riconosciuti e magari riconosciuti come tipici miei.

Per chiudere come si era iniziati, sfoggiando tecnica di ring-komposizionen o come si scrive, se la donna fosse Natalie Portman... WOW... E se nel futuro mio prenderò tante volte i pullman Futura... Ci sarà tanta bella storia da raccontare, affetto da vivere, ironia per insaporire, risate esilaranti e sempre un buon motivo per commuoversi... e rimanere umili, uomini.

giovedì, luglio 12, 2007

t h r i l l e r . . . v e n o m

Rido... "Non me ne frega un cazzo!" penso ridendo, quando sento rumori che mi sembrano le classiche lamentele per il non troppo discreto volume del film che sto guardando a ore improponibili...
Ma i rumori continuano.
Sono Bottiglie.
Provengono dalla cucina..?

In una frazione di secondo ho pensato che è... come se avessi sempre avuto la sensazione che...
CI SIA QUALCOSA O QUALCUNO in casa oltre a me... SEMPRE... Che si sia sempre NASCOSTO in casa mia.
Impugno le forbici, non trovando il coltellaccio che di solito gira da queste parti.

Mi alzo e mi muovo in perfetto silenzio e freddezza, continuando a sentire rumori sporadici.
Arrivo alla porta della stanza, impugno le forbici in una strana maniera per avere la forza concentrata sulla lama, pronto a squartare qualsiasi cosa o essere.
Mi fermo appena in tempo per non proiettare l'ombra di quella posa assassina fuori dalla finestra aperta sul viale dell'altra stanza.
E meno male perchè i rumori provenivano da li.
Gente che trafficava con bottiglie nel viale.

Niente. "Come al solito". Eppure mi è rimasta leggera quella sensazione di un intruso.
Penso al film. Ed ecco la spiegazione. Stavo gaurdando Spiderman 3.
Suggestionato dalla presenza aliena di Venom nella casa di Peter Parker.
Ed ecco che penso che "quell'intruso", che sento a volte, sia proprio, come metaforicamente lo è nel film, il mio lato oscuro. Una "Bestia" che alberga in casa, pronta a rapirmie stringermi nella sua morsa facendomi diventare una cosa sola con esso, al primo accenno di debolezza mia.

Sono come tutti i ragazzi, l'ho capito grazie a una bellissima anche se durissima critica, affetto da "sindrome d'eroismo". Vorrei sempre essere nel giusto, essere ammirato e rispettato per la congiunzione "astrale" positiva di aspetto, pensiero e azioni.
Avevo risposto a quella critica, che evidenziava come spesso smentissi come se niente fosse questi buoni propositi, che se non avessi avuto nemmeno i propositi, chissà che persona sarei.
La risposta sta nella "Bestia". Quella presenza che ogni tanto mi spinge a dire, SOGGHIGNANDO, "Non me ne frega un cazzo!".
Come in Spiderman, questo parassita ha il pericoloso pregio di amplificare il potere di colui con cui instaura la simbiosi. Le sue qualità, i suoi doni, li trasforma in PRIVILEGI da usare per raggiungere i più torbidi stati di piacere, da sfruttare per raggiungere le più torve ambizioni.
E' quella bestia che mi fa perdere intere giornate chiuso in questo "covo", davanti al computer, a compiacermi di mille cose virtuali o fisiche, ma sicuramente tutte "vampirizzanti"...
E' l'intruso in casa mia. Che sporca. Che fa marcire la roba. Che mi rende cieco. Che mi fa ridere istericamente, come di sadico piacere.

Questo intruso va scacciato. Non lo si può uccidere, lo si può solo neutralizzare. Tenere a bada. Va combattuto perchè l'eroe altrimenti scompare nelle sue nere grinfie. Già si inizia a vociferare che sia lui a compiere le nefandezze del mostro... Forse perchè sono già una cosa sola... Ma anche se così fosse, o proprio a maggior ragione per questo, bisogna trovare quel punto debole di questo MANTO NERO PECE che mi avvolge. E lo ridurrò alla ragione.
Sono stanco della schizofrenia indotta. Sono stanco di dovermi "sfogare" senza sapere il perchè, nè cosa sto sfogando.

Ora basta. Entro in quel mondo tranquillo. Vedo terra rossiccia, costellata da aghi di pino secchi. Mare accogliente. Una strada candida, in salita, lungo il mare blu. Col cielo ancor più azzurro stagliato sullo sfondo. Sento le onde e i gabbiani. Ritrovo me stesso, sento un'altra ben più bella presenza. Sento un profumo. Sento amore... Cammino per quella strada.

sabato, giugno 30, 2007

k i m i - t o

Le corse non sono mai iniziate, ma le corse continuano...
Non ho mai corso verso ciò che dovevo raggiungere, ma ho corso molto verso ciò che volevo afferrare...
E ora ascolto la colonna sonora di Orange Road, che sta letteralmente riempendo le mie giornate, le sta impregnando di un suono che è più che altro un profumo. Mi ricordano il profumo di magliette pulite, ma leggermente sudate, da quel sudore che non aveva cattivo odore. Magari anche accarezzate dalla brezza del mare, magari anche con qualche nota di pino e di eucaliptus... E forse mosse dal vento di una corsa in bicicletta...
Sono tornato a quelle sensazioni? No... Sono arrivato a sensazioni nuove, ma che potrebbero benissimo far parte di quel mondo "candido"...
Sono inebriato da sensazioni piacevolissime, ma sono spesso triste. Mi vedo di fronte al me di qualche hanno fa e mi immagino un suo schiaffo forte e sentito al mio affermare tristezza in questo momento.
Il fatto è che mi sento preso in un mulinello bellissimo che mi distoglie però da tutto il resto. I miei esami stanno pigramente andando avanti e si potrebbe dire anche bene, ma il fatto è che quel mulinello non è tutto dolcezza e felicità, ma è da li che provengono quegli accenni di tristezza che il me stesso di prima non vorrebbe vedere. Io li vedo, anzi, li sento dentro. Ma ho deciso di lasciarli perdere e vedere cosa succederà.
La mia giornata oggi sarà quasi uguale a quella scritta l'ultima volta, con la differenza che stavolta farò tutto perchè ne ho le forze fisiche, un buon passo avanti.
Cosa voglio dire? Voglio dire che la vita è come un negozio di dolciumi: le cose più buone sono spesso le più colorate, le mie adorate caramelline gommose... Ma bisogna stare attenti a non prenderne troppe di fila o verrà puntuale il mal di denti...
Voglio dire che mi ritengo una persona fortunatissima, che quasi ogni istante delle mie giornate è pieno, carico e vario e pieno di gusto come le caramelline gommose. Ma che accetto anche di buon grado l'artificialità di quel gusto...
Voglio dire che il coloratissimo mondo in cui è immersa la mia mente, un mondo che non ho esattamente inventato ma più che altro scoperto, è un pericoloso eden che mi da un'energia bellissima e forse inesauribile, ma che mi risucchia.
Sempre più distante dalla "realtà", mi sento più vivo che mai; e voglio credere che sia possibile fondere i due mondi, voglio credere di potercela fare a non perdere niente. So che non è possibile, ma il credere mi aiuterà ad avvicinarmi il più possibile al mio obiettivo. Un obiettivo per niente chiaro. E' solo un continuare a seguire i profumi che mi attirano per vedere dove portano... In tutta la follia che ci può essere in questo... Forse c'è un barlume di saggezza.

