Sono spento. Smorto. Da una settimana almeno la mia "occupazione" è saltare doveri, snobbare piaceri...
Se mi chiedessero come va, anzi che dire "Si tira avanti" dovrei rispondere "Si spinge indietro".
Tralasciando motivazioni serie (nel senso che non fanno ridere, ma niente di grave), vorrei parlare della motivazione meno seria, ma non per questo meno importante, quando si vive di cazzate come in questi giorni.
Ed è la primavera.
Io in primavera sto male. Sarà che la mia essenza è forse autunnale o sarà che d'estate sto molto meglio e che l'inverno ha perso, qui in Sardegna, anche il suo lato più negativo (il freddo), ma la primavera proprio non mi va giù.
Tempo fa mi piaceva, credo. Quando avevo circa dai 6 ai 12 anni. All'epoca io ero molto più paziente e vedevo nella primavera già la luce dell'estate. Per di più rappresentava belle corse fra i prati e scampagnate in mezzo a ruscelli... Sentivo nell'aria un'allegria che ora non sento più. Perchè forse non c'è più.
Arrivata l'adolescenza per me la primavera si trasformò in un grande e stupido carnevale. Una maschera sorridente dietro la quale nascondere i più apatici fra i sentimenti.
E così mentre prima il mio ozio primaverile (perchè sia chiaro che per me è la stagione dell'ozio) veniva accompagnato da belle canzoni che io stesso mettevo, per esaltarmi e gioire del conto alla rovescia che batteva nel mio cuore; dopo, la primavera, non fu altro che un'inutile affanno, alla ricerca di ragazze più volatili di granuli di polline al vento.
Non è la cronica scarsità di successo con le ragazze che mi fece odiare la primavera (essendo cronica non era diversa da quella delle altre stagioni), ma la falsità.
Le persone felici in primavera le vedo come gente che si compiace del ticchettare di una bomba ad orologeria posta sotto il loro sedere: la pazzia incarnata.
Vi sembrano tutte considerazioni prive di logica e derivanti da puerili problematiche adolescenziali? Potrebbe darsi, ma più che altro sono i frutti di una noia quasi irrazionale. Di un'aridità di pensiero che difficilmente in me si può riscontare.
Ma torniamo ai bei tempi.
Quando avevo 12 anni, già da Aprile sentivo le onde scrosciare sulla battiga e non me ne fregava niente di vivere il momento. Potevo farmi un baffo degli altri, perchè ero perfetto in me stesso.
Ora vorrei obiettare: erano veramente bei tempi? Forse per la mia primavera si, ma per me no.
Preferisco la condizione attuale in cui la primavera non la snobbo più come a 12 anni e non la odio più come a 18: è una stagione difficile, ma chiudermi in me stesso è una tendenza che devo scacciare.
"Va di moda in me", di questi tempi, sintetizzare il buono di ciascun periodo della mia vita. E così dico: mettiamo si bella musica, ma non per ascoltarla da soli in preda a sogni di bellezza e successo; in compagnia e animati dall'impegno di realizzare quei sogni.
Che poi i sogni si realizzino solo in estate, oggi come ieri, è un altro discorso...
Informazioni, notizie e racconti, sempre aggiornati, su questa casa "fuori dal tempo", che è la mia prima dimora a Cagliari oltre che la mia prima esperienza di vita da solo! Mi raccomando: commentate, commentate e commentate!
--------------------------------------------------------------------------------------------------------
sabato, marzo 18, 2006
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento