Non sarebbe ora di scrivere: sono quasi le 2 e domani la sveglia è verso le 7 e mezza...
Ma è da un po' che questo blog non vede aggiornamenti "normali", quindi mi do da fare ora senza perdere tempo.
E tanto per contraddirmi subito, scarico per prima cosa ciò che non dovrebbe essere scrutto in un normale post di "cronaca"...
E' un periodo bruttino. Come già (malamente) scritto, la primavera non mi porta bene, soprattutto non il suo inizio. Ma a parte quello sto facendo ancora i conti con il mio "Dark Side" che ogni tanto, in momenti tanto giustificabili quanto inopportuni, si fa vedere. Il cammino verso il suo controllo è ancora lungo? Chissà. Un certo miglioramento è riscontrabile.
Ma sfumiamo subito, con molta poca grazia, dalle brutte cose (anche se in miglioramento) attinenti alla mia giovane psiche, alle ben più "sonanti" (leggetelo accompagnato da un bel fragore di monetine inserite in macchinette e un bel "DIN!" di cassetto di cassa chiuso con forza e in maniera IRREVOCABILE) questioni materiali... Che non sono così importanti, ma non vanno perse di vista.
Sto usando il computer di Bruno, da me assemblato con componenti il cui prezzo totale non supera i 220 euro, che finalmente possiede una copia funzionante di Windows XP installata. Di solito non gioisco così tanto di installazioni di Windows su computer, ma per svariate concause e strane sinergie negative questa macchina si rifiuta per ora di lasciarmi installare Linux come Dio comanda. Senza addentrarmi oltre in dettagli informatici, concludo dicendo che a livello di operatività, il computer è ormai quasi al 100%. E concludo anche dicendo che non era qui che volevo parare...
Su questo bel computer, o meglio sul mio schermo attaccato ad esso, stavo giusto pochi minuti fa guardando il mio estratto conto e non posso nascondere una certa preoccupazione. Abituato a vedere laute somme, grazie a una vita "al risparmio", le cifre sono nettamente calate a causa di una serie di bollette stratosferiche (dell'Enel) per le quali si sta ancora tentando di trovare una spiegazione razionale, prima di scrivere un X-File!
La mia situazione finanziaria era già stata debilitata dal recente viaggio a Ivrea dai miei e mi sono quindi trovato in una situazione, per fortuna stazionaria (o almeno così credevo...) di fondi abbastanza limitati: non un grosso problema.
La cosa brutta è che, ignorando il detto "ERRARE UMANUM EST, PERSEVERARE DIABOLICUM", cosa che faccio molto spesso anche per altro, mi è venuta una strana smania di shopping su internet, animata dalla sottile speranza di fondo che tutto ciò prima o poi frutterà qualcosa.
Ho infatti iniziato ad assemblare computer in base alle offerte più vantaggiose che trovo.
Inizialmente ho pensato che il computer che stava venendo fuori (ce l'ho qui sulla scrivania... che bellino...) sarebbe stato per mia madre: per estinguere un vecchio debito... Poi però ho anche realizzato che pur offrendo il grazioso oggettino a un prezzo che mi consentirebbe un più che modesto guadagno, i potenziali acquirenti vedrebbero la macchina come un bel bang for the buck, che tradotto in "parole ricche" (ossia in una lingua neolatina...), significa che il rapporto qualità/prezzo resterebbe buono e potrebbe attrarre più di un potenziale acquirente.
L'episodio del terzo computer (dopo quello assemblato per Bruno) di merello67 doveva essere un "unicum" e mi sono quindi dato ancor più di recente ad altre compere. Stavolta ancora più esotiche: profumi.
Come qualcuno saprà, un buon profumo da uomo costa nel migliore dei casi 35 euro.
Come invece in pochi sapranno, molti profumi che hanno "fatto storia" (per lo meno nel mondo che si interessa di "stravaganze"), non sono più in vendita da anni oppure non hanno mai raggiunto le comuni profumerie in certi paesi (come dicevo con mio cugino, l'Italia sembra essere in gran parte aliena a questo mondo).
Se aggiungiamo queste informazioni (che riassunte vogliono dire: "i profumi rari valgono un sacco di soldi") al fatto che ho io stesso una passione per i profumi e che ho trovato la possibilità di comprare a meno di 70 euro ben 3 profumi rari e un set di 3 prodotti di un profumo mai visto da me in Italia, abbiamo trovato la conclusione di questo discorso: ho speso 70 euro in pochi minuti.
Chiaro: è quasi un investimento, visto che rivenduti subito sarebbero già un guadagno del 100% come minimo, ma il problema è che conoscendomi mi affezionerò se non a tutti a gran parte di questi "oggetti del desiderio".
Sarà il futuro a stabilire se ci sarà un guadagno e soprattutto se ci dovrà essere, visto che alla fine sono anche uno sfizio e l'inizio di una bella collezione. Dovrò ponderare i vari aspetti della cosa.
Ora come ora vedo già però un altro business che non chiede altro che la mia rapidità di scelta: acquistando due inserzioni su ebay sarei in grado di assemblare un computer completo con cui guadagnare almeno il 100% del costo oppure di regalare questo a mia madre e vendermi il più performante computer già quasi pronto.
Ok, vi ho dato uno sprazzo di quella che sta diventando una fabric... sia nella mia mente che nella realtà in senso lato.
Altre notizie volanti:
--- Il papero che come molti di voi sanno ha ormai piazzato la sua puzzolente bandiera nella mia cucina, conquistandola a pieno titolo, verrà sfrattato domani o al più tradi entro la settimana corrente, per la gioia dei nostri olfatti e in previsione di qualche cena a casa mia come "ai vecchi tempi"...
--- Il blog della campgna di D&D "Aurea Etas" verrà presto aggiornato con i dettagli sulla sempre più fitta trama che contraddistingue il sempre più complesso e per molti enigmatico mondo fantasy da me creato.
--- Se qualcuno di voi possiede un cd avviabile di Windows 98 o 95, di quelli che mi possono dare un'interfaccia dos come si deve, me lo faccia sapere al più presto: devo aggiornare il bios della scheda madre di Bruno per far usare a XP la datata scheda grafica PCI.
Per oggi è tutto, anche se la giornata è da poco iniziata...
Un consiglio musicale generico, per restare in tema col titolo del post, e buona notte a tutti.
FABRIC LONDON: compilation e lives house da Londra per tutti i gusti o quasi... Una scoperta per cui devo ringraziare il mio "vecchio" professore di Italiano e Latino, Curnis.
Informazioni, notizie e racconti, sempre aggiornati, su questa casa "fuori dal tempo", che è la mia prima dimora a Cagliari oltre che la mia prima esperienza di vita da solo! Mi raccomando: commentate, commentate e commentate!
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martedì, marzo 28, 2006
sabato, marzo 18, 2006
p r i m a v e r e
Sono spento. Smorto. Da una settimana almeno la mia "occupazione" è saltare doveri, snobbare piaceri...
Se mi chiedessero come va, anzi che dire "Si tira avanti" dovrei rispondere "Si spinge indietro".
Tralasciando motivazioni serie (nel senso che non fanno ridere, ma niente di grave), vorrei parlare della motivazione meno seria, ma non per questo meno importante, quando si vive di cazzate come in questi giorni.
Ed è la primavera.
Io in primavera sto male. Sarà che la mia essenza è forse autunnale o sarà che d'estate sto molto meglio e che l'inverno ha perso, qui in Sardegna, anche il suo lato più negativo (il freddo), ma la primavera proprio non mi va giù.
Tempo fa mi piaceva, credo. Quando avevo circa dai 6 ai 12 anni. All'epoca io ero molto più paziente e vedevo nella primavera già la luce dell'estate. Per di più rappresentava belle corse fra i prati e scampagnate in mezzo a ruscelli... Sentivo nell'aria un'allegria che ora non sento più. Perchè forse non c'è più.
Arrivata l'adolescenza per me la primavera si trasformò in un grande e stupido carnevale. Una maschera sorridente dietro la quale nascondere i più apatici fra i sentimenti.
E così mentre prima il mio ozio primaverile (perchè sia chiaro che per me è la stagione dell'ozio) veniva accompagnato da belle canzoni che io stesso mettevo, per esaltarmi e gioire del conto alla rovescia che batteva nel mio cuore; dopo, la primavera, non fu altro che un'inutile affanno, alla ricerca di ragazze più volatili di granuli di polline al vento.
Non è la cronica scarsità di successo con le ragazze che mi fece odiare la primavera (essendo cronica non era diversa da quella delle altre stagioni), ma la falsità.
Le persone felici in primavera le vedo come gente che si compiace del ticchettare di una bomba ad orologeria posta sotto il loro sedere: la pazzia incarnata.
Vi sembrano tutte considerazioni prive di logica e derivanti da puerili problematiche adolescenziali? Potrebbe darsi, ma più che altro sono i frutti di una noia quasi irrazionale. Di un'aridità di pensiero che difficilmente in me si può riscontare.
Ma torniamo ai bei tempi.
Quando avevo 12 anni, già da Aprile sentivo le onde scrosciare sulla battiga e non me ne fregava niente di vivere il momento. Potevo farmi un baffo degli altri, perchè ero perfetto in me stesso.
Ora vorrei obiettare: erano veramente bei tempi? Forse per la mia primavera si, ma per me no.
Preferisco la condizione attuale in cui la primavera non la snobbo più come a 12 anni e non la odio più come a 18: è una stagione difficile, ma chiudermi in me stesso è una tendenza che devo scacciare.
"Va di moda in me", di questi tempi, sintetizzare il buono di ciascun periodo della mia vita. E così dico: mettiamo si bella musica, ma non per ascoltarla da soli in preda a sogni di bellezza e successo; in compagnia e animati dall'impegno di realizzare quei sogni.
Che poi i sogni si realizzino solo in estate, oggi come ieri, è un altro discorso...
Se mi chiedessero come va, anzi che dire "Si tira avanti" dovrei rispondere "Si spinge indietro".
Tralasciando motivazioni serie (nel senso che non fanno ridere, ma niente di grave), vorrei parlare della motivazione meno seria, ma non per questo meno importante, quando si vive di cazzate come in questi giorni.
Ed è la primavera.
Io in primavera sto male. Sarà che la mia essenza è forse autunnale o sarà che d'estate sto molto meglio e che l'inverno ha perso, qui in Sardegna, anche il suo lato più negativo (il freddo), ma la primavera proprio non mi va giù.
Tempo fa mi piaceva, credo. Quando avevo circa dai 6 ai 12 anni. All'epoca io ero molto più paziente e vedevo nella primavera già la luce dell'estate. Per di più rappresentava belle corse fra i prati e scampagnate in mezzo a ruscelli... Sentivo nell'aria un'allegria che ora non sento più. Perchè forse non c'è più.
Arrivata l'adolescenza per me la primavera si trasformò in un grande e stupido carnevale. Una maschera sorridente dietro la quale nascondere i più apatici fra i sentimenti.
E così mentre prima il mio ozio primaverile (perchè sia chiaro che per me è la stagione dell'ozio) veniva accompagnato da belle canzoni che io stesso mettevo, per esaltarmi e gioire del conto alla rovescia che batteva nel mio cuore; dopo, la primavera, non fu altro che un'inutile affanno, alla ricerca di ragazze più volatili di granuli di polline al vento.
Non è la cronica scarsità di successo con le ragazze che mi fece odiare la primavera (essendo cronica non era diversa da quella delle altre stagioni), ma la falsità.
Le persone felici in primavera le vedo come gente che si compiace del ticchettare di una bomba ad orologeria posta sotto il loro sedere: la pazzia incarnata.
Vi sembrano tutte considerazioni prive di logica e derivanti da puerili problematiche adolescenziali? Potrebbe darsi, ma più che altro sono i frutti di una noia quasi irrazionale. Di un'aridità di pensiero che difficilmente in me si può riscontare.
Ma torniamo ai bei tempi.
Quando avevo 12 anni, già da Aprile sentivo le onde scrosciare sulla battiga e non me ne fregava niente di vivere il momento. Potevo farmi un baffo degli altri, perchè ero perfetto in me stesso.
Ora vorrei obiettare: erano veramente bei tempi? Forse per la mia primavera si, ma per me no.
Preferisco la condizione attuale in cui la primavera non la snobbo più come a 12 anni e non la odio più come a 18: è una stagione difficile, ma chiudermi in me stesso è una tendenza che devo scacciare.
"Va di moda in me", di questi tempi, sintetizzare il buono di ciascun periodo della mia vita. E così dico: mettiamo si bella musica, ma non per ascoltarla da soli in preda a sogni di bellezza e successo; in compagnia e animati dall'impegno di realizzare quei sogni.
Che poi i sogni si realizzino solo in estate, oggi come ieri, è un altro discorso...
venerdì, febbraio 24, 2006
t r a n s
Titolo dai vari significati per questo post anomalo...
E' "trans" il post stesso, perchè pur essendo un post di merello67, viene scritto da cuniberti14, ossia la mia residenza eporediese (ossia di Ivrea, mia residenza dal 2003 al 2005).
Ma a questo carattere "trans" del post ci ho pensato dopo...
L'istinto di scrivere trans mi è venuto dopo essermi guardato allo specchio: sembro proprio un trans: ieri notte anzi che mascherato ero infatti dipinto (da Darth Maul... non so se avete presente: Star Wars I) e prima di coricarmi mi sono dovuto togliere i chili di fondotinta rosso e nero, ma non se n'è andato il contorno occhi che mi ero fatto per sembrare ancora più strano.
Cosa dire della permanenza a Ivrea? Qui sembra tutto come sempre. SEMBRA. In realtà vai a grattare un po' e scopri dei dettagli nuovi (o vecchi, ma precedentemente sconosciuti). Cambiano soprattutto le persone, o meglio, le vite quotidiane delle persone.
L'università cambia un po' tutti, dicono. Sto ancora cercando di capire se il discorso vale anche per me. Sono portato a credere che abbia più che altro cancellato dei cambiamenti che avevo subito in precedenza, facendomi ritornare quello di prima. Una cosa molto positiva. Del resto l'ho sempre detto che io ero fatto per l'università. Già alle medie sapevo che le superiori alla fine non mi sarebbero piaciute quanto l'università. Ma del resto stiamo parlando di una persona che ha vissuto in circostanze molto particolari...
Ed è proprio di questo che prima si discorreva: le cirocstanza plasmano gli individui. Chi più, chi meno.
Alcuni miei amici hanno preso una strada diversa, altri invece hanno corso di più sulla strada che già avevano preso.
Secondo il mio caro "coinquilino", io sono ACQUA: prendo la forma del recipiente e non si può conoscere la mia vera forma perchè non c'è.
Credo che sia andato vicino alla verità. Almeno sul fatto che non mi si possa conoscere. Sul fatto però che io non abbia una forma... beh, del resto lui stesso l'ha detto in tono preoccupato: non è una bella cosa. E non credo sia così, anzi.
In compenso è vero che un sacco di altre persone hanno una forma molto ben visibile. E io sono un maestro nel memorizzarne i particolari e inciderli in un bel catalogo che ho in testa... ma sia chiaro: non sono uno che "si fa un'idea delle persone e quella è e rimane"... nossignore! Io intuisco la dinamicità della vita e delle persone e mi sembrerebbe quasi blasfemo catalogarle, ma io infatti non catalogo le persone. Catalogo delle "forme".
E' per questo che poi con un lavorino di immaginazione "guidata" riesco per esempio a dire: "Cavolo, scommetto che quella ragazza mi sta pensando e che ci troveremo molto bene assieme, al punto di rischiare guai". E notare che la ragazza in questione non ha mai avuto grossi rapporti con me, anzi: quasi non ci conosciamo.
Eppure questa pura congettura fantasiosa si è dimostrata vera al 100%. In classe mi davano infatti del medium o giù di li. Ma il segreto sta tutto nella sensibilità per capire tutti quei particolari delle persone che stanno un po' sotto la superficie e nell'immaginazione per creare vari scenari ipotetici. Alla fine si dedurrà quale di queste ipotesi è la più verosimile.
E' un po' troppo simile al metodo scientifico, vero? Può essere.
Di Ivrea comunque non parlerò più: qui l'ADSL è a tempo e non vorrei gonfiare troppo la bolletta di mamma... A presto!
E' "trans" il post stesso, perchè pur essendo un post di merello67, viene scritto da cuniberti14, ossia la mia residenza eporediese (ossia di Ivrea, mia residenza dal 2003 al 2005).
Ma a questo carattere "trans" del post ci ho pensato dopo...
L'istinto di scrivere trans mi è venuto dopo essermi guardato allo specchio: sembro proprio un trans: ieri notte anzi che mascherato ero infatti dipinto (da Darth Maul... non so se avete presente: Star Wars I) e prima di coricarmi mi sono dovuto togliere i chili di fondotinta rosso e nero, ma non se n'è andato il contorno occhi che mi ero fatto per sembrare ancora più strano.
Cosa dire della permanenza a Ivrea? Qui sembra tutto come sempre. SEMBRA. In realtà vai a grattare un po' e scopri dei dettagli nuovi (o vecchi, ma precedentemente sconosciuti). Cambiano soprattutto le persone, o meglio, le vite quotidiane delle persone.
L'università cambia un po' tutti, dicono. Sto ancora cercando di capire se il discorso vale anche per me. Sono portato a credere che abbia più che altro cancellato dei cambiamenti che avevo subito in precedenza, facendomi ritornare quello di prima. Una cosa molto positiva. Del resto l'ho sempre detto che io ero fatto per l'università. Già alle medie sapevo che le superiori alla fine non mi sarebbero piaciute quanto l'università. Ma del resto stiamo parlando di una persona che ha vissuto in circostanze molto particolari...
Ed è proprio di questo che prima si discorreva: le cirocstanza plasmano gli individui. Chi più, chi meno.
Alcuni miei amici hanno preso una strada diversa, altri invece hanno corso di più sulla strada che già avevano preso.
Secondo il mio caro "coinquilino", io sono ACQUA: prendo la forma del recipiente e non si può conoscere la mia vera forma perchè non c'è.
Credo che sia andato vicino alla verità. Almeno sul fatto che non mi si possa conoscere. Sul fatto però che io non abbia una forma... beh, del resto lui stesso l'ha detto in tono preoccupato: non è una bella cosa. E non credo sia così, anzi.
In compenso è vero che un sacco di altre persone hanno una forma molto ben visibile. E io sono un maestro nel memorizzarne i particolari e inciderli in un bel catalogo che ho in testa... ma sia chiaro: non sono uno che "si fa un'idea delle persone e quella è e rimane"... nossignore! Io intuisco la dinamicità della vita e delle persone e mi sembrerebbe quasi blasfemo catalogarle, ma io infatti non catalogo le persone. Catalogo delle "forme".
E' per questo che poi con un lavorino di immaginazione "guidata" riesco per esempio a dire: "Cavolo, scommetto che quella ragazza mi sta pensando e che ci troveremo molto bene assieme, al punto di rischiare guai". E notare che la ragazza in questione non ha mai avuto grossi rapporti con me, anzi: quasi non ci conosciamo.
Eppure questa pura congettura fantasiosa si è dimostrata vera al 100%. In classe mi davano infatti del medium o giù di li. Ma il segreto sta tutto nella sensibilità per capire tutti quei particolari delle persone che stanno un po' sotto la superficie e nell'immaginazione per creare vari scenari ipotetici. Alla fine si dedurrà quale di queste ipotesi è la più verosimile.
E' un po' troppo simile al metodo scientifico, vero? Può essere.
Di Ivrea comunque non parlerò più: qui l'ADSL è a tempo e non vorrei gonfiare troppo la bolletta di mamma... A presto!
mercoledì, febbraio 15, 2006
e l d r i t c h - w a r l o c k
Leggevo il precedente post... E a (s)proposito di castelli [no, non vi preoccupate: questo post non sarà uno "psi-flow" come l'ultimo] mi viene in mente che stasera mi sento proprio rinchiuso in un castello.
Sono una specie di WARLOCK (Direttamente da wikipedia, per chi non fosse a conoscenza del termine: "The normal etymology derives warlock from the Old English wærloga meaning deceiver, or "oathbreaker"[1]. However, one source suggests that the word may come from the Old Norse varð-lokkur, "caller of spirits". Varðlokkur is also translated by some as 'ward-locks' or 'protections', and is an invocation chant used in spæ (scrying)"): una figura tetra, solitaria, stregonesca... molto eldritch... e molto "maledetto".
Che io sia stato recentemente maledetto è un dato di fatto e questo sicuramente aggiunge alla goticità della mia persona, ma diciamocela chiaramente: non erano maledizioni serie... Diciamo che recentemente sono stato più a fanculo che in altri posti, ma è comprensibile vista la grande fortuna (che brutto chiamarla così...) che mi sta accompagnando già da un bel po' di tempo.
Saranno coincidenze astrologiche? Strani accostamenti astrali? Si, fa molto warlock anche l'astrologia... E per completare la magia mi vado a prendere e accendere una sigaretta...
E quindi mi ritrovo nel 2006 a rievocare suggestioni cinque-seicentesche, avute fra l'altro da sette-ottocenteschi, che però avevano forse in mente delle falsissime pretese di retrodatazione sino agli anni bui medievali o forse ancora precedenti.
Ma viviamo in tempi di grande revisionismo e come si da credito ai Maya Galattici (tm), perchè non pensare a warlocks del pleistocene, rinchiusi in altissime torri più antiche di Stonhenge, magari tutti assorti in contatti con spiriti ultra-terreni (o extra-terrestri...)... Torri che ora sono solo polvere ma che anni più tardi dovevano far parlare di una certa Babele... Warlocks che più tardi vennero classificati come semi-dei o draghi...
La verità è che il mago rinchiuso nel castello è una specie di archetipo umano: chiamatelo scienziato pazzo, segaiolo, nerd o strambo individuo...
Ebbene, io mi potrei spesso classificare, come molti di noi, come uno di quelli.
Abbiamo sempre qualcosa da rimuginare, qualcosa che ci tormenta e che sta all'esterno delle arcane mura di roccia in cui ci rinchiudiamo. So che proprio in questo periodo non mi si dovrebbe vedere come tale, visto che a detta di molti "sono sempre in giro", ma basta qualche frase... Qualche sentenza altrui e io già mi rinchiudo indignato. A pensare: "Ma guarda tu, che mondo ingrato..."
Ma ora basta: mi godo gli ultimi momenti di "eldritchness" e poi me ne vado a letto: domani altro che castello! Si va in gita con colleghi, con tanto di pranzo al sacco, verso le colline di Caporterra. A fare i piccoli geologi in erba.
Sono una specie di WARLOCK (Direttamente da wikipedia, per chi non fosse a conoscenza del termine: "The normal etymology derives warlock from the Old English wærloga meaning deceiver, or "oathbreaker"[1]. However, one source suggests that the word may come from the Old Norse varð-lokkur, "caller of spirits". Varðlokkur is also translated by some as 'ward-locks' or 'protections', and is an invocation chant used in spæ (scrying)"): una figura tetra, solitaria, stregonesca... molto eldritch... e molto "maledetto".
Che io sia stato recentemente maledetto è un dato di fatto e questo sicuramente aggiunge alla goticità della mia persona, ma diciamocela chiaramente: non erano maledizioni serie... Diciamo che recentemente sono stato più a fanculo che in altri posti, ma è comprensibile vista la grande fortuna (che brutto chiamarla così...) che mi sta accompagnando già da un bel po' di tempo.
Saranno coincidenze astrologiche? Strani accostamenti astrali? Si, fa molto warlock anche l'astrologia... E per completare la magia mi vado a prendere e accendere una sigaretta...
E quindi mi ritrovo nel 2006 a rievocare suggestioni cinque-seicentesche, avute fra l'altro da sette-ottocenteschi, che però avevano forse in mente delle falsissime pretese di retrodatazione sino agli anni bui medievali o forse ancora precedenti.
Ma viviamo in tempi di grande revisionismo e come si da credito ai Maya Galattici (tm), perchè non pensare a warlocks del pleistocene, rinchiusi in altissime torri più antiche di Stonhenge, magari tutti assorti in contatti con spiriti ultra-terreni (o extra-terrestri...)... Torri che ora sono solo polvere ma che anni più tardi dovevano far parlare di una certa Babele... Warlocks che più tardi vennero classificati come semi-dei o draghi...
La verità è che il mago rinchiuso nel castello è una specie di archetipo umano: chiamatelo scienziato pazzo, segaiolo, nerd o strambo individuo...
Ebbene, io mi potrei spesso classificare, come molti di noi, come uno di quelli.
Abbiamo sempre qualcosa da rimuginare, qualcosa che ci tormenta e che sta all'esterno delle arcane mura di roccia in cui ci rinchiudiamo. So che proprio in questo periodo non mi si dovrebbe vedere come tale, visto che a detta di molti "sono sempre in giro", ma basta qualche frase... Qualche sentenza altrui e io già mi rinchiudo indignato. A pensare: "Ma guarda tu, che mondo ingrato..."
Ma ora basta: mi godo gli ultimi momenti di "eldritchness" e poi me ne vado a letto: domani altro che castello! Si va in gita con colleghi, con tanto di pranzo al sacco, verso le colline di Caporterra. A fare i piccoli geologi in erba.
venerdì, febbraio 10, 2006
p s i - f l o w
La costruzione mia è agile e solida, piena di dettagli - grandi stendardi e buchi neri.
Quegli inghiottitoi più non inghiottiscono però e c'è musica nell'aria. LA musica.
Salendo, vorticando, rota-zoomando arrivi a un punto in cui delle guglie sei soddisfatto.
Entri e conosci tutto bene, ma ti compiacci addirittura di correre, saltare e fare capriole nelle strane sale -
nelle luminose terrazze così come nelle buie cripte - illuminate di neon blu verdi neri.
I colori sono i tuoi, ma anche quelli esterni sono entrati e li vedi in armonia, rilassati, sicuri di loro stessi, tutti collocati dove sai, dove hai voluto e anche dove non hai voluto, ma li hai accettati con due risate e tre lacrime.
Conosci veramente tutto del bel castello e sai anche che se sembra finito è in realtà ancora alle fondamenta.
Non puoi dimenticarti che tutte quelle belle forme stanno solo tendendo a qualcosa.