mercoledì, febbraio 21, 2007

s e r i o / p a r t - 3

L'aria era tesa. Io ero attento a ogni parola che sentivo, a ogni rumore, a ogni piccolo sguardo. Ma non ero per nulla teso.
Ho passato il tempo commentando con Sergio le varie disquisizioni tecniche degli argomenti di Geofisica che tanto stavano facendo impazzire gli esaminati.
Sergio era fremente. Non ce la faceva più. Mi ha anche confessato di aver avuto un attimo in cui si sentiva svenire.
Ed ecco che a un certo punto, fra i vari gesti dei presenti che notavo in continuazione, con sguardi forse un po' troppo sostenuti, ma che giustamente non davano fastidio a nessuno, essendo sguardi della più assoluta tranquillità, ecco un gesto di Sergio.
Segnando l'aria con fare scattoso e voluttuoso allo stesso tempo, come una persona che scrive velocemente, ma con il dito teso come pronto a far scaturire un raggio magico da quelle invisibili rune tracciate nell'aria, ecco che come avrete capito inziio a pensare nel "sistema D&D".
Dopo aver sentito le grandi (e anche se spesso e volentieri maleducate, anche giuste) lamentele della professoressa sulla preparazione di tutti quanti, mi ero messo a pensare alla mia preparazione, a come sarei andato all'esame io al loro posto.
Dopo aver visto questo segno che mi ha portato alla mente tutta la fantasia "tecnicizzata" (ossia, una tecnica per fantasticare) di cui spesso e volentieri mi nutro, assimilandola così tanto da essere in grado di trasporre gli stessi "ragionamenti tecnici" da quei mondi fantastici alla realtà, inizio a capire una cosa fondamentale.
Mi ricordo delle lamentele (uniche lamentele) di mio padre sul viaggio in Bulgaria: la perdita di giorni di scuola, vista da lui come l'inizio di una formazione poco professionale dello spirito. La professoressa aveva detto a un altro proposito, non così diverso, praticamente lo stesso concetto. Guardo Sergio e i suoi occhi: tutt'altro che ingenuamente dediti a quello che stava facendo.
Ecco il primo mattone fantasy che inziia a costruire l'ipotesi che diverrà poi tesi e infine grande verità. Sergio è della classe del Mago. Io, studente con una media del resto vicina alla sua, ma senza la metà dei suoi esami dati, sono della classe dello Stregone. Il Mago è orientato verso allineamenti legali e trae il suo potere dallo studio. Dalla memorizzazione di arcane pagine che restano come istruzioni di programmazione pronte ad essere lanciate sottoforma di programma infallibile dalla sua mente. Lo Stregone, "la mia classe", è orientata verso allineamenti caotici e tare il suo potere da risorse insite in se stesso. Tutta la magia che il mago è costretto a studiare, lo stregone, se le sue risorse glie lo permettono, la può invocare spontaneamente, senza quasi sapere manco lui come fa.
Pregio del mago: poter imparare qualsiasi incantesimo gli serva.
Pregio dello stregone: poter invocare senza ausilio di nient'altro che se stesso e senza sforzo qualsiasi incantesimo che istintivamente sappia.
Difetto del mago: lo sofrzo impiegato lo può far rimanere "senza più assi nella manica" molto più spesso rispetto allo stregone.
Difetto dello stregone: NON PUO' IMPARARE NIENTE CHE NON SIA DIRETTAMENTE E ISTINTIVAMENTE ALL'INTERNO DI SE STESSO.
Ecco qua che si spiega come Sergio abbia dato una quantità di esami che io mi sogno. Ecco qua come si spiega che anche Sergio l'infallibile abbia preso meno di me in informatica in cui son stato l'unico a prendere 30 e lode.
Ma cosa è più importante? Ecco che mi son tornati alla mente i discorsi di mio apdre sulla professionalità e quelli della professoressa sullo stesso mondo ostile del lavoro. Ed ecco che estasiato di fronte alla "puissance" (un po' di francese lo stiamo imparando almeno!) di Sergio durante l'orale capisco che tutto il mio essere da cui deriva tutto il mio sistema di affrontare le difficoltà, seppur affascinante (lo Stregone basa il suo potere sul Carisma, forza e magnetismo di personalità; il Mago sulla sola Intelligenza, pura potenza di calcolo e memoria), è in gran parte inadatto ad affrontare le sfide di fornte alle quali son stato messo di fronte.
Ecco profilarsi improvvisamente ma molto naturalmente, molto dolcemente, la necessità di "prendere livelli nella classe di Mago", cosa che probabilmente già più volte in passato avevo fatto.
Per i pochi sparuti lettori che non possono capire bene i paragoni con questi astratti concetti di giochi di ruolo, perchè non ci hanno mai giocato, ecco un riassunto in termini di tutti i giorni.
Mi sono sempre difeso e barcamenato nella vita senza quasi nessuno sforzo grazie al mio istinto e all'intuizione che mi ha sempre funzionato bene. Pur possedendo la capacità di prendere SERIAMENTE in mano un libro e mettersi ad imparare a tutti i costi tutto il contenuto utile, ho sempre preferito acquisire solo i concetti più fondamentali o altre volte solo quelli più "ornamentali" per poi sfoderare i miei "retaggi ancestrali", conoscenze quasi innate, e passare esami senza sforzo.
Vedendo l'esempio della grande diligenza e disciplina di Sergio e i suoi ottimi risultati: una preparazione che io ho forse solo proprio in D&D, computer e dinosauri (che utili argomenti...) ho capito che l'intelligenza va messa all'opera non come faccio io, opportunisticamente e pigramente, ma con rigida volontà e dedizione, se si vogliono ottenere buoni risultati non solo dove l'istinto e l'esperienza ci possono guidare, ma anche in argomenti e campi più "alieni".
Camminando infine verso la macchina ho sentito, misto ad una specie di "presenza" di mia mamma dentro di me, un sentimento di lieve ma condannabilissimo fatalismo. Un'autocommiserazione che si maschera da auto-ironia, ma si rivela codardia. Ce l'ho per eredità genetica, per eredità di educazione sottoforma di effetto collaterale derivato da insegnamenti per altro positivissimi che mai butterei via, ma ho anche questo atteggiamento perchè ne ho imparato passivamente la grande comodità.
Ecco quindi che la consapevolezza di qual'è la starda giusta unita alla consapevolezza di qual'è il sentimento e l'atteggiamento da evitare mentre si prova ad intraprenderla (o meglio, cito nuovamente e più a proposito che mai Yoda, dicendo: "non esiste provare! solo fare! se vuoi solo provare, allora meglionon fare niente!"), sono pronto ad affrontare quello che si rivelerà il più impegnativo ma anche soddisfacente periodo di studi della mia vita. Ossia tutti quelli che mi restano d'ora in avanti.
Non cambierò me stesso. Non gettero le mie risorse alle ortiche. Prenderò solo le redini di una bestia che seppur difficile da domare e cavalcare, mi appartiene tanto quanto il comodo cammello su cui vado ciondolando pigramente di solito.
Perchè ho anche capito che senza sforzo, non si assapora niente nella vita. NEMMENO IL SESSO...

s e r i o / p a r t - 2

Tornato a casa anzi che mettermi subito a studiare continuo a chattare con Zari la bulgara e a un certo punto squilla il telefono di casa... Mio padre... Giunge ormai il momento della verità: dell'esplicazione del mio piano di viaggio.
SORPRESONA: pochissime obiezioni!
Corro subito a comprare il biglietto per la Bulgaria vero e proprio e con mia gioia immane eccolo apparire magicamente nello schermo in formato pdf, pronto per la stampa e il futuro uso!
Dopo un po' di esultanza in chat, più risoluto che mai, mi metto a ripassare.
Cado infine addormentato per più di mezz'ora.
La mia mente stava producendo una cosa brutta... Stavo per dare forfeit... Mi sarei riposato in vista dell'esame... Però... L'esame non è sicuro perchè forse i non iscritti saranno completamente senza speranze... Quindi... MI ALZO. CAMMINO. MI VESTO. MI PETTINO. PIGLIO UNA SIGARETTA. SALGO IN MACCHINA. ED ECCOMI AL MOVIDA.
Ometto il per così dire mesto divertimento al Movida. Dico solo che come annunciavano le tattili sensazioni che scorrevano sulla pelle poche ore prima, non si è saputo resistere. E non sono tornato a casa. Non a casa mia...
Non avevo, vi giuro, mai pensato di poter vivere sensazioni del genere. Anche l'erotismo che più volte avevo cercato e trovato in giro non si avvicina minimamente a quello che si è vissuto in quella stanza... Letto e pavimento...
SOPRAGGIUNSE INFINE IL NIRVANA.
E non ci crederete ma, sono ancora in questo nuovo pacifico stato.
Non posso quasi credere a quello che sento in continuazione. A come le mie dita stiano scorrendo veloci sulla tastiera con una precisione mai avuta prima anche senza nemmeno le tre ore di sonno all'attivo che avevo ieri... A come tutti i pensieri stiano assumendo un ordine mai avuto prima nella mia testa.
Ecco infatti che per andare con ordine vi racconto come si è svolto questo cambio di sensazioni.
Me ne sono accorto quando raccogliendo energie da chissà dove per alzarmi anche senza aver dormito (ma avendo spesso e volentieri sognato ad occhi aperti, anche un incubo stranissimo mischiato alla realtà che stavo VEDENDO), mi vesto, mi guardo allo specchio... E noto la tranquillità della mia espressione. Noto come si addiceva in tutto e per tutto a come mi ero sentito ormai da qualche ora. Noto che ho voglia, forza, audacia e lealtà a sufficienza per abbandonare la tentazione del letto e andare a casa a STUDIARE un ultima importantissima cosa e poi vestirmi, mascherare i segni della "noche toledana" appena vissuta e salire nuovamente in macchina, guidando fra le note ancestrali degli anni delle canne giornaliere fra amici.
Così ho fatto.
E dopo aver accertato che l'ora dell'esame era quella che mi ricordavo e non era così presto come temevo, chiaccherando con un collega cinquantenne di una positività che non avevo mai visto così raggiante (anzi, l'ho percepita proprio "irradiante", come un'aura), mi avvio verso il luogo di ritrovo stipulato con il collega con il quale avrei dovuto presentare la relazione. Andiamo al bar e bevo la tanto agognata redbull, che come al solito mi tira su, anche se non ce n'era un grande bisogno. Ogni tiro di sigaretta sembrava portare alla mente più lucidità e forza. L'aria intorno a me mi appariva più immota di quello che era. Uno scudo fatto di estrema serenità mi stava invisibilmente avvolgendo.
All'esame, ecco prospettarsi la verità: non avrei potuto sostenerlo perchè non iscritto a tempo debito. Il mio amico, pur essendo iscritto si dilegua, ma a me non è data la possibilità di dare l'esame. Mi metto ad assistere a un esame dopo l'altro senza il minimo accenno di sonno. Ho provato empaticamente le emozioni di tutti i presenti. E infine ho avuto la rivelazione che mi ha spinto a voler scrivere di tutto questo, perchè l'ho avuta solo grazie a tutta la concatenazione di eventi che fin qui avete pazientemente letto...

