Poetto, 22 Gennaio 2008, ore 16:50.
Una mia penna, non una qualsiasi, ha smesso di scrivere.
Il mare davanti, una vera amica a fianco, una corona a testa, come sarebbe stato con mia mamma, come sarebbe stato in altri tempi con mia nonna. Ieri avrebbe compiuto gli anni.
In questo momento di smarrimento, mia madre mi ha detto di rivolgerci un pensiero, a mia nonnna. E io mi son sentito così lontano dal passato...
Due tipi con la tromba a suonare vicino alla riva. Mi ricordano un altro capitolo di me: la musica.
Volevo scrivere dei gabbiani che stavo guardando, ma son già spariti. "Effimeri" dice la mia amica, "come la felicità". Parla dei lunghi momenti di infelicità, punteggiati da breve felicità... Ma intanto basta poco secondo me, come un arachide che mi cade sul ginocchio, a capire che si può invertire questa tendenza, a capire che l'infelicità può essere l'effimera...
Ricordo lunghi periodi felici e apparentemente lontani, ma mi rendo conto che era solo esattamente un mese fa.
A suon di idee stiamo cercando attivamente di dare una svolta. Mandiamo messaggi a destra e a manca. Anche alla Manca! :-D Il tema di questa "depressione" (le virgolette non so se ci vogliono), è [infatti] la solitudine. Non sono solo, ma c'è uno strano bisogno. Duplice. Da una parte è quello classico, dall'altra è quello [opposto] dell'essere tranquillo così. Il bisogno di non avere bisogni, di essere felici di vivere e di proseguire e perseguire i grandi obiettivi che ho e che tanto sto sentendo difficili in questi giorni.
Eppure il mare è così blu. Posso vedere da qui il limite di quella nuotata che mi ero fatto "Al limite del colore, al limite dell'amore" cita Simona reinterpetando una canzone... :-)
Un'altra birra per lei, una visione sempre più bella per me qui nel posto dei miei sogni diventati realtà. Quartu si staglia molto più poetica di quello che è, colori caldi, fra mare e cielo freddi. E la Sella è in ombra, i suoi calcari sprettrali ma ospitali ora che ci son già stato.
Dove sono i miei gabbiani? Quello solitario, il ribelle dello stormo, è qui, sono io. Io che posso essere e sono anche lupo negli sterminati boschi, squalo nell'immenso blu, sono anche gabbiano fra le sterminate nuvole.
Eppure i gabbiani non ci sono più, ma ecco il senso: devono essere dentro di me. Posso riavere lo stormo dentro di me, che tira... Un carro fatto di nuvole, verso il sole al tramonto, in viaggio nella vita, anzichè essere lupo solitario e ululare inutilmente alla luna.
E ora un'altra sigaretta, nella speranza, non ancora volontà, di un giorno ridere del fumo e respirare aria bella.
Informazioni, notizie e racconti, sempre aggiornati, su questa casa "fuori dal tempo", che è la mia prima dimora a Cagliari oltre che la mia prima esperienza di vita da solo! Mi raccomando: commentate, commentate e commentate!
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mercoledì, gennaio 23, 2008
domenica, gennaio 20, 2008
r a g a z z e
La sveglia è appena adesso suonata e sto singhiozzando come un ubriaco. Forse perchè sono ubriaco. Del resto stanotte ho fatto danni a causa della mia ubriachezza. Meglio non pensarci troppo, son solo soldi da pagare, niente di più e niente di meno.
Cosa c'entra tutto ciò col titolo? Niente, il titolo è infatti una parola che ha un peso tale nella mia vita da eclissare tutto il resto. Voi, ragazze che leggete, ritenetevi fortunate se mi conoscete, ritenetevi delle grandissime sfigate se non mi conoscete. Non perchè conoscere me sia una fortuna per voi. Di più. Conoscere me, che di per sè non vuol dire nulla, vi mette però su una strada che vi potrebbe portare facilmente alla da parte mia VENERAZIONE. Perchè siete delle veneri, siete delle dee, meritate di essere adorate se siete VERE. E essere adorate da me significa ricevere tutto ciò che di più bello vi possiate immaginare, ma non ditelo in giro, potrei dare impressioni sbagliate... Uuuhhh che paura...
Di ragazze vere al giorno d'oggi ce ne sono ben poche. Siete tutte preoccupate di non fare bella figura, di non essere abbastanza adeguate, di non essere abbastanza belle. Notare che per quest'ultima cosa basta fare sport ma voi siete delle pigre golose, a cui piace solo il piacere e che paradossalmente ve lo negate ogni volta che potete e in questo modo vi negate anche la pratica sportiva più interessante. Scemoline che non siete altro. Vi amo.
A tutte voi ragazze fidanzate che praticate molto questo sport da me accennato, fate bene attenzione. Magari vi tiene in forma ma "chances are" che vi siete messe con un grandissimo coglione, o che il vostro rapporto con lui che magari forse forse non è totalmente coglione, non abbia comunque nessun senso. Perchè diciamoci la verità, ok che agite di istinto, ma siete anche delle ragazze che amate la semplicità e piùttosto che complicare il vostro già in bilico rapporto vi inventate ogni sorta di pregio inesistente per questo anonimo ragazzo. Perchè ragazze, non è per presunzione che vi dico che ritengo di essere migliore (e non in assoluto, ma proprio per voi, personalmente) del vostro ragazzo. E' per pura e semplice matematica e statistica. Ci sono così tanti ragazzi fantastici che non ne avete nemmeno idea. Essendo voi delle pigre e delle golose non avete nè voglia nè pazienza di trovare quello giusto, vi accontentate del meno peggio, del "quasi quasi"... A voi ragazze così devo dare un messaggio forte e chiaro: "vi disprezzo". Ma non prendetevela a male, nulla di personale, è una caratteristica di tutte le persone ascendente Pesci. Siamo così stupidi da essere convinti che esista l'amore perfetto. Ma siamo anche così intelligenti da capire che non è mica solo uno, ce ne sono tanti. E guarda caso però voi, proprio VOI, ragazze fianzate, impegnate o come cazzo vi volete definire, siete proprio finite con quella minoranza di merda, con ragazzi di merda. Con situazioni che non faranno altro che portarvi nella merda. Ma forse il vostro fetticismo è proprio fondato sul gusto per la merda. Beh, vi auguro che sia più buona di come me la ricordo.
E poi però ci siete voi, ragazze "single", che, diciamoci la verità, siete single quanto lo sono io da fidanzato. Nel senso che avete storie, tresche, trasse, inghippi, e soprattutto intrippi fino al collo, fino a star male. Infatti state male, scemoline che non siete altro. Ma vi divertite, dite la verità... Del resto lo sapete quanto ci divertiremmo noi a vivere nei vostri così tanto preoccupanti "casini"? Non lo sapete? Beh, ci divertiremmo molto, quello per noi non è casino, ma è vita... Vita sana per di più.
Voi, ragazze """single""" con tutte le virgolette del caso. Siete secondo me ancora più sceme delle vostre """fortunate""", con tutte le virgolette del caso, colleghe fidanzate, le quali scommetto vi inpartiscono consigli come dee scese in terra. Del resto ci sono coglioni come me che le venerano, come altro si dovrebbero presentare se non come dee scerse in terra?? La venerazione è una riverenza riservata agli dei...
Beh, voi ragazze single... Cosa state cercando? Sentiamo un po'... Ecco che sento già alcune timide risposte. E già il fatto che siano TIMIDE risposte mi va ridere, per non piangere. Perchè le vostre risposte DOVREBBERO ESSERE FORTI E CHIARE, SCEME CHE NON SIETE ALTRO (vi amo tantissimo, vi sto baciando dappertutto)... E invece ecco le vostre TIMIDE risposte. Dite che volete un ragazzo BUONO. Perchè siete state prese in giro da ragzzi cattivi. Beh, sapete cosa vi dico? Che i MOLTI ragazzi buoni che sono entrati nella vostra vita o gli avete snobbati, o non gli avete manco visti, oppure li avete ettichettati come maniaci sessuali. Complimenti.
Ma forse dai, cercate anche qualcos'altro, sai com'è, un ragazzo buono non è abbastanza... Deve essere anche sensibile... Beh, i POCHI ragazzi sensibili che avete incontrato son stati così sensibili che hanno avuto una paura matta di andare oltre il "ciao!""ciao!" con voi, perchè grazie alla loro sensibilità si sono accorti che siete delle cazzo di bombe ai neutroni, uccidete senza nemmeno dare segnali, senza nemmeno distruggere la materia. Distruggete direttamente la vita. E perchè? Perchè vi riterrò così? Devo essere uno sfigato che ha preso un sacco di batoste vero? Devoi essere uno sfigato che ha avuto vicino una gran donna che però alla fine non glie l'ha data... NO, guarda caso non sono per niente uno sfigato e alcune trombate che mi son fatto, la maggior parte di voi se le sognano di notte e forse non le faranno mai. E ora io sarei un presuntuoso, vero?? No ragazzine, ripeto che sto solo tenendo in considerazione un po' di statistica. RICREDETEVI O DEE DEL SESSO. Se siete dee del sesso è solo perchè quei coglioni che VE L'HANNO DATA, perchè non siete solo voi a darla, vi hanno RESE TALI. Da chi pensate che abbiano imparato? Pensate che siano dei grandissimi ciulatori?? NO! Hanno visto i porno, gli XXX... E voi che credevate fossero per gente malata... NO, sono quello che ha reso decente a letto il vostro più grande amore... Quell'essere immacolato e angelico che vi ha spaccato in due il cuoricino... MI FATE PENA.
Volete sapere perchè mi considero migliore dei vostri amati? Non perchè li ritenga delle merde. Ritengo molto pià merde voi di loro, essendo che vi rendete la vita impossibile e vi divinizzate allo stesso temo. Bensì li ritengo molto più bravi, migliori di me. MA c'è un fatto... Che a voi come a noi piace la VARIETA', che lo vogliate o meno. E quindi bellissime bamboline lisce come la seta, voi mi sognate, mi immaginate e vi bagnate nel farlo, così come succede a me quando penso a voi.
Ma basta direte voi, basta "odio". Metto le virgolette stavolta in modo veramente veemente: questo infatti non è odio, questo è amore.
Io vi AMO con tutto il mio essere, belle ragazze. Saprei donarvi quello che avete sempre sognato, saprei darvi le sensazioni che neanche in anni di solitario studio avete imparato a darvi. Saprei sostituire anche le donne, per voi liberissime e amatissime bisessuali e odiatissime ristrettissime lesbiche. Sono dolce per natura e per educazione, la dolcezza mia non è del vostro mondo, e mi dispiace, perchè se foste come me io sarei una persona più felice, ma tranquille, nè è colpa vostra nè io starò male, perchè vi AMO.
Ragazze, le vostre labbra sono fatte per incontrare dolcemente le mie. I vostri sogni sono fatti per entare a far parte dei miei. I vostri fianchi sono fatti per sbattere furiosamente contro i miei. Le vostre gambe sono fatte per essere afferrate caldamente dalle mie grandi e lunghe mani.
Ragazze, voi non leggerete forse mai questo testo e se lo leggerete sarete arrivate con grande curiosità fino a questo punto. Beh, sappiate ce per voi ho in serbo ancora più amore di quello che potrei dare a tutte, tutte le ragazze del mondo. E non è dir poco. Voi ragazze che leggete fino a questo punto, voi non siete solamente delle persone, voi siete delle entità di cui anch'io faccio parte, io sono dentro di voi perchè mi ci infilo, perchè mi ci butto a capofitto, perchè VI AMO.
Siete bellissime, ma soprattutto siete bellissime.
Cosa c'entra tutto ciò col titolo? Niente, il titolo è infatti una parola che ha un peso tale nella mia vita da eclissare tutto il resto. Voi, ragazze che leggete, ritenetevi fortunate se mi conoscete, ritenetevi delle grandissime sfigate se non mi conoscete. Non perchè conoscere me sia una fortuna per voi. Di più. Conoscere me, che di per sè non vuol dire nulla, vi mette però su una strada che vi potrebbe portare facilmente alla da parte mia VENERAZIONE. Perchè siete delle veneri, siete delle dee, meritate di essere adorate se siete VERE. E essere adorate da me significa ricevere tutto ciò che di più bello vi possiate immaginare, ma non ditelo in giro, potrei dare impressioni sbagliate... Uuuhhh che paura...
Di ragazze vere al giorno d'oggi ce ne sono ben poche. Siete tutte preoccupate di non fare bella figura, di non essere abbastanza adeguate, di non essere abbastanza belle. Notare che per quest'ultima cosa basta fare sport ma voi siete delle pigre golose, a cui piace solo il piacere e che paradossalmente ve lo negate ogni volta che potete e in questo modo vi negate anche la pratica sportiva più interessante. Scemoline che non siete altro. Vi amo.
A tutte voi ragazze fidanzate che praticate molto questo sport da me accennato, fate bene attenzione. Magari vi tiene in forma ma "chances are" che vi siete messe con un grandissimo coglione, o che il vostro rapporto con lui che magari forse forse non è totalmente coglione, non abbia comunque nessun senso. Perchè diciamoci la verità, ok che agite di istinto, ma siete anche delle ragazze che amate la semplicità e piùttosto che complicare il vostro già in bilico rapporto vi inventate ogni sorta di pregio inesistente per questo anonimo ragazzo. Perchè ragazze, non è per presunzione che vi dico che ritengo di essere migliore (e non in assoluto, ma proprio per voi, personalmente) del vostro ragazzo. E' per pura e semplice matematica e statistica. Ci sono così tanti ragazzi fantastici che non ne avete nemmeno idea. Essendo voi delle pigre e delle golose non avete nè voglia nè pazienza di trovare quello giusto, vi accontentate del meno peggio, del "quasi quasi"... A voi ragazze così devo dare un messaggio forte e chiaro: "vi disprezzo". Ma non prendetevela a male, nulla di personale, è una caratteristica di tutte le persone ascendente Pesci. Siamo così stupidi da essere convinti che esista l'amore perfetto. Ma siamo anche così intelligenti da capire che non è mica solo uno, ce ne sono tanti. E guarda caso però voi, proprio VOI, ragazze fianzate, impegnate o come cazzo vi volete definire, siete proprio finite con quella minoranza di merda, con ragazzi di merda. Con situazioni che non faranno altro che portarvi nella merda. Ma forse il vostro fetticismo è proprio fondato sul gusto per la merda. Beh, vi auguro che sia più buona di come me la ricordo.
E poi però ci siete voi, ragazze "single", che, diciamoci la verità, siete single quanto lo sono io da fidanzato. Nel senso che avete storie, tresche, trasse, inghippi, e soprattutto intrippi fino al collo, fino a star male. Infatti state male, scemoline che non siete altro. Ma vi divertite, dite la verità... Del resto lo sapete quanto ci divertiremmo noi a vivere nei vostri così tanto preoccupanti "casini"? Non lo sapete? Beh, ci divertiremmo molto, quello per noi non è casino, ma è vita... Vita sana per di più.
Voi, ragazze """single""" con tutte le virgolette del caso. Siete secondo me ancora più sceme delle vostre """fortunate""", con tutte le virgolette del caso, colleghe fidanzate, le quali scommetto vi inpartiscono consigli come dee scese in terra. Del resto ci sono coglioni come me che le venerano, come altro si dovrebbero presentare se non come dee scerse in terra?? La venerazione è una riverenza riservata agli dei...
Beh, voi ragazze single... Cosa state cercando? Sentiamo un po'... Ecco che sento già alcune timide risposte. E già il fatto che siano TIMIDE risposte mi va ridere, per non piangere. Perchè le vostre risposte DOVREBBERO ESSERE FORTI E CHIARE, SCEME CHE NON SIETE ALTRO (vi amo tantissimo, vi sto baciando dappertutto)... E invece ecco le vostre TIMIDE risposte. Dite che volete un ragazzo BUONO. Perchè siete state prese in giro da ragzzi cattivi. Beh, sapete cosa vi dico? Che i MOLTI ragazzi buoni che sono entrati nella vostra vita o gli avete snobbati, o non gli avete manco visti, oppure li avete ettichettati come maniaci sessuali. Complimenti.
