Poetto, 22 Gennaio 2008, ore 16:50.
Una mia penna, non una qualsiasi, ha smesso di scrivere.
Il mare davanti, una vera amica a fianco, una corona a testa, come sarebbe stato con mia mamma, come sarebbe stato in altri tempi con mia nonna. Ieri avrebbe compiuto gli anni.
In questo momento di smarrimento, mia madre mi ha detto di rivolgerci un pensiero, a mia nonnna. E io mi son sentito così lontano dal passato...
Due tipi con la tromba a suonare vicino alla riva. Mi ricordano un altro capitolo di me: la musica.
Volevo scrivere dei gabbiani che stavo guardando, ma son già spariti. "Effimeri" dice la mia amica, "come la felicità". Parla dei lunghi momenti di infelicità, punteggiati da breve felicità... Ma intanto basta poco secondo me, come un arachide che mi cade sul ginocchio, a capire che si può invertire questa tendenza, a capire che l'infelicità può essere l'effimera...
Ricordo lunghi periodi felici e apparentemente lontani, ma mi rendo conto che era solo esattamente un mese fa.
A suon di idee stiamo cercando attivamente di dare una svolta. Mandiamo messaggi a destra e a manca. Anche alla Manca! :-D Il tema di questa "depressione" (le virgolette non so se ci vogliono), è [infatti] la solitudine. Non sono solo, ma c'è uno strano bisogno. Duplice. Da una parte è quello classico, dall'altra è quello [opposto] dell'essere tranquillo così. Il bisogno di non avere bisogni, di essere felici di vivere e di proseguire e perseguire i grandi obiettivi che ho e che tanto sto sentendo difficili in questi giorni.
Eppure il mare è così blu. Posso vedere da qui il limite di quella nuotata che mi ero fatto "Al limite del colore, al limite dell'amore" cita Simona reinterpetando una canzone... :-)
Un'altra birra per lei, una visione sempre più bella per me qui nel posto dei miei sogni diventati realtà. Quartu si staglia molto più poetica di quello che è, colori caldi, fra mare e cielo freddi. E la Sella è in ombra, i suoi calcari sprettrali ma ospitali ora che ci son già stato.
Dove sono i miei gabbiani? Quello solitario, il ribelle dello stormo, è qui, sono io. Io che posso essere e sono anche lupo negli sterminati boschi, squalo nell'immenso blu, sono anche gabbiano fra le sterminate nuvole.
Eppure i gabbiani non ci sono più, ma ecco il senso: devono essere dentro di me. Posso riavere lo stormo dentro di me, che tira... Un carro fatto di nuvole, verso il sole al tramonto, in viaggio nella vita, anzichè essere lupo solitario e ululare inutilmente alla luna.
E ora un'altra sigaretta, nella speranza, non ancora volontà, di un giorno ridere del fumo e respirare aria bella.
Informazioni, notizie e racconti, sempre aggiornati, su questa casa "fuori dal tempo", che è la mia prima dimora a Cagliari oltre che la mia prima esperienza di vita da solo! Mi raccomando: commentate, commentate e commentate!
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mercoledì, gennaio 23, 2008
mercoledì, maggio 17, 2006
t r e s - r e g a l o s
[scritto su carta in data incerta, circa il 10 Maggio]
Se nell'abbondante regalo non vi fosse stato quel cd, il suo valore sarebbe stato limitato.
Ma se già è diventato illimitato con l'amorevolmente manufatto disco, è diventato anche INFINITO grazie all'inclusione della mia canzone tradizionale messicana preferita, che quasi avevo dimenticato.
E così non posso far altro che cantare sorridendo, mentre ascolto la voce di chi "sognava di trovare una regina" e che "già non deve più cercarla perchè in lei tutto ha trovato". E infine per questa lei ha trovato i regali migliori, tre:
Per nulla scontati direi... E sinceramente mi sembra di averli appena ricevuti, o forse meglio di averli ritrovati, per regalarli io a mia volta.