s e r i o / p a r t - 1

Non mi era ancora mai successo di registrare così tante nuove sensazioni in un lasso così breve di tempo. Vi parlerò infatti dei miei ultimi due giorni e delle sensazioni e riflessioni che in questo breve tempo sono spuntate fuori naturalmente, ma con una chiarezza disarmante.
Ieri è stata una delle giornate più piene degli ultimi tempi. Avevo studiato tutto il giorno precedente, cadendo però addormentato per svariate ore e intercalando agli studi di geologia ai soliti inutili (o forse non così inutili) studi su Dungeons & Dragons.
Un mio difetto di sempre è venuto a galla chiaramente: quando sto facendo un qualcosa che mi coinvolge, non smetto nemmeno per le migliori ragioni di questo mondo; e così mi son trovato, dopo l'ennesima sessione di creazione (più simile a un mixaggio) D&D, a notte fonda con ancora un bel po' di programma da fare.
La motivazione è stata più forte del previsto, forse perchè già intuivo che sarebbe stato l'unico esame che avrei potuto passare/sostenere in questo periodo di molto divertimento e poco studio.
Ho quindi dormito una quantità di ore da ridere, forse non più di tre.
Eccoci quindi alla grande giornata di ieri. Che mi sembra lontana una settimana...
L'esame è di mattina. Uno scritto "selvaggio": le domande vengono "sparate" ogni dieci minuti dal professore e si ha quindi l'obbligo di finirle in dieci minuti senza stare a pensare un attimo in modo da essere pronti subito per la domanda seguente. Per fortuna solo sei domande. E per fortuna nessun argomento ostico. Forse perchè arrivato in ritardo considerevole all'esame (il prof mi ha gentilmente concesso di recuperare la prima domanda, già "in corso", alla fine dell'esame, con eventuali minuti extra di recupero), ci sono arrivato con una lattina di redbull ancora da stappare, che una volta seduto ho appunto stappato e tracannato con sicuro sgomento sconsolato e divertito dei presenti, che già mi conoscono... Il prof a mezzo esame ha anche fatto la battuta: "Lei non passerebbe l'antidopping..."!
Mediocremente soddisfatto a livello assoluto, grandemente soddisfatto se pensando in relazione all'irrisoria preparazione che avevo, mi avviai a continuare la giornata che si prospettava subito strapiena... Forse anche a causa della mia notte passata senza dormire... Ma una strana lucidità ed euforia mi accompagnava. Prima di andare in mensa per pranzo, momento che ora che ci penso ho addirittura rimosso, non ricordo nulla, ho parlato con mia madre del mio piano, di fatto irrevocabile, di viaggio in Bulgaria unito a visita alla vecchia Ivrea... Non era per niente contenta, ma ho cercato di far brillare un barlume di logica in una mente dominata dall'irrazionale protettività nei confronti della prole. Sentimenti incontrollabili, del resto...
In questo momento già inizio a ricordare di essere andato in mensa in via premuda, anche se non ricordo minimamente con chi. Ah ecco, un mio collega, ultima mia speranza di rubare dei dati acquisiti in escursione per preparare una relazione (dei grafici) per l'esame che avrei voluto sostenere il giorno dopo.
Sono salito nella sua stanza alla casa dello studente di via Montesanto, visitando così l'ultima casa dello studente "che mi mancava"... Si è parlato di D&D, al quale anche lui è appassionato. E infine son tornato a casa per iniziare a lavorare sulla relazione che avrei dovuto fare in doppia copia e con modifiche per coprire le spalle a un altro collega... E inventare la solita storia di "abbiamo fatto la relazione insieme, ma ognuno per conto suo sul suo computer."... Come no...
Fatto stà che nel mentre stavo architettando l'inizio materiale, anzi, digitale, della "missione viaggio in Bulgaria": ho ricaricato la mia carta di credito prepagata via internet e col consenso della mamma ho inziato almeno a prenotare l'aereo, aspettando a prenotare il pullman dopo averne parlato con il mio ignaro papà... Finita la relazione giusto in tempo, fra chattate con il mio lontano cugino, una lontana amica mai conosciuta dal vivo (bulgara) e tutte le varie transazioni via internet, sono corso in macchina, fumando disgustose Pall Mall rosse nonostante i miei bronchi siano appena usciti da una probabile bronchite, aiutato dal disco di Dr. Dre "2001" che ha accompagnato i miei e non solo i miei "anni fumosi"...
Ed eccomi arrivato nella ormai "centrale" via Trentino, pronto ad andare a farmi spennare per le stampe a colori dei grafici e di varie altre cosette fra cui la ricevuta/biglietto che indica il mio acquisto del volo Cagliari-Pisa per il 22 Marzo. Li, dopo aver salutato Simone detto "Il Mito" (secondo la stessa autorevole fonte io sarei invece "Il Fenomeno"...), che stava andando a scommettere come suo solito per poi andare di fretta a mangiare, scappare infine ancor più di fretta a vedere il Milan, ho concluso le stampe.
Mi dirigo quindi verso la ormai leggendaria casa dello studente per chiamare il mio amico brasiliano Fernando per cenare assieme. Ne approffitto per mettermi d'accordo anche con Angela, "la chica", e infine mi trovo con Bruno ad aspettare tutti gli altri per la cena.
Ecco che scatta la folle idea... Venuta presa per mano con la birrella della mensa... Nel buon umore diffuso che, come a volte accade, stavo io stesso diffondendo a tavola, decido che l'esame dell'indomani era già praticamente preparato al massimo delle mie possibilità (logistiche e VOLUTE... no comment...) e che dopo un altro po' di studio mi sarei potuto unire ad Angela e le sue amicastre per andare a ballare al Movida, bermi due cose contate e a buon prezzo insieme a loro sfruttando la mia falsa "identità erasmus" che ormai il Movida riconosce senza che io debba mostrare documenti, per poi tornare a casa ed essere mediamente riposato per l'esame.
Le cose erano ormai destinate ad andare diversamente da quando, dopo cena, accompagnando a casa Angela, stavo sperimentando i baci più belli della mia vita nel lunghissimo momento in cui nessuno dei due si decideva a dire "dai vado, ci vediamo più tardi..."

mercoledì, dicembre 20, 2006

s o g n o

In questi giorni mi sento strano. Sono felice in fondo e a parte i dubbi e i rimpianti (o rimorsi? Devo chiederlo a un'amica...) che saltano fuori di tanto in tanto, intermittenti, come penso sia normale per qualsiasi essere umano della mia età, ho comunque un qualcosa dentro che a livello più profondo mi fa stare... non so come dire... "strano".

Complice dev'essere il mio modo di vivere la vita un po' artificioso... Il separare "cicli di vita", lo scindere periodi lunghi della mia esistenza. Un tempo si trattava sempre, in questi casi, di tagliare i ponti con il passato e di ri-inventarmi (parola che va di moda...). Quello che invece mi caratterizza ora, che caratterizza questo "ciclo", è una voglia di riscoprire me stesso.
Come ho raccontato nell'ultimo post, si tratta ora di disegnare su una nuova tela, ma con ben presenti le esperienze del passato. E quindi forse è proprio questa tela bianca che si riempie piano piano di elementi, ma che soffre di un senso di vuoto, la cosa che mi da questo senso di incertezza.

Io da anni scrivo in un diario, che più che un diario è un epistolario. Sono lettere scritte a un'entità che sempre di più con gli anni ha preso forma assumendo un'identità nota. La MIA. Era a me stesso, il me stesso "del futuro", che scrivevo. Andando contro il consiglio di qualcuno, ma rispettando quello che infine sia la "vecchia identità" che la "nuova" avevano deciso, le ultime pagine sono state infine scritte "dalla nuova identità alla vecchia". E' stato un prendere le redini del mio presente e futuro. Ma è stato anche un tagliare i ponti, forse, proprio come in passato avevo fatto. Scelta che proprio ora sto criticando un po'.
Ma lasciando perdere ragionamenti che non mi portano al dunque e che sono in fondo troppo personali anche per questo apertissimo blog, voglio tornare appunto al mio presente.

In questi giorni ho avuto altri flashback dal passato. I ricordi si sono fatti forse più distanti? E' strano, perché sono venute a galla immagini che credevo di aver perso e che mi sono davvero rallegrato di aver ritrovato, ma forse il tempo mi ha fatto pagare un piccolo prezzo per questo... E tutte le immagini sono diventate un po' sfuocate. Ma di nuovo; bando ai rimugginamenti e arriviamo al sodo... Quale notte sarebbe stata più adatta per raccontare un pezzo unico del mio passato, se non questa notte, in cui ho rivisto i due primi mitici film delle Tartarughe Ninja, i miei miti dell'infanzia?? Mi sono immaginato di nuovo li in quel cinema, forse il primo che vedevo, e mi sono reso conto di quanto le immagini di quel film mi avessero sicuramente marchiato a fuoco. Le strade buie della notte, le fogne... Ma una grande città: New York.
Un ricordo che è quasi un sogno è riemerso... Avevo forse 4 anni quando siamo passati per New York in uno dei viaggi la cui meta principale era il Messico. Ero stanco morto, forse avevo anche il mio braccio fasciato e legato per un brutto taglio al dito, e stavamo andando in taxi verso la stazione ferroviaria centrale (o verso l'aeroporto? Che fortuna che tutti questi dettagli li posso sempre chiedere a mia mamma e mio papà!). Mi ricordo distintamente che prima di addormentarmi, con la testa forse reclinata sul grembo di mamma, guardavo dal finestrino... E incantato di fronte ai grattacieli che illuminavano la notte di Manhattan ho visto una forma bellissima, il maestoso Chrysler Building, tutt'ora il mio grattacielo preferito, emblema di un qualcosa che sento mio. Poco dopo mi sono addormentato e comodamente per me e scomodamente per i miei, mi sarò fatto trasportare in braccio fino a destinazione, svegliandomi poi attivissimo come era mio solito e con gli occhi spalancati di fronte a chissà quale meraviglia, visto che tutto era meraviglia di fronte ai miei occhi.

New York ha avuto un'altra comparsa decisiva nel mio destino anni dopo. Era il 2001 ed era Giugno. Avevo usato tutta la mia diplomazia, che padroneggio fin da piccolo, per convincere i miei genitori a passare per New York. Il mio scopo segreto: incontrare in un caso fortuito, a cui forse potevo credere solo con la mente di allora (chissà, magari invece sarò sempre così...), la donna dei miei sogni, Natalie Portman. Avevo stampato in gran segreto a casa mia una sua foto e l'avevo accuratamente piegata per farla stare nel mio portafoglio. Nelle ore prima della partenza, ancora a casa a Borgofranco, avevo fatto questa operazione con una determinazione "rituale", sicuro di me e di quello che stavo facendo! Di quell'incontro, o meglio, di quel NON-incontro, parlerò un'altra volta... Ma ora voglio mettere nuovamente per iscritto il fatto che durante quella brevissima permanenza a New York mi ha segnato di più.