Ma forse dai, cercate anche qualcos'altro, sai com'è, un ragazzo buono non è abbastanza... Deve essere anche sensibile... Beh, i POCHI ragazzi sensibili che avete incontrato son stati così sensibili che hanno avuto una paura matta di andare oltre il "ciao!""ciao!" con voi, perchè grazie alla loro sensibilità si sono accorti che siete delle cazzo di bombe ai neutroni, uccidete senza nemmeno dare segnali, senza nemmeno distruggere la materia. Distruggete direttamente la vita. E perchè? Perchè vi riterrò così? Devo essere uno sfigato che ha preso un sacco di batoste vero? Devoi essere uno sfigato che ha avuto vicino una gran donna che però alla fine non glie l'ha data... NO, guarda caso non sono per niente uno sfigato e alcune trombate che mi son fatto, la maggior parte di voi se le sognano di notte e forse non le faranno mai. E ora io sarei un presuntuoso, vero?? No ragazzine, ripeto che sto solo tenendo in considerazione un po' di statistica. RICREDETEVI O DEE DEL SESSO. Se siete dee del sesso è solo perchè quei coglioni che VE L'HANNO DATA, perchè non siete solo voi a darla, vi hanno RESE TALI. Da chi pensate che abbiano imparato? Pensate che siano dei grandissimi ciulatori?? NO! Hanno visto i porno, gli XXX... E voi che credevate fossero per gente malata... NO, sono quello che ha reso decente a letto il vostro più grande amore... Quell'essere immacolato e angelico che vi ha spaccato in due il cuoricino... MI FATE PENA.
Volete sapere perchè mi considero migliore dei vostri amati? Non perchè li ritenga delle merde. Ritengo molto pià merde voi di loro, essendo che vi rendete la vita impossibile e vi divinizzate allo stesso temo. Bensì li ritengo molto più bravi, migliori di me. MA c'è un fatto... Che a voi come a noi piace la VARIETA', che lo vogliate o meno. E quindi bellissime bamboline lisce come la seta, voi mi sognate, mi immaginate e vi bagnate nel farlo, così come succede a me quando penso a voi.
Ma basta direte voi, basta "odio". Metto le virgolette stavolta in modo veramente veemente: questo infatti non è odio, questo è amore.
Io vi AMO con tutto il mio essere, belle ragazze. Saprei donarvi quello che avete sempre sognato, saprei darvi le sensazioni che neanche in anni di solitario studio avete imparato a darvi. Saprei sostituire anche le donne, per voi liberissime e amatissime bisessuali e odiatissime ristrettissime lesbiche. Sono dolce per natura e per educazione, la dolcezza mia non è del vostro mondo, e mi dispiace, perchè se foste come me io sarei una persona più felice, ma tranquille, nè è colpa vostra nè io starò male, perchè vi AMO.
Ragazze, le vostre labbra sono fatte per incontrare dolcemente le mie. I vostri sogni sono fatti per entare a far parte dei miei. I vostri fianchi sono fatti per sbattere furiosamente contro i miei. Le vostre gambe sono fatte per essere afferrate caldamente dalle mie grandi e lunghe mani.
Ragazze, voi non leggerete forse mai questo testo e se lo leggerete sarete arrivate con grande curiosità fino a questo punto. Beh, sappiate ce per voi ho in serbo ancora più amore di quello che potrei dare a tutte, tutte le ragazze del mondo. E non è dir poco. Voi ragazze che leggete fino a questo punto, voi non siete solamente delle persone, voi siete delle entità di cui anch'io faccio parte, io sono dentro di voi perchè mi ci infilo, perchè mi ci butto a capofitto, perchè VI AMO.
Siete bellissime, ma soprattutto siete bellissime.
giovedì, gennaio 03, 2008
f u t u r a
E con un titolo che ha una valenza per me storica, affettiva, ironica, esilarante, commuovente (emozioni che tutte insieme mi possono essere evocate solo dal nome di un mezzo di trasporto... I pullman messicani "Futura"), lascio subito perdere la seconda "significanza", parola di cui un giorno voglio comprendere il significato, e passo al dunque: si parla di futuro.
Questo post è stato una bozza per mesi. L'avevo voluto scrivere più di due post fa, che sul mio blog equivale a dire un'era geologica...
Infatti, ho sempre voluto scrivere qui del mio futuro.
Questa volta però accoppiamo alla chiaccherata sul mio futuro una cosa importante, una penitenza assegnatami in confessione, che non vedo perchè non potrebbe essere pubblica. Devo cercare di avere in mente le mie motivazioni, i miei perchè per ogni cosa. E quale modo migliore di averli in mente, se non scriverli sul mio blog?? Che schifo la modernità, eh? :-D
Voglio essere leggermente breve perchè sono le 6 e 20 e come avrete intuito non mi sono appena svegliato ma semai sto per andare a letto...
L'ispirazione me l'ha data una inizialmente scazzata lettura di un'intervista alla mia (unica) star preferita: Natalie Portman, il mio amore-ossessione di una pubertà non lontana... Sono passati... 8 anni e mezzo dal nostro primo "incontro" al cinema, con Star Wars I. Non mi sono innamorato a prima vista. Diciamo però che entro la fine del film ero già cotto! :-D
La mia cotta nei suoi confronti, come moltissime mie cotte, non è mai finita del tutto. Proprio ora la fine dell'articolo che ho letto mi ha fatto battere il cuore pensandoa un incontro fra me e lei, quello che sarebbe potuto succedere a Giugno del 2001, nella "City That Never Sleeps", quando non ho avuto il coraggio di attraversare una fottutissima strada per vedere se era lei quella persona che tanti indizi mi dicevano chiamarsi Natalie Portman.
Ma torniamo al dunque...
Il mio futuro include tre grosse cose, tre grosse categorie di obiettivi: la realizzazione amorosa/riproduttiva, la realizzazione intellettuale/lavorativa e la realizzazione spirituale/morale.
Chiediamoci subito i perchè, mettiamo subito dei motivi.
Amorosa.
Amorosa perchè l'amore sta al centro della fede che vorrebbe stare al centro della mia vita e che è diventata il centro di questo mondo. Sottolineo queste importanze per un motivo: Dio si può percepire, si può essere sicuri della sua esistenza, ma la scienza non l'ha mai provato. Da uomo fondamentalmente scientifico quindi ho bisogno di grossi indizi per fidarmi di un qualcosa che non può essere provato. E uno di questi indizi è banale: il grossissimo successo del Cristianesimo. Del tipo: se ha avuto tutto questo successo, un motivo ci sarà. Vedo un certo "disegno" nel Cristianesimo in sè e nella sua storia che mi da un indizio della sua "grossissima verità". Amore anche perchè biologicamente è un sentimento fortemente connesso con la riproduzione, che a sua volta è biologicamente lo scopo ultimo di ogni essere vivente. E quindi riproduzione perchè voglio lasciare discendenza, numerosa se è possibile, con una sola donna, quella che amerò di più nella mia vita, se è possibile. Metto questi "se è possibile" perchè per ora non trovo motivazioni forti abbastanza da promuovere quei punti a "obiettivi sine qua non"...
Una nota volante... Da poco ho sentito definire che il cammino di vita di un cristiano dovrebbe essere "l'imparare ad amare" e mi ci sono sentito pienamente coinvolto. Da qui il collegamento religione-amore. Anche se qui un parroco che mi sta a cuore direbbe che il Cattolicesimo non è una religione, ma un'esperienza di fede...
Lavorativa/Intellettuale.
Metto le due cose sullo stesso piano perchè un po' per scelta, un po' per costrizione, sono uno che lavorerà intellettualmente, più che fisicamente. Studio e lavoro li metto sullo stessdo piano, anzi, li considero una sola cosa. Infatti per ora sono ben lungi da questa realizazzione, perchè è come se mancassi al lavoro ogni giorno, visto che non studio se non POCHISSIMO, un pochissimo che nemmeno alcuni campioni di fannulloneria potrebbero ben capire quanto sia poco.
Comunque, questa realizzazione la voglio perchè oltre a dare soddisfazione è interconnessa fortemente alle altre due, anche se in realtà, come volevo dire dopo, tutte e tre sono fortemente interconnesse... E' interconnessa alla realizzazione in amore/riproduzione perchè non si può riprodursi e aspirare alla moglie a cui la mia ambizione mi farà aspirare se non supportati dal benessere che solo un buon lavoro può dare ed è interconnessa alla realizzazione spirituale perchè spero il mio lavoro risucirà a portarmi così lontano e darmi emozioni così forti, da darmi una profondissima consapevolezza di me e del mondo. E quindi a contribuire alla mia spiritualità. Una parlata così scientifica vi fa già capire che voglio essere uno scienziato, e la decisione, sfrontatezza, impulsività della mia forma di esprimermi vi potrebbe anche far capire che non vorrò essere uno scienziato "topo di laboratorio", ma più uno scienizato attivo, esploratore oltre che analizzatore.
Spirituale/Morale.
Le metto insieme perchè secondo me chi ha raggiunto una forte spiritualità, che mi viene da definire come una connessione con Dio, ma anche come una connessione con sè stessi e col mondo circostante (espressa a tutto tondo dalla parola "Wisdom", che mal si traduce come "Saggezza"), ha secondo me anche capito la supremazia del bene sul male ed è quindi una persona buona.
Perchè voglio la spiritualità? Perchè la ritengo in primo luogo utilissima nella vita quotidiana e abbastanza rara negli uomini moderni e in secondo luogo perchè il suo essere mai pienamente raggiungibile mi sprona stranamente a raggiungerla e andare avanti in tutto.
Perchè voglio la moralità? Perchè ho capito quanto fa soffrire sotto sotto essere cattivi, anche se sembra si soffra di più ad essere buoni. Perchè essere buoni aiuta gli altri e sono consapevole del mio dovere biologico di aiutare la mia specie. Perchè essere cattivi è troppo facile, a me piaciono le cose difficili. Perchè moralità è anche dignità e a me la dignità viene spesso a mancare con gravi conseguenze sociali. Perchè moralità è anche giustizia e io amo la giustizia molto istintivamente. Realizzazione morale la intendo anche come un arrivo alla conoscienza della morale migliore, che potrebbe non essere quella che ho in mente adesso, anzi, sicuramente sbaglio enormemente. Ma una morale buona, o per lo meno consona ai miei obiettivi, esiste. E va scoperta e seguita. Anche qui, mi vorrei affidare al Cattolicesimo, con qualche riserva dove non vedo corrispondenza fra dettami della chiesa e dei testi sacri, e con bene in mente che l'amore è il fulcro attorno a cui deve ruotare tutto il resto.
Ho stilato i postulati... Non ho ancora parlato di futuro, anche se tutti questi grandi obiettivi sono implicitamente futuri, per naturam visto che sono delle mete.
Parlando di futuro in termini materiali, ecco la mia visione.
Amore.
Spero in un certo senso di non trovare la donna giusta fin quando starò in Sardegna. Primo perchè culturalmente non siamo abbastanza compatibili, io e la maggior parte delle donne sarde. Secondo perchè me ne devo andare da questa bellissima isola e non vorrei che la donna, seppur giusta per me, mi seguisse in qualche modo controvoglia o che condizionasse la sua vita per me. Terzo perchè rischierebbe di sconvolgere altri obiettivi.
Non escludo però che possa succedere perchè all'amore non si comanda; perchè volendo tutto è possibile (non per forza gli ultimi due punti sopra citati devono essere veri); e perchè le sarde in fondo sono donne spesso molto belle, spesso molto intelligenti e spesso molto ambiziose. Qualità indiscutibilmente buone.
A proposito di ciò, io vorrei una donna con queste caratteristiche:
1- A cui son piaciuto da subito esteticamente. Perchè? Perchè lo ritengo un segnale di compatibilità a livello profondo, basico, fondamentale.
2- Che ha voglia di conoscermi, che è attratta dalla mia personalità e si "sforza senza sforzo" di capirla e conoscerla, ossia vuole conoscermi e ci riesce senza grandi sforzi, con misto di impegno attivo e sensibilità passiva. Perchè? perchè trovo sia indizio di grande passione, amore nei miei confronti, affinità e bellissime doti intellettuali.
3- Che voglia conoscere i miei gusti per soddisfarli in nome dell'amore gratuito e disinteressato. Perchè? Perchè voglio una donna che creda nell'amore gratuito o per lo meno lo eserciti a favore dell'altro, quello che è solo seduzione in funzione di qualcos'altro. Perchè voglio questo? Perchè la mia donna deve avere a grandi linee obiettivi compatibili coi miei e il centro dei miei, come già detto, èl'amore, quello gratuito.
4- Che mi piaccia fisicamente esattamente come son piaciuto io a lei: molto e da subito. Non voglio stare con una donna che non mi attrae fisicamente perchè mi sembrerebbe di starci per compassione o ripiego, e quindi sarebbe una mancanza di rispetto enorme. Voglio che sia bella anche perchè è indizio di salute e voglio figli sani. (a volte ragiono proprio freddamente, sono un mix di caldo e freddo, non trovate?)
5- Che abbia una bellezza che sia come dico io. Non mi accontento di una belleza qualunque, deve essere una belleza che mi ispiri in maniera personale, non generica. Perchè? Perchè questo la renderà unica e renderà me (e lei, si spera) fedele. E questo è giusto e necessario...
6- Che non ricerchi il benessere materiale, ma che bensì lo prenda come lo prendo io: semplice strumento per crescere bene tanti figli, viaggiare, conoscere e studiare bene, stare sani e permettersi un minimo di felicità. Il superfluo rispetto a ciò va usato per beneficienze o per iniziare progetti interessanti sotto aspetti diversi dal lucro. Perchè? Perchè se no non sarebbe la persona che sa amare gratuitamente e quindi rimando a sopra...
7- Che sia ambiziosa e voglia realizzarsi non in modo simile a me ma in "quantità" simile a me: deve avere passioni, obiettivi lavorativi personali, amorosi/affettivi personali etc. Se non ha le idee chiare le cose sono in salita... Ma non impossibili. Se scopro che non ha le idee chiare e non le vuole avere significa che non si vuole realizzare e non voglio una donna del genere. Perchè? Qusto non lo so perchè, per "par condicio"? Per affinità con me? Perchè penso che ci si possa amare davvero solo quando si è il più possibili alla pari? Chissà, ci penserò.
8- Che dia molta importanza al sesso, con me si intende. E' collegato al capire e soddisfare i miei gusti, io faccio lo stesso con lei e quindi apprezzo che lei sia così con me. Il sesso è la cosa che ci può dare le sensazioni fisiche più belle in questa vita, sarà per qualche motivo? Visto il grosso indizio mi vien da pensare che si, ci sia un grosso motivo e quindi facciamo sessoì: tanto e bene, con amore, ma senza pietà! :-D
9- Che si fidi di me. Io mi fido di lei, lei si fida di me. Ritengo ciò dialetticamente legato all'amore: è allo stesso tempo un pilastro dell'amore e un segnale che di amore ce n'è. Se inizia a sospettare di miei tradimenti io inizialmente mi chiedo come mai e mi faccio qualche esame di coscienza. Ma se scopro che sospetta sempre, senza motivo... Quella donna mi ha preso per il culo: non mi ama per nulla. Oppure non sta bene di testa e bisogna vedere se accetta di curarsi, se si bene, se no io non sono per lei. Perchè? Mah, mi viene istintivo pensare così, se mi trovate validi motivi per confutare questo ragionamento ditemeli, mi tolgo solo una preoccupazione se riuscite a negare questo punto...
