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sabato, aprile 19, 2008

g i o i a

Oggi il titolo non indica il mio stato d'animo. Ma non fraintendete, non è che sia triste, anzi. E' solo che voglio parlare della "gioia"... La "gioia di vivere"... L'allegria...
Perché vi chiederete? Beh si da il caso che una ragazza molto carina con cui sto chattando, alla quale ormai verosimilmente, dopo questa frase, non darò mai più l'indirizzo di questo mio blog, abbia nei suoi canoni di "ragazzo per lei", un paio di cosette che pensandoci bene sono in accordo con la "classicità" di questa ragazza, classicità intesa come un "non abbandonare cammini già ben battuti" ma senza nessuna connotazione di monotonia o di cattivo gusto.
Se quindi sono in accordo con "gusti classici", mi viene automaticamente da pensare che come lei almeno un'altra buona quantità di ragazze nel mondo e ancor di più in Italia abbiano gusti simili ai suoi almeno nei punti più centrali.
E questi punti centrali forse non li avete ancora indovinati, perché come me potreste aver avuto a che fare con minoranze della popolazione femminile, e non con i "partiti forti"... Diciamo che molti ragazzi "votano i partitelli" per continuare l'analogia politica. Ma se la vogliamo continuare ancora questo la dice lunga sulla sfiga che regna come una proverbiale nuvoletta sulle teste di molti di noi...
Tornando quindi al dunque, questa ragazza vuole un Ragazzo (lo scrivo con la maiuscola per distinguerlo bene bene dalla categoria Uomo, adesso vedrete perché) che:

A) Sprizzi gioia di vivere da tutti i pori, come avevate forse già capito.
B) Sia esteticamente abbastanza efebo: sbarbato al massimo, capelli ribelli, tratti facciali "bimbeschi" (zigomi pronunciati per esempio), occhi "furbi" tipici da adolescente, spesso tenuti "a fessura" perché da adolescenti si vuole molto fare i fighi... E magari fisico magro, con muscoli non pronunciati, ma magari definiti.
C) Sia anche internamente un po' bambino, che giochi FISICAMENTE come un bambino, con lei, giochi in cui sia coinvolto IL CORPO, che facciano magari sudare, ridere, stancare, divertire, proprio come un'altra attività che stavate già pensando.
D) Combini dolcezza a forza. La forza intesa come energia e perché no anche potenza sessuale e la dolcezza intesa forse in una forma un po' più ampia e matura dell'essere bimbo... Diciamo che però qui sono di parte e adesso infatti ne parleremo.