Stavo scrivendo sul diario, in bagno. Era la nostra prima notte in albergo. Ero tutto immerso in me stesso, come spesso mi capita in viaggio, ed ero eccitato e allo stesso tempo languidamente soddisfatto di quel fantastico regalo che la mia vita mi stava facendo. Ero nel posto dei miei sogni. Andando a letto, dopo aver dato la buona notte ai miei, tutto felice, devo essere restato sveglio ancora un po', pensando a quello che mi aspettava, pensando chissà che cosa... Pensando forse a quello che avevo scritto nel diario, un riassunto degli ultimi due anni in cui quelle pagine non erano più state sfogliate e non avevano visto l'ombra di una penna. Erano stati i due anni più importanti della mia vita... In quel momento erano tali. Avevo preso decisioni e fatto cose che mi spaventavano ed eccitavano allo stesso tempo. Con questi ed altri pensieri mi sono addormentato. Da li in poi, il mio cervello è stato capace di donarmi un'esperienza fuori dal comune.

Un sogno. Un sogno lunghissimo. Come se tutta la notte avessi sognato ininterrottamente lo stesso sogno. Era come un film... Ed era la mi vita.

Tornato a casa dopo l'estate si viveva allo sbando, io e i miei amici: posti bui e nascosti... In città, non più in paese... Si rideva in vicoli bui e si sputava per terra, maledicendo il posto per quanto era freddo in tutti i sensi, ma gioendo in fondo della vita spensierata e piena di trasgressione. Sempre in coppia io e Rodi il mio migliore amico, frequentiamo posti strani, scabrosi. Saloni in cui si festeggiava senza sosta e in cui si rimaneva fino a notte fonda a volte restando anche soli... Una notte in preda all'alcool, una ragazza che ricordava una vecchia compagna di scuola, decise di farci provare a turno nuove sensazioni e così raggiungemmo quel nostro grande obiettivo... Perdere la verginità a 15 anni per me e 16 per lui... Esterrefatti per quella grande esperienza vissuta insieme, il nostro legame si fortifica ancor di più e passiamo insieme ormai tutti i giorni e le notti. Casa mia non si vede mai. Siamo sempre in giro e come guardando dei notiziari, ogni giorno sentendo i nostri amici ne sentivamo di stranissime, di sconcertanti... Ogni giorno succedeva qualcosa di strano. Qualcuno dei nostri amici già aveva la patente e aveva fatto un brutto incidente... Qualcun altro si trasferiva per non tornare mai più... Qualcun altro finiva ancora peggio. Di fronte a tutti gli avvenimenti che sentivamo, dopo l'iniziale inebetito stupore, si reagiva un po' con indifferenza e con un senso di rassegnazione. Del resto tutto stava cambiando... Noi del resto eravamo cambiati e facevamo cose assurde, quindi tutto era normale, tutto era possibile. Ed ecco che un giorno lo scenario cambia e ci troviamo nel giardino di casa mia, vicino ai garage. Siamo con due loschi tipi che ci stanno probabilmente vendendo del fumo e tutto a un tratto arriva la polizia. Non si sa bene come i due tipi riescono a svignarsela, mentre noi due veniamo presi. Io riesco in qualche modo ad apparire subito innocente, ma Rodi no, forse lo stavano già cercando. In quel momento arriva correndo mio padre che in escandescenza fa qualcosa che non doveva fare e finisce anche lui in manette. Rodi e mio padre in carcere. La vita diventa sempre più cupa. Casa la vedo ancor meno di prima. Ora di fronte a tutte le notizie non reagisco più con forza, ora i cambiamenti sembrano tutti schifosi. La vita è una merda. Questa frase ricorre più volte d'ora in avanti: "La vita è una MERDA!". La città la si abbandona per un po'... E' diventato pericoloso farsi vedere troppo in giro. Vado a una festa di paese dove ci sono alcuni amici. Ma mi sento solo e fuori luogo. Solo una persona sembra aver voglia di starmi vicino, è una ragazza. Una ragazza che più che la vera Valentina A., sembra la Valentina A. che solo io immaginavo... Una ragazza tenera e sensibile che dopo aver perforato quella corazza che sicuramente mi ero costruito per proteggermi da quel mondo ostile, mi fa sentire libero di sputare fuori tutto quello che avevo dentro... E così accompagnandomi a casa, dalle parti della stazione, ci fermiamo e le racconto tutti i fatti che erano successi in quel periodo e come mi sentivo. Infine mi rendo conto di quanto bene mi stava facendo parlarne, li, appoggiati a quel monumento intestato a non ricordo chi... E le dico: "Solo tu riesci ancora a mettermi allegria, anzi che rabbia"... "Rafael... Baciami..."... Seguì un bacio "etereo", un fantasma di un bacio... Brevissimo, sfuggente, come quello che può sognare un ragazzino che non ne ha mai dato uno davvero, e subito sostituito da un abbraccio molto meno timido, passionale e da tanti altri baci sul collo, misti a lacrime forse di entrambi. "Voglio stare insieme a te, Vale!"... "Se è quello che vuoi... Ma io preferirei averti come il mio migliore amico di sempre..."

Così, con un nuovo sentimento, un amore, come al solito corrisposto molto a fatica, si concluse il sogno più lungo della mia vita. E insieme ad esso, ancora non lo sapevo, UNA PROFEZIA... Perché quel sogno ha descritto due anni che dovevano ancora venire... Abbiamo frequentato davvero quei posti bui, abbiamo frequentato davvero quei saloni dove si facevano feste assurde... Era UGUALE il salone (che ancora al tempo del sogno non conoscevo) dove avrei dato il mio primo bacio quell'anno che doveva ancora venire ed era uguale il posto che frequentavamo in sogno a quello che avremmo frequentato ogni sabato dell'anno che doveva ancora venire. Dei nostri amici fecero davvero un incidente in macchina e rimasero molto tempo in ospedale (quelli che sopravvissero) e noi davvero vivevamo la cosa con quelle strane sensazioni... I miei si sono separati e quello è equivalso al carcere per mio padre... Infatti non lo vedevo più se non una volta alla settimana. E infine da mia madre ci stavo davvero poco, perché stavo in giro fino a tardi, come in sogno. Solo Valentina non è mai stata come in sogno se non forse da poco ora che ci penso. L'ultima volta che ci siamo visti prima del mio trasferimento... Abbiamo pianto assieme come in sogno anche se non eravamo abbracciati appassionatamente, ma comunque sia ha avuto un ruolo simile, perché dopo quel discorso con lei mi son sentito liberato e mi son sentito nuovo.

Un sogno... Tutto in un sogno...

sabato, dicembre 09, 2006

o l d e r

Ecco finalmente un nuovo post, il cui titolo è come al solito dotato di molteplici valenze...
Per una volta era doversono scrivere in inglese, volendo anche citare l'album di George Michael (lo so Guido, ce l'ho da secoli, prometto solennemente che te lo restituisco...:-) omonimo.
Perchè lo voglio citare? Perchè dentro quell'album c'è un pezzo di me, che ho ritrovato esattamente nel momento in cui ho risentito quelle note, un fischiettio digitale, e che avevo perso nei meandri dei ricordi. Era un pezzo mancante di un puzzle, puzzle che ora quasi completo posso appendere. Si tratta della vita vissuta.

Ma qui arriva la seconda valenza del titolo. Innanzitutto, chi è stato ad aspettare un nuovo post qui è diventato vecchio, ma freddure a parte, c'è una grande verità da dire. Sono sul bordo di un limite: ho appeso e messo in bella vista (davvero alla vista di tutti) il mio passato.
Ora tutto quello che succede non si va ad aggiungere a un quadro ormai saturo, ma è scintillante e nuova materia nello spazio infinito, quello di un periodo di spazio-tempo relativamente LUNGHISSIMO: la vita.

Ho sentito quell'odore tempo fa, un'odore di autunno, che preannuncia una fine. Poi ho sentito tattili sensazioni (parte ora la canzone associata a quelle sensazioni, per puro caso, state quindi leggendo un post scritto al momento giusto...) di affetto caloroso, che hanno sempre preannunciato un addio. Sensazioni sentite appunto salutando una persona. Un abbraccio... Chi era quella persona? Guardatevi V per Vendetta è sentite la risposta che Evey Hammond da alla fine del film alla domanda "Chi era lui?". Questa persona risponde, per quanto riguarda il mio punto di vista e di sentire, molto bene a quella "descrizione" (ed è di nuovo partita una canzone associata, non ci posso fare niente: questi sono "SMS from GOD", come dicevamo io e il mio migliore amico).
Altri segnali di "una fine" (e un nuovo inizio) hanno interessato tutti i sensi. La musica ha fatto tutto il suo percorso. Si è sentita di nuovo la primissima, fino ad arrivare all'ultimissima della mia vita. Quella che stavo ascoltando ora. I sapori son tornati con oggi anche loro tutti quanti, come in uno scorrere di titoli di coda.
Cosa mancava quindi? La vista... Il mio senso principale. Collegato al mio "sesto senso"...
Oggi, 8 Dicembre, ho fatto il bagno a Calamosca, si, dentro l'acqua del mare, avete capito bene. Uscito, corroborato dalla "beffarda" esperienza, mi son soffermato a guardare il mare. E ho rivisto il mare come lo vedevo un tempo. In quel momento il sesto senso è entrato sfondando tutte le porte una dietro l'altra, ma immerso nel più totale silenzio, un silenzio spaziale. Mi son sentito come quando avevo 12 anni e mi apprestavo ad entrare a pieno titolo nella vita. In QUESTO ciclo di vita, il più importante forse. Ho rivisto e risentito tutto in quella fantastica armonia con l'ambiente. Potevo toccare i flussi d'aria e vedere i gabbiani tut'intorno a me anche fissando il mare.

E tutto quindi ha ricordato il passato. E tutto quindi mi diceva che ormai era passato. Non ho sentito completezza, ma grande INcompletezza, entrato ormai nel nuovo inzio, libero da ogni fardello, nudo, diretto verso tante cose grandi, correndo spensierato. Ho sentito libertà. Quella libertà di chi, una volta rivista tutta la sua opera, mette da parte, ammira il risultato e infine prende un altro foglio, tabula rasa e inizia a creare di nuovo. Sapendo di non avere limiti. La libertà sta anche nel poter vedere ora dall'esterno gli errori precedenti, ma allo stesso tempo vedere anche dall'esterno tutte le cose belle e poterle apprezzare ancor di più.