10- Per quanto riguarda la personalità, ampio spazio tranne che per poche cose... Vediamo un po'... La voglio coraggiosa. Non nel senso che non deve avere paura dei fantasmi (adoro le donne che hanno paura dei fantasmi, sono così tenere! :-D), ma nel senso che deve avere una dose di palle che la porta a rischiare nella sua vita, se c'è un grosso bene da guadagnare. Deve avere un animo curioso, se no non risponderebbe ad altri requisiti... Deve essere un po' romantica, amare albe, tramonti e bei paesaggi! :-)
Sempre parlando di amore e accennando anche ai figli... Spero di stabilirmi intorno ai 30 negli USA e spero quindi di trovare li o arrivare li con la donna della mia vita e fare possibilmente almeno 3 figli. Non pongo limite superiore. Il limite superiore è dato dalla disponibilità economica e dalla resistenza di lei! :-D
Lavoro.
L'obiettivo è molteplice: inizialmente lavorare (dopo un po' di specializzazioni o comunque impegno in quel senso) nel campo del petrolio, possibilmente in Sud Africa, per guadagnare un sacco di soldi, davvero molti. Si risparmierà in modo tale da avere così tanti soldi da poter comprare in contanti una casa negli USA e comprarne un'altra magari con un mutuo. Una ci vivo, l'altra l'affitto e nel frattempo mi rimetterò a studiare, ma in una università prestigiosa o comunque molto buona, e nel campo della geologia planetaria, mix di geologia e astronomia. Obiettivo: lavorare per la NASA o per la ESA. Obiettivo non fondamentale ma ambitissimo: partecipare a una missione spaziale, perchè credo mi aiuterà a realizzarmi spiritualmente. Altro obiettivo: coinvolgermi se è possibile in studi di esobiologia, gli alieni prima o poi dovranno seriamente entrare nella scienza e uscire dalla fantascienza. Spero di contribuire a questa promozione. Raggiunta una certa età mi metterò in proprio e vorrò creare un'organizzazione che migliori la situazione idrica in Africa a fondo perduto. Se il problema dell'acqua sarà già risolto o se sorgono altre idee, l'importante è aiutare nazioni povere a scopo portare un po' di uguaglianza nel mondo. Fatto tuto ciò... Son realizzato lavorativamente... E intellettualmente, visto che per fare tutto ciò dovrò sapere un sacco di cose.
Ah, se scopro un dinosauro o un animale preistorico qualsiasi... Ancora meglio! :-D
Spiritualità/Morale.
Ho già detto tutto... E' una ricerca continua, non posso prevedere granchè. Voglio solo pormi l'obiettivo di farlo anche attraverso la conoscienza delle sacre scritture che per ora misconosco vergognosamente e praticando la fede cattolica in modo diligente.
Per il resto... Si tratterà di stare attenti a non ripetere errori morali già riconosciuti e magari riconosciuti come tipici miei.
Per chiudere come si era iniziati, sfoggiando tecnica di ring-komposizionen o come si scrive, se la donna fosse Natalie Portman... WOW... E se nel futuro mio prenderò tante volte i pullman Futura... Ci sarà tanta bella storia da raccontare, affetto da vivere, ironia per insaporire, risate esilaranti e sempre un buon motivo per commuoversi... e rimanere umili, uomini.
Questo post è stato una bozza per mesi. L'avevo voluto scrivere più di due post fa, che sul mio blog equivale a dire un'era geologica...
Infatti, ho sempre voluto scrivere qui del mio futuro.
Questa volta però accoppiamo alla chiaccherata sul mio futuro una cosa importante, una penitenza assegnatami in confessione, che non vedo perchè non potrebbe essere pubblica. Devo cercare di avere in mente le mie motivazioni, i miei perchè per ogni cosa. E quale modo migliore di averli in mente, se non scriverli sul mio blog?? Che schifo la modernità, eh? :-D
Voglio essere leggermente breve perchè sono le 6 e 20 e come avrete intuito non mi sono appena svegliato ma semai sto per andare a letto...
L'ispirazione me l'ha data una inizialmente scazzata lettura di un'intervista alla mia (unica) star preferita: Natalie Portman, il mio amore-ossessione di una pubertà non lontana... Sono passati... 8 anni e mezzo dal nostro primo "incontro" al cinema, con Star Wars I. Non mi sono innamorato a prima vista. Diciamo però che entro la fine del film ero già cotto! :-D
La mia cotta nei suoi confronti, come moltissime mie cotte, non è mai finita del tutto. Proprio ora la fine dell'articolo che ho letto mi ha fatto battere il cuore pensandoa un incontro fra me e lei, quello che sarebbe potuto succedere a Giugno del 2001, nella "City That Never Sleeps", quando non ho avuto il coraggio di attraversare una fottutissima strada per vedere se era lei quella persona che tanti indizi mi dicevano chiamarsi Natalie Portman.
Ma torniamo al dunque...
Il mio futuro include tre grosse cose, tre grosse categorie di obiettivi: la realizzazione amorosa/riproduttiva, la realizzazione intellettuale/lavorativa e la realizzazione spirituale/morale.
Chiediamoci subito i perchè, mettiamo subito dei motivi.
Amorosa.
Amorosa perchè l'amore sta al centro della fede che vorrebbe stare al centro della mia vita e che è diventata il centro di questo mondo. Sottolineo queste importanze per un motivo: Dio si può percepire, si può essere sicuri della sua esistenza, ma la scienza non l'ha mai provato. Da uomo fondamentalmente scientifico quindi ho bisogno di grossi indizi per fidarmi di un qualcosa che non può essere provato. E uno di questi indizi è banale: il grossissimo successo del Cristianesimo. Del tipo: se ha avuto tutto questo successo, un motivo ci sarà. Vedo un certo "disegno" nel Cristianesimo in sè e nella sua storia che mi da un indizio della sua "grossissima verità". Amore anche perchè biologicamente è un sentimento fortemente connesso con la riproduzione, che a sua volta è biologicamente lo scopo ultimo di ogni essere vivente. E quindi riproduzione perchè voglio lasciare discendenza, numerosa se è possibile, con una sola donna, quella che amerò di più nella mia vita, se è possibile. Metto questi "se è possibile" perchè per ora non trovo motivazioni forti abbastanza da promuovere quei punti a "obiettivi sine qua non"...
Una nota volante... Da poco ho sentito definire che il cammino di vita di un cristiano dovrebbe essere "l'imparare ad amare" e mi ci sono sentito pienamente coinvolto. Da qui il collegamento religione-amore. Anche se qui un parroco che mi sta a cuore direbbe che il Cattolicesimo non è una religione, ma un'esperienza di fede...
Lavorativa/Intellettuale.
Metto le due cose sullo stesso piano perchè un po' per scelta, un po' per costrizione, sono uno che lavorerà intellettualmente, più che fisicamente. Studio e lavoro li metto sullo stessdo piano, anzi, li considero una sola cosa. Infatti per ora sono ben lungi da questa realizazzione, perchè è come se mancassi al lavoro ogni giorno, visto che non studio se non POCHISSIMO, un pochissimo che nemmeno alcuni campioni di fannulloneria potrebbero ben capire quanto sia poco.
Comunque, questa realizzazione la voglio perchè oltre a dare soddisfazione è interconnessa fortemente alle altre due, anche se in realtà, come volevo dire dopo, tutte e tre sono fortemente interconnesse... E' interconnessa alla realizzazione in amore/riproduzione perchè non si può riprodursi e aspirare alla moglie a cui la mia ambizione mi farà aspirare se non supportati dal benessere che solo un buon lavoro può dare ed è interconnessa alla realizzazione spirituale perchè spero il mio lavoro risucirà a portarmi così lontano e darmi emozioni così forti, da darmi una profondissima consapevolezza di me e del mondo. E quindi a contribuire alla mia spiritualità. Una parlata così scientifica vi fa già capire che voglio essere uno scienziato, e la decisione, sfrontatezza, impulsività della mia forma di esprimermi vi potrebbe anche far capire che non vorrò essere uno scienziato "topo di laboratorio", ma più uno scienizato attivo, esploratore oltre che analizzatore.
Spirituale/Morale.
Le metto insieme perchè secondo me chi ha raggiunto una forte spiritualità, che mi viene da definire come una connessione con Dio, ma anche come una connessione con sè stessi e col mondo circostante (espressa a tutto tondo dalla parola "Wisdom", che mal si traduce come "Saggezza"), ha secondo me anche capito la supremazia del bene sul male ed è quindi una persona buona.
Perchè voglio la spiritualità? Perchè la ritengo in primo luogo utilissima nella vita quotidiana e abbastanza rara negli uomini moderni e in secondo luogo perchè il suo essere mai pienamente raggiungibile mi sprona stranamente a raggiungerla e andare avanti in tutto.
Perchè voglio la moralità? Perchè ho capito quanto fa soffrire sotto sotto essere cattivi, anche se sembra si soffra di più ad essere buoni. Perchè essere buoni aiuta gli altri e sono consapevole del mio dovere biologico di aiutare la mia specie. Perchè essere cattivi è troppo facile, a me piaciono le cose difficili. Perchè moralità è anche dignità e a me la dignità viene spesso a mancare con gravi conseguenze sociali. Perchè moralità è anche giustizia e io amo la giustizia molto istintivamente. Realizzazione morale la intendo anche come un arrivo alla conoscienza della morale migliore, che potrebbe non essere quella che ho in mente adesso, anzi, sicuramente sbaglio enormemente. Ma una morale buona, o per lo meno consona ai miei obiettivi, esiste. E va scoperta e seguita. Anche qui, mi vorrei affidare al Cattolicesimo, con qualche riserva dove non vedo corrispondenza fra dettami della chiesa e dei testi sacri, e con bene in mente che l'amore è il fulcro attorno a cui deve ruotare tutto il resto.
Ho stilato i postulati... Non ho ancora parlato di futuro, anche se tutti questi grandi obiettivi sono implicitamente futuri, per naturam visto che sono delle mete.
Parlando di futuro in termini materiali, ecco la mia visione.
Amore.
Spero in un certo senso di non trovare la donna giusta fin quando starò in Sardegna. Primo perchè culturalmente non siamo abbastanza compatibili, io e la maggior parte delle donne sarde. Secondo perchè me ne devo andare da questa bellissima isola e non vorrei che la donna, seppur giusta per me, mi seguisse in qualche modo controvoglia o che condizionasse la sua vita per me. Terzo perchè rischierebbe di sconvolgere altri obiettivi.
Non escludo però che possa succedere perchè all'amore non si comanda; perchè volendo tutto è possibile (non per forza gli ultimi due punti sopra citati devono essere veri); e perchè le sarde in fondo sono donne spesso molto belle, spesso molto intelligenti e spesso molto ambiziose. Qualità indiscutibilmente buone.
A proposito di ciò, io vorrei una donna con queste caratteristiche:
1- A cui son piaciuto da subito esteticamente. Perchè? Perchè lo ritengo un segnale di compatibilità a livello profondo, basico, fondamentale.
2- Che ha voglia di conoscermi, che è attratta dalla mia personalità e si "sforza senza sforzo" di capirla e conoscerla, ossia vuole conoscermi e ci riesce senza grandi sforzi, con misto di impegno attivo e sensibilità passiva. Perchè? perchè trovo sia indizio di grande passione, amore nei miei confronti, affinità e bellissime doti intellettuali.
3- Che voglia conoscere i miei gusti per soddisfarli in nome dell'amore gratuito e disinteressato. Perchè? Perchè voglio una donna che creda nell'amore gratuito o per lo meno lo eserciti a favore dell'altro, quello che è solo seduzione in funzione di qualcos'altro. Perchè voglio questo? Perchè la mia donna deve avere a grandi linee obiettivi compatibili coi miei e il centro dei miei, come già detto, èl'amore, quello gratuito.
4- Che mi piaccia fisicamente esattamente come son piaciuto io a lei: molto e da subito. Non voglio stare con una donna che non mi attrae fisicamente perchè mi sembrerebbe di starci per compassione o ripiego, e quindi sarebbe una mancanza di rispetto enorme. Voglio che sia bella anche perchè è indizio di salute e voglio figli sani. (a volte ragiono proprio freddamente, sono un mix di caldo e freddo, non trovate?)
5- Che abbia una bellezza che sia come dico io. Non mi accontento di una belleza qualunque, deve essere una belleza che mi ispiri in maniera personale, non generica. Perchè? Perchè questo la renderà unica e renderà me (e lei, si spera) fedele. E questo è giusto e necessario...
6- Che non ricerchi il benessere materiale, ma che bensì lo prenda come lo prendo io: semplice strumento per crescere bene tanti figli, viaggiare, conoscere e studiare bene, stare sani e permettersi un minimo di felicità. Il superfluo rispetto a ciò va usato per beneficienze o per iniziare progetti interessanti sotto aspetti diversi dal lucro. Perchè? Perchè se no non sarebbe la persona che sa amare gratuitamente e quindi rimando a sopra...
7- Che sia ambiziosa e voglia realizzarsi non in modo simile a me ma in "quantità" simile a me: deve avere passioni, obiettivi lavorativi personali, amorosi/affettivi personali etc. Se non ha le idee chiare le cose sono in salita... Ma non impossibili. Se scopro che non ha le idee chiare e non le vuole avere significa che non si vuole realizzare e non voglio una donna del genere. Perchè? Qusto non lo so perchè, per "par condicio"? Per affinità con me? Perchè penso che ci si possa amare davvero solo quando si è il più possibili alla pari? Chissà, ci penserò.
8- Che dia molta importanza al sesso, con me si intende. E' collegato al capire e soddisfare i miei gusti, io faccio lo stesso con lei e quindi apprezzo che lei sia così con me. Il sesso è la cosa che ci può dare le sensazioni fisiche più belle in questa vita, sarà per qualche motivo? Visto il grosso indizio mi vien da pensare che si, ci sia un grosso motivo e quindi facciamo sessoì: tanto e bene, con amore, ma senza pietà! :-D
9- Che si fidi di me. Io mi fido di lei, lei si fida di me. Ritengo ciò dialetticamente legato all'amore: è allo stesso tempo un pilastro dell'amore e un segnale che di amore ce n'è. Se inizia a sospettare di miei tradimenti io inizialmente mi chiedo come mai e mi faccio qualche esame di coscienza. Ma se scopro che sospetta sempre, senza motivo... Quella donna mi ha preso per il culo: non mi ama per nulla. Oppure non sta bene di testa e bisogna vedere se accetta di curarsi, se si bene, se no io non sono per lei. Perchè? Mah, mi viene istintivo pensare così, se mi trovate validi motivi per confutare questo ragionamento ditemeli, mi tolgo solo una preoccupazione se riuscite a negare questo punto...
10- Per quanto riguarda la personalità, ampio spazio tranne che per poche cose... Vediamo un po'... La voglio coraggiosa. Non nel senso che non deve avere paura dei fantasmi (adoro le donne che hanno paura dei fantasmi, sono così tenere! :-D), ma nel senso che deve avere una dose di palle che la porta a rischiare nella sua vita, se c'è un grosso bene da guadagnare. Deve avere un animo curioso, se no non risponderebbe ad altri requisiti... Deve essere un po' romantica, amare albe, tramonti e bei paesaggi! :-)
Sempre parlando di amore e accennando anche ai figli... Spero di stabilirmi intorno ai 30 negli USA e spero quindi di trovare li o arrivare li con la donna della mia vita e fare possibilmente almeno 3 figli. Non pongo limite superiore. Il limite superiore è dato dalla disponibilità economica e dalla resistenza di lei! :-D
Lavoro.