E' la prima volta che scrivo per il blog ma a mano, guarda caso sul quaderno che avevo comprato in Messico, sede di grandi mondi immaginari, calcoli di valori che rappresentano personaggi mai esistiti, lettere la cui risposta è arrivata non appena erano state spedite e lettere lasciate da... chissà chi.
Il tema di oggi è diventato sempre più "il valore".
Che valore avrebbero avuto i soldi della borsa di solidarietà se non avessi detto al segretario di allungare il mio periodo di servizio per recuperare il tempo passato a Ivrea?
Che valore possono avere 500 euro ritirati in banca se non sono i primi soldi guadagnati da un ragazzo?
Che valore ha la mia macchina ingolfata se non trovi un ragazzo spensierato che tranquillo ti aiuta a farla ripartire?
E infine, che valore avrebbero tutti i miei modesti guadagni se li usassi per comprare oggetti e pagarmi (pseudo)divertimenti in locali e discoteche?
Invece tutte le piccole cose di oggi, che già di per sè hanno acquistato dei valori "finalmente" non quantificabili, non fanno altro che avvicinarmi al momento in cui convertirò un'altra somma quantificabile, un valore volatile, nel massimo dei beni non quantificabili: il primo MIO viaggio verso la MIA terra, per andare a trovare persone che amo.
So che potrei sembrare un agente della Master Card scrivendo in questo modo, ma del resto a loro non verrà mai in mente di comprare con la loro carta di credito il cielo la luna e il mare... figuriamoci di regalarli!
Trio Los Panchos - Tres Regalos
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Se nell'abbondante regalo non vi fosse stato quel cd, il suo valore sarebbe stato limitato.
Ma se già è diventato illimitato con l'amorevolmente manufatto disco, è diventato anche INFINITO grazie all'inclusione della mia canzone tradizionale messicana preferita, che quasi avevo dimenticato.
E così non posso far altro che cantare sorridendo, mentre ascolto la voce di chi "sognava di trovare una regina" e che "già non deve più cercarla perchè in lei tutto ha trovato". E infine per questa lei ha trovato i regali migliori, tre:
..El cielo, la luna y el mar...
Per nulla scontati direi... E sinceramente mi sembra di averli appena ricevuti, o forse meglio di averli ritrovati, per regalarli io a mia volta.
E' la prima volta che scrivo per il blog ma a mano, guarda caso sul quaderno che avevo comprato in Messico, sede di grandi mondi immaginari, calcoli di valori che rappresentano personaggi mai esistiti, lettere la cui risposta è arrivata non appena erano state spedite e lettere lasciate da... chissà chi.
Il tema di oggi è diventato sempre più "il valore".
Che valore avrebbero avuto i soldi della borsa di solidarietà se non avessi detto al segretario di allungare il mio periodo di servizio per recuperare il tempo passato a Ivrea?
Che valore possono avere 500 euro ritirati in banca se non sono i primi soldi guadagnati da un ragazzo?
Che valore ha la mia macchina ingolfata se non trovi un ragazzo spensierato che tranquillo ti aiuta a farla ripartire?
E infine, che valore avrebbero tutti i miei modesti guadagni se li usassi per comprare oggetti e pagarmi (pseudo)divertimenti in locali e discoteche?
Invece tutte le piccole cose di oggi, che già di per sè hanno acquistato dei valori "finalmente" non quantificabili, non fanno altro che avvicinarmi al momento in cui convertirò un'altra somma quantificabile, un valore volatile, nel massimo dei beni non quantificabili: il primo MIO viaggio verso la MIA terra, per andare a trovare persone che amo.
So che potrei sembrare un agente della Master Card scrivendo in questo modo, ma del resto a loro non verrà mai in mente di comprare con la loro carta di credito il cielo la luna e il mare... figuriamoci di regalarli!
Trio Los Panchos - Tres Regalos
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