Questo grande cambiamento è avvenuto tutto in una notte, tutto in una volta? Si e no. In realtà, si chiama tempo che scorre e che ci fa diventare più vecchi...
E io fin da piccolo l'ho pensata in una sola maniera a riguardo, con grande coraggio:
"Non vedo l'ora di invecchiare, perchè diventerò saggio."
.
.
.

lunedì, aprile 24, 2006

t i m e

"Time goes by... So slowly..."

Con questa colta citazione e un ultimo sorso di birra completamente sgasata, fondino di 24 ore fa, mi appresto a scrivere per ripiego, ma anche a causa di molta, moltissima ispirazione.
Ripiego perchè devo aspettare l'alba, in quello che si appresta ad essere l'ultimo (o almeno spero) "after" di una lunga serie, che probabilmente si spiega come lo sfogo di una voglia ancestrale di stare sempre sveglio che mi accompagna fin da piccolo e che solo ora che vivo per i fatti miei posso infantilmente sfogare.
Ispirazione perchè il tempo oggi si sta rimescolando davanti a me come per darmi dei messggi. Messaggi che erano intessuti nella trama del tempo, in pieghe e tasche dimenticate, inosservate e inutilizzate.

Non so quando è iniziato, durante la giornata, questo strano rimescimento di ricordi. Probabilmente accettando la paziente guida di Bruno per imparare a battere un servizio a beach volley: la volontà di scassinare quel lucchetto che bloccava questa mia capacità. Un'azione così semplice per molti, ma che a me risultava quasi impossibile. Dopo un po' di pratica scopro che non è poi così difficile e che potenzialmente posso farlo anche bene. I pensieri correvano alimentati da quei bambini che visibilmente prendevano per il culo... correvano verso i tempi in cui lo sport mi si presentò davanti e grazie alla mia inettitudine sociale, me lo feci sfuggire alle prime difficoltà, dimostrando questa scarsezza di spirito di competizione che tuttora mi contraddistingue.
Il rimando temporale si fa ben più ristretto quando invece arriva la sorpresa in chat di una persona che forse stavo già allontanando dalla mia mente, senza una ragione valida, sempre a causa di questa mia scarsa voglia di misurarmi che mi impedisce nello sport. Questa persona è invece ancora in grado di darmi delle emozioni. E ancora ho sentito la rara, stereotipata, scontata e allo steso tempo meravigliosa sensazione di "averla sempre conosciuta". Sensazione che mi spinge a condividere con lei cose semplicemente intime perchè conosco già e allo stesso tempo desidero la sua reazione. Un futuro scintillante si disegna nei meandri più sognatori (quali non lo sono?) della mia testa con la tipica vernice metallizzata che va di moda nel mio cervello per rappresentare i desideri... Una vernice che può essere facilmente graffiata e sfregiata in modo orribile. Ma è il prezzo che si paga per la bellezza.
Arriva Francesco a casa, trovandomi ancora intento a sbranare famelicamente, ma nella pratica a mangiare a rallentatore, una bella bistecca.
Ci guardiamo il così tanto chiaccherato "Caterina va in città" e mi tornano in mente gli anni bui di casa mia. Ricordi fugaci di colpe, colpe e colpe. Ma del resto non mi posso colpevolizzare, non io solo; anche se la tentazione c'è ed è ben motivata e argomentata.
Fra se ne va, dopo aver ricordato momenti passati, che rievocherò ancora più materialmente in seguito, poco prima di scrivere.
E' arrivato il momento della solitudine: io, il mio unico e inimitabile computer e la lampada accesa, comprata di proposito uguale a quella che avevo a Ivrea, prima a Borgofranco, perchè io sono un tipo molto elastico...
Si parla con mio cugino Edo di piani per domani sera ai quali ora rabbrividisco (visto che sarò stanchissimo). Si parla con il Messico, con la famiglia, la RAZA: si parla con mio cuginetto Julian, che tanto cuginETTO ormai non è, sedicenne e navigato come pochi. Si parla della famiglia. Le ultime novità, il clima, le frasi, le sentenze, gli umori. Sono entrato a casa mia in Messico per una attimo. Ho assistito alle scene. Ho sentito la gioia, la tristeza, la vergogna, il clamore, l'indignazione, il dolce chiasso. Mi è venuta una voglia di Messico che forse solo un uomo su questa terra ha già provato. E ho la fortuna di possedere il libro in cui la descrive. Si tratta ancora di "Omeyotl, Diario Messicano" di Carlo Coccioli. Una persona che sarebbe diventata a dir poco mia amica se avessimo avuto modo di vivere negli stessi tempi. Avevo parlato oggi pomeriggio, di quanto con questolibro abbia scoperto effettivamente la mia identità messicana. Ebbene, come ci si può aspettare da un classico, il libro aveva anche oggi che l'ho letto (secondo me) più volte, qualcosa da dirmi, da raccontarmi e da insegnarmi. A volte mi sembra di leggere una mia vita precedente, a volte invece un'arcana enciclopedia di una branca di conoscienza nascosta ai più e invece a me accessibile. Solo oggi leggo un'altra grande, pesante verità:
Nessuno è più chiuso in se stesso che il Messicano "en su cabal juicio"

Nessuno è più chiuso in se stesso che il Messicano che non ha bevuto. Il Messico "se mata a pausas": si uccide a poco a poco.
Continua a delinearsi sempre più marcatamente questa concezione della vita, o meglio della morte, tipica del Messico e che scopro anche tipica mia. Il bere diventa il mezzo per aumentare il dolore.
Ha trovato il paese del dolore lucido, rassegnato, quasi felice; felice nel senso che non è pepetuamente, come avviene altrove, respinto dalla rivolta; è un dolore che l'istinto della folla accetta perchè lo sente inevitabile; vi s'è talmente abituati che non si potrebbe vivere, quasi, se non lo si provasse nella carne e nello spirito, vero nutrimento di un popolo che non ne ha molti altri. ... S'accorge che la folla messicana, l'autentica, quella che non frequenta i grandi alberghi per turisti frettolosi, s'abbandona sistematicamente, e con un umore atrocemente divertito, a un processo, sicuro quanto sottile, d'autodistruzione.


Qualcuno fra gli sparuti lettori (so già chi) potrebbe pensare a questo brano come a un'allarmante dichiarazione di pericolosa arretratezza sociale...
"Un paese di gente che beve come l'autore nei momenti peggiori??" bisognerebbe provvedere se si volesse tirar su il paese... no, l'autore non intendeva fare denunce e scriveva (lo so) queste righe con grande rispetto e tenerezza.
In vena anch'io di estasiarmi di fronte a immagini di tenerezza, esco dalla lunghissima permanenza in bagno per scartabellare nell'archivio delle email che custodisco gelosamente. Dal 2000. Da quando avevo 13 anni.
Seguo i link che trovo qua e la e arrivo alla pagina dove avevo pubblicato il mio primo programma. Che programma non era... Per inerzia vado a vedere tutti i programmi pubblicatiin seguito. Uno di questi ha un voto intorno all'8,47. L'ho votato: è salito a 8,52. Una delle email di quel periodo è l'aggiornamento sulla classifica della settimana dei programmi per BeOS. Il mio BeReset si è trovato per una settimana al 4° posto. Attimi di gloria indimenticabili per un tredicenne che le email dipingono ora come in forte ricerca di successi e di conferme. Un'infantilità? Forse no. Forse era una condizione molto più normale di quanto ora mi è sembrato.
Ma c'era qualcosa di quelle email che pensavo di aver perso per sempre: gli allegati codificati in base64: serie di simboli indecifrabili lunghi pagine e pagine. Erano in origine immagini. Mi sono adoperato e ho compiuto quello che mi sembrava impossibile: li ho decodificati e ho potuto ricreare file di 6 anni fa che erano stati perduti. Ho rivisto il mio ambiente di "lavoro"... la programmazione... una delle esperienze che mi hano formato. E allo stesso tempo mi hanno precluso qualcos'altro.
Mi son ricordato del mio viaggio a Grenoble poco prima di iniziare la prima superiore: in quella bellissima cittadina ero assorto in mille pensieri. Eppure ero riuscito a programmare a tavolino il suddetto ben votato programma. Esperienza lodevole, ma perchè invece non ho sfogato quei miei pensieri? Perchè quando ho avuto la possibilità di andare in giro a conoscere la gente, ho preferito conoscere astratti linguaggi di programmazione? Devo lamentarmi oggi quando dopo 5 anni di superiori la ragazza di cui ero innamorato i primi 2 anni mi dice che per lei sono come un libro scritto in arabo? Si, posso piangere. Posso solo piangere.

Il tempo non scorre così lentamente come dice Madonna.

Infatti tra due ore e mezza potrò presentarmi a lezione. Ma qualcosa mi dice che entrerò in ritardo.
Finirò quindi questa attesa crogiolandomi in ricordi, inebriandomi dei loro profumi, dalle note passionali, e restando infine in stasi, fermo, a sopportare felicemente il dolore del vivere "matandose a pausas".

Free Image Hosting at www.ImageShack.us
.
.
.

sabato, marzo 18, 2006

p r i m a v e r e

Sono spento. Smorto. Da una settimana almeno la mia "occupazione" è saltare doveri, snobbare piaceri...
Se mi chiedessero come va, anzi che dire "Si tira avanti" dovrei rispondere "Si spinge indietro".
Tralasciando motivazioni serie (nel senso che non fanno ridere, ma niente di grave), vorrei parlare della motivazione meno seria, ma non per questo meno importante, quando si vive di cazzate come in questi giorni.
Ed è la primavera.

Io in primavera sto male. Sarà che la mia essenza è forse autunnale o sarà che d'estate sto molto meglio e che l'inverno ha perso, qui in Sardegna, anche il suo lato più negativo (il freddo), ma la primavera proprio non mi va giù.