L'obiettivo è molteplice: inizialmente lavorare (dopo un po' di specializzazioni o comunque impegno in quel senso) nel campo del petrolio, possibilmente in Sud Africa, per guadagnare un sacco di soldi, davvero molti. Si risparmierà in modo tale da avere così tanti soldi da poter comprare in contanti una casa negli USA e comprarne un'altra magari con un mutuo. Una ci vivo, l'altra l'affitto e nel frattempo mi rimetterò a studiare, ma in una università prestigiosa o comunque molto buona, e nel campo della geologia planetaria, mix di geologia e astronomia. Obiettivo: lavorare per la NASA o per la ESA. Obiettivo non fondamentale ma ambitissimo: partecipare a una missione spaziale, perchè credo mi aiuterà a realizzarmi spiritualmente. Altro obiettivo: coinvolgermi se è possibile in studi di esobiologia, gli alieni prima o poi dovranno seriamente entrare nella scienza e uscire dalla fantascienza. Spero di contribuire a questa promozione. Raggiunta una certa età mi metterò in proprio e vorrò creare un'organizzazione che migliori la situazione idrica in Africa a fondo perduto. Se il problema dell'acqua sarà già risolto o se sorgono altre idee, l'importante è aiutare nazioni povere a scopo portare un po' di uguaglianza nel mondo. Fatto tuto ciò... Son realizzato lavorativamente... E intellettualmente, visto che per fare tutto ciò dovrò sapere un sacco di cose.
Ah, se scopro un dinosauro o un animale preistorico qualsiasi... Ancora meglio! :-D
Spiritualità/Morale.
Ho già detto tutto... E' una ricerca continua, non posso prevedere granchè. Voglio solo pormi l'obiettivo di farlo anche attraverso la conoscienza delle sacre scritture che per ora misconosco vergognosamente e praticando la fede cattolica in modo diligente.
Per il resto... Si tratterà di stare attenti a non ripetere errori morali già riconosciuti e magari riconosciuti come tipici miei.
Per chiudere come si era iniziati, sfoggiando tecnica di ring-komposizionen o come si scrive, se la donna fosse Natalie Portman... WOW... E se nel futuro mio prenderò tante volte i pullman Futura... Ci sarà tanta bella storia da raccontare, affetto da vivere, ironia per insaporire, risate esilaranti e sempre un buon motivo per commuoversi... e rimanere umili, uomini.
martedì, novembre 20, 2007
m a r a s m a . . .
Il sole risplende.
La poesia possono farla solo i poeti... o gli adolescenti. Io pur avendo ora compiuto 21 anni, devo ammettere che di adolescenza ne ho ancora un po'... E quindi mi permetto senza la minima inibizione, qui e ora, di fare poesia!
E la poesia che da questo mondo, da questo bellissimo ambiente che mi circonda, mi può esser trasmessa, è oggi caotica e per certi versi terribile: sto cantando, con gioia mista a sofferenza, una canzone che esprime adolescenza da tutti i suoi pori...
Oggi ho dato un esame, non ho dormito, sono andato al bar a prendermi la mia solita bevanda pre-esame e pieno di ironica felicità mi son aggirato per la solita strada con gli occhi semichiusi, attaccati dai raggi tenere ma violenti del primo mattino, sorseggiando la beffarda lattina il cui tintinnio echeggia di mille ricordi.
L'aria mi scompigliava leggermente i capelli in perfetto ordine, la freschezza del nuovo indumento regalatomi da mia mamma era bellissima. La scia del MIO profumo la sentivo come in un multisensoriale eco. Ma in mezzo a tutta questa poeticità io sorridevo sardonicamente...
Pensare al mio nuovo lato cattivo, retaggio forse di quando ero piccolo e mi sentivo paradossalmente onnipotente, alla fortuna che incalza nella mia vita più velocemente di quanto io la percorra, precendendomi sempre, mi ha fatto sorridere ma, maledetto, non ringraziare.
Gli sguardi delle ragazze erano come disegni di nuvole in cielo, li guardavo cercando di vederci la forma di qualche animale fantastico... E ne trovavo sempre uno.
All'esame la mia palese impreparazione, dovuta a una notte passata in mille occupazioni narciso-cultural-artistiche al massimo intercalate dallo studio, era palese e preoccupante, ma ho avuto fede che iniziando timidamente ma con passo fermo il compito, avrei magicamente trovato tutte le soluzioni e ovviamente così è stato, salvo qualche particolare che fa solo ridere aver tralasciato o sbagliato... Non potevo che tralasciare e sbagliare proprio quelli! Sono io, che mi esprimo con tratti disegnati dal mutevole ma sempre uguale pennello della mia mente.
Il mio migliore amico mi rimproverava; ora la mia mente corre verso di lui e l'est... Mi rimproverava il fatto che io chiamassi imprevisti tutta una serie di cose che mi succedevano sempre ed erano quindi, per lui, facilmente prevedibili... :-)
Ma se agli imprevisti brutti come la macchina morta (effettivamente probelma meticolosamente ricercato), una situazione "sentimentale" contortissima (sempre da me voluta) e disordini continui (frutto di pura negligenza) corrispondo imprevisti come colpi di fulmine reciproci, bellissima macchina nuova e felicità improvvise... Preferisco gli imprevisti! E se questa corrispondenza dovesse sbilanciarsi nel peggio, so che sarà solo per sbilanciarsi nel meglio subito dopo.
Passato la giornata a canticchiare la canzone di La Boum 2 (Il Tempo delle Mele 2) in continuazione, per strada, fra me e me...
La canto proprio come l'originale e non riesco a smettere, sono li in mezzo alle luci da disco anni 80, che ballo il lento in mezzo al fumo artificiale magari roteando dolcemente su dei pattini a rotelle...
E sarò innamorato? In mezzo al marasma ho due idee ben chiare di questa ragazza. Che per prima cosa ho adorato la sua risata... Per seconda tutto il resto. E che è tra virgolette un amore impossibile a causa di una persona che potrebbe soffrire venendo a contatto con la situazione.
Questa ragazza mi ispira ora, dopo alcuni episodi, sia sentimenti bellissimi che brutti. A volte penso che potrebbe non essere altro che una di quelle persone che vorrò in seguito dimenticare e non pensare più, perchè prive di qualsiasi significato nella mia vita.
A volte invece penso che dietro qualsiasi apparenza potrebbe nascondersi la ragazza per me e in particolare dietro apparenze che mi mandano messaggi così forti e chiari.
Ma rido e sorrido, continuo a farlo senza volerlo, sogghigno, canto, impreco con tutti i denti ben visibili, salto e corro.
Penso a mille paesaggi in cui mi sentirei a casa e al settimo cielo, col cuore come sta ora. Correndo sulla spiaggia, a braccia spalancate in intento di volo su cigli di scogliere e canyon, in una tuta che da tutto mi protegge, dalle parti degli anelli di Saturno, facendo il bagno sotto una dolcissima cascata in mezzo a una selva equatoriale roboante di vita, sott'acqua nuotando fra le mangrovie come con i miei anni fa...
E ora penso al futuro, a quel futuro che voglio pieno di piccole sconfitte e grandi soddisfazioni, ma soprattutto in cui i sogni saranno realizzati, conseguenze belle o brutte non importa, anche perchè son sogni e non incubi...
Gli imprevisti, come da paradossale copione, non mancheranno. Ma la scia di questa stella cometa che ho lanciato io stesso da piccolo, per inseguirla, non scomparirà mai e la potrò prendere sempre.
E ballerò in pieno "disco feeling" in mezzo alla scintillante Star Dust... nello spazio infinito... Una ennesima seconda patria... Un ennessimo folle ballo! :-D
La poesia possono farla solo i poeti... o gli adolescenti. Io pur avendo ora compiuto 21 anni, devo ammettere che di adolescenza ne ho ancora un po'... E quindi mi permetto senza la minima inibizione, qui e ora, di fare poesia!
E la poesia che da questo mondo, da questo bellissimo ambiente che mi circonda, mi può esser trasmessa, è oggi caotica e per certi versi terribile: sto cantando, con gioia mista a sofferenza, una canzone che esprime adolescenza da tutti i suoi pori...
Oggi ho dato un esame, non ho dormito, sono andato al bar a prendermi la mia solita bevanda pre-esame e pieno di ironica felicità mi son aggirato per la solita strada con gli occhi semichiusi, attaccati dai raggi tenere ma violenti del primo mattino, sorseggiando la beffarda lattina il cui tintinnio echeggia di mille ricordi.
L'aria mi scompigliava leggermente i capelli in perfetto ordine, la freschezza del nuovo indumento regalatomi da mia mamma era bellissima. La scia del MIO profumo la sentivo come in un multisensoriale eco. Ma in mezzo a tutta questa poeticità io sorridevo sardonicamente...
Pensare al mio nuovo lato cattivo, retaggio forse di quando ero piccolo e mi sentivo paradossalmente onnipotente, alla fortuna che incalza nella mia vita più velocemente di quanto io la percorra, precendendomi sempre, mi ha fatto sorridere ma, maledetto, non ringraziare.
Gli sguardi delle ragazze erano come disegni di nuvole in cielo, li guardavo cercando di vederci la forma di qualche animale fantastico... E ne trovavo sempre uno.
All'esame la mia palese impreparazione, dovuta a una notte passata in mille occupazioni narciso-cultural-artistiche al massimo intercalate dallo studio, era palese e preoccupante, ma ho avuto fede che iniziando timidamente ma con passo fermo il compito, avrei magicamente trovato tutte le soluzioni e ovviamente così è stato, salvo qualche particolare che fa solo ridere aver tralasciato o sbagliato... Non potevo che tralasciare e sbagliare proprio quelli! Sono io, che mi esprimo con tratti disegnati dal mutevole ma sempre uguale pennello della mia mente.
Il mio migliore amico mi rimproverava; ora la mia mente corre verso di lui e l'est... Mi rimproverava il fatto che io chiamassi imprevisti tutta una serie di cose che mi succedevano sempre ed erano quindi, per lui, facilmente prevedibili... :-)
Ma se agli imprevisti brutti come la macchina morta (effettivamente probelma meticolosamente ricercato), una situazione "sentimentale" contortissima (sempre da me voluta) e disordini continui (frutto di pura negligenza) corrispondo imprevisti come colpi di fulmine reciproci, bellissima macchina nuova e felicità improvvise... Preferisco gli imprevisti! E se questa corrispondenza dovesse sbilanciarsi nel peggio, so che sarà solo per sbilanciarsi nel meglio subito dopo.
Passato la giornata a canticchiare la canzone di La Boum 2 (Il Tempo delle Mele 2) in continuazione, per strada, fra me e me...
Your eyes
Opened wide as I looked your way
Couldn't hide what they meant to say
Feeling lost in a crowded room
It's too soon for a new love
When you smile your eyes show your heart
Lost inside a suit torn apart
Feeling alone with people around
True love is so hard to find now
You think you're so misunderstood
I'd explain if only I could
Something tells me this time it's real
The way that I feel
Your eyes like the blue in the summer skies
Caught my gaze as I looked across
Feeling lost in a magic maze
It's too soon for a new love
You can't hide that look in your eyes
Open wide you seem so surprised
Searching around for somebody new
True love is hard to find now
When you smile your eyes show your heart
I feel mine is falling apart
Don't you see the way that I feel
My loving is real
When you're lost your eyes show you how
I should like to know I'm a part
When your eyes shine I'll know you're mine
For all of the time
La canto proprio come l'originale e non riesco a smettere, sono li in mezzo alle luci da disco anni 80, che ballo il lento in mezzo al fumo artificiale magari roteando dolcemente su dei pattini a rotelle...
E sarò innamorato? In mezzo al marasma ho due idee ben chiare di questa ragazza. Che per prima cosa ho adorato la sua risata... Per seconda tutto il resto. E che è tra virgolette un amore impossibile a causa di una persona che potrebbe soffrire venendo a contatto con la situazione.
Questa ragazza mi ispira ora, dopo alcuni episodi, sia sentimenti bellissimi che brutti. A volte penso che potrebbe non essere altro che una di quelle persone che vorrò in seguito dimenticare e non pensare più, perchè prive di qualsiasi significato nella mia vita.
A volte invece penso che dietro qualsiasi apparenza potrebbe nascondersi la ragazza per me e in particolare dietro apparenze che mi mandano messaggi così forti e chiari.
Ma rido e sorrido, continuo a farlo senza volerlo, sogghigno, canto, impreco con tutti i denti ben visibili, salto e corro.
Penso a mille paesaggi in cui mi sentirei a casa e al settimo cielo, col cuore come sta ora. Correndo sulla spiaggia, a braccia spalancate in intento di volo su cigli di scogliere e canyon, in una tuta che da tutto mi protegge, dalle parti degli anelli di Saturno, facendo il bagno sotto una dolcissima cascata in mezzo a una selva equatoriale roboante di vita, sott'acqua nuotando fra le mangrovie come con i miei anni fa...
E ora penso al futuro, a quel futuro che voglio pieno di piccole sconfitte e grandi soddisfazioni, ma soprattutto in cui i sogni saranno realizzati, conseguenze belle o brutte non importa, anche perchè son sogni e non incubi...
Gli imprevisti, come da paradossale copione, non mancheranno. Ma la scia di questa stella cometa che ho lanciato io stesso da piccolo, per inseguirla, non scomparirà mai e la potrò prendere sempre.
E ballerò in pieno "disco feeling" in mezzo alla scintillante Star Dust... nello spazio infinito... Una ennesima seconda patria... Un ennessimo folle ballo! :-D
martedì, ottobre 16, 2007
s k y - h i g h
Ragazzi, a quasi un mese dal ritorno dal viaggio in Messico di quest'estate finalmente scrivo.
E scrivo in uno stato che nemmeno potevo sognare tempo fa.
Il viaggio mi ha fatto scoprire come ci si sente in tanti stati emozionali nuovi.
Ho capito e sperimentato per la prima volta che cosa vuol dire essere degli stronzi opportunisti.
Ma ho anche capito paradossalmente cosa vuol dire aspirare a un'etica buona.
Ho provato di nuovo dopo tanto tempo, in aereo, quella sintonia col cielo così forte da strapparmi dalla realtà terrestre. Un sogno...
Dopo aver sperimentato una vita diversa, ho capito meglio cosa volevo. Avevo uno spettro di visione più ampio. E ho capito QUANTO vorrei restare, per un tempo indefinito, selvaggiamente e meravigliosamente SOLO. Come quando in aereo tutti dormono e tu guardi fuori dal finestrino, e ti senti solo in mezzo alle nuvole.
Ho detto tutto e non ho detto niente.
Non ho detto che come ogni anno la voglia di restare in Messico, di non salire su quell'aereo al ritorno, si è fatta sentire più forte. Ma allo stesso tempo è stato un viaggio che mi ha dato tanto e su quell'aereo ero più forte e pronto ad affrontare la vita che mai. Ed è stata la seconda volta in un anno che son stato... benedetto da un'esperienza simile.
Prima settimana di rientro aspettative completamente mancate. Chiuso in casa a dimenticare i fallimenti accademici, ero però consapevole che ero solo una crisalide nel bozzolo. Ricaduto nell'errore di non agire secondo i propositi mi sono trovato in una escalation di eventi che ha reso la mia vita piena e diversa non solo ogni giorno, ma di ora in ora.
Ritrovato il coraggio di seguire gli obiettivi, tutto è successo molto in fretta.
Oggi in macchina, mattino presto senza quasi aver dormito. Ho un aspetto che non tradisce nel modo più assoluto le mie condizioni, mi sento vivo come non mai, mi sento fatto di vento e nuvole. Sento di nuovo quell'aria intorno a me. Da quella macchina grandiosa, mi son sentito come su un aereo a massima quota, libero di scegliere qualsiasi destinazione, con carburante infinito.
L'allegria che n'è seguita è esilarante.
Mi ritrovo qui consapevole di scrivere in un modo osceno, ma guardo una nuvola dalla mia finestra e vedo me stesso, senza nemmeno stupirmi.
E scrivo in uno stato che nemmeno potevo sognare tempo fa.
Il viaggio mi ha fatto scoprire come ci si sente in tanti stati emozionali nuovi.