Liquidiamo subito i punti intermedi: la ragazza segue Amici di Maria de Filippi ed è "colata" di un certo Marco Carta che ormai "grazie" a lei ho visto in già un paio di situazioni. Cantante a quanto pare molto apprezzato anche tecnicamente (ma i giudici non erano dello stesso parere nel video che ho visto, quindi... boh) e dotato di tutti i tratti sopraelencati, sicuramente anche di quelli interni, la giocosità spinta etc. Lasciando stare l'ovvietà del mio parere, ossia che si tratti di un personaggio costruito, come tutto ciò che regna in queste trasmissioni leggere per le masse (favole e fiabe del terzo millennio??), m allo stesso tempo rifacendomi proprio al concetto di personaggio, vi "quoterò" (che brutto, diciamo citerò) la ragazza in questione a proposito del bell'imbusto: "sprizza gioia di vivere da tutti i pori - ad avercelo uno così".
Lasciamo di nuovo perdere la connessione fra ciò e la costruzione del programma; non è alla fine una "cosa" troppo irreale: ne è piena l'Italia di ragazzi così. La sindrome di Peter Pan infatti la considero TIPICA degli italiani, l'ho sempre notato. Da piccolo, quando ero rigido e conservatore A PRESCINDERE (:-D), improvvisavo tremende e vessanti FILIPICCHE contro la sindrome di Peter Pan. Parlavo come un politico moralista alla viglia delle lezioni, tirando in ballo lassismi (liberal-giolittiani? :-D) sociali e mie ANCESTRALI VIRTÙ di "voglia di invecchiare per acquisire saggezza e anche fascino".
Beh, infine recentemente ho scoperto che anche in me albergano lati bambineschi anche se diversi da quelli citati e che sono anzi una parte così integrante della mia persona che chi li conosce... E li comprende... Mi ha davvero conosciuto.
Io sono enormemente attratto da cose semplicissime che attraggono i bambini, ma in una maniera davvero forte, davvero radicata, composta da idealizzazioni e astrazioni ma anche e soprattutto da puri e semplici impulsi. Sono attratto dai sapori artificialmente buoni e dolci (non conosco un limite alla quantità di zucchero/di dolce anche se di recente ho imparato ad apprezzare anche l'amaro), stessa cosa per i profumi e sono attratto da forme morbide, "plasticose" e coloratissime, come possono essere le ESEMPLARI caramelline gommose, chiamate da me quasi tutta la vita col termine spagnolo/messicano di "gomitas"... "gommine". Già solo il termine vi fa capire quanto gusto e quasi amore provi per queste semplicissime (anche se artificiali) "cose". Altri lati miei da bambino includono tutta una serie di cose direttamente o indirettamente collegate a questo concetto astratto del "dolce e colorato". Sono un eterno appassionato di peluche e di tute le cose "cute" (nessun termine italiano rende, bisogna lamentarlo), così come di linguaggi scemi associati a tutto ciò che è "cute" come ben sa chi conosce i dialoghi che ho con mia mamma e spesso anche con mio padre... :-)
Non escludiamo poi la fantasia e l'immaginazione, caratteristica molto bambina, che mi caratterizzano mentalmente e che sono probabilmente causa anche dei miei gusti musicali e generali per le cose "astratte", esempio la musica elettronica o ancor di più in questo caso la musica dei vecchi videogiochi a 8 e 16 bit... Musica che senza l'immaginazione di un bambino sembra solo un'accozzaglia di suoni per giunta anche malfatti. (e sto citando/riciclando il parere di "uno dei" lettori...)
MA... C'è un ma che è poi l'argomento del post, al quale finalmente dopo una marea di divagamenti più o meno necessari e logici sto giungendo. La gioia così manifesta e la bambinaggine (perché purtroppo o meno la considero negativamente) così manifesta che la ragazza che sto traendo ad esempio tipico adora... Beh, manca.
Io con la mia ragazza sono ben contento di essere bambino in tutte le cose in cui sono bambino. Anzi, è proprio con la fidanzata, quando ce l'ho, che mi sento di poter esprimere al massimo questi lati così intimi.
Ma... Anche se sono conosciuto per essere generalmente allegro, generalmente pieno di vita e iniziativa... Generalmente in uno stato d'animo "su di giri"... Beh, chi mi conosce sa che c'è tutta una Marea di altre cose contrastanti sotto, che mi chiedo se siano la causa della mia tendenza a scoprirmi un po' un alieno quando si tratta di cose da bambini come possono essere il gioco fisico (ché so, fare a botte scherzosamente) o sorridere sempre a 55 denti (nel senso di esternare MOLTO l'allegria) o offendermi perché mi hanno trascurato o cose del genere.
E' un lato che spesso mi manca per una serie di motivi, non solo per le complessità del mio carattere. Io non ho mai avuto fratelli né sorelle e da piccolo ho sempre anche preferito la compagnia dei grandi, tant'è che i miei ideali di comportamento e bellezza son sempre stati abbastanza adulti. Vi cito per esempio molto di passaggio come un processo pseudo-freudiano potrebbe essere responsabile del mio voler assomigliare prima o poi esteticamente a un "qualcosa di simile" a George Clooney, l'attore che piace di più a MIA MAMMA...
Il mio gusto per l'eleganza, la saggezza, la "navigatezza", sono tutte cose collegate al mio esser sempre stato a contatto più con adulti che con coetanei. L'aver avuto sempre ragazze più grandi di me è forse anche una conseguenza di questo.
Ora, direte voi, è forse molto "meglio" esser come sono io che non come sono certi personaggi di Amici di Maria de Filippi, ma qui stiamo parlando di un carattere specifico sul quale richiamo di nuovo l'attenzione, dopo avervi bellamente distratti...
Si parla di gioia di vivere manifesta e di giocosità fisica, energicità e "roccambolescheria spiccia"... Vi traggo ad esempio asratto ulteriore di tutto ciò il "pogo"...
Alcuni di voi diranno che da ubriaco queste cose non mi mancano (fra l'altro da ubriaco pogo anche...) e infatti vorrei ricordare come ALLA MAGGIOR PARTE DELLE RAGAZZE A CUI SON PIACIUTO... Son piaciuto da ubriaco. Si va formando un puzzle. Che è più grande di quello che forse fino ad ora avevo capito.
Perché fino ad ora volevo solo invitarvi a riflettere su quanto sia importante e "universalmente bello" il manifestare gioia di vivere e di quanto anche un essere capace di molta allegria, dai molto tratti infantili, ne sia per lo più incapace sopratutto nell'aspetto più fisico della cosa.
Io, del "punto D", ossia "unione di dolcezza e forza", ho solo la dolcezza e nemmeno una dolcezza molto semplice e "straight-forward" dato quanto è "sublimata", idealizzata... E' una dolcezza che la maggior parte delle ragazze conosce solo dopo un bel po' e rimane pure sorpresa, dicendo: "Cavolo, ma ti considerav(am)o un tipico uomo di ghiaccio, chi l'avrebbe mai detto" (frase di una mia compagna di liceo, ora grande amica). Questo perchè per me la doclezza è così importante che diventa da un certo lato una cosa SERIA (in contrasto con la giocosità... E dalli...) che mi sembra addirittura BLASFEMO tirar fuori "invano"... Come si fa quindi a conoscerla? Beh, la chat ha risolto abbastanza questo problema, nello stesso momento in cui me ne ha aggiunti altri 3 o 4...
La forza poi... Tende a non esserci perché ancora una volta quella che c'è è "parziale". Adoro il sesso e adoro anche genericamente e generalmente "la forza nel sesso" e sono un tipo coraggioso, forza interiore si potrebbe dire, SE CIO' NON includesse la forza di volontà che invece spesso manca e se il coraggio a sua volta non includesse varie cose per cui spesso e volentieri ho blocchi, come il fare il galletto e "provarci con le ragazze". Cosa per altro che prima o poi dovrò superare o imparare ad aggirare con qualche trick "proprietario" in più... E soprattutto se la forza suddetta non includesse come invece vuole includere, la pura forza fisica, cosa che anch'essa manca (ma ci stiamo lavorando...).