Quel qualcosa è il grande bastione che ADESSo dovrà sorgere.
Quel bastione a cui si aggiungeranno inevitabilmente torrioni altissimi anche se adesso non vedo spazio dove piazzarli senza che mi sembrino in bilico - equilibrio di angoli irreali - dovrà poggiare proprio lì... o forse un po' più in là.
Mi chiedo dunque come usare tutti quei bei materiali... Quelle gemme scavate nella montagna che proprio grazie al quasi perfetto arroccamento del maniero hai avuto la possibilità di trovare, scavare, estrarre, lucidare e preparare.
Saranno i mattoni per continuare.
E il progetto già c'è. A differenza di alcuni castelli vicini, qui è già tutto ben studiato.
E il bello di questo progetto è che nella sua intinseca prevedibilità PREVEDE IN REALTA' UN BEL NUMERO DI IMPREVISTI, ACCURATAMENTE RICERCATI PER NON ESSERE TROVATI PRIMA DEL TEMPO!
C'è da gioire di questo! Ma solo se ti piace soffrire come me.
Ma ci sono quegli spigoli nei blocchi che userai... Non sai che collante usare.
Quei torrioni già li vedi, MA NON CI CREDI. Devi SPERARE.
Cosa fare?
Forse è meglio uscire un attimo e guardare gli alberi, la luce che filtra con mille luccicchii dalle foglie mosse dal vento. La VERA COSTRUZIONE: LA NATURA.
Impariamo dalla natura e creeremo tutti i "benches" - inclusi i WORKBENCHES - che ci serviranno.
I rami di quell'albero di metallo roccia e cristallo devono SORGERE, non essere montati.
La nostra grande intelligenza, tecnica e scienza non sono altro che un adattamento, un'emulazione e una scommessa - alla, della e sulla NATURA.
STANDO AL SOLE IL PROGETTO CRESCERA'...
Chi fa piovere dall'alto c'è già.
Quegli inghiottitoi più non inghiottiscono però e c'è musica nell'aria. LA musica.
Salendo, vorticando, rota-zoomando arrivi a un punto in cui delle guglie sei soddisfatto.
Entri e conosci tutto bene, ma ti compiacci addirittura di correre, saltare e fare capriole nelle strane sale -
nelle luminose terrazze così come nelle buie cripte - illuminate di neon blu verdi neri.
I colori sono i tuoi, ma anche quelli esterni sono entrati e li vedi in armonia, rilassati, sicuri di loro stessi, tutti collocati dove sai, dove hai voluto e anche dove non hai voluto, ma li hai accettati con due risate e tre lacrime.
Conosci veramente tutto del bel castello e sai anche che se sembra finito è in realtà ancora alle fondamenta.
Non puoi dimenticarti che tutte quelle belle forme stanno solo tendendo a qualcosa.
Quel qualcosa è il grande bastione che ADESSo dovrà sorgere.
Quel bastione a cui si aggiungeranno inevitabilmente torrioni altissimi anche se adesso non vedo spazio dove piazzarli senza che mi sembrino in bilico - equilibrio di angoli irreali - dovrà poggiare proprio lì... o forse un po' più in là.
Mi chiedo dunque come usare tutti quei bei materiali... Quelle gemme scavate nella montagna che proprio grazie al quasi perfetto arroccamento del maniero hai avuto la possibilità di trovare, scavare, estrarre, lucidare e preparare.
Saranno i mattoni per continuare.
E il progetto già c'è. A differenza di alcuni castelli vicini, qui è già tutto ben studiato.
E il bello di questo progetto è che nella sua intinseca prevedibilità PREVEDE IN REALTA' UN BEL NUMERO DI IMPREVISTI, ACCURATAMENTE RICERCATI PER NON ESSERE TROVATI PRIMA DEL TEMPO!
C'è da gioire di questo! Ma solo se ti piace soffrire come me.
Ma ci sono quegli spigoli nei blocchi che userai... Non sai che collante usare.
Quei torrioni già li vedi, MA NON CI CREDI. Devi SPERARE.
Cosa fare?
Forse è meglio uscire un attimo e guardare gli alberi, la luce che filtra con mille luccicchii dalle foglie mosse dal vento. La VERA COSTRUZIONE: LA NATURA.
Impariamo dalla natura e creeremo tutti i "benches" - inclusi i WORKBENCHES - che ci serviranno.
I rami di quell'albero di metallo roccia e cristallo devono SORGERE, non essere montati.
La nostra grande intelligenza, tecnica e scienza non sono altro che un adattamento, un'emulazione e una scommessa - alla, della e sulla NATURA.
STANDO AL SOLE IL PROGETTO CRESCERA'...
Chi fa piovere dall'alto c'è già.
martedì, gennaio 31, 2006
r a z a
La "Raza". Termine ormai noto a molti grazie alla (pseudo)cultura sviluppata dal Wrestling americano. La raza è un altro di quei termini che come "parranda" non è molto traducibile. La traduzione che adesso mi viene in mente attinge u po' dal sardo: "cricca" (o si scrive "crica"?). A differenza di questo termine, però, "raza" ha un valore più intimo e indica spesso un gruppo familiare allargato: un clan.
Stasera l'ho passato con la raza: Bruno, Francesco e Mattia. Ognuno a suo modo è persona per me intima.
Abbiamo bevuto, io appena tornato dal catechismo, una quasi "criminale" quantità di Rhum, portatomi inaspettatamente da mio cugino Francesco, che, abbastanza facilmente viste le esperienze che condividiamo da ANNI, ha capito bene come prendermi...
Si è parlato di molte cose e forse con più enfasi delle mie recenti vicissitudini.
Si parla di donne. Si parla con loro con sprezzo, rispetto, volgarità, stima, amore, ilarità e con mille altri stati d'animo contrastanti. Così come sicuramente loro parlano di noi.
Mi sento messo alla prova in questo periodo. Eppure sono stranamente tranquillo. Perchè quando si gareggia nel bene, anche una sconfita rappresenta una grande vittoria. E se si "vincesse", con tutta probabilità ci si sentirebbe peggio.
In questo momento sto ascoltando una canzone de "Los Yakis"... Gruppo messicano che prende il nome da un'antica tribù indiana, oltre che da me..! Penso che avrei voluto vivere in tutte le culuture e in tutti i tempi di questo mondo. Penso che tutto per me sia alla fine molto divertente in questa nostra condizione.
Sarà un pregio?
Come al solito lascioa voi la risposta...
Stasera l'ho passato con la raza: Bruno, Francesco e Mattia. Ognuno a suo modo è persona per me intima.
Abbiamo bevuto, io appena tornato dal catechismo, una quasi "criminale" quantità di Rhum, portatomi inaspettatamente da mio cugino Francesco, che, abbastanza facilmente viste le esperienze che condividiamo da ANNI, ha capito bene come prendermi...
Si è parlato di molte cose e forse con più enfasi delle mie recenti vicissitudini.
Si parla di donne. Si parla con loro con sprezzo, rispetto, volgarità, stima, amore, ilarità e con mille altri stati d'animo contrastanti. Così come sicuramente loro parlano di noi.
Mi sento messo alla prova in questo periodo. Eppure sono stranamente tranquillo. Perchè quando si gareggia nel bene, anche una sconfita rappresenta una grande vittoria. E se si "vincesse", con tutta probabilità ci si sentirebbe peggio.
In questo momento sto ascoltando una canzone de "Los Yakis"... Gruppo messicano che prende il nome da un'antica tribù indiana, oltre che da me..! Penso che avrei voluto vivere in tutte le culuture e in tutti i tempi di questo mondo. Penso che tutto per me sia alla fine molto divertente in questa nostra condizione.
Sarà un pregio?
Come al solito lascioa voi la risposta...
lunedì, gennaio 30, 2006
e' v i t a
Sono tornato adesso.
Ogni esperienza sta diventando sempre più profonda e vissuta nella mia vita.
Forse sto cambiando.
L'amore si fa lentamente, ma inesorabilmente strada dentro di me, cambiando la luce sotto cui vedo ogni cosa, ogni momento, ogni ricordo...
Il passato il presente e il futuro: queste forse le tre essenze di cui sono sempre stato composto. Questi forse sono Yaki, Rafael e Rockman. Questo forse il filo conduttore di quel diario che dimenticai di portarmi dietro in questo mio viaggio, che più che essere un viaggio fa sembrare un viagio tutto quello che è stato prima.
Le emozioni si amalgano tutte in una specie di zucchero filato multicolore, pieno di sapori e di profumi; pieno di nostalgia e stupore.
Questa la frase che ha dominato questa settimana... La più bella che mi possa ricordare in questo momento.
Quella la frase che ho pensato quando poco fa, dopo aver scambiato parole d'oro con una persona d'oro, chiuso in riflessioni nella mia macchina, con una sigaretta fumante e una canzone che ha segnato la mia vita, la canzone stava per finire e il "caso" avrebbe dovuto scegliere la prossima canzone, la prossima emozione...
In quel momento, il "caso" si è rivelato quindi "caso" e non caso, quando un'altra canzone della mia vita ha fato irruzione in quell'ambiente familiare...
Non potevo non scrivere di questo sms from god, come io e il mio migliore amico chiamiamo questo fenomeno a noi più che noto.
Si diceva con questo mio amico, camminando verso la Nostra discoteca, che è chiaro agli occhi di tutti che in questo mondo in cui viviamo qualcosa "non quadra"... Lui chiamerà sempre quel qualcosa, un qualcosa che non quadra. Io chiamerò sempre quel qualcosa, La cosa che quadra. Questa la nostra differenza e all'unisono eterna sintonia.
Sono quei momenti che mi mancano. Insieme alla voglia improvvisa di fare TUTTO... e TUTTO ALLO STESSO TEMPO...
Ma anch'io devo dormire.
E domani c'è da fare...
George Michael - Careless Whisper --- Paul Young - Everytime you go away
: le canzoni che mi accompagneranno per sempre.
Ogni esperienza sta diventando sempre più profonda e vissuta nella mia vita.
Forse sto cambiando.
L'amore si fa lentamente, ma inesorabilmente strada dentro di me, cambiando la luce sotto cui vedo ogni cosa, ogni momento, ogni ricordo...
Il passato il presente e il futuro: queste forse le tre essenze di cui sono sempre stato composto. Questi forse sono Yaki, Rafael e Rockman. Questo forse il filo conduttore di quel diario che dimenticai di portarmi dietro in questo mio viaggio, che più che essere un viaggio fa sembrare un viagio tutto quello che è stato prima.
Le emozioni si amalgano tutte in una specie di zucchero filato multicolore, pieno di sapori e di profumi; pieno di nostalgia e stupore.
La Paura bussò alla porta; la Fede andò ad aprire, e non trovò nessuno.
Questa la frase che ha dominato questa settimana... La più bella che mi possa ricordare in questo momento.
Quella la frase che ho pensato quando poco fa, dopo aver scambiato parole d'oro con una persona d'oro, chiuso in riflessioni nella mia macchina, con una sigaretta fumante e una canzone che ha segnato la mia vita, la canzone stava per finire e il "caso" avrebbe dovuto scegliere la prossima canzone, la prossima emozione...
In quel momento, il "caso" si è rivelato quindi "caso" e non caso, quando un'altra canzone della mia vita ha fato irruzione in quell'ambiente familiare...
Non potevo non scrivere di questo sms from god, come io e il mio migliore amico chiamiamo questo fenomeno a noi più che noto.
Si diceva con questo mio amico, camminando verso la Nostra discoteca, che è chiaro agli occhi di tutti che in questo mondo in cui viviamo qualcosa "non quadra"... Lui chiamerà sempre quel qualcosa, un qualcosa che non quadra. Io chiamerò sempre quel qualcosa, La cosa che quadra. Questa la nostra differenza e all'unisono eterna sintonia.
Sono quei momenti che mi mancano. Insieme alla voglia improvvisa di fare TUTTO... e TUTTO ALLO STESSO TEMPO...
Ma anch'io devo dormire.
E domani c'è da fare...
George Michael - Careless Whisper --- Paul Young - Everytime you go away
: le canzoni che mi accompagneranno per sempre.
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domenica, gennaio 29, 2006
t o o - g o o d
Questo blog non è morto! Tutto il tempo trascorso senza nemmeno un post verrà presto recuperato anche solo nella qualità dei contenuti, perchè sono successe cose troppo belle...
Quando qualcosa è troppo bella, secondo voi stona? Non sta "male"? Mah, secondo me il troppo è un concetto limite: non esiste.
Citerò nuovamente Carlo Coccioli che con questa frase citava, fra l'altro, non so più chi...):
Ho conosciuto più persone nelle ultime 2 settimane che negli ultimi 4 mesi, se non erro . Ma questo non sarebbe importante se fra queste persone non figurassero un sacco di colleghi e colleghe che bisognava forse conoscere un po' prima!
La nostra facoltà, ha, infatti, grande potenzialità dal lato dei contenuti, ma anche dal lato degli studenti: di noi "matricolette" che abbiamo tutti qualcosa in comune, spesso anche dettagli che ci rendono un gruppo indiscutibilmente e stupefacentemente solido!
Abbiamo iniziato a frequentare case dello studente ed era proprio come mi aspettavo. La cosa che mi stupisce è, ripeto, come non esserci finito prima!
