Informazioni, notizie e racconti, sempre aggiornati, su questa casa "fuori dal tempo", che è la mia prima dimora a Cagliari oltre che la mia prima esperienza di vita da solo! Mi raccomando: commentate, commentate e commentate!


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martedì, gennaio 31, 2006

r a z a

La "Raza". Termine ormai noto a molti grazie alla (pseudo)cultura sviluppata dal Wrestling americano. La raza è un altro di quei termini che come "parranda" non è molto traducibile. La traduzione che adesso mi viene in mente attinge u po' dal sardo: "cricca" (o si scrive "crica"?). A differenza di questo termine, però, "raza" ha un valore più intimo e indica spesso un gruppo familiare allargato: un clan.

Stasera l'ho passato con la raza: Bruno, Francesco e Mattia. Ognuno a suo modo è persona per me intima.

Abbiamo bevuto, io appena tornato dal catechismo, una quasi "criminale" quantità di Rhum, portatomi inaspettatamente da mio cugino Francesco, che, abbastanza facilmente viste le esperienze che condividiamo da ANNI, ha capito bene come prendermi...

Si è parlato di molte cose e forse con più enfasi delle mie recenti vicissitudini.

Si parla di donne. Si parla con loro con sprezzo, rispetto, volgarità, stima, amore, ilarità e con mille altri stati d'animo contrastanti. Così come sicuramente loro parlano di noi.

Mi sento messo alla prova in questo periodo. Eppure sono stranamente tranquillo. Perchè quando si gareggia nel bene, anche una sconfita rappresenta una grande vittoria. E se si "vincesse", con tutta probabilità ci si sentirebbe peggio.

In questo momento sto ascoltando una canzone de "Los Yakis"... Gruppo messicano che prende il nome da un'antica tribù indiana, oltre che da me..! Penso che avrei voluto vivere in tutte le culuture e in tutti i tempi di questo mondo. Penso che tutto per me sia alla fine molto divertente in questa nostra condizione.

Sarà un pregio?

Come al solito lascioa voi la risposta...

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Ma la tribù messicana non si scriveva Yaqui(s) ? Te lo dico perchè il mitico stregone don Juan dei libri di Castaneda mi sembra discendere da quella tribù....

R - R A F ha detto...

Si, la grafia spagnola è sicuramente Yaquis, ma trattandosi di un nome indio la si può benissimo scrivere Yakis senza essere "filologicamente scorretti"...
Inoltre un gruppo musicale messicano si chiamava YaKi(s) in ricordo della tribù.
Il nome del cartone di Hanna & Barbera a cui è ispirato il mio "soprannome ancestrale" è invece Yakki...
Io per molto tempo mi sono invece firmato YakY.
Che crisi d'identità, o meglio, di grafia!