Ho capito e sperimentato per la prima volta che cosa vuol dire essere degli stronzi opportunisti.
Ma ho anche capito paradossalmente cosa vuol dire aspirare a un'etica buona.
Ho provato di nuovo dopo tanto tempo, in aereo, quella sintonia col cielo così forte da strapparmi dalla realtà terrestre. Un sogno...
Dopo aver sperimentato una vita diversa, ho capito meglio cosa volevo. Avevo uno spettro di visione più ampio. E ho capito QUANTO vorrei restare, per un tempo indefinito, selvaggiamente e meravigliosamente SOLO. Come quando in aereo tutti dormono e tu guardi fuori dal finestrino, e ti senti solo in mezzo alle nuvole.
Ho detto tutto e non ho detto niente.
Non ho detto che come ogni anno la voglia di restare in Messico, di non salire su quell'aereo al ritorno, si è fatta sentire più forte. Ma allo stesso tempo è stato un viaggio che mi ha dato tanto e su quell'aereo ero più forte e pronto ad affrontare la vita che mai. Ed è stata la seconda volta in un anno che son stato... benedetto da un'esperienza simile.
Prima settimana di rientro aspettative completamente mancate. Chiuso in casa a dimenticare i fallimenti accademici, ero però consapevole che ero solo una crisalide nel bozzolo. Ricaduto nell'errore di non agire secondo i propositi mi sono trovato in una escalation di eventi che ha reso la mia vita piena e diversa non solo ogni giorno, ma di ora in ora.
Ritrovato il coraggio di seguire gli obiettivi, tutto è successo molto in fretta.
Oggi in macchina, mattino presto senza quasi aver dormito. Ho un aspetto che non tradisce nel modo più assoluto le mie condizioni, mi sento vivo come non mai, mi sento fatto di vento e nuvole. Sento di nuovo quell'aria intorno a me. Da quella macchina grandiosa, mi son sentito come su un aereo a massima quota, libero di scegliere qualsiasi destinazione, con carburante infinito.
L'allegria che n'è seguita è esilarante.
Mi ritrovo qui consapevole di scrivere in un modo osceno, ma guardo una nuvola dalla mia finestra e vedo me stesso, senza nemmeno stupirmi.
giovedì, luglio 12, 2007
t h r i l l e r . . . v e n o m
Rido... "Non me ne frega un cazzo!" penso ridendo, quando sento rumori che mi sembrano le classiche lamentele per il non troppo discreto volume del film che sto guardando a ore improponibili...
Ma i rumori continuano.
Sono Bottiglie.
Provengono dalla cucina..?
In una frazione di secondo ho pensato che è... come se avessi sempre avuto la sensazione che...
CI SIA QUALCOSA O QUALCUNO in casa oltre a me... SEMPRE... Che si sia sempre NASCOSTO in casa mia.
Impugno le forbici, non trovando il coltellaccio che di solito gira da queste parti.
Mi alzo e mi muovo in perfetto silenzio e freddezza, continuando a sentire rumori sporadici.
Arrivo alla porta della stanza, impugno le forbici in una strana maniera per avere la forza concentrata sulla lama, pronto a squartare qualsiasi cosa o essere.
Mi fermo appena in tempo per non proiettare l'ombra di quella posa assassina fuori dalla finestra aperta sul viale dell'altra stanza.
E meno male perchè i rumori provenivano da li.
Gente che trafficava con bottiglie nel viale.
Niente. "Come al solito". Eppure mi è rimasta leggera quella sensazione di un intruso.
Penso al film. Ed ecco la spiegazione. Stavo gaurdando Spiderman 3.
Suggestionato dalla presenza aliena di Venom nella casa di Peter Parker.
Ed ecco che penso che "quell'intruso", che sento a volte, sia proprio, come metaforicamente lo è nel film, il mio lato oscuro. Una "Bestia" che alberga in casa, pronta a rapirmie stringermi nella sua morsa facendomi diventare una cosa sola con esso, al primo accenno di debolezza mia.
Sono come tutti i ragazzi, l'ho capito grazie a una bellissima anche se durissima critica, affetto da "sindrome d'eroismo". Vorrei sempre essere nel giusto, essere ammirato e rispettato per la congiunzione "astrale" positiva di aspetto, pensiero e azioni.
Avevo risposto a quella critica, che evidenziava come spesso smentissi come se niente fosse questi buoni propositi, che se non avessi avuto nemmeno i propositi, chissà che persona sarei.
La risposta sta nella "Bestia". Quella presenza che ogni tanto mi spinge a dire, SOGGHIGNANDO, "Non me ne frega un cazzo!".
Come in Spiderman, questo parassita ha il pericoloso pregio di amplificare il potere di colui con cui instaura la simbiosi. Le sue qualità, i suoi doni, li trasforma in PRIVILEGI da usare per raggiungere i più torbidi stati di piacere, da sfruttare per raggiungere le più torve ambizioni.
E' quella bestia che mi fa perdere intere giornate chiuso in questo "covo", davanti al computer, a compiacermi di mille cose virtuali o fisiche, ma sicuramente tutte "vampirizzanti"...
E' l'intruso in casa mia. Che sporca. Che fa marcire la roba. Che mi rende cieco. Che mi fa ridere istericamente, come di sadico piacere.
Questo intruso va scacciato. Non lo si può uccidere, lo si può solo neutralizzare. Tenere a bada. Va combattuto perchè l'eroe altrimenti scompare nelle sue nere grinfie. Già si inizia a vociferare che sia lui a compiere le nefandezze del mostro... Forse perchè sono già una cosa sola... Ma anche se così fosse, o proprio a maggior ragione per questo, bisogna trovare quel punto debole di questo MANTO NERO PECE che mi avvolge. E lo ridurrò alla ragione.
Sono stanco della schizofrenia indotta. Sono stanco di dovermi "sfogare" senza sapere il perchè, nè cosa sto sfogando.
Ora basta. Entro in quel mondo tranquillo. Vedo terra rossiccia, costellata da aghi di pino secchi. Mare accogliente. Una strada candida, in salita, lungo il mare blu. Col cielo ancor più azzurro stagliato sullo sfondo. Sento le onde e i gabbiani. Ritrovo me stesso, sento un'altra ben più bella presenza. Sento un profumo. Sento amore... Cammino per quella strada.
Ma i rumori continuano.
Sono Bottiglie.
Provengono dalla cucina..?
In una frazione di secondo ho pensato che è... come se avessi sempre avuto la sensazione che...
CI SIA QUALCOSA O QUALCUNO in casa oltre a me... SEMPRE... Che si sia sempre NASCOSTO in casa mia.
Impugno le forbici, non trovando il coltellaccio che di solito gira da queste parti.
Mi alzo e mi muovo in perfetto silenzio e freddezza, continuando a sentire rumori sporadici.
Arrivo alla porta della stanza, impugno le forbici in una strana maniera per avere la forza concentrata sulla lama, pronto a squartare qualsiasi cosa o essere.
Mi fermo appena in tempo per non proiettare l'ombra di quella posa assassina fuori dalla finestra aperta sul viale dell'altra stanza.
E meno male perchè i rumori provenivano da li.
Gente che trafficava con bottiglie nel viale.
Niente. "Come al solito". Eppure mi è rimasta leggera quella sensazione di un intruso.
Penso al film. Ed ecco la spiegazione. Stavo gaurdando Spiderman 3.
Suggestionato dalla presenza aliena di Venom nella casa di Peter Parker.
Ed ecco che penso che "quell'intruso", che sento a volte, sia proprio, come metaforicamente lo è nel film, il mio lato oscuro. Una "Bestia" che alberga in casa, pronta a rapirmie stringermi nella sua morsa facendomi diventare una cosa sola con esso, al primo accenno di debolezza mia.
Sono come tutti i ragazzi, l'ho capito grazie a una bellissima anche se durissima critica, affetto da "sindrome d'eroismo". Vorrei sempre essere nel giusto, essere ammirato e rispettato per la congiunzione "astrale" positiva di aspetto, pensiero e azioni.
Avevo risposto a quella critica, che evidenziava come spesso smentissi come se niente fosse questi buoni propositi, che se non avessi avuto nemmeno i propositi, chissà che persona sarei.
La risposta sta nella "Bestia". Quella presenza che ogni tanto mi spinge a dire, SOGGHIGNANDO, "Non me ne frega un cazzo!".
Come in Spiderman, questo parassita ha il pericoloso pregio di amplificare il potere di colui con cui instaura la simbiosi. Le sue qualità, i suoi doni, li trasforma in PRIVILEGI da usare per raggiungere i più torbidi stati di piacere, da sfruttare per raggiungere le più torve ambizioni.
E' quella bestia che mi fa perdere intere giornate chiuso in questo "covo", davanti al computer, a compiacermi di mille cose virtuali o fisiche, ma sicuramente tutte "vampirizzanti"...
E' l'intruso in casa mia. Che sporca. Che fa marcire la roba. Che mi rende cieco. Che mi fa ridere istericamente, come di sadico piacere.
Questo intruso va scacciato. Non lo si può uccidere, lo si può solo neutralizzare. Tenere a bada. Va combattuto perchè l'eroe altrimenti scompare nelle sue nere grinfie. Già si inizia a vociferare che sia lui a compiere le nefandezze del mostro... Forse perchè sono già una cosa sola... Ma anche se così fosse, o proprio a maggior ragione per questo, bisogna trovare quel punto debole di questo MANTO NERO PECE che mi avvolge. E lo ridurrò alla ragione.
Sono stanco della schizofrenia indotta. Sono stanco di dovermi "sfogare" senza sapere il perchè, nè cosa sto sfogando.
Ora basta. Entro in quel mondo tranquillo. Vedo terra rossiccia, costellata da aghi di pino secchi. Mare accogliente. Una strada candida, in salita, lungo il mare blu. Col cielo ancor più azzurro stagliato sullo sfondo. Sento le onde e i gabbiani. Ritrovo me stesso, sento un'altra ben più bella presenza. Sento un profumo. Sento amore... Cammino per quella strada.
sabato, giugno 30, 2007
k i m i - t o
Le corse non sono mai iniziate, ma le corse continuano...
Non ho mai corso verso ciò che dovevo raggiungere, ma ho corso molto verso ciò che volevo afferrare...
E ora ascolto la colonna sonora di Orange Road, che sta letteralmente riempendo le mie giornate, le sta impregnando di un suono che è più che altro un profumo. Mi ricordano il profumo di magliette pulite, ma leggermente sudate, da quel sudore che non aveva cattivo odore. Magari anche accarezzate dalla brezza del mare, magari anche con qualche nota di pino e di eucaliptus... E forse mosse dal vento di una corsa in bicicletta...
Sono tornato a quelle sensazioni? No... Sono arrivato a sensazioni nuove, ma che potrebbero benissimo far parte di quel mondo "candido"...
Sono inebriato da sensazioni piacevolissime, ma sono spesso triste. Mi vedo di fronte al me di qualche hanno fa e mi immagino un suo schiaffo forte e sentito al mio affermare tristezza in questo momento.
Il fatto è che mi sento preso in un mulinello bellissimo che mi distoglie però da tutto il resto. I miei esami stanno pigramente andando avanti e si potrebbe dire anche bene, ma il fatto è che quel mulinello non è tutto dolcezza e felicità, ma è da li che provengono quegli accenni di tristezza che il me stesso di prima non vorrebbe vedere. Io li vedo, anzi, li sento dentro. Ma ho deciso di lasciarli perdere e vedere cosa succederà.
La mia giornata oggi sarà quasi uguale a quella scritta l'ultima volta, con la differenza che stavolta farò tutto perchè ne ho le forze fisiche, un buon passo avanti.
Cosa voglio dire? Voglio dire che la vita è come un negozio di dolciumi: le cose più buone sono spesso le più colorate, le mie adorate caramelline gommose... Ma bisogna stare attenti a non prenderne troppe di fila o verrà puntuale il mal di denti...
Voglio dire che mi ritengo una persona fortunatissima, che quasi ogni istante delle mie giornate è pieno, carico e vario e pieno di gusto come le caramelline gommose. Ma che accetto anche di buon grado l'artificialità di quel gusto...
Voglio dire che il coloratissimo mondo in cui è immersa la mia mente, un mondo che non ho esattamente inventato ma più che altro scoperto, è un pericoloso eden che mi da un'energia bellissima e forse inesauribile, ma che mi risucchia.
Sempre più distante dalla "realtà", mi sento più vivo che mai; e voglio credere che sia possibile fondere i due mondi, voglio credere di potercela fare a non perdere niente. So che non è possibile, ma il credere mi aiuterà ad avvicinarmi il più possibile al mio obiettivo. Un obiettivo per niente chiaro. E' solo un continuare a seguire i profumi che mi attirano per vedere dove portano... In tutta la follia che ci può essere in questo... Forse c'è un barlume di saggezza.
Non ho mai corso verso ciò che dovevo raggiungere, ma ho corso molto verso ciò che volevo afferrare...
E ora ascolto la colonna sonora di Orange Road, che sta letteralmente riempendo le mie giornate, le sta impregnando di un suono che è più che altro un profumo. Mi ricordano il profumo di magliette pulite, ma leggermente sudate, da quel sudore che non aveva cattivo odore. Magari anche accarezzate dalla brezza del mare, magari anche con qualche nota di pino e di eucaliptus... E forse mosse dal vento di una corsa in bicicletta...
Sono tornato a quelle sensazioni? No... Sono arrivato a sensazioni nuove, ma che potrebbero benissimo far parte di quel mondo "candido"...
Sono inebriato da sensazioni piacevolissime, ma sono spesso triste. Mi vedo di fronte al me di qualche hanno fa e mi immagino un suo schiaffo forte e sentito al mio affermare tristezza in questo momento.
Il fatto è che mi sento preso in un mulinello bellissimo che mi distoglie però da tutto il resto. I miei esami stanno pigramente andando avanti e si potrebbe dire anche bene, ma il fatto è che quel mulinello non è tutto dolcezza e felicità, ma è da li che provengono quegli accenni di tristezza che il me stesso di prima non vorrebbe vedere. Io li vedo, anzi, li sento dentro. Ma ho deciso di lasciarli perdere e vedere cosa succederà.
La mia giornata oggi sarà quasi uguale a quella scritta l'ultima volta, con la differenza che stavolta farò tutto perchè ne ho le forze fisiche, un buon passo avanti.
Cosa voglio dire? Voglio dire che la vita è come un negozio di dolciumi: le cose più buone sono spesso le più colorate, le mie adorate caramelline gommose... Ma bisogna stare attenti a non prenderne troppe di fila o verrà puntuale il mal di denti...
Voglio dire che mi ritengo una persona fortunatissima, che quasi ogni istante delle mie giornate è pieno, carico e vario e pieno di gusto come le caramelline gommose. Ma che accetto anche di buon grado l'artificialità di quel gusto...
Voglio dire che il coloratissimo mondo in cui è immersa la mia mente, un mondo che non ho esattamente inventato ma più che altro scoperto, è un pericoloso eden che mi da un'energia bellissima e forse inesauribile, ma che mi risucchia.
Sempre più distante dalla "realtà", mi sento più vivo che mai; e voglio credere che sia possibile fondere i due mondi, voglio credere di potercela fare a non perdere niente. So che non è possibile, ma il credere mi aiuterà ad avvicinarmi il più possibile al mio obiettivo. Un obiettivo per niente chiaro. E' solo un continuare a seguire i profumi che mi attirano per vedere dove portano... In tutta la follia che ci può essere in questo... Forse c'è un barlume di saggezza.
sabato, giugno 23, 2007
d R o m o
"Another day won't matter", così dice la canzoncina anni '80 che sto ascoltando. Un "altro giorno" non conta... E invece penso CAZZO, certo che conta. La mia giornata di oggi, che non so manco come e quando è iniziata e soprattutto non so come e quando finirà, conta eccome. Oggi devo studiare e lavorare, ma la "task" che farà girare di più il processore sarà quella di restare svegli.