Tempo fa mi piaceva, credo. Quando avevo circa dai 6 ai 12 anni. All'epoca io ero molto più paziente e vedevo nella primavera già la luce dell'estate. Per di più rappresentava belle corse fra i prati e scampagnate in mezzo a ruscelli... Sentivo nell'aria un'allegria che ora non sento più. Perchè forse non c'è più.
Arrivata l'adolescenza per me la primavera si trasformò in un grande e stupido carnevale. Una maschera sorridente dietro la quale nascondere i più apatici fra i sentimenti.
E così mentre prima il mio ozio primaverile (perchè sia chiaro che per me è la stagione dell'ozio) veniva accompagnato da belle canzoni che io stesso mettevo, per esaltarmi e gioire del conto alla rovescia che batteva nel mio cuore; dopo, la primavera, non fu altro che un'inutile affanno, alla ricerca di ragazze più volatili di granuli di polline al vento.

Non è la cronica scarsità di successo con le ragazze che mi fece odiare la primavera (essendo cronica non era diversa da quella delle altre stagioni), ma la falsità.
Le persone felici in primavera le vedo come gente che si compiace del ticchettare di una bomba ad orologeria posta sotto il loro sedere: la pazzia incarnata.

Vi sembrano tutte considerazioni prive di logica e derivanti da puerili problematiche adolescenziali? Potrebbe darsi, ma più che altro sono i frutti di una noia quasi irrazionale. Di un'aridità di pensiero che difficilmente in me si può riscontare.

Ma torniamo ai bei tempi.
Quando avevo 12 anni, già da Aprile sentivo le onde scrosciare sulla battiga e non me ne fregava niente di vivere il momento. Potevo farmi un baffo degli altri, perchè ero perfetto in me stesso.
Ora vorrei obiettare: erano veramente bei tempi? Forse per la mia primavera si, ma per me no.
Preferisco la condizione attuale in cui la primavera non la snobbo più come a 12 anni e non la odio più come a 18: è una stagione difficile, ma chiudermi in me stesso è una tendenza che devo scacciare.
"Va di moda in me", di questi tempi, sintetizzare il buono di ciascun periodo della mia vita. E così dico: mettiamo si bella musica, ma non per ascoltarla da soli in preda a sogni di bellezza e successo; in compagnia e animati dall'impegno di realizzare quei sogni.

Che poi i sogni si realizzino solo in estate, oggi come ieri, è un altro discorso...

venerdì, febbraio 24, 2006

t r a n s

Titolo dai vari significati per questo post anomalo...
E' "trans" il post stesso, perchè pur essendo un post di merello67, viene scritto da cuniberti14, ossia la mia residenza eporediese (ossia di Ivrea, mia residenza dal 2003 al 2005).
Ma a questo carattere "trans" del post ci ho pensato dopo...
L'istinto di scrivere trans mi è venuto dopo essermi guardato allo specchio: sembro proprio un trans: ieri notte anzi che mascherato ero infatti dipinto (da Darth Maul... non so se avete presente: Star Wars I) e prima di coricarmi mi sono dovuto togliere i chili di fondotinta rosso e nero, ma non se n'è andato il contorno occhi che mi ero fatto per sembrare ancora più strano.
Cosa dire della permanenza a Ivrea? Qui sembra tutto come sempre. SEMBRA. In realtà vai a grattare un po' e scopri dei dettagli nuovi (o vecchi, ma precedentemente sconosciuti). Cambiano soprattutto le persone, o meglio, le vite quotidiane delle persone.
L'università cambia un po' tutti, dicono. Sto ancora cercando di capire se il discorso vale anche per me. Sono portato a credere che abbia più che altro cancellato dei cambiamenti che avevo subito in precedenza, facendomi ritornare quello di prima. Una cosa molto positiva. Del resto l'ho sempre detto che io ero fatto per l'università. Già alle medie sapevo che le superiori alla fine non mi sarebbero piaciute quanto l'università. Ma del resto stiamo parlando di una persona che ha vissuto in circostanze molto particolari...
Ed è proprio di questo che prima si discorreva: le cirocstanza plasmano gli individui. Chi più, chi meno.
Alcuni miei amici hanno preso una strada diversa, altri invece hanno corso di più sulla strada che già avevano preso.
Secondo il mio caro "coinquilino", io sono ACQUA: prendo la forma del recipiente e non si può conoscere la mia vera forma perchè non c'è.
Credo che sia andato vicino alla verità. Almeno sul fatto che non mi si possa conoscere. Sul fatto però che io non abbia una forma... beh, del resto lui stesso l'ha detto in tono preoccupato: non è una bella cosa. E non credo sia così, anzi.
In compenso è vero che un sacco di altre persone hanno una forma molto ben visibile. E io sono un maestro nel memorizzarne i particolari e inciderli in un bel catalogo che ho in testa... ma sia chiaro: non sono uno che "si fa un'idea delle persone e quella è e rimane"... nossignore! Io intuisco la dinamicità della vita e delle persone e mi sembrerebbe quasi blasfemo catalogarle, ma io infatti non catalogo le persone. Catalogo delle "forme".
E' per questo che poi con un lavorino di immaginazione "guidata" riesco per esempio a dire: "Cavolo, scommetto che quella ragazza mi sta pensando e che ci troveremo molto bene assieme, al punto di rischiare guai". E notare che la ragazza in questione non ha mai avuto grossi rapporti con me, anzi: quasi non ci conosciamo.
Eppure questa pura congettura fantasiosa si è dimostrata vera al 100%. In classe mi davano infatti del medium o giù di li. Ma il segreto sta tutto nella sensibilità per capire tutti quei particolari delle persone che stanno un po' sotto la superficie e nell'immaginazione per creare vari scenari ipotetici. Alla fine si dedurrà quale di queste ipotesi è la più verosimile.
E' un po' troppo simile al metodo scientifico, vero? Può essere.
Di Ivrea comunque non parlerò più: qui l'ADSL è a tempo e non vorrei gonfiare troppo la bolletta di mamma... A presto!

mercoledì, febbraio 15, 2006

e l d r i t c h - w a r l o c k

Leggevo il precedente post... E a (s)proposito di castelli [no, non vi preoccupate: questo post non sarà uno "psi-flow" come l'ultimo] mi viene in mente che stasera mi sento proprio rinchiuso in un castello.
Sono una specie di WARLOCK (Direttamente da wikipedia, per chi non fosse a conoscenza del termine: "The normal etymology derives warlock from the Old English wærloga meaning deceiver, or "oathbreaker"[1]. However, one source suggests that the word may come from the Old Norse varð-lokkur, "caller of spirits". Varðlokkur is also translated by some as 'ward-locks' or 'protections', and is an invocation chant used in spæ (scrying)"): una figura tetra, solitaria, stregonesca... molto eldritch... e molto "maledetto".

Che io sia stato recentemente maledetto è un dato di fatto e questo sicuramente aggiunge alla goticità della mia persona, ma diciamocela chiaramente: non erano maledizioni serie... Diciamo che recentemente sono stato più a fanculo che in altri posti, ma è comprensibile vista la grande fortuna (che brutto chiamarla così...) che mi sta accompagnando già da un bel po' di tempo.

Saranno coincidenze astrologiche? Strani accostamenti astrali? Si, fa molto warlock anche l'astrologia... E per completare la magia mi vado a prendere e accendere una sigaretta...

E quindi mi ritrovo nel 2006 a rievocare suggestioni cinque-seicentesche, avute fra l'altro da sette-ottocenteschi, che però avevano forse in mente delle falsissime pretese di retrodatazione sino agli anni bui medievali o forse ancora precedenti.
Ma viviamo in tempi di grande revisionismo e come si da credito ai Maya Galattici (tm), perchè non pensare a warlocks del pleistocene, rinchiusi in altissime torri più antiche di Stonhenge, magari tutti assorti in contatti con spiriti ultra-terreni (o extra-terrestri...)... Torri che ora sono solo polvere ma che anni più tardi dovevano far parlare di una certa Babele... Warlocks che più tardi vennero classificati come semi-dei o draghi...

La verità è che il mago rinchiuso nel castello è una specie di archetipo umano: chiamatelo scienziato pazzo, segaiolo, nerd o strambo individuo...

Ebbene, io mi potrei spesso classificare, come molti di noi, come uno di quelli.

Abbiamo sempre qualcosa da rimuginare, qualcosa che ci tormenta e che sta all'esterno delle arcane mura di roccia in cui ci rinchiudiamo. So che proprio in questo periodo non mi si dovrebbe vedere come tale, visto che a detta di molti "sono sempre in giro", ma basta qualche frase... Qualche sentenza altrui e io già mi rinchiudo indignato. A pensare: "Ma guarda tu, che mondo ingrato..."