A questo periodo di bellezza non potrà non seguire a ruota (o A BOMBA!?) un periodo di grande "repulisti" fisco, morale ed esteriore nella mia vita quotidiana.
Annuncio ormai ufficialmente un rinnovato impegno nella mia cura personale e nella cura di questa casa, nella speranza che prima o poi ritorni a sembrare una casa come si deve...!
Ora devo iniziare il "ribaltone" spedendo due email, quindi chiudo qui il post citando da questa incredibile giornata:
Quando qualcosa è troppo bella, secondo voi stona? Non sta "male"? Mah, secondo me il troppo è un concetto limite: non esiste.
Citerò nuovamente Carlo Coccioli che con questa frase citava, fra l'altro, non so più chi...):
A little too much is just enough for me.
Ho conosciuto più persone nelle ultime 2 settimane che negli ultimi 4 mesi, se non erro . Ma questo non sarebbe importante se fra queste persone non figurassero un sacco di colleghi e colleghe che bisognava forse conoscere un po' prima!
La nostra facoltà, ha, infatti, grande potenzialità dal lato dei contenuti, ma anche dal lato degli studenti: di noi "matricolette" che abbiamo tutti qualcosa in comune, spesso anche dettagli che ci rendono un gruppo indiscutibilmente e stupefacentemente solido!
Abbiamo iniziato a frequentare case dello studente ed era proprio come mi aspettavo. La cosa che mi stupisce è, ripeto, come non esserci finito prima!
A questo periodo di bellezza non potrà non seguire a ruota (o A BOMBA!?) un periodo di grande "repulisti" fisco, morale ed esteriore nella mia vita quotidiana.
Annuncio ormai ufficialmente un rinnovato impegno nella mia cura personale e nella cura di questa casa, nella speranza che prima o poi ritorni a sembrare una casa come si deve...!
Ora devo iniziare il "ribaltone" spedendo due email, quindi chiudo qui il post citando da questa incredibile giornata:
E' troppo bello!
venerdì, gennaio 13, 2006
5 t u e s t r a n e a b i t u d i n i
Il primo giocatore di questo gioco inizia il suo messaggio con il titolo "cinque tue strane abitudini", e le persone che vengono invitate a scrivere un messaggio sul loro blog a proposito delle loro strane abitudini devono anche indicare chiaramente questo regolamento. Alla fine dovrete scegliere 5 nuove persone da indicare e linkare il loro blog o web journal. Non dimenticate di lasciare un commento nel loro blog o journal che dice "sei stato scelto" (se accettano commenti) e ditegli di leggere il vostro. * Si avvisa che i giocatori che hanno già piacevolmente giocato una volta non possono (sottolineo non possono) ricevere altre nomination e rigiocare nuovamente... è una dura realtà, ma è così.
Ebbene, sono stato nominato! Ecco quindi 5 mie strane abitudini...
1: Quando devo studiare qualcosa che mi agita più del solito, soprattutto la sera prima di un esame quando devo fare il ripasso finale, mi bevo un bicchierino o due di superalcolico: la cosa mi aiuta ad essere abbastanza rincoglionito da credere che tutto quello che sto studiando sia facile e divertente. Il successo è assicurato: primo esame che ho fatto studiando così ho preso 30.
2: Mentre sto camminando per strada, mi piace immaginare di essere immerso in una fisica totalmente aliena e impossibile, in cui volendo posso nuotare nell'asfalto, teletrasportarmi a destinazione, fare sgambetti ai pullmann e farli volare o compiere altri tipi di azioni, spesso violente o distruttive, completamente fuori da ogni logica e immaginazione (per lo meno immaginazione sana, non come la mia...). Adesso che ci penso semra un po' la pubblicità della Peugeot 1007: mi hanno copiato l'idea.
3: La mia vità è (o è diventata) un alternanza di periodi in cui ho abitudini completamente diverse. Principalmente si divide in perodi in cui ho l'abitudine di invertire il giorno con la notte (come adesso) e periodi in cui sono più sano di mente e ho l'abitudine di fare tutto bene ed efficientemente come un robot.
Credo che la cosa sia regolata dall'impulso sessuale, ma non ho ancora capito se i periodi sani derivino da impulsi più malati o viceversa...
4: Ho l'abitudine di fischiare da moltissimi anni. Fischio le canzoni, come se si trattasse di un karaoke non canoro. Mi ricordo le più piccole variazioni di tono e le ripeto spesso alla perfezione col fischio, spesso anticipando di qualche microsecondo la canzone. Alla maggior parte delle persone la cosa però non deve sembrare un granchè perfetta, visto che mi chiedono di smetterla!
5: Ho l'abitudine di pensare (e scrivere!) le cose che richiedono più creatività quando sono al cesso. Anche lo studio mi ci riesce bene, ma il rendimento migliore si ha quando "lavoro" su Dungeons & Dragons... Un "lavoro" che è ormai un'abitudine e che fra l'altro svolgo quando è meno necessario farlo e viceversa.
Le ho scritte molto di getto: non sono in ordine di importanza e non sono le più importanti... sono solo le prime che mi son venute in mente... E che potevo scrivere...
Non ho ancora 5 link a blog di persone che conosco e anzi, non ne ho neance uno visto che quell'unico che avevo è della persona che non posso nominare perchè ha nominato me! Chissà se riesco a trovarli.
Ebbene, sono stato nominato! Ecco quindi 5 mie strane abitudini...
1: Quando devo studiare qualcosa che mi agita più del solito, soprattutto la sera prima di un esame quando devo fare il ripasso finale, mi bevo un bicchierino o due di superalcolico: la cosa mi aiuta ad essere abbastanza rincoglionito da credere che tutto quello che sto studiando sia facile e divertente. Il successo è assicurato: primo esame che ho fatto studiando così ho preso 30.
2: Mentre sto camminando per strada, mi piace immaginare di essere immerso in una fisica totalmente aliena e impossibile, in cui volendo posso nuotare nell'asfalto, teletrasportarmi a destinazione, fare sgambetti ai pullmann e farli volare o compiere altri tipi di azioni, spesso violente o distruttive, completamente fuori da ogni logica e immaginazione (per lo meno immaginazione sana, non come la mia...). Adesso che ci penso semra un po' la pubblicità della Peugeot 1007: mi hanno copiato l'idea.
3: La mia vità è (o è diventata) un alternanza di periodi in cui ho abitudini completamente diverse. Principalmente si divide in perodi in cui ho l'abitudine di invertire il giorno con la notte (come adesso) e periodi in cui sono più sano di mente e ho l'abitudine di fare tutto bene ed efficientemente come un robot.
Credo che la cosa sia regolata dall'impulso sessuale, ma non ho ancora capito se i periodi sani derivino da impulsi più malati o viceversa...
4: Ho l'abitudine di fischiare da moltissimi anni. Fischio le canzoni, come se si trattasse di un karaoke non canoro. Mi ricordo le più piccole variazioni di tono e le ripeto spesso alla perfezione col fischio, spesso anticipando di qualche microsecondo la canzone. Alla maggior parte delle persone la cosa però non deve sembrare un granchè perfetta, visto che mi chiedono di smetterla!
5: Ho l'abitudine di pensare (e scrivere!) le cose che richiedono più creatività quando sono al cesso. Anche lo studio mi ci riesce bene, ma il rendimento migliore si ha quando "lavoro" su Dungeons & Dragons... Un "lavoro" che è ormai un'abitudine e che fra l'altro svolgo quando è meno necessario farlo e viceversa.
Le ho scritte molto di getto: non sono in ordine di importanza e non sono le più importanti... sono solo le prime che mi son venute in mente... E che potevo scrivere...
Non ho ancora 5 link a blog di persone che conosco e anzi, non ne ho neance uno visto che quell'unico che avevo è della persona che non posso nominare perchè ha nominato me! Chissà se riesco a trovarli.
venerdì, gennaio 06, 2006
a u r e a - e t a s
Corrono gli uomini di stirpe più pura nelle praterie.
I giganti riposano all'ombra delle montagne, recuperando le forze per costruire immani templi in onore degli dei.
I grandi dragoni contemplano le nuvole avvolti nelle loro spire ai picchi innevati.
Gli dei solcano i cieli sui loro carri dorati, trainati da uccelli di fuoco che rombano come il tuono.
Gli uomini di stirpe semidivina si crogiolano nel lusso, protetti, dalle genti barbare e dai mostri creati dalle divinità malvagie, dall'oceano stesso: perchè abitano in una favolosa terra in mezzo al mare, dove le navi volano e le lanterne brillano tanto da trasformare la notte in giorno.
Di cosa sto parlando?? Del magico mondo che ho ideato come ambientazione per la mia campagna di Dungeons & Dragons. Tutto è partito da una mia non banale considerazione: "perchè in tutte le avventure fantasy giocate con Dungeons & Dragons gli elfi devono essere altezzosi e belli, i nani testardi e brutti, gli gnomi dei giocherelloni ingegneri e gli halfling dei furtivi e strambi individui? Perchè Tolkien dice così? Ma allora giochiamo nel mondo del Signore Degli Anelli. Perchè rubare a quel mondo TUTTE le sue idee per crearne un altro dove al posto di Aragorn, Gandalf e Legolas ci siano i giocatori nelle vesti di guerrieri, maghi etc?".
Ebbene, non che io mi sia un granchè sforzato di creare un mondo originale... Anche perchè ho preso ispirazione dalla nostra stessa Terra, niente meno... O per lo meno dalla nostra "età dell'oro": quel periodo, narrato con nostalgia da tutti i popoli, in cui gli uomini e gli dei si incontravano e in cui a volte i primi tentavano di emulare gli altri, giungendo ad epiche catastrofi che infine si traducevano con il passaggio a un'età più buia e a un futuro che mai più rivedrà gli stessi splendori e la stessa abbondanza...
Naturalmente ho stravolto e reinterpretato l'intero concetto, rifacendomi alle teorie, oggigiorno definite pura fanta-archeologia (molti studiosi russi della metà del secolo scorso ne parlavano in termini scientifici), secondo cui tutti questi miti non sarebbero altro che dei ricordi distorti molto simili a quelli che potrebbe avere la nostra civiltà se, ridotta ai minimi termini da una catastrofe globale, cercasse di ricostruire dopo secoli, il suo passato...
Ebbene si: il mio mondo fantasy presenta tutti quegli elementi che la maggior parte delle persone che hanno fatto studi classici odiano: Un'Atlantide vista come nazione tecnologicamente avanzata, Un'India il cui cielo viene solcato da vimana e un Messico popolato da quelli che si potrebbero definire dei Maya "galattici"...
No, non vi spaventate troppo: innanzitutto non uso la geografia del nostro pianeta e nemmeno la nomenclatura, anche se quasi tutti i nomi sono versioni storpiate di quelli che compaiono in antichi testi indiani come lo Srimad Bhagasvatam, o il Mahabharata .
I giocatori quindi possono interpetare gli Asviny (Asvin = nome che identificherebbe gli atlantidei nei testi vedici), visti come evolutissimi (e spesso corrotti) elfi abitanti di Aztlid (in ricordo di Aztlan: nome che in lingua azteca significa, guarda caso, isola) oppure i nani Shard (in ricordo degli Shardana), abitanti dell'omonima isola, colonia di Aztlid. Oppure possono provenire dalle fredde terre del Njord, dove gli uomini bestia lottano contro gli uomini guidati dai mezzelfi detti Ari.
Gli Djinn e gli Efreet, notoriamente arabeggianti, li ho trasformati in semi-divinità nordiche, imbarbarite a seguito dello scontro fra i re Eidolon e Lokfrey, impazziti, secondo la leggenda, a causa di due magici bracciali del potere (e qui mi sono direttamente ispirato al mitico videogioco per Mega Drive The Story of Thor)...
Insomma: è il mio mondo e ci ho messo quello che voglio! Si spaventeranno i giocatori quando sentiranno di "dei" sparare "fulmini" dalle loro rombanti "aquile d'oro"? Non lo so... ma si ricorderanno magari di qualche scena del film Stargate...
Il rischio è solo quello che mio cugino, giocatore, ha da subito prospettato più o meno con queste parole: "finisce che ci saranno Conan il Barbaro insieme a Spiderman, Wonder Woman, Attila, e Bruce Lee combattendo contro i Maya Galattici sulla Morte Nera!"... l'idea continua ad affascinarmi!
I giganti riposano all'ombra delle montagne, recuperando le forze per costruire immani templi in onore degli dei.
I grandi dragoni contemplano le nuvole avvolti nelle loro spire ai picchi innevati.
Gli dei solcano i cieli sui loro carri dorati, trainati da uccelli di fuoco che rombano come il tuono.
Gli uomini di stirpe semidivina si crogiolano nel lusso, protetti, dalle genti barbare e dai mostri creati dalle divinità malvagie, dall'oceano stesso: perchè abitano in una favolosa terra in mezzo al mare, dove le navi volano e le lanterne brillano tanto da trasformare la notte in giorno.