La conclusione di tutto ciò vuole essere molteplice. Anche perché non voglio mancare di citare a grandi linee una frase di un prete in odore di santità che mi è venuta in mente parlando di gioia. Quel giorno ha raccontato come chiusura di una bellissima predica forse pasquale, come Don Bosco e i ragazzi del suo oratorio di conseguenza, vedessero nello stare sempre allegri una forma di santità. Voglio sottolineare questo a favore della tesi che stiamo parlando non di cavolate qualsiasi... Voglio dire, se una trasmissione televisiva seguita da SCIAMI di giovani presenta degli ideali di questo tipo, un messaggio lo si vuole dare e non per forza dev'essere un controllo. Se è vera la mia tesi secondo cui questi programmi non sono altro che moderne fiabe, sono fatti per istruire alla buona la gente a cose che nella vita hanno comunque un certo valore. La gioia di vivere si sta rivelando sempre di più uno dei valori più importanti.

Tiriamo fuori un po' di punti ordinati:
A) Le personalità più sono complesse più si allontanano dall'essere SIA "gioiose" CHE comprensibili e sono quindi in grande svantaggio quando in lizza con altre più semplici nella ancestrale "competizione per la femmina"...
B) La gioia di vivere è un qualcosa che come molte cose di dominio delle persone semplici, non è per niente malvagia né, paradossalmente "semplice". Persone infatti un po' più corrotte da varie realtà (o un po' meno finte di quelle della TV) trovano spesso e volentieri completamente impossibile o difficile, in stati normali, esercitare questa "forma di santità", che tendo di nuovo a definire tale visto che sto capendo sempre di più come sia legata alla semplicità e all'umiltà.
C) Punto extra, spero sia chiaro che non intendo dire che i protagonisti di amici siano in odore di santità... :-D
D) Last but not least, un'altra cosa difficile ma buona, ancor di più proprio quando raggiunta superando delle difficoltà che ci bloccano, è l'essere vivaci e giocosi, a prescindere dalla più astratta anche se manifesta gioia di vivere.

Solo perché una ragazza un giorno mi confessa i suoi gusti, potreste ora obiettare, sono arrivato a fare tutto questo sproloquio che porta infine a cose molto ovvie? Beh, prima di tutto no, non è solo per una ragazza, come già detto sto parlando di una grossissima maggioranza di ragazze, che ho capito così estesa grazie a questa particolare ragazza. Poi, se sapeste quanti muri miei ha abbattuto questa serie di conclusioni... Capireste che almeno per me non erano affatto cose ovvie. Sono scoperte davvero grandi.

Penultima nota volante, che sembrerà un ritorno al "mio partito" ma è solo una doverosa constatazione... Vorrei sottolineare che stiamo parlando di Ragazze con la R maiuscola, non di donne e che le caratteristiche sopraelencate vanno bene per Ragazzi con la R maiuscola, non per uomini.
'Nuff said, dicono gli anglosassoni... ;-)

Ultimissima conclusione che la dice lunga sull'importanza del giocare, dell'essere bambini in amore, vuole invece essere una citazione del più illustre mio lettore :-)
>>>>>Il succo della sostanza è che l'amore è una cosa troppo seria per
essere presa sul serio. <<<<<
Se non gli ridi in faccia ti può schiacciare...

Se il 26 Settembre del 2000 avessi impresso a fuoco questa frase nella mia mente, forse non avrei mai necessitato di tanto tempo per capirne la grande verità, ma del resto forse allora ero troppo bambino per capirla... :-)

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