Ieri tutto tranquillo, organizzato per non andare a lavorare apposta per esserci a un compleanno importantino, perchè legato anche al mio "lavoro primario". Il tipo della pizzeria di Sa Launedda, posto in cui mai mi sarei immaginato di iniziare le mie esperienze da cameriere (che lusso iniziare in un posto così pieno di ricordi!!), era tranquillissimo a riguardo, voleva sapere solo se doveva rimpiazzarmi qualcuno o no.
E la giornata è trascorsa sonnecchiando e studiando. Più sonncecchiando purtroppo, si stava troppo bene a poltrire, non ce l'ho fatta a staccarmi dal letto all'ora giusta.
Si avvicina l'ora del compleanno e tutto trascorre come da programma fino a quando le tre "ragazzine" (in realtà due erano più grandi di me...) della tavolata non si riempiono il bicchiere di birra fino all'orlo. Li scatta "un'eccezione" del programma: stava succedendo qualcosa di inaspettato. Avevo ragione. Anche se ci son stati ripetuti momenti di dubbio sulla socialità di queste ragazze, sapete com'è andata a finire? Che abbiamo fatto un completissimo AFTER. E io mi ero preposto di tornare a casa presto per svegliarmi presto e studiare. Ho pensato: "Vabbè, se l'after funziona i miei impegni saranno svolti lo stesso, anche se col serbatoio in riserva." Devo ancora capire se avevo ragione, non lo saprò fino a stanotte, ma sicuramente al più presto andrò a comprare quattro redbull. Voglio fare tutto oggi. Lo voglio fare per principio. Queste ragazze che abbiamo conosciuto, due erano sorelle del ragazzo della festeggiata (che è la disabile che assisto, ecco spiegata l'importanza della mia presenza), una era amica ed è stata quella nel cui appartamento abbiamo passato le ultime ore della notte e le prime del giorno. E qui sta la specialità della serata. Tipico, vero? E invece no, di tipico non c'è nulla. Se penso a come sarebbe una qualsiasi rapporto ravvicinato con questa ragazza, se solo cerco di prevedere che cazzo potrebbe succedere (non è successo nulla anche perchè l'amico ha pensato bene di non togliersi mai dalla balle, sperando in un'improbabilissima porcellaggine della ragazza e una conseguente cosa a tre), dicevo, se solo penso... Rischia di venirmi mal di testa, non voglio pensarci. E non è il solito alone di "croce e delizia" con il quale a quanto pare la mia mente tende sempre ad avvolgere ogni ragazza che mi piaciucchia o che peggio mi piace molto... E' molto più croce che delizia, mi verrebbe da dire. Una ragazza complessa più che complessata, di quelle che si definiscono semplici così come mi definisco tale anch'io. Una semplicità che al prossimo tutto sembra meno che tale. E ho detto "di quelle che", ma non ne ho mai conosciute altre di persone così. Ho sentito sensazioni veramente strane, che non sono per niente riuscito a "tradurre" e infatti manco le ricordo più. Cose volanti, anzi, volatili.
E ora pensate solo alle corse che dovrò fare. Corse cerebrali, emotive e fisiche, tutte oggi. Dovrò cercare di non pensare a questa nuovissima presenza aliena di questa ragazza (e non so manco se sperare o meno nella reale, prossima, PRESENZA...) e dovrò far dimenticare a mente e corpo che non ho dormito. E fare TUTTO. Prepararmi a grosse fatiche nel lavoro di stanotte e prepararmi a un sacco di altre cose. Ora come ora andrò a svolgere le prime fasi: cagare il così detto "stronzo della pace", come chiamano in Bulgaria il primo dopo una notte di bagordi, andare a comprarmi il carburante per restare sveglio e andare da un collega a pescare del materiale, che dovrò probabilmente fotocopiare subito. Dopodichè mi aspetteranno solo corse, corse e altre corse. Un RomodRomo continuo... :-)
Con questo frettoloso post inauguro una nuova stagione dopo una grande pausa per il blog. Non vedrete più lo stesso stile: lo stile della mia vita è cambiato. Anche se qualche "caramella" addolcirà il tutto ogni tanto, il gusto cambierà...
Ieri tutto tranquillo, organizzato per non andare a lavorare apposta per esserci a un compleanno importantino, perchè legato anche al mio "lavoro primario". Il tipo della pizzeria di Sa Launedda, posto in cui mai mi sarei immaginato di iniziare le mie esperienze da cameriere (che lusso iniziare in un posto così pieno di ricordi!!), era tranquillissimo a riguardo, voleva sapere solo se doveva rimpiazzarmi qualcuno o no.
E la giornata è trascorsa sonnecchiando e studiando. Più sonncecchiando purtroppo, si stava troppo bene a poltrire, non ce l'ho fatta a staccarmi dal letto all'ora giusta.
Si avvicina l'ora del compleanno e tutto trascorre come da programma fino a quando le tre "ragazzine" (in realtà due erano più grandi di me...) della tavolata non si riempiono il bicchiere di birra fino all'orlo. Li scatta "un'eccezione" del programma: stava succedendo qualcosa di inaspettato. Avevo ragione. Anche se ci son stati ripetuti momenti di dubbio sulla socialità di queste ragazze, sapete com'è andata a finire? Che abbiamo fatto un completissimo AFTER. E io mi ero preposto di tornare a casa presto per svegliarmi presto e studiare. Ho pensato: "Vabbè, se l'after funziona i miei impegni saranno svolti lo stesso, anche se col serbatoio in riserva." Devo ancora capire se avevo ragione, non lo saprò fino a stanotte, ma sicuramente al più presto andrò a comprare quattro redbull. Voglio fare tutto oggi. Lo voglio fare per principio. Queste ragazze che abbiamo conosciuto, due erano sorelle del ragazzo della festeggiata (che è la disabile che assisto, ecco spiegata l'importanza della mia presenza), una era amica ed è stata quella nel cui appartamento abbiamo passato le ultime ore della notte e le prime del giorno. E qui sta la specialità della serata. Tipico, vero? E invece no, di tipico non c'è nulla. Se penso a come sarebbe una qualsiasi rapporto ravvicinato con questa ragazza, se solo cerco di prevedere che cazzo potrebbe succedere (non è successo nulla anche perchè l'amico ha pensato bene di non togliersi mai dalla balle, sperando in un'improbabilissima porcellaggine della ragazza e una conseguente cosa a tre), dicevo, se solo penso... Rischia di venirmi mal di testa, non voglio pensarci. E non è il solito alone di "croce e delizia" con il quale a quanto pare la mia mente tende sempre ad avvolgere ogni ragazza che mi piaciucchia o che peggio mi piace molto... E' molto più croce che delizia, mi verrebbe da dire. Una ragazza complessa più che complessata, di quelle che si definiscono semplici così come mi definisco tale anch'io. Una semplicità che al prossimo tutto sembra meno che tale. E ho detto "di quelle che", ma non ne ho mai conosciute altre di persone così. Ho sentito sensazioni veramente strane, che non sono per niente riuscito a "tradurre" e infatti manco le ricordo più. Cose volanti, anzi, volatili.
E ora pensate solo alle corse che dovrò fare. Corse cerebrali, emotive e fisiche, tutte oggi. Dovrò cercare di non pensare a questa nuovissima presenza aliena di questa ragazza (e non so manco se sperare o meno nella reale, prossima, PRESENZA...) e dovrò far dimenticare a mente e corpo che non ho dormito. E fare TUTTO. Prepararmi a grosse fatiche nel lavoro di stanotte e prepararmi a un sacco di altre cose. Ora come ora andrò a svolgere le prime fasi: cagare il così detto "stronzo della pace", come chiamano in Bulgaria il primo dopo una notte di bagordi, andare a comprarmi il carburante per restare sveglio e andare da un collega a pescare del materiale, che dovrò probabilmente fotocopiare subito. Dopodichè mi aspetteranno solo corse, corse e altre corse. Un RomodRomo continuo... :-)
Con questo frettoloso post inauguro una nuova stagione dopo una grande pausa per il blog. Non vedrete più lo stesso stile: lo stile della mia vita è cambiato. Anche se qualche "caramella" addolcirà il tutto ogni tanto, il gusto cambierà...
mercoledì, febbraio 21, 2007
s e r i o / p a r t - 3
L'aria era tesa. Io ero attento a ogni parola che sentivo, a ogni rumore, a ogni piccolo sguardo. Ma non ero per nulla teso.
Ho passato il tempo commentando con Sergio le varie disquisizioni tecniche degli argomenti di Geofisica che tanto stavano facendo impazzire gli esaminati.
Sergio era fremente. Non ce la faceva più. Mi ha anche confessato di aver avuto un attimo in cui si sentiva svenire.
Ed ecco che a un certo punto, fra i vari gesti dei presenti che notavo in continuazione, con sguardi forse un po' troppo sostenuti, ma che giustamente non davano fastidio a nessuno, essendo sguardi della più assoluta tranquillità, ecco un gesto di Sergio.
Segnando l'aria con fare scattoso e voluttuoso allo stesso tempo, come una persona che scrive velocemente, ma con il dito teso come pronto a far scaturire un raggio magico da quelle invisibili rune tracciate nell'aria, ecco che come avrete capito inziio a pensare nel "sistema D&D".
Dopo aver sentito le grandi (e anche se spesso e volentieri maleducate, anche giuste) lamentele della professoressa sulla preparazione di tutti quanti, mi ero messo a pensare alla mia preparazione, a come sarei andato all'esame io al loro posto.
Dopo aver visto questo segno che mi ha portato alla mente tutta la fantasia "tecnicizzata" (ossia, una tecnica per fantasticare) di cui spesso e volentieri mi nutro, assimilandola così tanto da essere in grado di trasporre gli stessi "ragionamenti tecnici" da quei mondi fantastici alla realtà, inizio a capire una cosa fondamentale.
Mi ricordo delle lamentele (uniche lamentele) di mio padre sul viaggio in Bulgaria: la perdita di giorni di scuola, vista da lui come l'inizio di una formazione poco professionale dello spirito. La professoressa aveva detto a un altro proposito, non così diverso, praticamente lo stesso concetto. Guardo Sergio e i suoi occhi: tutt'altro che ingenuamente dediti a quello che stava facendo.
Ecco il primo mattone fantasy che inziia a costruire l'ipotesi che diverrà poi tesi e infine grande verità. Sergio è della classe del Mago. Io, studente con una media del resto vicina alla sua, ma senza la metà dei suoi esami dati, sono della classe dello Stregone. Il Mago è orientato verso allineamenti legali e trae il suo potere dallo studio. Dalla memorizzazione di arcane pagine che restano come istruzioni di programmazione pronte ad essere lanciate sottoforma di programma infallibile dalla sua mente. Lo Stregone, "la mia classe", è orientata verso allineamenti caotici e tare il suo potere da risorse insite in se stesso. Tutta la magia che il mago è costretto a studiare, lo stregone, se le sue risorse glie lo permettono, la può invocare spontaneamente, senza quasi sapere manco lui come fa.
Pregio del mago: poter imparare qualsiasi incantesimo gli serva.
Pregio dello stregone: poter invocare senza ausilio di nient'altro che se stesso e senza sforzo qualsiasi incantesimo che istintivamente sappia.
Difetto del mago: lo sofrzo impiegato lo può far rimanere "senza più assi nella manica" molto più spesso rispetto allo stregone.
Difetto dello stregone: NON PUO' IMPARARE NIENTE CHE NON SIA DIRETTAMENTE E ISTINTIVAMENTE ALL'INTERNO DI SE STESSO.
Ecco qua che si spiega come Sergio abbia dato una quantità di esami che io mi sogno. Ecco qua come si spiega che anche Sergio l'infallibile abbia preso meno di me in informatica in cui son stato l'unico a prendere 30 e lode.
Ma cosa è più importante? Ecco che mi son tornati alla mente i discorsi di mio apdre sulla professionalità e quelli della professoressa sullo stesso mondo ostile del lavoro. Ed ecco che estasiato di fronte alla "puissance" (un po' di francese lo stiamo imparando almeno!) di Sergio durante l'orale capisco che tutto il mio essere da cui deriva tutto il mio sistema di affrontare le difficoltà, seppur affascinante (lo Stregone basa il suo potere sul Carisma, forza e magnetismo di personalità; il Mago sulla sola Intelligenza, pura potenza di calcolo e memoria), è in gran parte inadatto ad affrontare le sfide di fornte alle quali son stato messo di fronte.
Ecco profilarsi improvvisamente ma molto naturalmente, molto dolcemente, la necessità di "prendere livelli nella classe di Mago", cosa che probabilmente già più volte in passato avevo fatto.
Per i pochi sparuti lettori che non possono capire bene i paragoni con questi astratti concetti di giochi di ruolo, perchè non ci hanno mai giocato, ecco un riassunto in termini di tutti i giorni.
Mi sono sempre difeso e barcamenato nella vita senza quasi nessuno sforzo grazie al mio istinto e all'intuizione che mi ha sempre funzionato bene. Pur possedendo la capacità di prendere SERIAMENTE in mano un libro e mettersi ad imparare a tutti i costi tutto il contenuto utile, ho sempre preferito acquisire solo i concetti più fondamentali o altre volte solo quelli più "ornamentali" per poi sfoderare i miei "retaggi ancestrali", conoscenze quasi innate, e passare esami senza sforzo.
Vedendo l'esempio della grande diligenza e disciplina di Sergio e i suoi ottimi risultati: una preparazione che io ho forse solo proprio in D&D, computer e dinosauri (che utili argomenti...) ho capito che l'intelligenza va messa all'opera non come faccio io, opportunisticamente e pigramente, ma con rigida volontà e dedizione, se si vogliono ottenere buoni risultati non solo dove l'istinto e l'esperienza ci possono guidare, ma anche in argomenti e campi più "alieni".
Camminando infine verso la macchina ho sentito, misto ad una specie di "presenza" di mia mamma dentro di me, un sentimento di lieve ma condannabilissimo fatalismo. Un'autocommiserazione che si maschera da auto-ironia, ma si rivela codardia. Ce l'ho per eredità genetica, per eredità di educazione sottoforma di effetto collaterale derivato da insegnamenti per altro positivissimi che mai butterei via, ma ho anche questo atteggiamento perchè ne ho imparato passivamente la grande comodità.
Ecco quindi che la consapevolezza di qual'è la starda giusta unita alla consapevolezza di qual'è il sentimento e l'atteggiamento da evitare mentre si prova ad intraprenderla (o meglio, cito nuovamente e più a proposito che mai Yoda, dicendo: "non esiste provare! solo fare! se vuoi solo provare, allora meglionon fare niente!"), sono pronto ad affrontare quello che si rivelerà il più impegnativo ma anche soddisfacente periodo di studi della mia vita. Ossia tutti quelli che mi restano d'ora in avanti.
Non cambierò me stesso. Non gettero le mie risorse alle ortiche. Prenderò solo le redini di una bestia che seppur difficile da domare e cavalcare, mi appartiene tanto quanto il comodo cammello su cui vado ciondolando pigramente di solito.
Perchè ho anche capito che senza sforzo, non si assapora niente nella vita. NEMMENO IL SESSO...
Ho passato il tempo commentando con Sergio le varie disquisizioni tecniche degli argomenti di Geofisica che tanto stavano facendo impazzire gli esaminati.
Sergio era fremente. Non ce la faceva più. Mi ha anche confessato di aver avuto un attimo in cui si sentiva svenire.
Ed ecco che a un certo punto, fra i vari gesti dei presenti che notavo in continuazione, con sguardi forse un po' troppo sostenuti, ma che giustamente non davano fastidio a nessuno, essendo sguardi della più assoluta tranquillità, ecco un gesto di Sergio.