Ma ora basta: mi godo gli ultimi momenti di "eldritchness" e poi me ne vado a letto: domani altro che castello! Si va in gita con colleghi, con tanto di pranzo al sacco, verso le colline di Caporterra. A fare i piccoli geologi in erba.

venerdì, febbraio 10, 2006

p s i - f l o w

La costruzione mia è agile e solida, piena di dettagli - grandi stendardi e buchi neri.
Quegli inghiottitoi più non inghiottiscono però e c'è musica nell'aria. LA musica.
Salendo, vorticando, rota-zoomando arrivi a un punto in cui delle guglie sei soddisfatto.
Entri e conosci tutto bene, ma ti compiacci addirittura di correre, saltare e fare capriole nelle strane sale -
nelle luminose terrazze così come nelle buie cripte - illuminate di neon blu verdi neri.
I colori sono i tuoi, ma anche quelli esterni sono entrati e li vedi in armonia, rilassati, sicuri di loro stessi, tutti collocati dove sai, dove hai voluto e anche dove non hai voluto, ma li hai accettati con due risate e tre lacrime.
Conosci veramente tutto del bel castello e sai anche che se sembra finito è in realtà ancora alle fondamenta.
Non puoi dimenticarti che tutte quelle belle forme stanno solo tendendo a qualcosa.
Quel qualcosa è il grande bastione che ADESSo dovrà sorgere.
Quel bastione a cui si aggiungeranno inevitabilmente torrioni altissimi anche se adesso non vedo spazio dove piazzarli senza che mi sembrino in bilico - equilibrio di angoli irreali - dovrà poggiare proprio lì... o forse un po' più in là.
Mi chiedo dunque come usare tutti quei bei materiali... Quelle gemme scavate nella montagna che proprio grazie al quasi perfetto arroccamento del maniero hai avuto la possibilità di trovare, scavare, estrarre, lucidare e preparare.
Saranno i mattoni per continuare.
E il progetto già c'è. A differenza di alcuni castelli vicini, qui è già tutto ben studiato.
E il bello di questo progetto è che nella sua intinseca prevedibilità PREVEDE IN REALTA' UN BEL NUMERO DI IMPREVISTI, ACCURATAMENTE RICERCATI PER NON ESSERE TROVATI PRIMA DEL TEMPO!
C'è da gioire di questo! Ma solo se ti piace soffrire come me.
Ma ci sono quegli spigoli nei blocchi che userai... Non sai che collante usare.
Quei torrioni già li vedi, MA NON CI CREDI. Devi SPERARE.
Cosa fare?
Forse è meglio uscire un attimo e guardare gli alberi, la luce che filtra con mille luccicchii dalle foglie mosse dal vento. La VERA COSTRUZIONE: LA NATURA.
Impariamo dalla natura e creeremo tutti i "benches" - inclusi i WORKBENCHES - che ci serviranno.
I rami di quell'albero di metallo roccia e cristallo devono SORGERE, non essere montati.
La nostra grande intelligenza, tecnica e scienza non sono altro che un adattamento, un'emulazione e una scommessa - alla, della e sulla NATURA.
STANDO AL SOLE IL PROGETTO CRESCERA'...
Chi fa piovere dall'alto c'è già.

lunedì, gennaio 30, 2006

e' v i t a

Sono tornato adesso.
Ogni esperienza sta diventando sempre più profonda e vissuta nella mia vita.
Forse sto cambiando.
L'amore si fa lentamente, ma inesorabilmente strada dentro di me, cambiando la luce sotto cui vedo ogni cosa, ogni momento, ogni ricordo...
Il passato il presente e il futuro: queste forse le tre essenze di cui sono sempre stato composto. Questi forse sono Yaki, Rafael e Rockman. Questo forse il filo conduttore di quel diario che dimenticai di portarmi dietro in questo mio viaggio, che più che essere un viaggio fa sembrare un viagio tutto quello che è stato prima.
Le emozioni si amalgano tutte in una specie di zucchero filato multicolore, pieno di sapori e di profumi; pieno di nostalgia e stupore.
La Paura bussò alla porta; la Fede andò ad aprire, e non trovò nessuno.

Questa la frase che ha dominato questa settimana... La più bella che mi possa ricordare in questo momento.
Quella la frase che ho pensato quando poco fa, dopo aver scambiato parole d'oro con una persona d'oro, chiuso in riflessioni nella mia macchina, con una sigaretta fumante e una canzone che ha segnato la mia vita, la canzone stava per finire e il "caso" avrebbe dovuto scegliere la prossima canzone, la prossima emozione...
In quel momento, il "caso" si è rivelato quindi "caso" e non caso, quando un'altra canzone della mia vita ha fato irruzione in quell'ambiente familiare...
Non potevo non scrivere di questo sms from god, come io e il mio migliore amico chiamiamo questo fenomeno a noi più che noto.
Si diceva con questo mio amico, camminando verso la Nostra discoteca, che è chiaro agli occhi di tutti che in questo mondo in cui viviamo qualcosa "non quadra"... Lui chiamerà sempre quel qualcosa, un qualcosa che non quadra. Io chiamerò sempre quel qualcosa, La cosa che quadra. Questa la nostra differenza e all'unisono eterna sintonia.
Sono quei momenti che mi mancano. Insieme alla voglia improvvisa di fare TUTTO... e TUTTO ALLO STESSO TEMPO...

Ma anch'io devo dormire.

E domani c'è da fare...

George Michael - Careless Whisper --- Paul Young - Everytime you go away
: le canzoni che mi accompagneranno per sempre.

venerdì, gennaio 13, 2006

5 t u e s t r a n e a b i t u d i n i

Il primo giocatore di questo gioco inizia il suo messaggio con il titolo "cinque tue strane abitudini", e le persone che vengono invitate a scrivere un messaggio sul loro blog a proposito delle loro strane abitudini devono anche indicare chiaramente questo regolamento. Alla fine dovrete scegliere 5 nuove persone da indicare e linkare il loro blog o web journal. Non dimenticate di lasciare un commento nel loro blog o journal che dice "sei stato scelto" (se accettano commenti) e ditegli di leggere il vostro. * Si avvisa che i giocatori che hanno già piacevolmente giocato una volta non possono (sottolineo non possono) ricevere altre nomination e rigiocare nuovamente... è una dura realtà, ma è così.

Ebbene, sono stato nominato! Ecco quindi 5 mie strane abitudini...

1: Quando devo studiare qualcosa che mi agita più del solito, soprattutto la sera prima di un esame quando devo fare il ripasso finale, mi bevo un bicchierino o due di superalcolico: la cosa mi aiuta ad essere abbastanza rincoglionito da credere che tutto quello che sto studiando sia facile e divertente. Il successo è assicurato: primo esame che ho fatto studiando così ho preso 30.

2: Mentre sto camminando per strada, mi piace immaginare di essere immerso in una fisica totalmente aliena e impossibile, in cui volendo posso nuotare nell'asfalto, teletrasportarmi a destinazione, fare sgambetti ai pullmann e farli volare o compiere altri tipi di azioni, spesso violente o distruttive, completamente fuori da ogni logica e immaginazione (per lo meno immaginazione sana, non come la mia...). Adesso che ci penso semra un po' la pubblicità della Peugeot 1007: mi hanno copiato l'idea.

3: La mia vità è (o è diventata) un alternanza di periodi in cui ho abitudini completamente diverse. Principalmente si divide in perodi in cui ho l'abitudine di invertire il giorno con la notte (come adesso) e periodi in cui sono più sano di mente e ho l'abitudine di fare tutto bene ed efficientemente come un robot.
Credo che la cosa sia regolata dall'impulso sessuale, ma non ho ancora capito se i periodi sani derivino da impulsi più malati o viceversa...

4: Ho l'abitudine di fischiare da moltissimi anni. Fischio le canzoni, come se si trattasse di un karaoke non canoro. Mi ricordo le più piccole variazioni di tono e le ripeto spesso alla perfezione col fischio, spesso anticipando di qualche microsecondo la canzone. Alla maggior parte delle persone la cosa però non deve sembrare un granchè perfetta, visto che mi chiedono di smetterla!

5: Ho l'abitudine di pensare (e scrivere!) le cose che richiedono più creatività quando sono al cesso. Anche lo studio mi ci riesce bene, ma il rendimento migliore si ha quando "lavoro" su Dungeons & Dragons... Un "lavoro" che è ormai un'abitudine e che fra l'altro svolgo quando è meno necessario farlo e viceversa.


Le ho scritte molto di getto: non sono in ordine di importanza e non sono le più importanti... sono solo le prime che mi son venute in mente... E che potevo scrivere...

Non ho ancora 5 link a blog di persone che conosco e anzi, non ne ho neance uno visto che quell'unico che avevo è della persona che non posso nominare perchè ha nominato me! Chissà se riesco a trovarli.

venerdì, gennaio 06, 2006

i n s o m n i a

E' molto tradi, ma non ho sonno.

Reduce da uno strano periodo, il mio organismo è completamente assoggetatto dal cervello, che ha molta voglia di vagare alla ricerca di nuovi stimoli e così scrivo...

Evento degno di nota è sicuramente l'arrivo e la partenza dei miei genitori: se adesso ci penso mi sembra che siano stati qui... un giorno. Mi è sembrata una lunga giornata in cui si ripetevao più volte delle attività "prestabilite". Un ritorno all'ordine che non è stato traumatico, ma che è stato sicuramente una novità.

E alla fine questo breve parto a dato alla luce un piccolo, prezioso, cambiamento alla mia vita di tutti i giorni. Nuova sicurezza? Non esattamente... Piùttosto una forma di relax. Alla luce calda che filtra dalle nuove tende montatemi da mio padre... Sotto l'acqua calda datami dal boiler montato insieme a mio padre... Comodamente seduto sul divano i cui braccioli non ballano più, per merito di mio padre e infine ascoltando la musica che desidero in macchina grazie alla potente autoradio MP3 regalatami da... Ci siamo capiti! Insomma, si direbbe proprio che i pochi giorni che sono potuti stare con me i miei mi abbiano parecchio viziato.

Tutte queste piccole cose che nella casa son cambiate con il solo passaggio dei miei sono quelle cose che io avevo sempre trascurato. Ho iniziato a capire che i difettucci nell'ordine della mia "stanzetta" di Borgofranco e di Ivrea si sono ripetuti nella mia nuova casa. Dev'esserci un collegamento e direi che per forza di cose quel collegamento è proprio la mia personalità.
Attraverso la vita da soli, anche uno che, come me, pensa di conoscersi completamente, scopre nuovi e divertenti dettagli su di sè.

Non parlerò molto per esteso del mio capodanno, limitandomi a dire che essendo stata la giornata del 31 dicembre una schifezza, dal primissimo inizio fino alla fine (donne, se pensate di essere sfigate perchè vi viene il ciclo, ricredetevi molto velocemente...), non potevo essere in grandissima forma per la notte.
Non si può non dire però che i presenti alla festa hanno saputo tutti mettermi a mio agio (molti di loro quasi non li conoscevo o non li conoscevo del tutto) e non mi hanno mai escluso. Si sono addirittura ubriacati con i miei drink, la qual cosa mi rende più che felice!