Di cosa sto parlando?? Del magico mondo che ho ideato come ambientazione per la mia campagna di Dungeons & Dragons. Tutto è partito da una mia non banale considerazione: "perchè in tutte le avventure fantasy giocate con Dungeons & Dragons gli elfi devono essere altezzosi e belli, i nani testardi e brutti, gli gnomi dei giocherelloni ingegneri e gli halfling dei furtivi e strambi individui? Perchè Tolkien dice così? Ma allora giochiamo nel mondo del Signore Degli Anelli. Perchè rubare a quel mondo TUTTE le sue idee per crearne un altro dove al posto di Aragorn, Gandalf e Legolas ci siano i giocatori nelle vesti di guerrieri, maghi etc?".
Ebbene, non che io mi sia un granchè sforzato di creare un mondo originale... Anche perchè ho preso ispirazione dalla nostra stessa Terra, niente meno... O per lo meno dalla nostra "età dell'oro": quel periodo, narrato con nostalgia da tutti i popoli, in cui gli uomini e gli dei si incontravano e in cui a volte i primi tentavano di emulare gli altri, giungendo ad epiche catastrofi che infine si traducevano con il passaggio a un'età più buia e a un futuro che mai più rivedrà gli stessi splendori e la stessa abbondanza...
Naturalmente ho stravolto e reinterpretato l'intero concetto, rifacendomi alle teorie, oggigiorno definite pura fanta-archeologia (molti studiosi russi della metà del secolo scorso ne parlavano in termini scientifici), secondo cui tutti questi miti non sarebbero altro che dei ricordi distorti molto simili a quelli che potrebbe avere la nostra civiltà se, ridotta ai minimi termini da una catastrofe globale, cercasse di ricostruire dopo secoli, il suo passato...
Ebbene si: il mio mondo fantasy presenta tutti quegli elementi che la maggior parte delle persone che hanno fatto studi classici odiano: Un'Atlantide vista come nazione tecnologicamente avanzata, Un'India il cui cielo viene solcato da vimana e un Messico popolato da quelli che si potrebbero definire dei Maya "galattici"...
No, non vi spaventate troppo: innanzitutto non uso la geografia del nostro pianeta e nemmeno la nomenclatura, anche se quasi tutti i nomi sono versioni storpiate di quelli che compaiono in antichi testi indiani come lo Srimad Bhagasvatam, o il Mahabharata .
I giocatori quindi possono interpetare gli Asviny (Asvin = nome che identificherebbe gli atlantidei nei testi vedici), visti come evolutissimi (e spesso corrotti) elfi abitanti di Aztlid (in ricordo di Aztlan: nome che in lingua azteca significa, guarda caso, isola) oppure i nani Shard (in ricordo degli Shardana), abitanti dell'omonima isola, colonia di Aztlid. Oppure possono provenire dalle fredde terre del Njord, dove gli uomini bestia lottano contro gli uomini guidati dai mezzelfi detti Ari.
Gli Djinn e gli Efreet, notoriamente arabeggianti, li ho trasformati in semi-divinità nordiche, imbarbarite a seguito dello scontro fra i re Eidolon e Lokfrey, impazziti, secondo la leggenda, a causa di due magici bracciali del potere (e qui mi sono direttamente ispirato al mitico videogioco per Mega Drive The Story of Thor)...
Insomma: è il mio mondo e ci ho messo quello che voglio! Si spaventeranno i giocatori quando sentiranno di "dei" sparare "fulmini" dalle loro rombanti "aquile d'oro"? Non lo so... ma si ricorderanno magari di qualche scena del film Stargate...
Il rischio è solo quello che mio cugino, giocatore, ha da subito prospettato più o meno con queste parole: "finisce che ci saranno Conan il Barbaro insieme a Spiderman, Wonder Woman, Attila, e Bruce Lee combattendo contro i Maya Galattici sulla Morte Nera!"... l'idea continua ad affascinarmi!
i n s o m n i a
E' molto tradi, ma non ho sonno.
Reduce da uno strano periodo, il mio organismo è completamente assoggetatto dal cervello, che ha molta voglia di vagare alla ricerca di nuovi stimoli e così scrivo...
Evento degno di nota è sicuramente l'arrivo e la partenza dei miei genitori: se adesso ci penso mi sembra che siano stati qui... un giorno. Mi è sembrata una lunga giornata in cui si ripetevao più volte delle attività "prestabilite". Un ritorno all'ordine che non è stato traumatico, ma che è stato sicuramente una novità.
E alla fine questo breve parto a dato alla luce un piccolo, prezioso, cambiamento alla mia vita di tutti i giorni. Nuova sicurezza? Non esattamente... Piùttosto una forma di relax. Alla luce calda che filtra dalle nuove tende montatemi da mio padre... Sotto l'acqua calda datami dal boiler montato insieme a mio padre... Comodamente seduto sul divano i cui braccioli non ballano più, per merito di mio padre e infine ascoltando la musica che desidero in macchina grazie alla potente autoradio MP3 regalatami da... Ci siamo capiti! Insomma, si direbbe proprio che i pochi giorni che sono potuti stare con me i miei mi abbiano parecchio viziato.
Tutte queste piccole cose che nella casa son cambiate con il solo passaggio dei miei sono quelle cose che io avevo sempre trascurato. Ho iniziato a capire che i difettucci nell'ordine della mia "stanzetta" di Borgofranco e di Ivrea si sono ripetuti nella mia nuova casa. Dev'esserci un collegamento e direi che per forza di cose quel collegamento è proprio la mia personalità.
Attraverso la vita da soli, anche uno che, come me, pensa di conoscersi completamente, scopre nuovi e divertenti dettagli su di sè.
Non parlerò molto per esteso del mio capodanno, limitandomi a dire che essendo stata la giornata del 31 dicembre una schifezza, dal primissimo inizio fino alla fine (donne, se pensate di essere sfigate perchè vi viene il ciclo, ricredetevi molto velocemente...), non potevo essere in grandissima forma per la notte.
Non si può non dire però che i presenti alla festa hanno saputo tutti mettermi a mio agio (molti di loro quasi non li conoscevo o non li conoscevo del tutto) e non mi hanno mai escluso. Si sono addirittura ubriacati con i miei drink, la qual cosa mi rende più che felice!
Ho riscoperto, però, come con i miei coetanei i rapporti siano sempre più complicati in confronto a quelli con persone più grandi e anche più piccole di me.
Mi è corsa una voce nel cervello che diceva: "è perchè hai sempre avuto paura di confrontarti.". La lasciamo perdere questa voce? Mah... Lascio a voi l'ardua sentenza.
E mi metto a scrivere un altro post...
David Sandborn - Cristo Redentor
: la canzone trasmessa dalla stazione ShoutCast che sto ora ascoltando.
Reduce da uno strano periodo, il mio organismo è completamente assoggetatto dal cervello, che ha molta voglia di vagare alla ricerca di nuovi stimoli e così scrivo...
Evento degno di nota è sicuramente l'arrivo e la partenza dei miei genitori: se adesso ci penso mi sembra che siano stati qui... un giorno. Mi è sembrata una lunga giornata in cui si ripetevao più volte delle attività "prestabilite". Un ritorno all'ordine che non è stato traumatico, ma che è stato sicuramente una novità.
E alla fine questo breve parto a dato alla luce un piccolo, prezioso, cambiamento alla mia vita di tutti i giorni. Nuova sicurezza? Non esattamente... Piùttosto una forma di relax. Alla luce calda che filtra dalle nuove tende montatemi da mio padre... Sotto l'acqua calda datami dal boiler montato insieme a mio padre... Comodamente seduto sul divano i cui braccioli non ballano più, per merito di mio padre e infine ascoltando la musica che desidero in macchina grazie alla potente autoradio MP3 regalatami da... Ci siamo capiti! Insomma, si direbbe proprio che i pochi giorni che sono potuti stare con me i miei mi abbiano parecchio viziato.
Tutte queste piccole cose che nella casa son cambiate con il solo passaggio dei miei sono quelle cose che io avevo sempre trascurato. Ho iniziato a capire che i difettucci nell'ordine della mia "stanzetta" di Borgofranco e di Ivrea si sono ripetuti nella mia nuova casa. Dev'esserci un collegamento e direi che per forza di cose quel collegamento è proprio la mia personalità.
Attraverso la vita da soli, anche uno che, come me, pensa di conoscersi completamente, scopre nuovi e divertenti dettagli su di sè.
Non parlerò molto per esteso del mio capodanno, limitandomi a dire che essendo stata la giornata del 31 dicembre una schifezza, dal primissimo inizio fino alla fine (donne, se pensate di essere sfigate perchè vi viene il ciclo, ricredetevi molto velocemente...), non potevo essere in grandissima forma per la notte.
Non si può non dire però che i presenti alla festa hanno saputo tutti mettermi a mio agio (molti di loro quasi non li conoscevo o non li conoscevo del tutto) e non mi hanno mai escluso. Si sono addirittura ubriacati con i miei drink, la qual cosa mi rende più che felice!
Ho riscoperto, però, come con i miei coetanei i rapporti siano sempre più complicati in confronto a quelli con persone più grandi e anche più piccole di me.
Mi è corsa una voce nel cervello che diceva: "è perchè hai sempre avuto paura di confrontarti.". La lasciamo perdere questa voce? Mah... Lascio a voi l'ardua sentenza.
E mi metto a scrivere un altro post...
David Sandborn - Cristo Redentor
: la canzone trasmessa dalla stazione ShoutCast che sto ora ascoltando.
giovedì, dicembre 22, 2005
u m a n o
Sono tornato.
Ho fatto pipì senza fare rumore. Chi dorme qui accanto ha passato una brutta giornata: meglio non svegliarlo. Esco, faccio per aprire la porta di camera e il frigo vibra, come sempre sbattacchiando la collezione di bottiglie sul mobile lì attaccato, facendo un casino.
Ma ero già tornato da un po'...
Stavo nella mia macchina. Su Radio Club, la stazione che mi ha accompagnato sempre da quando son qui, davano una canzone che non mi piaceva, ma ho pensato di aspettare a sentire cosa veniva dopo, e... "puntuale", arriva My Way di FRANK SINATRA. Una canzone che altre volte avevo sentito tornando da una serata con amici. Una canzone che più volte ho ascoltato e cantato o fischiato con mio padre... Che la sa tutta. Una canzone che più di molte, trasmette ciò che posso solo chiamare umanità.
Una vita da spendere. In parte spesa. Dice: "Regrets, I've had a few", ma sottointende che quei "few" non erano sicuramente "too few to mention" come poco dopo specifica...
La "my way" è più voluta che creduta? Ma è così bello pensarlo! Un sentimento dolce-amaro. Brividi ti pervadono quando ci pensi. Chè dopo aver percorso "each and every highway" l'anima inizia a setire che è... umana. Destinata a una VITA. Da percorrere come una strada. Per arrivare alla "final curtain" dove "the end is near".
Stanotte non è stata una parranda, ma in quel momento; nella "mia" macchina; ho sentito veramente la morte e la vita mescolarsi, sotto la luna...
Sono umano, che mi piaccia o no. E la morte fa parte di me.
Poco dopo già, però, ho avuto quasi la sensazione del contrario; quando lì lì per spegnere la radio ho "decretato" che avrei continuato ad ascoltare. E ho sentito note familiari. Così familiari che non me le ricordo più, come non mi sarei ricordato, anni fa, che maglione aveva indosso mio padre il giorno o che cosa aveva fatto mia mamma a pranzo. Note familiari e accoglienti. Anche se stavo involontariamente ascoltando la canzone in modo un po' critico, con la precedente a termine di paragone.
Ho iniziato ad avere sonno e mi sono perso nella musica e nella voce che sentivo. E ho pensato che avrei dovuto scrivere di tutto questo, perchè anche se con la musica si esprime così bene "l'umano", e io mi sono allontanato (definitivamente??) dalla musica già da anni, mi sono sentito letteralmente spinto a esprimermi in qualche modo.
La notte era iniziata con un po' di incertezza... non si sarebbe più andati a ballare e ubriacarsi, ma a vedere quel film che tanto ci aveva attratti: Le Cronache Di Narnia. Si sarebbe andati fra l'altro con una delle mie amiche da poco arrivate, che non vedevo da due mesi, ma che mi sembrava di non vedere da anni.
Non starò a parlare del film, limtandomi solo a dire che lo consiglio vivamente a tutti, ma più che altro vorrei ricordare, così, mettendolo per iscritto, quanto il film mi abbia... "colto nel segno"! Quasi come se avesse attinto dalla mia fantasia più remota. Quella di quando ero piccolo.
Se oggi, fra la dolcezza del film, l'emozione del trovarsi fra gente che mi voleva vedere, amici, e l'emozione di una canzone arrivata al momento giusto, non mi è scesa una lacrima... E' forse soltanto perchè me ne sono già scese abbastanza...
Ma perchè rimpiangere il pianto? Del resto io, umano, I DID IT MY WAY.
Frank Sinatra - My Way
: ascoltatela spesso. E magari cantatela!
Ho fatto pipì senza fare rumore. Chi dorme qui accanto ha passato una brutta giornata: meglio non svegliarlo. Esco, faccio per aprire la porta di camera e il frigo vibra, come sempre sbattacchiando la collezione di bottiglie sul mobile lì attaccato, facendo un casino.
Ma ero già tornato da un po'...