Segnando l'aria con fare scattoso e voluttuoso allo stesso tempo, come una persona che scrive velocemente, ma con il dito teso come pronto a far scaturire un raggio magico da quelle invisibili rune tracciate nell'aria, ecco che come avrete capito inziio a pensare nel "sistema D&D".
Dopo aver sentito le grandi (e anche se spesso e volentieri maleducate, anche giuste) lamentele della professoressa sulla preparazione di tutti quanti, mi ero messo a pensare alla mia preparazione, a come sarei andato all'esame io al loro posto.
Dopo aver visto questo segno che mi ha portato alla mente tutta la fantasia "tecnicizzata" (ossia, una tecnica per fantasticare) di cui spesso e volentieri mi nutro, assimilandola così tanto da essere in grado di trasporre gli stessi "ragionamenti tecnici" da quei mondi fantastici alla realtà, inizio a capire una cosa fondamentale.
Mi ricordo delle lamentele (uniche lamentele) di mio padre sul viaggio in Bulgaria: la perdita di giorni di scuola, vista da lui come l'inizio di una formazione poco professionale dello spirito. La professoressa aveva detto a un altro proposito, non così diverso, praticamente lo stesso concetto. Guardo Sergio e i suoi occhi: tutt'altro che ingenuamente dediti a quello che stava facendo.
Ecco il primo mattone fantasy che inziia a costruire l'ipotesi che diverrà poi tesi e infine grande verità. Sergio è della classe del Mago. Io, studente con una media del resto vicina alla sua, ma senza la metà dei suoi esami dati, sono della classe dello Stregone. Il Mago è orientato verso allineamenti legali e trae il suo potere dallo studio. Dalla memorizzazione di arcane pagine che restano come istruzioni di programmazione pronte ad essere lanciate sottoforma di programma infallibile dalla sua mente. Lo Stregone, "la mia classe", è orientata verso allineamenti caotici e tare il suo potere da risorse insite in se stesso. Tutta la magia che il mago è costretto a studiare, lo stregone, se le sue risorse glie lo permettono, la può invocare spontaneamente, senza quasi sapere manco lui come fa.
Pregio del mago: poter imparare qualsiasi incantesimo gli serva.
Pregio dello stregone: poter invocare senza ausilio di nient'altro che se stesso e senza sforzo qualsiasi incantesimo che istintivamente sappia.
Difetto del mago: lo sofrzo impiegato lo può far rimanere "senza più assi nella manica" molto più spesso rispetto allo stregone.
Difetto dello stregone: NON PUO' IMPARARE NIENTE CHE NON SIA DIRETTAMENTE E ISTINTIVAMENTE ALL'INTERNO DI SE STESSO.
Ecco qua che si spiega come Sergio abbia dato una quantità di esami che io mi sogno. Ecco qua come si spiega che anche Sergio l'infallibile abbia preso meno di me in informatica in cui son stato l'unico a prendere 30 e lode.
Ma cosa è più importante? Ecco che mi son tornati alla mente i discorsi di mio apdre sulla professionalità e quelli della professoressa sullo stesso mondo ostile del lavoro. Ed ecco che estasiato di fronte alla "puissance" (un po' di francese lo stiamo imparando almeno!) di Sergio durante l'orale capisco che tutto il mio essere da cui deriva tutto il mio sistema di affrontare le difficoltà, seppur affascinante (lo Stregone basa il suo potere sul Carisma, forza e magnetismo di personalità; il Mago sulla sola Intelligenza, pura potenza di calcolo e memoria), è in gran parte inadatto ad affrontare le sfide di fornte alle quali son stato messo di fronte.
Ecco profilarsi improvvisamente ma molto naturalmente, molto dolcemente, la necessità di "prendere livelli nella classe di Mago", cosa che probabilmente già più volte in passato avevo fatto.
Per i pochi sparuti lettori che non possono capire bene i paragoni con questi astratti concetti di giochi di ruolo, perchè non ci hanno mai giocato, ecco un riassunto in termini di tutti i giorni.
Mi sono sempre difeso e barcamenato nella vita senza quasi nessuno sforzo grazie al mio istinto e all'intuizione che mi ha sempre funzionato bene. Pur possedendo la capacità di prendere SERIAMENTE in mano un libro e mettersi ad imparare a tutti i costi tutto il contenuto utile, ho sempre preferito acquisire solo i concetti più fondamentali o altre volte solo quelli più "ornamentali" per poi sfoderare i miei "retaggi ancestrali", conoscenze quasi innate, e passare esami senza sforzo.
Vedendo l'esempio della grande diligenza e disciplina di Sergio e i suoi ottimi risultati: una preparazione che io ho forse solo proprio in D&D, computer e dinosauri (che utili argomenti...) ho capito che l'intelligenza va messa all'opera non come faccio io, opportunisticamente e pigramente, ma con rigida volontà e dedizione, se si vogliono ottenere buoni risultati non solo dove l'istinto e l'esperienza ci possono guidare, ma anche in argomenti e campi più "alieni".
Camminando infine verso la macchina ho sentito, misto ad una specie di "presenza" di mia mamma dentro di me, un sentimento di lieve ma condannabilissimo fatalismo. Un'autocommiserazione che si maschera da auto-ironia, ma si rivela codardia. Ce l'ho per eredità genetica, per eredità di educazione sottoforma di effetto collaterale derivato da insegnamenti per altro positivissimi che mai butterei via, ma ho anche questo atteggiamento perchè ne ho imparato passivamente la grande comodità.
Ecco quindi che la consapevolezza di qual'è la starda giusta unita alla consapevolezza di qual'è il sentimento e l'atteggiamento da evitare mentre si prova ad intraprenderla (o meglio, cito nuovamente e più a proposito che mai Yoda, dicendo: "non esiste provare! solo fare! se vuoi solo provare, allora meglionon fare niente!"), sono pronto ad affrontare quello che si rivelerà il più impegnativo ma anche soddisfacente periodo di studi della mia vita. Ossia tutti quelli che mi restano d'ora in avanti.
Non cambierò me stesso. Non gettero le mie risorse alle ortiche. Prenderò solo le redini di una bestia che seppur difficile da domare e cavalcare, mi appartiene tanto quanto il comodo cammello su cui vado ciondolando pigramente di solito.
Perchè ho anche capito che senza sforzo, non si assapora niente nella vita. NEMMENO IL SESSO...
s e r i o / p a r t - 2
Tornato a casa anzi che mettermi subito a studiare continuo a chattare con Zari la bulgara e a un certo punto squilla il telefono di casa... Mio padre... Giunge ormai il momento della verità: dell'esplicazione del mio piano di viaggio.
SORPRESONA: pochissime obiezioni!
Corro subito a comprare il biglietto per la Bulgaria vero e proprio e con mia gioia immane eccolo apparire magicamente nello schermo in formato pdf, pronto per la stampa e il futuro uso!
Dopo un po' di esultanza in chat, più risoluto che mai, mi metto a ripassare.
Cado infine addormentato per più di mezz'ora.
La mia mente stava producendo una cosa brutta... Stavo per dare forfeit... Mi sarei riposato in vista dell'esame... Però... L'esame non è sicuro perchè forse i non iscritti saranno completamente senza speranze... Quindi... MI ALZO. CAMMINO. MI VESTO. MI PETTINO. PIGLIO UNA SIGARETTA. SALGO IN MACCHINA. ED ECCOMI AL MOVIDA.
Ometto il per così dire mesto divertimento al Movida. Dico solo che come annunciavano le tattili sensazioni che scorrevano sulla pelle poche ore prima, non si è saputo resistere. E non sono tornato a casa. Non a casa mia...
Non avevo, vi giuro, mai pensato di poter vivere sensazioni del genere. Anche l'erotismo che più volte avevo cercato e trovato in giro non si avvicina minimamente a quello che si è vissuto in quella stanza... Letto e pavimento...
SOPRAGGIUNSE INFINE IL NIRVANA.
E non ci crederete ma, sono ancora in questo nuovo pacifico stato.
Non posso quasi credere a quello che sento in continuazione. A come le mie dita stiano scorrendo veloci sulla tastiera con una precisione mai avuta prima anche senza nemmeno le tre ore di sonno all'attivo che avevo ieri... A come tutti i pensieri stiano assumendo un ordine mai avuto prima nella mia testa.
Ecco infatti che per andare con ordine vi racconto come si è svolto questo cambio di sensazioni.
Me ne sono accorto quando raccogliendo energie da chissà dove per alzarmi anche senza aver dormito (ma avendo spesso e volentieri sognato ad occhi aperti, anche un incubo stranissimo mischiato alla realtà che stavo VEDENDO), mi vesto, mi guardo allo specchio... E noto la tranquillità della mia espressione. Noto come si addiceva in tutto e per tutto a come mi ero sentito ormai da qualche ora. Noto che ho voglia, forza, audacia e lealtà a sufficienza per abbandonare la tentazione del letto e andare a casa a STUDIARE un ultima importantissima cosa e poi vestirmi, mascherare i segni della "noche toledana" appena vissuta e salire nuovamente in macchina, guidando fra le note ancestrali degli anni delle canne giornaliere fra amici.
Così ho fatto.
E dopo aver accertato che l'ora dell'esame era quella che mi ricordavo e non era così presto come temevo, chiaccherando con un collega cinquantenne di una positività che non avevo mai visto così raggiante (anzi, l'ho percepita proprio "irradiante", come un'aura), mi avvio verso il luogo di ritrovo stipulato con il collega con il quale avrei dovuto presentare la relazione. Andiamo al bar e bevo la tanto agognata redbull, che come al solito mi tira su, anche se non ce n'era un grande bisogno. Ogni tiro di sigaretta sembrava portare alla mente più lucidità e forza. L'aria intorno a me mi appariva più immota di quello che era. Uno scudo fatto di estrema serenità mi stava invisibilmente avvolgendo.
All'esame, ecco prospettarsi la verità: non avrei potuto sostenerlo perchè non iscritto a tempo debito. Il mio amico, pur essendo iscritto si dilegua, ma a me non è data la possibilità di dare l'esame. Mi metto ad assistere a un esame dopo l'altro senza il minimo accenno di sonno. Ho provato empaticamente le emozioni di tutti i presenti. E infine ho avuto la rivelazione che mi ha spinto a voler scrivere di tutto questo, perchè l'ho avuta solo grazie a tutta la concatenazione di eventi che fin qui avete pazientemente letto...
SORPRESONA: pochissime obiezioni!
Corro subito a comprare il biglietto per la Bulgaria vero e proprio e con mia gioia immane eccolo apparire magicamente nello schermo in formato pdf, pronto per la stampa e il futuro uso!
Dopo un po' di esultanza in chat, più risoluto che mai, mi metto a ripassare.
Cado infine addormentato per più di mezz'ora.
La mia mente stava producendo una cosa brutta... Stavo per dare forfeit... Mi sarei riposato in vista dell'esame... Però... L'esame non è sicuro perchè forse i non iscritti saranno completamente senza speranze... Quindi... MI ALZO. CAMMINO. MI VESTO. MI PETTINO. PIGLIO UNA SIGARETTA. SALGO IN MACCHINA. ED ECCOMI AL MOVIDA.
Ometto il per così dire mesto divertimento al Movida. Dico solo che come annunciavano le tattili sensazioni che scorrevano sulla pelle poche ore prima, non si è saputo resistere. E non sono tornato a casa. Non a casa mia...
Non avevo, vi giuro, mai pensato di poter vivere sensazioni del genere. Anche l'erotismo che più volte avevo cercato e trovato in giro non si avvicina minimamente a quello che si è vissuto in quella stanza... Letto e pavimento...
SOPRAGGIUNSE INFINE IL NIRVANA.
E non ci crederete ma, sono ancora in questo nuovo pacifico stato.
Non posso quasi credere a quello che sento in continuazione. A come le mie dita stiano scorrendo veloci sulla tastiera con una precisione mai avuta prima anche senza nemmeno le tre ore di sonno all'attivo che avevo ieri... A come tutti i pensieri stiano assumendo un ordine mai avuto prima nella mia testa.
Ecco infatti che per andare con ordine vi racconto come si è svolto questo cambio di sensazioni.
Me ne sono accorto quando raccogliendo energie da chissà dove per alzarmi anche senza aver dormito (ma avendo spesso e volentieri sognato ad occhi aperti, anche un incubo stranissimo mischiato alla realtà che stavo VEDENDO), mi vesto, mi guardo allo specchio... E noto la tranquillità della mia espressione. Noto come si addiceva in tutto e per tutto a come mi ero sentito ormai da qualche ora. Noto che ho voglia, forza, audacia e lealtà a sufficienza per abbandonare la tentazione del letto e andare a casa a STUDIARE un ultima importantissima cosa e poi vestirmi, mascherare i segni della "noche toledana" appena vissuta e salire nuovamente in macchina, guidando fra le note ancestrali degli anni delle canne giornaliere fra amici.
Così ho fatto.
E dopo aver accertato che l'ora dell'esame era quella che mi ricordavo e non era così presto come temevo, chiaccherando con un collega cinquantenne di una positività che non avevo mai visto così raggiante (anzi, l'ho percepita proprio "irradiante", come un'aura), mi avvio verso il luogo di ritrovo stipulato con il collega con il quale avrei dovuto presentare la relazione. Andiamo al bar e bevo la tanto agognata redbull, che come al solito mi tira su, anche se non ce n'era un grande bisogno. Ogni tiro di sigaretta sembrava portare alla mente più lucidità e forza. L'aria intorno a me mi appariva più immota di quello che era. Uno scudo fatto di estrema serenità mi stava invisibilmente avvolgendo.
All'esame, ecco prospettarsi la verità: non avrei potuto sostenerlo perchè non iscritto a tempo debito. Il mio amico, pur essendo iscritto si dilegua, ma a me non è data la possibilità di dare l'esame. Mi metto ad assistere a un esame dopo l'altro senza il minimo accenno di sonno. Ho provato empaticamente le emozioni di tutti i presenti. E infine ho avuto la rivelazione che mi ha spinto a voler scrivere di tutto questo, perchè l'ho avuta solo grazie a tutta la concatenazione di eventi che fin qui avete pazientemente letto...
s e r i o / p a r t - 1
Non mi era ancora mai successo di registrare così tante nuove sensazioni in un lasso così breve di tempo. Vi parlerò infatti dei miei ultimi due giorni e delle sensazioni e riflessioni che in questo breve tempo sono spuntate fuori naturalmente, ma con una chiarezza disarmante.
Ieri è stata una delle giornate più piene degli ultimi tempi. Avevo studiato tutto il giorno precedente, cadendo però addormentato per svariate ore e intercalando agli studi di geologia ai soliti inutili (o forse non così inutili) studi su Dungeons & Dragons.
Un mio difetto di sempre è venuto a galla chiaramente: quando sto facendo un qualcosa che mi coinvolge, non smetto nemmeno per le migliori ragioni di questo mondo; e così mi son trovato, dopo l'ennesima sessione di creazione (più simile a un mixaggio) D&D, a notte fonda con ancora un bel po' di programma da fare.
La motivazione è stata più forte del previsto, forse perchè già intuivo che sarebbe stato l'unico esame che avrei potuto passare/sostenere in questo periodo di molto divertimento e poco studio.
Ho quindi dormito una quantità di ore da ridere, forse non più di tre.
Eccoci quindi alla grande giornata di ieri. Che mi sembra lontana una settimana...
L'esame è di mattina. Uno scritto "selvaggio": le domande vengono "sparate" ogni dieci minuti dal professore e si ha quindi l'obbligo di finirle in dieci minuti senza stare a pensare un attimo in modo da essere pronti subito per la domanda seguente. Per fortuna solo sei domande. E per fortuna nessun argomento ostico. Forse perchè arrivato in ritardo considerevole all'esame (il prof mi ha gentilmente concesso di recuperare la prima domanda, già "in corso", alla fine dell'esame, con eventuali minuti extra di recupero), ci sono arrivato con una lattina di redbull ancora da stappare, che una volta seduto ho appunto stappato e tracannato con sicuro sgomento sconsolato e divertito dei presenti, che già mi conoscono... Il prof a mezzo esame ha anche fatto la battuta: "Lei non passerebbe l'antidopping..."!