Ho riscoperto, però, come con i miei coetanei i rapporti siano sempre più complicati in confronto a quelli con persone più grandi e anche più piccole di me.
Mi è corsa una voce nel cervello che diceva: "è perchè hai sempre avuto paura di confrontarti.". La lasciamo perdere questa voce? Mah... Lascio a voi l'ardua sentenza.

E mi metto a scrivere un altro post...


David Sandborn - Cristo Redentor
: la canzone trasmessa dalla stazione ShoutCast che sto ora ascoltando.

giovedì, dicembre 22, 2005

u m a n o

Sono tornato.

Ho fatto pipì senza fare rumore. Chi dorme qui accanto ha passato una brutta giornata: meglio non svegliarlo. Esco, faccio per aprire la porta di camera e il frigo vibra, come sempre sbattacchiando la collezione di bottiglie sul mobile lì attaccato, facendo un casino.

Ma ero già tornato da un po'...

Stavo nella mia macchina. Su Radio Club, la stazione che mi ha accompagnato sempre da quando son qui, davano una canzone che non mi piaceva, ma ho pensato di aspettare a sentire cosa veniva dopo, e... "puntuale", arriva My Way di FRANK SINATRA. Una canzone che altre volte avevo sentito tornando da una serata con amici. Una canzone che più volte ho ascoltato e cantato o fischiato con mio padre... Che la sa tutta. Una canzone che più di molte, trasmette ciò che posso solo chiamare umanità.
Una vita da spendere. In parte spesa. Dice: "Regrets, I've had a few", ma sottointende che quei "few" non erano sicuramente "too few to mention" come poco dopo specifica...
La "my way" è più voluta che creduta? Ma è così bello pensarlo! Un sentimento dolce-amaro. Brividi ti pervadono quando ci pensi. Chè dopo aver percorso "each and every highway" l'anima inizia a setire che è... umana. Destinata a una VITA. Da percorrere come una strada. Per arrivare alla "final curtain" dove "the end is near".

Stanotte non è stata una parranda, ma in quel momento; nella "mia" macchina; ho sentito veramente la morte e la vita mescolarsi, sotto la luna...
Sono umano, che mi piaccia o no. E la morte fa parte di me.

Poco dopo già, però, ho avuto quasi la sensazione del contrario; quando lì lì per spegnere la radio ho "decretato" che avrei continuato ad ascoltare. E ho sentito note familiari. Così familiari che non me le ricordo più, come non mi sarei ricordato, anni fa, che maglione aveva indosso mio padre il giorno o che cosa aveva fatto mia mamma a pranzo. Note familiari e accoglienti. Anche se stavo involontariamente ascoltando la canzone in modo un po' critico, con la precedente a termine di paragone.
Ho iniziato ad avere sonno e mi sono perso nella musica e nella voce che sentivo. E ho pensato che avrei dovuto scrivere di tutto questo, perchè anche se con la musica si esprime così bene "l'umano", e io mi sono allontanato (definitivamente??) dalla musica già da anni, mi sono sentito letteralmente spinto a esprimermi in qualche modo.

La notte era iniziata con un po' di incertezza... non si sarebbe più andati a ballare e ubriacarsi, ma a vedere quel film che tanto ci aveva attratti: Le Cronache Di Narnia. Si sarebbe andati fra l'altro con una delle mie amiche da poco arrivate, che non vedevo da due mesi, ma che mi sembrava di non vedere da anni.
Non starò a parlare del film, limtandomi solo a dire che lo consiglio vivamente a tutti, ma più che altro vorrei ricordare, così, mettendolo per iscritto, quanto il film mi abbia... "colto nel segno"! Quasi come se avesse attinto dalla mia fantasia più remota. Quella di quando ero piccolo.


Se oggi, fra la dolcezza del film, l'emozione del trovarsi fra gente che mi voleva vedere, amici, e l'emozione di una canzone arrivata al momento giusto, non mi è scesa una lacrima... E' forse soltanto perchè me ne sono già scese abbastanza...

Ma perchè rimpiangere il pianto? Del resto io, umano, I DID IT MY WAY.



Frank Sinatra - My Way
: ascoltatela spesso. E magari cantatela!

mercoledì, novembre 23, 2005

p a r r a n d a

Premetto un bel "tiè" a chi mi dette della ragazzina rocckettara per la fissa sui titoli in inglese: stavolta si cambia e si passa allo spagnolo messicano... E chè titolo!

Una "parranda", spesso sinonimo di "lunada" (parola più intutivamente comprensibile per un italiano) è appunto una "notte sotto la luna". Si tratta di un'attività prettamente maschile in cui oltre al gruppo di amici non possono mancare due altri elementi: la chitarra e la tequila...

Nel linguaggio "metropolitano" odierno la si potrebbe rassomigliare a un "after", ma non ha niente a che vedere con gli after che si tendono a fare di questi tempi.
Se infatti l'after è una specie di ricerca di una vittoria sul proprio fisico e sull'ordine, la "parranda" o "lunada" è più una rassegnazione alla sconfitta che la vita rappresenta: un abbandono piùttosto che un inseguimento.
Citerò ora dal libro Omeyotl (di Carlo Coccioli):
Ora non posso non pensare alla luna immane, luna divorante, ch'era l'elemento imperiosamente principale d'una "lunada" offertami da un gruppo di amici in un villaggio dello Stato di Jalisco: per salutarmi prima che lasciassi il Messico.
Come vedete si parla della "lunada" come di un regalo, una cosa offerta con affetto come si potrebbe parlare di un'amiciza; ma forse Coccioli non si stupirebbe se la paragonassi a una molto femminile proposta d'amore... Lui che del Messico capì benissimo la diffusa femminilità che contraddistingue il suo popolo. I partecipanti sono infatti (o lo diventano cammin facendo) uomini uniti , almeno temporaneamente, da un legame affettivo che un italiano, così come un qualsivoglia altro indivuduo ignorante riguardo i messicani, potrebbe facilmente scambiare per un sentimento equivoco, tanto è forte e "sconveniente".
Dove arrivammo? Al bordo d'una specie di mare. Era una vallata riempita di notte, di luna. Immensa, e pareva un mare, o una bocca. La luna diventava latte. Cani invisibili abbaiavano. V'era qualcosa che somigliava a una minaccia, ma quanta dolcezza, com'era bello! Ci sedemmo sul suolo arido, fra gli sterpi. Avevano portato tre chitarre e molte bottiglie di tequila e di aguardiente. Comiciarono a cantare alla luna: senza guardarla. [...]
Luna da fin del mondo: in ciò che è autenticamente messicano, americano, v'è sempre un presagio d'Apocalisse. [...]
E tutto, quella notte, finì com'era naturale che dovesse finire: con una terribile, solenne ubriacatura. Perchè perfino l'ebrezza, in Messico e in America, è larga e profonda. E con molte lagrime, con molta turbolenza, con un numero infinito di lusinghe e di minacce...
E qui mi fermo, e invito tutti quelli che hanno percepito un piccolo riferimento alla mia vicenda personale a un attimo di raccoglimento...
Appare chiaro infatti che io queste cose le abbia nel sangue (e non perchè le abbia lette): invito tutti a voler fare questo atto di fede di ammettere che le differenze culturali esistono a un livello MOLTO profondo... oserei dire GEOLOGICO... e che queste riguardino parti così inconsciamente profonde da sembrare caratteriali.
Ebbene, io, che a differenza di quanto le mie parvenze potrebbero voler dare ad intendere, sono anche (e soprattutto[?]) messicano, porto con me anche la "parranda", che trovandosi però a doversi esprimere non certo in un mare di notte e luna, tra UOMINI e musica, ma in un mare di alte case e lampioni, tra DONNE e sussurri, si trova come un pesce fuor d'acqua, trasformando colui che doveva essere il "beneficiario" in una "vittima", in gabbia, come un fenomeno da baraccone, esposta a sputi e insulti.
...Con un morto, a volte, o addirttura con due. La vera e propria "parranda" è più una sembianza di morte - una forma di suicidio - che un piacere di vita. Con quelle sue tre funebri A, "parranda" è parola allegra ma tragica: è un termine degno di don Francisco de Quevedo y Villegas, autore della Historia de la Vida del Buscòn. Due Spagne ha accettato il Messico delle tante Spagne di cui è pieno il mondo: la cattolica e la picaresca. Ha preso le Spagne migliori: quella che vive morendo e quella che vivendo muore. Io, quella notte in Jalisco, sentii la morte e la vita mescolarsi, sotto la luna.
E con questo passaggio voi tutti vi sentirete come davanti a un muro insormontabile e che, anche se sormontabile lo fosse, non avreste voglia di scavalcare. Qualcuno penserà "Che bello...", qualcun altro "Mamma mia...", e qualcun altro ancora magari "Spero che l'autore non prenda sul serio queste cose...", ma per una volta anzi che dire come sempre "Non avete capito niente", dirò "Va bene". I vostri pensieri sono infatti legittimi e i miei non esplicabili nelle righe che mi potrebbero essere concesse da questo blog.

Vorrei concludere però in modo un po' più pragmatico, risparmiandovi altre allusioni su cui, se ben mi conoscete, saprete che vi invito comunque a non riflettere.
Il lato oscuro di cui parlavo è esploso per motivi molto più estesi di quelli che bene o male potrebbero essere spiegati in questo post, ma sicuramente è vero che di "parrandas" non se ne possono fare in condizioni diverse da quelle "canoniche", pena lo sfociare in atrocità.
Concludo quindi con una questione aperta: se la mia cultura (o assenza di cultura) mi rende incompatibile con così tante cose e persone, alcune delle quali sono anche cose e persone acui tengo molto, devo cambiare? Cosa devo fare? Devo rinnegare, combattere, esiliare parti di me stesso?

Per adesso risposte non ce ne sono, ma rimane un'ombra di un piccolo desiderio: vedere di nuovo quell'immensa e feroce luna tropicale che da piccolo mi faceva tanta paura...


Abelardo Pulido - Entrega Total
: cantata da Luis Miguel