Stavo nella mia macchina. Su Radio Club, la stazione che mi ha accompagnato sempre da quando son qui, davano una canzone che non mi piaceva, ma ho pensato di aspettare a sentire cosa veniva dopo, e... "puntuale", arriva My Way di FRANK SINATRA. Una canzone che altre volte avevo sentito tornando da una serata con amici. Una canzone che più volte ho ascoltato e cantato o fischiato con mio padre... Che la sa tutta. Una canzone che più di molte, trasmette ciò che posso solo chiamare umanità.
Una vita da spendere. In parte spesa. Dice: "Regrets, I've had a few", ma sottointende che quei "few" non erano sicuramente "too few to mention" come poco dopo specifica...
La "my way" è più voluta che creduta? Ma è così bello pensarlo! Un sentimento dolce-amaro. Brividi ti pervadono quando ci pensi. Chè dopo aver percorso "each and every highway" l'anima inizia a setire che è... umana. Destinata a una VITA. Da percorrere come una strada. Per arrivare alla "final curtain" dove "the end is near".
Stanotte non è stata una parranda, ma in quel momento; nella "mia" macchina; ho sentito veramente la morte e la vita mescolarsi, sotto la luna...
Sono umano, che mi piaccia o no. E la morte fa parte di me.
Poco dopo già, però, ho avuto quasi la sensazione del contrario; quando lì lì per spegnere la radio ho "decretato" che avrei continuato ad ascoltare. E ho sentito note familiari. Così familiari che non me le ricordo più, come non mi sarei ricordato, anni fa, che maglione aveva indosso mio padre il giorno o che cosa aveva fatto mia mamma a pranzo. Note familiari e accoglienti. Anche se stavo involontariamente ascoltando la canzone in modo un po' critico, con la precedente a termine di paragone.
Ho iniziato ad avere sonno e mi sono perso nella musica e nella voce che sentivo. E ho pensato che avrei dovuto scrivere di tutto questo, perchè anche se con la musica si esprime così bene "l'umano", e io mi sono allontanato (definitivamente??) dalla musica già da anni, mi sono sentito letteralmente spinto a esprimermi in qualche modo.
La notte era iniziata con un po' di incertezza... non si sarebbe più andati a ballare e ubriacarsi, ma a vedere quel film che tanto ci aveva attratti: Le Cronache Di Narnia. Si sarebbe andati fra l'altro con una delle mie amiche da poco arrivate, che non vedevo da due mesi, ma che mi sembrava di non vedere da anni.
Non starò a parlare del film, limtandomi solo a dire che lo consiglio vivamente a tutti, ma più che altro vorrei ricordare, così, mettendolo per iscritto, quanto il film mi abbia... "colto nel segno"! Quasi come se avesse attinto dalla mia fantasia più remota. Quella di quando ero piccolo.
Se oggi, fra la dolcezza del film, l'emozione del trovarsi fra gente che mi voleva vedere, amici, e l'emozione di una canzone arrivata al momento giusto, non mi è scesa una lacrima... E' forse soltanto perchè me ne sono già scese abbastanza...
Ma perchè rimpiangere il pianto? Del resto io, umano, I DID IT MY WAY.
Frank Sinatra - My Way
: ascoltatela spesso. E magari cantatela!
martedì, dicembre 20, 2005
a r r i v a l s
Cresce il fermento causato dai nuovi arrivi di questa settimana!
Si tratta sia di persone che di cose... cominciamo con le persone.
Senza voler fare nomi si può riassumere che arriveranno a Cagliari, in quest'ordine, mio cugino "in vacanza" dal suo erasmus a Madeira (già arrivato fra l'altro!), una mia amica da Roma, un'altra mia amica da Roma e per finire (dulcis in fundo? non saprei...) entrambi i miei genitori.
Si può ben dire che qui il clima stia veramente per cambiare. Mio cugino non lo vedo da metà settembre e le mie amiche una non la vedo da inizio ottobre e l'altra da metà ottobre. Qualcuno potrebbe obiettare che non è molto tempo, mentre è già di più quello da cui non vedo mio padre (dal 22 luglio!) e mia madre (da inzio settembre).
Come rispondere? Beh, a me sembrano tutte date lontanissime e le metto tutte su "un'altro ordine di grandezza" rispetto al tempo attuale. Si può dire infatti che appartengano ancora alla fine di un'era precedente. Se voglio parlare da paleontologo potrò quindi dire che rivedere queste persone sarà come scoprire dei fossili viventi! Come quando al mondo si presentò il Coelacanthus nell'Oceano Indiano! Vabbè, brutta similitudine visto l'aspetto del preisotrico pesciolone...
Parlando invece di cose bisogna parlare di eBay, del quale sono recentemente diventato utente.
Il mio collega e coinquilino mi disse che se avesse potuto spendere entro i 100 euro, si sarebbe comprato ANCHE LUI (e vi asscuro che è una dichiarazione da prima pagina scandalistica!) un computer... Dopo aver sofferto di fronte ad aste perse all'ultimo minuto a favore di persone che a mio parere hanno usato loschi trucchi per aggiudicarsi l'acquisto (non escludo per esempio l'utilizo di così detti "net-bots"), trovo una scheda madre dotata di chipset Intel 440BX in vendita assieme a una COPPIA (che bellini insieme!) di processori Pentium II 400Mhz! Un affare STRATOSFERICO trattandosi di 20 euro spedizione inclusa!
Si partì quindi alla ricerca dei componenti per questo computer anch'esso "fossile vivente": trattasi infatti di componenti fuori produzione, ma di tutto rispetto specialmente per chi intende montarvi sopra sistemi operativi di tutto rispetto come il mio PREDILETTO E AMATO BeOS o il ben più moderno Linux, con cui Bruno si farà ben presto le "ossa informatiche"...
Trovata anche una scheda video anch'essa più che rispettabile (GeForce2 GTS) e un case davvero niente male che ha costituito la gran parte della spesa finora, ma di cui Bruno si era visibilmente innamorato, chiudendo quindi un occhio sul costo (soprattutto di spedizione).
Detto questo accenno anche la compera di due regali di Natale per le due persone più speciali fra quelle sopra indicate, a voi indovinare chi. Vi dico solo che è la prima volta che faccio regali di Natale.
Ora è ora di scappare di casa e andare a ricevere il mio pane quotidiano in mensa prima che finisca...
Auguri di buone feste e mi raccomando, voi che potete (leggere che avete una casa e non una "tana" come la mia) vivere lo spirito natalizio classico, non esitate a godervelo!
Salute a tutti
Wham! - Last Christmas (I Gave You My Heart)
: questa è nel mio DNA! Guai a chi mi critica George Michael!
Si tratta sia di persone che di cose... cominciamo con le persone.
Senza voler fare nomi si può riassumere che arriveranno a Cagliari, in quest'ordine, mio cugino "in vacanza" dal suo erasmus a Madeira (già arrivato fra l'altro!), una mia amica da Roma, un'altra mia amica da Roma e per finire (dulcis in fundo? non saprei...) entrambi i miei genitori.
Si può ben dire che qui il clima stia veramente per cambiare. Mio cugino non lo vedo da metà settembre e le mie amiche una non la vedo da inizio ottobre e l'altra da metà ottobre. Qualcuno potrebbe obiettare che non è molto tempo, mentre è già di più quello da cui non vedo mio padre (dal 22 luglio!) e mia madre (da inzio settembre).
Come rispondere? Beh, a me sembrano tutte date lontanissime e le metto tutte su "un'altro ordine di grandezza" rispetto al tempo attuale. Si può dire infatti che appartengano ancora alla fine di un'era precedente. Se voglio parlare da paleontologo potrò quindi dire che rivedere queste persone sarà come scoprire dei fossili viventi! Come quando al mondo si presentò il Coelacanthus nell'Oceano Indiano! Vabbè, brutta similitudine visto l'aspetto del preisotrico pesciolone...
Parlando invece di cose bisogna parlare di eBay, del quale sono recentemente diventato utente.
Il mio collega e coinquilino mi disse che se avesse potuto spendere entro i 100 euro, si sarebbe comprato ANCHE LUI (e vi asscuro che è una dichiarazione da prima pagina scandalistica!) un computer... Dopo aver sofferto di fronte ad aste perse all'ultimo minuto a favore di persone che a mio parere hanno usato loschi trucchi per aggiudicarsi l'acquisto (non escludo per esempio l'utilizo di così detti "net-bots"), trovo una scheda madre dotata di chipset Intel 440BX in vendita assieme a una COPPIA (che bellini insieme!) di processori Pentium II 400Mhz! Un affare STRATOSFERICO trattandosi di 20 euro spedizione inclusa!
Si partì quindi alla ricerca dei componenti per questo computer anch'esso "fossile vivente": trattasi infatti di componenti fuori produzione, ma di tutto rispetto specialmente per chi intende montarvi sopra sistemi operativi di tutto rispetto come il mio PREDILETTO E AMATO BeOS o il ben più moderno Linux, con cui Bruno si farà ben presto le "ossa informatiche"...
Trovata anche una scheda video anch'essa più che rispettabile (GeForce2 GTS) e un case davvero niente male che ha costituito la gran parte della spesa finora, ma di cui Bruno si era visibilmente innamorato, chiudendo quindi un occhio sul costo (soprattutto di spedizione).
Detto questo accenno anche la compera di due regali di Natale per le due persone più speciali fra quelle sopra indicate, a voi indovinare chi. Vi dico solo che è la prima volta che faccio regali di Natale.
Ora è ora di scappare di casa e andare a ricevere il mio pane quotidiano in mensa prima che finisca...
Auguri di buone feste e mi raccomando, voi che potete (leggere che avete una casa e non una "tana" come la mia) vivere lo spirito natalizio classico, non esitate a godervelo!
Salute a tutti
Wham! - Last Christmas (I Gave You My Heart)
: questa è nel mio DNA! Guai a chi mi critica George Michael!
venerdì, dicembre 09, 2005
i d l e
Una settimana così inattiva non l'avevo mai vissuta da molto tempo e vi dirò: non ne sentivo in nessun modo il bisogno.
Sentito qualche vecchio amico e qualche persona lontana, ma non quegli amici e quelle persone lontane che avrei dovuto sentire...
Sono uscito con qualcuno, ma non come e dove sarebbe stato ottimale farlo...
Ma questi piccoli rimpiantucci non sono altro che la quotidianità di quando si vive in questa maniera. Che è grossomodo l'opposto di quella che avevo "visto" prima di partire.
Grossa mancanza è lo sport, come più volte mi è stato anche detto. C'è qualcosa che mi blocca? Questa domanda me la faccio troppo spesso e la risposta è "domanda fuori luogo": non sta in un "blocco" il problema. Basta semplicemente smetterla di vivere nella pigrizia come sto facendo e magari anche smetterla di vivere "immedesimati" in un'idea o in un'emozione, stando in perenne crisi d'astinenza finchè questo impossibile connubio non si realizza.
Inutile dire come spesso dico "mi serve una ragazza", oppure "mi serve un clima più caldo". Non voglio dire, per scaramanzia, che siano condizioni impossibili, ma perchè aspettare? O perchè inseguirle? Non sono un requisito fondamentale. La verità è che sono deluso dalla vita che sto facendo e in questo non c'entrano nè le ragazze nè tanto meno il clima.
E' semplicemente ora di darsi da fare nel resto come mi sono dato da fare per alcune altre cose in passato e anche di recente. So di essere in grado di raggiungere qualsiasi obiettivo, figuriamoci quelli semplici semplici come quelli che ora sono urgenti.
Usicamo quindi da questa "idleness"!
[Nessun consiglio musicale]
Sentito qualche vecchio amico e qualche persona lontana, ma non quegli amici e quelle persone lontane che avrei dovuto sentire...
Sono uscito con qualcuno, ma non come e dove sarebbe stato ottimale farlo...
Ma questi piccoli rimpiantucci non sono altro che la quotidianità di quando si vive in questa maniera. Che è grossomodo l'opposto di quella che avevo "visto" prima di partire.
Grossa mancanza è lo sport, come più volte mi è stato anche detto. C'è qualcosa che mi blocca? Questa domanda me la faccio troppo spesso e la risposta è "domanda fuori luogo": non sta in un "blocco" il problema. Basta semplicemente smetterla di vivere nella pigrizia come sto facendo e magari anche smetterla di vivere "immedesimati" in un'idea o in un'emozione, stando in perenne crisi d'astinenza finchè questo impossibile connubio non si realizza.
Inutile dire come spesso dico "mi serve una ragazza", oppure "mi serve un clima più caldo". Non voglio dire, per scaramanzia, che siano condizioni impossibili, ma perchè aspettare? O perchè inseguirle? Non sono un requisito fondamentale. La verità è che sono deluso dalla vita che sto facendo e in questo non c'entrano nè le ragazze nè tanto meno il clima.
E' semplicemente ora di darsi da fare nel resto come mi sono dato da fare per alcune altre cose in passato e anche di recente. So di essere in grado di raggiungere qualsiasi obiettivo, figuriamoci quelli semplici semplici come quelli che ora sono urgenti.
Usicamo quindi da questa "idleness"!
[Nessun consiglio musicale]
venerdì, dicembre 02, 2005
r e b i r t h
Finalmente una bella passata di soddisfazioni!
Il 30 al primo esame ato è cascato come un fulmine a ciel sereno e mi ha anche allo stesso tempo "svegliato".
