[Non ho mai scritto forse con emozioni così fresche e pronte ad essere espulse, come in una danza mortale a ritmo di trance]
Mi sono illuso nuovamente e in mezzo al silenzio ho incassato le parole che non mi aspettavo come dei calci prima in faccia e poi allo stomaco con me a terra.
Subito musica, subito tristezza, ma non era questo il caso.
Ora ho messo "la terna": le canzoni che ascoltavo nel 2003 in scooter, quando avevo 16 anni compiuti da poco, in prima liceo classico.
Si erano da poco lasciati i miei, era marzo, ma ora mi viene in mente il periodo di Aprile.
Track 1:
Corro per Ivrea, verso l'uscita, il vento mi entra nelle maniche, sto andando verso casa, LA casa, sono anche un po' incazzato, ma DENTRO a un livello profondo. Fuori sono solo un circuito in cui corre energia a un clock esagerato, la musica mi entra dentro alla velocità con cui sto scrivendo queste parole, una velocità furiosa come quella a cui sto andando, con le nvole che corrono in direzioni contrarie come tutto. Tutto corre in direzioni contrarie mentre sul finire del ritmo mi avvicino al tornante che mi porta verso Montalto, FINE
Track 2:
E' la mia preferita, in tanti mi hanno detto che mi "rappresenta": che ci sono IO dentro questa musica, che si sente la mia voce e io ora me lo immagino: sono io queste note. Ecco che avanzano. Stanno chiamando, si stanno almentando, stanno urlando e...
IMPENNO. E' corsa sfrenata verso casa, senza pensare, solo sentendo e agendo come un animale che corre libero per una prateria.
C'è un attimo i pausa nella melodia "sempre uguale" che poi è estremamente varia. Ecco un altro semaforo rosso che mi fa pensare che sto aspettando solo per un'ncredibile compassione nei confornti di un mondo che potrei tranquillamente distruggere.
Ecco che avanza. AVANZA IL RITMO. Avanza il sentimento e sta per scattare il verde. Ecco. CULMINE. IMPENNO
E di nuovo via, già fuori dal paese, in terra di nessuno, i pensieri stanno cercando di rincorrermi, ma sono troppo veloce, forse scappo
FINE
Track 3:
Ecco Borgofranco si avvicina. Questa canzone alla festa Claudia la metteva sempre, dal mio stesso lettore quello che mi sta offrendo quest'emozione enorme. "Perchè la metteva?" Mi chiedo, manon mi rispondo. Preferisco ascoltare le belle note senza pensare a quella corruzione dall'esterno. Una barbarie scegliere questa canzone quando non se ne intende la MATEMATICA. La grazia. Il ME che c'è dentro di lei anche qui. Pervado queste onde come se fossi la stessa forza che le tiene insieme.
ECCO IL SUONO. Il riassunto di un discorso lungo 16 anni. Un riassunto di 16 anni in meno di 6 note.
Un messaggio verso l'infinito: SONO IO. Sono TORNATO A CASA. Ultima curva, asono passato dall'interno senz quasi cagare questi caseggiati che ho sempre visto. Ecco che rallento per godermi di più la melodia anche se sto entrando ora nel garage... piano... piano... ma mi fermo, mi devo fermare. E' quasi finita.
Finisce con l'inizio di un qualcosa che io non avrò mai. FINE.
Stavo ora veramente ascoltando le tre canzoni e ho scritto durante il tempo che sono durate, seguendone il ritmo. E stavano ora svolgendo la stessa funzione: sto scappando dal mio pensiero. E' effettivamente musica di "fuga", ma ora invece la trasformo in un inseguimento di un qualcosa che voglio esprimere.
E che esprimerei molto meglio se fossi davvero un "dervish". Vorrei ballare in mezzo a luci strobo armato di spade laser e tagliare tutto, senza rabbia, senza rancore, con una pace assurda che solo la trance può innescare, perchè del resto non c'è rabbia: è solo la storia che si ripete, gli errori che tornano.
Non c'è nulla di grave: è un trampolino questa furia, per uscire fuori dal buco e correre veramente liberi, facendo tutte quelle cose che la quotidianità mi impediscono di fare. Tutte quelle cose che DEVO fare e che ora finalmente VOGLIO fare.
Non c'è nulla ora che può trattenermi. Prima c'era forse qualcosa da raggiungere, ma sranamente mi sento più incitato così: senza nessun obiettivo che non sia IO.
FINE. (Track 17)
La famosa "Track 3", quella che si chiama così, non la terza della terna, imperversa ora nella sua sfortunata condizione di distorsione irreversibile.
Anche così è bellissima e anche così mi fa gioire.
Come in Unreal quando esci dalla prigione-astronave schiantata e ti incanti di fronte al paradiso alieno, ora guardo fuori dalla finestra e vedo quello che ridendo e scherzando è stato il mio sogno di una vita.
"Let's make our dreams come true" dice il remix più bello che sia mai stato fatto sulla più bella canzone di Megaman X, un gioco che più che essere il mio preferito mi ha eletto a suo preferito.
Ora è meglio approfittare di questi ritmi incoraggianti e indirizzare in modo costruttivo questa furia.
CONTINUA.
Ecco la terna più "la vera Track 3":
- Track 1
- Track 2
- Track 3
- The Real Track 3 (distorta: non ascoltare ad alto volume!)
Informazioni, notizie e racconti, sempre aggiornati, su questa casa "fuori dal tempo", che è la mia prima dimora a Cagliari oltre che la mia prima esperienza di vita da solo! Mi raccomando: commentate, commentate e commentate!
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mercoledì, aprile 19, 2006
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