Mi è venuto in mente il momento della notizia che avevo passato l'ultimo esame di inglese (CAE) che anche allora era stata uno stupore perchè avevo preso inaspettatamente il massimo...
Mi aveva chiamato il simpaticissimo professore irlandese, mentre, prima dell'inizio dell'anno scolastico, ero a prendere il sole vicino alla Dora e, non senza incredulità e tipica pronuncia irlandese irrimediabilmente strascicata, mi aveva detto quella "A" che era il mio voto...
Bei momenti! E anche il pre-esame di geologia di oggi è andato più che bene, anche se senza valutazione abbinata.
Porprio ieri notte (quando avrei dovuto studiare) mi sono preso una mezz'oretta per rinnovare il tema del mio desktop (qualcuno scuoterà la testa...) che ho deciso di allegare questo post, promettendo che la cosa non diventerà una consuetudine... anzi, per evitare inutili post dedicati a questa "vana" attività, allegherò anche l'ultimo screenshot prima di quello citato...


Quello a destra è la nuova creazione... Ma cambiamo subito argomento...
Oggi, mentre ricomponevo l'ultimo pezzo del mosaico (rotto) che ERA il mio (perduto) portafoglio, ossia rifacevo il mio bancomat, il mio collega mi ha riferito il mio nuovo orario delle lezioni, che riporterò qua sotto...
LUNEDI': --- MARTEDI': --- MERCOLEDI': --- GIOVEDI': --- VENERDI'
Geografia - Inglese - Geografia - Inglese - Informatica
Geografia - Inglese - Geografia - Inglese - Informatica
Matematica - Matematica - Matematica - Geografia - Chimica
Informatica - Matematica - Matematica - Geografia - Chimica
Informatica
Vi sembra pesantuccio?? Adesso ve lo "traduco" per come lo vedo io...
Lunedì: sveglia alle 7; martedì: optional (vacanza); mercoledì: sveglia alle 7 (ma posso tornare a letto alle 10:30...); giovedì: sveglia alle 9; venerdì: sveglia alle 8.
...
Secondo voi salto troppe lezioni? Ma il fatto è che inglese non lo devo fare (l'esame suddetto mi conta come esame universitario passato), matematica... diciamo che nel nostro corso è passata di moda... e infine informatica la posso anche seguire a scazzo.
La cosa significa 4 notti completamente LIBERE!
Disigiate, disigiate...
Tatu - Not Gonna Get Us
: canzone più infogante per me è difficile trovarla...
Il 30 al primo esame ato è cascato come un fulmine a ciel sereno e mi ha anche allo stesso tempo "svegliato".
Mi è venuto in mente il momento della notizia che avevo passato l'ultimo esame di inglese (CAE) che anche allora era stata uno stupore perchè avevo preso inaspettatamente il massimo...
Mi aveva chiamato il simpaticissimo professore irlandese, mentre, prima dell'inizio dell'anno scolastico, ero a prendere il sole vicino alla Dora e, non senza incredulità e tipica pronuncia irlandese irrimediabilmente strascicata, mi aveva detto quella "A" che era il mio voto...
Bei momenti! E anche il pre-esame di geologia di oggi è andato più che bene, anche se senza valutazione abbinata.
Porprio ieri notte (quando avrei dovuto studiare) mi sono preso una mezz'oretta per rinnovare il tema del mio desktop (qualcuno scuoterà la testa...) che ho deciso di allegare questo post, promettendo che la cosa non diventerà una consuetudine... anzi, per evitare inutili post dedicati a questa "vana" attività, allegherò anche l'ultimo screenshot prima di quello citato...


Quello a destra è la nuova creazione... Ma cambiamo subito argomento...
Oggi, mentre ricomponevo l'ultimo pezzo del mosaico (rotto) che ERA il mio (perduto) portafoglio, ossia rifacevo il mio bancomat, il mio collega mi ha riferito il mio nuovo orario delle lezioni, che riporterò qua sotto...
LUNEDI': --- MARTEDI': --- MERCOLEDI': --- GIOVEDI': --- VENERDI'
Geografia - Inglese - Geografia - Inglese - Informatica
Geografia - Inglese - Geografia - Inglese - Informatica
Matematica - Matematica - Matematica - Geografia - Chimica
Informatica - Matematica - Matematica - Geografia - Chimica
Informatica
Vi sembra pesantuccio?? Adesso ve lo "traduco" per come lo vedo io...
Lunedì: sveglia alle 7; martedì: optional (vacanza); mercoledì: sveglia alle 7 (ma posso tornare a letto alle 10:30...); giovedì: sveglia alle 9; venerdì: sveglia alle 8.
...
Secondo voi salto troppe lezioni? Ma il fatto è che inglese non lo devo fare (l'esame suddetto mi conta come esame universitario passato), matematica... diciamo che nel nostro corso è passata di moda... e infine informatica la posso anche seguire a scazzo.
La cosa significa 4 notti completamente LIBERE!
Disigiate, disigiate...
Tatu - Not Gonna Get Us
: canzone più infogante per me è difficile trovarla...
mercoledì, novembre 23, 2005
p a r r a n d a
Premetto un bel "tiè" a chi mi dette della ragazzina rocckettara per la fissa sui titoli in inglese: stavolta si cambia e si passa allo spagnolo messicano... E chè titolo!
Una "parranda", spesso sinonimo di "lunada" (parola più intutivamente comprensibile per un italiano) è appunto una "notte sotto la luna". Si tratta di un'attività prettamente maschile in cui oltre al gruppo di amici non possono mancare due altri elementi: la chitarra e la tequila...
Nel linguaggio "metropolitano" odierno la si potrebbe rassomigliare a un "after", ma non ha niente a che vedere con gli after che si tendono a fare di questi tempi.
Se infatti l'after è una specie di ricerca di una vittoria sul proprio fisico e sull'ordine, la "parranda" o "lunada" è più una rassegnazione alla sconfitta che la vita rappresenta: un abbandono piùttosto che un inseguimento.
Citerò ora dal libro Omeyotl (di Carlo Coccioli):
Appare chiaro infatti che io queste cose le abbia nel sangue (e non perchè le abbia lette): invito tutti a voler fare questo atto di fede di ammettere che le differenze culturali esistono a un livello MOLTO profondo... oserei dire GEOLOGICO... e che queste riguardino parti così inconsciamente profonde da sembrare caratteriali.
Ebbene, io, che a differenza di quanto le mie parvenze potrebbero voler dare ad intendere, sono anche (e soprattutto[?]) messicano, porto con me anche la "parranda", che trovandosi però a doversi esprimere non certo in un mare di notte e luna, tra UOMINI e musica, ma in un mare di alte case e lampioni, tra DONNE e sussurri, si trova come un pesce fuor d'acqua, trasformando colui che doveva essere il "beneficiario" in una "vittima", in gabbia, come un fenomeno da baraccone, esposta a sputi e insulti.
Vorrei concludere però in modo un po' più pragmatico, risparmiandovi altre allusioni su cui, se ben mi conoscete, saprete che vi invito comunque a non riflettere.
Il lato oscuro di cui parlavo è esploso per motivi molto più estesi di quelli che bene o male potrebbero essere spiegati in questo post, ma sicuramente è vero che di "parrandas" non se ne possono fare in condizioni diverse da quelle "canoniche", pena lo sfociare in atrocità.
Concludo quindi con una questione aperta: se la mia cultura (o assenza di cultura) mi rende incompatibile con così tante cose e persone, alcune delle quali sono anche cose e persone acui tengo molto, devo cambiare? Cosa devo fare? Devo rinnegare, combattere, esiliare parti di me stesso?
Per adesso risposte non ce ne sono, ma rimane un'ombra di un piccolo desiderio: vedere di nuovo quell'immensa e feroce luna tropicale che da piccolo mi faceva tanta paura...
Abelardo Pulido - Entrega Total
: cantata da Luis Miguel
Una "parranda", spesso sinonimo di "lunada" (parola più intutivamente comprensibile per un italiano) è appunto una "notte sotto la luna". Si tratta di un'attività prettamente maschile in cui oltre al gruppo di amici non possono mancare due altri elementi: la chitarra e la tequila...
Nel linguaggio "metropolitano" odierno la si potrebbe rassomigliare a un "after", ma non ha niente a che vedere con gli after che si tendono a fare di questi tempi.
Se infatti l'after è una specie di ricerca di una vittoria sul proprio fisico e sull'ordine, la "parranda" o "lunada" è più una rassegnazione alla sconfitta che la vita rappresenta: un abbandono piùttosto che un inseguimento.
Citerò ora dal libro Omeyotl (di Carlo Coccioli):
Ora non posso non pensare alla luna immane, luna divorante, ch'era l'elemento imperiosamente principale d'una "lunada" offertami da un gruppo di amici in un villaggio dello Stato di Jalisco: per salutarmi prima che lasciassi il Messico.Come vedete si parla della "lunada" come di un regalo, una cosa offerta con affetto come si potrebbe parlare di un'amiciza; ma forse Coccioli non si stupirebbe se la paragonassi a una molto femminile proposta d'amore... Lui che del Messico capì benissimo la diffusa femminilità che contraddistingue il suo popolo. I partecipanti sono infatti (o lo diventano cammin facendo) uomini uniti , almeno temporaneamente, da un legame affettivo che un italiano, così come un qualsivoglia altro indivuduo ignorante riguardo i messicani, potrebbe facilmente scambiare per un sentimento equivoco, tanto è forte e "sconveniente".
Dove arrivammo? Al bordo d'una specie di mare. Era una vallata riempita di notte, di luna. Immensa, e pareva un mare, o una bocca. La luna diventava latte. Cani invisibili abbaiavano. V'era qualcosa che somigliava a una minaccia, ma quanta dolcezza, com'era bello! Ci sedemmo sul suolo arido, fra gli sterpi. Avevano portato tre chitarre e molte bottiglie di tequila e di aguardiente. Comiciarono a cantare alla luna: senza guardarla. [...]E qui mi fermo, e invito tutti quelli che hanno percepito un piccolo riferimento alla mia vicenda personale a un attimo di raccoglimento...
Luna da fin del mondo: in ciò che è autenticamente messicano, americano, v'è sempre un presagio d'Apocalisse. [...]
E tutto, quella notte, finì com'era naturale che dovesse finire: con una terribile, solenne ubriacatura. Perchè perfino l'ebrezza, in Messico e in America, è larga e profonda. E con molte lagrime, con molta turbolenza, con un numero infinito di lusinghe e di minacce...
Appare chiaro infatti che io queste cose le abbia nel sangue (e non perchè le abbia lette): invito tutti a voler fare questo atto di fede di ammettere che le differenze culturali esistono a un livello MOLTO profondo... oserei dire GEOLOGICO... e che queste riguardino parti così inconsciamente profonde da sembrare caratteriali.
Ebbene, io, che a differenza di quanto le mie parvenze potrebbero voler dare ad intendere, sono anche (e soprattutto[?]) messicano, porto con me anche la "parranda", che trovandosi però a doversi esprimere non certo in un mare di notte e luna, tra UOMINI e musica, ma in un mare di alte case e lampioni, tra DONNE e sussurri, si trova come un pesce fuor d'acqua, trasformando colui che doveva essere il "beneficiario" in una "vittima", in gabbia, come un fenomeno da baraccone, esposta a sputi e insulti.
...Con un morto, a volte, o addirttura con due. La vera e propria "parranda" è più una sembianza di morte - una forma di suicidio - che un piacere di vita. Con quelle sue tre funebri A, "parranda" è parola allegra ma tragica: è un termine degno di don Francisco de Quevedo y Villegas, autore della Historia de la Vida del Buscòn. Due Spagne ha accettato il Messico delle tante Spagne di cui è pieno il mondo: la cattolica e la picaresca. Ha preso le Spagne migliori: quella che vive morendo e quella che vivendo muore. Io, quella notte in Jalisco, sentii la morte e la vita mescolarsi, sotto la luna.E con questo passaggio voi tutti vi sentirete come davanti a un muro insormontabile e che, anche se sormontabile lo fosse, non avreste voglia di scavalcare. Qualcuno penserà "Che bello...", qualcun altro "Mamma mia...", e qualcun altro ancora magari "Spero che l'autore non prenda sul serio queste cose...", ma per una volta anzi che dire come sempre "Non avete capito niente", dirò "Va bene". I vostri pensieri sono infatti legittimi e i miei non esplicabili nelle righe che mi potrebbero essere concesse da questo blog.
Vorrei concludere però in modo un po' più pragmatico, risparmiandovi altre allusioni su cui, se ben mi conoscete, saprete che vi invito comunque a non riflettere.
Il lato oscuro di cui parlavo è esploso per motivi molto più estesi di quelli che bene o male potrebbero essere spiegati in questo post, ma sicuramente è vero che di "parrandas" non se ne possono fare in condizioni diverse da quelle "canoniche", pena lo sfociare in atrocità.
Concludo quindi con una questione aperta: se la mia cultura (o assenza di cultura) mi rende incompatibile con così tante cose e persone, alcune delle quali sono anche cose e persone acui tengo molto, devo cambiare? Cosa devo fare? Devo rinnegare, combattere, esiliare parti di me stesso?
Per adesso risposte non ce ne sono, ma rimane un'ombra di un piccolo desiderio: vedere di nuovo quell'immensa e feroce luna tropicale che da piccolo mi faceva tanta paura...
Abelardo Pulido - Entrega Total
: cantata da Luis Miguel
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sabato, novembre 19, 2005
d a r k s i d e
Mi si dirà che ciascuno di noi possiede un lato oscuro e che ciascuno di noi può ,all'occorrenza, diventare cattivo.
Ma quello che mi è successo, verso il volgere al termine della mia festa di compleanno, mi sembra veramente fuori da ogni schema conosciuto (o per lo meno sperimentato sulla mia pelle) in quanto a "esplosione del lato oscuro".
Non mi è ancora chiaro come si possa esser passati dalla più che allegra (due lamentele della vicina a fianco) festa a casa mia alla tristezza, o forse solo commozione, della sbornia triste nel parcheggio della casa dello studente del magistero alla furia nel vicolo di casa mia.
Se la sbornia triste poteva essere ricollegata a un'assunzione troppo disordinata e spinta da un'anormale senso di autodistruzione (si, molto più del solito), la furia successiva non poteva essere altro che una reazione a catena: una detonazione di cariche accumulate durante un lungo periodo... solo perchè io mi trattengo sempre più del dovuto. O no?
Non lo so, ma una cosa è sicura: non si dovrà mai più bere così tanto e non si dovrà mai più trascurare le emozioni che mi feriscono giorno per giorno.
Ma sopratutto non si dovrà più vivere secondo dei doveri auto-imposti. (Paradosso?)
La vita che ho vissuto finora è stata quindi toppo comoda: una "pulizia losca" delle cose che non andavano bene, uno spazzare la polvere sotto i tappeti e continuare a bivaccare sui tappeti stessi.
Le pulizie vanno fatte giorno per giorno. Sia in casa che dentro di noi.
[Non c'è consiglio musicale stavolta, perchè io non ascolto musica tanto brutta da poter essere collegata ad avvenimenti così spiacevoli]
Ma quello che mi è successo, verso il volgere al termine della mia festa di compleanno, mi sembra veramente fuori da ogni schema conosciuto (o per lo meno sperimentato sulla mia pelle) in quanto a "esplosione del lato oscuro".
Non mi è ancora chiaro come si possa esser passati dalla più che allegra (due lamentele della vicina a fianco) festa a casa mia alla tristezza, o forse solo commozione, della sbornia triste nel parcheggio della casa dello studente del magistero alla furia nel vicolo di casa mia.
Se la sbornia triste poteva essere ricollegata a un'assunzione troppo disordinata e spinta da un'anormale senso di autodistruzione (si, molto più del solito), la furia successiva non poteva essere altro che una reazione a catena: una detonazione di cariche accumulate durante un lungo periodo... solo perchè io mi trattengo sempre più del dovuto. O no?
Non lo so, ma una cosa è sicura: non si dovrà mai più bere così tanto e non si dovrà mai più trascurare le emozioni che mi feriscono giorno per giorno.
Ma sopratutto non si dovrà più vivere secondo dei doveri auto-imposti. (Paradosso?)
La vita che ho vissuto finora è stata quindi toppo comoda: una "pulizia losca" delle cose che non andavano bene, uno spazzare la polvere sotto i tappeti e continuare a bivaccare sui tappeti stessi.
Le pulizie vanno fatte giorno per giorno. Sia in casa che dentro di noi.
[Non c'è consiglio musicale stavolta, perchè io non ascolto musica tanto brutta da poter essere collegata ad avvenimenti così spiacevoli]
martedì, novembre 08, 2005
a e r o
Ieri ho visto al cinema Flight Plan e devo dire che a proposito del "clima" da aeroporto/aereo c'era veramente tutto e che mi ha fatto tornare in mente quanto quei due "ambienti" siano importanti nella mia storia.
Anche se non fossi romantico (anche nel senso artistico-letterario) come invece sono, guardando un aereo che passa in cielo non posso fare a meno di pensare : "Quand'è che ci sarò io la sopra?" E questo perchè la mia vita volendo è tutto un intersecarsi di voli presi e persi, di riflessioni scritte sul tavolino estratto dal sedile di fronte, di canzoni ascoltate sotto una luce soffusa mentre tutti dormono e di lunghi sguardi fuori dall'oblò, verso le nuvole o verso illimitati tramonti.
E il tutto immerso in quel sottile fischio dei motori e impregnato di quell'odore di stoffa pulita dei sedili e in generale "di aereo" che ormai risiede nella mia memoria olfattiva in sede stabile...
Sugli aerei ho pensato quasi tutto quello che adesso mi rende quello che sono, compresi i passaggi epocali della mia vita, a cui accennavo qualche post fa riferendomi a tre mie personalità.
La gente dovrebbe goderseli di più i viaggi in aereo che fa.
Basterebbe che pensassero a me, che dei voli che ho fatto forse ho perso il conto tanti son stati, ma che me li son goduti tutti (e continuerò a godermeli) come fossero stati una novità... esaltante e irripetibile come poche!
Robert Miles - Full Moon
: "dream music" dalle note esotiche...
Anche se non fossi romantico (anche nel senso artistico-letterario) come invece sono, guardando un aereo che passa in cielo non posso fare a meno di pensare : "Quand'è che ci sarò io la sopra?" E questo perchè la mia vita volendo è tutto un intersecarsi di voli presi e persi, di riflessioni scritte sul tavolino estratto dal sedile di fronte, di canzoni ascoltate sotto una luce soffusa mentre tutti dormono e di lunghi sguardi fuori dall'oblò, verso le nuvole o verso illimitati tramonti.
E il tutto immerso in quel sottile fischio dei motori e impregnato di quell'odore di stoffa pulita dei sedili e in generale "di aereo" che ormai risiede nella mia memoria olfattiva in sede stabile...
Sugli aerei ho pensato quasi tutto quello che adesso mi rende quello che sono, compresi i passaggi epocali della mia vita, a cui accennavo qualche post fa riferendomi a tre mie personalità.
La gente dovrebbe goderseli di più i viaggi in aereo che fa.
Basterebbe che pensassero a me, che dei voli che ho fatto forse ho perso il conto tanti son stati, ma che me li son goduti tutti (e continuerò a godermeli) come fossero stati una novità... esaltante e irripetibile come poche!
Robert Miles - Full Moon
: "dream music" dalle note esotiche...
domenica, novembre 06, 2005
s i l e n c e
Mi sento come se fossi all'interno di una capsula spaziale, appena mandata alla deriva per il cosmo. C'è tutto l'universo intorno a me: energia e materia che si scontrano con immane potenza, ma tutto è immerso nel silenzio, rotto solo dai lievi rumori dentro la capsula.
Questo perchè mi sono definitivamente "lanciato": ora sono solo; perchè, così come quando scelsi di andare a vivere da solo, ora scelgo di abbandonare alcuni dei compagni di viaggio che più mi tenevano compagnia, perchè mi hanno tradito. La cosa sarebbe molto triste... se solo si trattasse di persone! E invece no, ma il distacco non è del tutto indolore.
"La paura del distacco conduce al lato oscuro", dice qualcuno... e io ora, seguendo il suo consiglio, mi eserciterò a distaccarmi dalle cose che amo.
Stavolta la ragione non è un obiettivo preciso, come completare i miei studi, ma più che altro vivere con più tranquillità e lucidità: con più silenzio.
La società moderna sottovaluta le necessità dello spirito umano, perchè quest'ultimo di norma sopporta tensioni fortissime prima di "esplodere", ma spesso non si tiene conto del fatto che così sotto stress, l'uomo non funziona a dovere. E' come se si dovessero dare più energie al corpo per fare qualsiasi cosa, perchè lo spirito ne vampirizza una buona parte solo per restare incolume.
e parole chiave che devo tenere bene a mente sono queste:
naturalezza e curiosità - nel rapporto con gli altri
speranza e salute - nel rapporto con me stesso
Concludo con un consiglio musicale che diventerà la norma per ogni post (aggiungerò ora, a posteriori, una canzone per i posts precedenti):
Jevetta Steele - I'm calling you
: voce nel silenzio, dolore e spontaneità
Questo perchè mi sono definitivamente "lanciato": ora sono solo; perchè, così come quando scelsi di andare a vivere da solo, ora scelgo di abbandonare alcuni dei compagni di viaggio che più mi tenevano compagnia, perchè mi hanno tradito. La cosa sarebbe molto triste... se solo si trattasse di persone! E invece no, ma il distacco non è del tutto indolore.
"La paura del distacco conduce al lato oscuro", dice qualcuno... e io ora, seguendo il suo consiglio, mi eserciterò a distaccarmi dalle cose che amo.
Stavolta la ragione non è un obiettivo preciso, come completare i miei studi, ma più che altro vivere con più tranquillità e lucidità: con più silenzio.
La società moderna sottovaluta le necessità dello spirito umano, perchè quest'ultimo di norma sopporta tensioni fortissime prima di "esplodere", ma spesso non si tiene conto del fatto che così sotto stress, l'uomo non funziona a dovere. E' come se si dovessero dare più energie al corpo per fare qualsiasi cosa, perchè lo spirito ne vampirizza una buona parte solo per restare incolume.
e parole chiave che devo tenere bene a mente sono queste:
naturalezza e curiosità - nel rapporto con gli altri
speranza e salute - nel rapporto con me stesso
Concludo con un consiglio musicale che diventerà la norma per ogni post (aggiungerò ora, a posteriori, una canzone per i posts precedenti):
Jevetta Steele - I'm calling you
: voce nel silenzio, dolore e spontaneità
venerdì, novembre 04, 2005
a f t e r b u r n e r
Non si può dire che qui, a Merello67, non ci si sia divertiti, ultimamente!
Imprecando e ridendo si commentava ieri col mio coinquilino che sono già due settimane che sembra che la festa non sia proprio mai finita.
Ieri però la notizia: il 28 Novembre, 10 giorni dopo il mio compleanno, arriva il primo esame scritto... quello di Topografia.
Proprio ieri ho iniziato a vedere la materia in questione, e insieme ad essa un po' tutto il mio corso di studi, sotto una diversa luce, sicuramento molto positiva.
Siamo andati nella facoltà di Ingegneria, sul tetto di uno degli edifici bassi, a fare la nostra prima esercitazione sull'utilizzo di stazioni topografiche (cannocchiali montati su tripodi e dotati di livella per essere perfettamente perpendicolari e vari sistemi per puntare in modo molto preciso un punto) e c'è stato da pisciarsi dal ridere! Ho pensato dopo pochi minuti: "Certo che si divertono i topografi!"
E questo anche e sopratutto grazie alla presenza dei colleghi nel mio gruppo con cui ne abbiamo sparate di GROSSE per tutta la durata dell'esercitazione e oltre, quando siamo andati a casa mia per berci un buon caffè shakerato (stavolta senza correzione...).
Ma mi son anche reso conto, dopo aver finito l'altra sera, guardando Star Wars III sul pc con amici, l'ultima bottiglia di cocktail pre-shakerato regalatami dal mio collega Mauro in occasione del festino di Halloween (14 persone in casa!!), che non sono venuto qui per far festa e basta, sennò potevo anche restarmene dov'ero: sono venuto qui per studiare.
E quindi giunta l'ora di "appicciare" i motori e partire molto speditamente verso il mio obiettivo. Tanto lo sapete già: non ne risentirà di certo nessuno, tanto meno io...
Breaker J - Higher State Of Conciousness
: Ricorda l'introduzione di Need For Speed III: divertimento e motori!
Imprecando e ridendo si commentava ieri col mio coinquilino che sono già due settimane che sembra che la festa non sia proprio mai finita.
Ieri però la notizia: il 28 Novembre, 10 giorni dopo il mio compleanno, arriva il primo esame scritto... quello di Topografia.
Proprio ieri ho iniziato a vedere la materia in questione, e insieme ad essa un po' tutto il mio corso di studi, sotto una diversa luce, sicuramento molto positiva.
Siamo andati nella facoltà di Ingegneria, sul tetto di uno degli edifici bassi, a fare la nostra prima esercitazione sull'utilizzo di stazioni topografiche (cannocchiali montati su tripodi e dotati di livella per essere perfettamente perpendicolari e vari sistemi per puntare in modo molto preciso un punto) e c'è stato da pisciarsi dal ridere! Ho pensato dopo pochi minuti: "Certo che si divertono i topografi!"
E questo anche e sopratutto grazie alla presenza dei colleghi nel mio gruppo con cui ne abbiamo sparate di GROSSE per tutta la durata dell'esercitazione e oltre, quando siamo andati a casa mia per berci un buon caffè shakerato (stavolta senza correzione...).
Ma mi son anche reso conto, dopo aver finito l'altra sera, guardando Star Wars III sul pc con amici, l'ultima bottiglia di cocktail pre-shakerato regalatami dal mio collega Mauro in occasione del festino di Halloween (14 persone in casa!!), che non sono venuto qui per far festa e basta, sennò potevo anche restarmene dov'ero: sono venuto qui per studiare.
E quindi giunta l'ora di "appicciare" i motori e partire molto speditamente verso il mio obiettivo. Tanto lo sapete già: non ne risentirà di certo nessuno, tanto meno io...
Breaker J - Higher State Of Conciousness
: Ricorda l'introduzione di Need For Speed III: divertimento e motori!
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