Mediocremente soddisfatto a livello assoluto, grandemente soddisfatto se pensando in relazione all'irrisoria preparazione che avevo, mi avviai a continuare la giornata che si prospettava subito strapiena... Forse anche a causa della mia notte passata senza dormire... Ma una strana lucidità ed euforia mi accompagnava. Prima di andare in mensa per pranzo, momento che ora che ci penso ho addirittura rimosso, non ricordo nulla, ho parlato con mia madre del mio piano, di fatto irrevocabile, di viaggio in Bulgaria unito a visita alla vecchia Ivrea... Non era per niente contenta, ma ho cercato di far brillare un barlume di logica in una mente dominata dall'irrazionale protettività nei confronti della prole. Sentimenti incontrollabili, del resto...
In questo momento già inizio a ricordare di essere andato in mensa in via premuda, anche se non ricordo minimamente con chi. Ah ecco, un mio collega, ultima mia speranza di rubare dei dati acquisiti in escursione per preparare una relazione (dei grafici) per l'esame che avrei voluto sostenere il giorno dopo.
Sono salito nella sua stanza alla casa dello studente di via Montesanto, visitando così l'ultima casa dello studente "che mi mancava"... Si è parlato di D&D, al quale anche lui è appassionato. E infine son tornato a casa per iniziare a lavorare sulla relazione che avrei dovuto fare in doppia copia e con modifiche per coprire le spalle a un altro collega... E inventare la solita storia di "abbiamo fatto la relazione insieme, ma ognuno per conto suo sul suo computer."... Come no...
Fatto stà che nel mentre stavo architettando l'inizio materiale, anzi, digitale, della "missione viaggio in Bulgaria": ho ricaricato la mia carta di credito prepagata via internet e col consenso della mamma ho inziato almeno a prenotare l'aereo, aspettando a prenotare il pullman dopo averne parlato con il mio ignaro papà... Finita la relazione giusto in tempo, fra chattate con il mio lontano cugino, una lontana amica mai conosciuta dal vivo (bulgara) e tutte le varie transazioni via internet, sono corso in macchina, fumando disgustose Pall Mall rosse nonostante i miei bronchi siano appena usciti da una probabile bronchite, aiutato dal disco di Dr. Dre "2001" che ha accompagnato i miei e non solo i miei "anni fumosi"...
Ed eccomi arrivato nella ormai "centrale" via Trentino, pronto ad andare a farmi spennare per le stampe a colori dei grafici e di varie altre cosette fra cui la ricevuta/biglietto che indica il mio acquisto del volo Cagliari-Pisa per il 22 Marzo. Li, dopo aver salutato Simone detto "Il Mito" (secondo la stessa autorevole fonte io sarei invece "Il Fenomeno"...), che stava andando a scommettere come suo solito per poi andare di fretta a mangiare, scappare infine ancor più di fretta a vedere il Milan, ho concluso le stampe.
Mi dirigo quindi verso la ormai leggendaria casa dello studente per chiamare il mio amico brasiliano Fernando per cenare assieme. Ne approffitto per mettermi d'accordo anche con Angela, "la chica", e infine mi trovo con Bruno ad aspettare tutti gli altri per la cena.
Ecco che scatta la folle idea... Venuta presa per mano con la birrella della mensa... Nel buon umore diffuso che, come a volte accade, stavo io stesso diffondendo a tavola, decido che l'esame dell'indomani era già praticamente preparato al massimo delle mie possibilità (logistiche e VOLUTE... no comment...) e che dopo un altro po' di studio mi sarei potuto unire ad Angela e le sue amicastre per andare a ballare al Movida, bermi due cose contate e a buon prezzo insieme a loro sfruttando la mia falsa "identità erasmus" che ormai il Movida riconosce senza che io debba mostrare documenti, per poi tornare a casa ed essere mediamente riposato per l'esame.
Le cose erano ormai destinate ad andare diversamente da quando, dopo cena, accompagnando a casa Angela, stavo sperimentando i baci più belli della mia vita nel lunghissimo momento in cui nessuno dei due si decideva a dire "dai vado, ci vediamo più tardi..."
Ieri è stata una delle giornate più piene degli ultimi tempi. Avevo studiato tutto il giorno precedente, cadendo però addormentato per svariate ore e intercalando agli studi di geologia ai soliti inutili (o forse non così inutili) studi su Dungeons & Dragons.
Un mio difetto di sempre è venuto a galla chiaramente: quando sto facendo un qualcosa che mi coinvolge, non smetto nemmeno per le migliori ragioni di questo mondo; e così mi son trovato, dopo l'ennesima sessione di creazione (più simile a un mixaggio) D&D, a notte fonda con ancora un bel po' di programma da fare.
La motivazione è stata più forte del previsto, forse perchè già intuivo che sarebbe stato l'unico esame che avrei potuto passare/sostenere in questo periodo di molto divertimento e poco studio.
Ho quindi dormito una quantità di ore da ridere, forse non più di tre.
Eccoci quindi alla grande giornata di ieri. Che mi sembra lontana una settimana...
L'esame è di mattina. Uno scritto "selvaggio": le domande vengono "sparate" ogni dieci minuti dal professore e si ha quindi l'obbligo di finirle in dieci minuti senza stare a pensare un attimo in modo da essere pronti subito per la domanda seguente. Per fortuna solo sei domande. E per fortuna nessun argomento ostico. Forse perchè arrivato in ritardo considerevole all'esame (il prof mi ha gentilmente concesso di recuperare la prima domanda, già "in corso", alla fine dell'esame, con eventuali minuti extra di recupero), ci sono arrivato con una lattina di redbull ancora da stappare, che una volta seduto ho appunto stappato e tracannato con sicuro sgomento sconsolato e divertito dei presenti, che già mi conoscono... Il prof a mezzo esame ha anche fatto la battuta: "Lei non passerebbe l'antidopping..."!
Mediocremente soddisfatto a livello assoluto, grandemente soddisfatto se pensando in relazione all'irrisoria preparazione che avevo, mi avviai a continuare la giornata che si prospettava subito strapiena... Forse anche a causa della mia notte passata senza dormire... Ma una strana lucidità ed euforia mi accompagnava. Prima di andare in mensa per pranzo, momento che ora che ci penso ho addirittura rimosso, non ricordo nulla, ho parlato con mia madre del mio piano, di fatto irrevocabile, di viaggio in Bulgaria unito a visita alla vecchia Ivrea... Non era per niente contenta, ma ho cercato di far brillare un barlume di logica in una mente dominata dall'irrazionale protettività nei confronti della prole. Sentimenti incontrollabili, del resto...
In questo momento già inizio a ricordare di essere andato in mensa in via premuda, anche se non ricordo minimamente con chi. Ah ecco, un mio collega, ultima mia speranza di rubare dei dati acquisiti in escursione per preparare una relazione (dei grafici) per l'esame che avrei voluto sostenere il giorno dopo.
Sono salito nella sua stanza alla casa dello studente di via Montesanto, visitando così l'ultima casa dello studente "che mi mancava"... Si è parlato di D&D, al quale anche lui è appassionato. E infine son tornato a casa per iniziare a lavorare sulla relazione che avrei dovuto fare in doppia copia e con modifiche per coprire le spalle a un altro collega... E inventare la solita storia di "abbiamo fatto la relazione insieme, ma ognuno per conto suo sul suo computer."... Come no...
Fatto stà che nel mentre stavo architettando l'inizio materiale, anzi, digitale, della "missione viaggio in Bulgaria": ho ricaricato la mia carta di credito prepagata via internet e col consenso della mamma ho inziato almeno a prenotare l'aereo, aspettando a prenotare il pullman dopo averne parlato con il mio ignaro papà... Finita la relazione giusto in tempo, fra chattate con il mio lontano cugino, una lontana amica mai conosciuta dal vivo (bulgara) e tutte le varie transazioni via internet, sono corso in macchina, fumando disgustose Pall Mall rosse nonostante i miei bronchi siano appena usciti da una probabile bronchite, aiutato dal disco di Dr. Dre "2001" che ha accompagnato i miei e non solo i miei "anni fumosi"...
Ed eccomi arrivato nella ormai "centrale" via Trentino, pronto ad andare a farmi spennare per le stampe a colori dei grafici e di varie altre cosette fra cui la ricevuta/biglietto che indica il mio acquisto del volo Cagliari-Pisa per il 22 Marzo. Li, dopo aver salutato Simone detto "Il Mito" (secondo la stessa autorevole fonte io sarei invece "Il Fenomeno"...), che stava andando a scommettere come suo solito per poi andare di fretta a mangiare, scappare infine ancor più di fretta a vedere il Milan, ho concluso le stampe.
Mi dirigo quindi verso la ormai leggendaria casa dello studente per chiamare il mio amico brasiliano Fernando per cenare assieme. Ne approffitto per mettermi d'accordo anche con Angela, "la chica", e infine mi trovo con Bruno ad aspettare tutti gli altri per la cena.
Ecco che scatta la folle idea... Venuta presa per mano con la birrella della mensa... Nel buon umore diffuso che, come a volte accade, stavo io stesso diffondendo a tavola, decido che l'esame dell'indomani era già praticamente preparato al massimo delle mie possibilità (logistiche e VOLUTE... no comment...) e che dopo un altro po' di studio mi sarei potuto unire ad Angela e le sue amicastre per andare a ballare al Movida, bermi due cose contate e a buon prezzo insieme a loro sfruttando la mia falsa "identità erasmus" che ormai il Movida riconosce senza che io debba mostrare documenti, per poi tornare a casa ed essere mediamente riposato per l'esame.
Le cose erano ormai destinate ad andare diversamente da quando, dopo cena, accompagnando a casa Angela, stavo sperimentando i baci più belli della mia vita nel lunghissimo momento in cui nessuno dei due si decideva a dire "dai vado, ci vediamo più tardi..."
giovedì, febbraio 01, 2007
s w e e t e r - s o u n d
E col titolo di una canzone dei The Rurals, musica CHILL-OUT, scriviamo due cazzate...
Perchè sottolineare chill-out? Ci possono essere sempre un paio di ragioni, ma la prima cosa che mi viene in mente è il "concept" molto "cool" del genere, cosa che spesso e giustamente viene derisa, come pure io, amante del genere, non manco di fare!
Lo "stile" degli appassionati di chill-out dovrebbe essere una vita all'insegna della mondanità e appunto della "coolness"... Sempre in giro per locali molto fashion... E non posso non sorridere pensando che la vita che sto facendo ne sta ricordando molto l'aspetto più cazzeggioso!
Sono come al solito felice e al tempo stesso preoccupato di questo mio periodo! Perchè come al solito anche se da un lato ci si diverte e si è sempre in giro con tanto di incontri decisamente SWEETER... Dall'altra parte c'è l'ombra degli esami! Ma bisogna dire che anche se per molti è un'ombra minacciosa per me non è così o almeno voglio vederli diversamente.
Insomma, cosa c'è di tanto "sweet" oggi? Tutto! C'è il primo buon risultato di questa vita piena di vaneggiamenti in giro e grandi bevute. Si, è vero che già di persè sarebbe un periodo divertente, ma da molto ormai per me il divertimento fine a se stesso è un qualcosa che non lascia altro che mal di testa il giorno dopo! Stavolta invece il giorno dopo ha lasciato un retrogusto che non sto a descrivere per non essere ripetitivo e per l'appunto sdolcinato..!
Dopo grandi risate e preoccupazioni, incredibili sbalzi d'umore e d'opinione riguardo l'incasinamento che si stava facendo, come un'Angela è arrivata una tipa... E come altro poteva arrivare visto che così si chiama?
L'incontro fra due persone sconosciute che si guardano e si piacciono in un locale è un incontro sempre improvviso e improvvisato, descrivibile solo con aggettivi che ne sottolinerebbero la fortuitità ma anche, se fosse andata come tutte le volte, la brevissima durata o addirittura la totale non realizzazione. Invece esiste un altro caso, quello che uno pensa sia il caso limite, semi-impossibile. Quello di incontrare una persona che oltre a volersi divertire, si vuole divertire proprio con te e non pone limiti al conoscersi oltre la fisicità e non solo con qualche cazzata di rito tanto per non essere troppo frettolosi. Nossignori, si parla di conoscersi senza veli, senza censure, in modo disinteressato e di conseguenza nel modo più realmente interessato. E' l'istinto soprattutto che non viene limitato... in niente! Perchè essere ipocriti e voler nascondere che quello che ci attrae è immancabilmente l'aspetto fisico? E allo stesso tempo perchè essere doppiamente ipocriti e voler scindere la cosa da tutto il resto, decretando a priori che c'è solo quello? Ho trovato chi evidentemente queste domande se l'era già poste anche se appartente a quel mondo, quello femminile, che spesso mi sembra così profondamente intriso di ipocrisia... Oltre a porsi le domande evidentemente aveva anche capito la retoricità delle stesse, che porta una persona ben pensante a rispondere sorridendo con un profondo ME NE FREGO delle apparenze, vivo come dico io! E così seguendo la corrente dell'istinto, lasciando perdere le voci che mi dicevano di star dietro con un po' più di costanza alla ragazza che mi interessava... e con un ME NE FREGO DENTRO AL CUOR (hehehe!) ne ho trovato una che non solo è più interessante della precedente, ma che ha pensato lo stesso di me! Chi mi diceva quindi che era giusto così, che era giusto che io mi divertissi seguendo l'istinto e facendo come sul momento mi andava di fare, senza pensare troppo alle conseguenze, aveva ragione eccome.
Un plauso va alla mia "amica a distanza" Zari, ragazza bulgara conosciuta nel più artificiale dei modi, ossia via internet, che trovava perfettamente giusto divertirsi e stare con le ragazze che mi cagavano, lasciando perdere certe "regine della serata", che più che regine rimangono infine principesse scompagnate...
Annunciamo quindi la "BUONA NOVELLA"... Cazzeggiate, uscite, bevete, abbiate faccia da culo, andate a conoscere chi vi ispira e con un po' di fortuna non solo troverete il divertimento di una sera, quello futile, ma qualcosa che suona ben diverso... Un "sweeter sound"!
Perchè sottolineare chill-out? Ci possono essere sempre un paio di ragioni, ma la prima cosa che mi viene in mente è il "concept" molto "cool" del genere, cosa che spesso e giustamente viene derisa, come pure io, amante del genere, non manco di fare!
Lo "stile" degli appassionati di chill-out dovrebbe essere una vita all'insegna della mondanità e appunto della "coolness"... Sempre in giro per locali molto fashion... E non posso non sorridere pensando che la vita che sto facendo ne sta ricordando molto l'aspetto più cazzeggioso!
Sono come al solito felice e al tempo stesso preoccupato di questo mio periodo! Perchè come al solito anche se da un lato ci si diverte e si è sempre in giro con tanto di incontri decisamente SWEETER... Dall'altra parte c'è l'ombra degli esami! Ma bisogna dire che anche se per molti è un'ombra minacciosa per me non è così o almeno voglio vederli diversamente.
Insomma, cosa c'è di tanto "sweet" oggi? Tutto! C'è il primo buon risultato di questa vita piena di vaneggiamenti in giro e grandi bevute. Si, è vero che già di persè sarebbe un periodo divertente, ma da molto ormai per me il divertimento fine a se stesso è un qualcosa che non lascia altro che mal di testa il giorno dopo! Stavolta invece il giorno dopo ha lasciato un retrogusto che non sto a descrivere per non essere ripetitivo e per l'appunto sdolcinato..!
Dopo grandi risate e preoccupazioni, incredibili sbalzi d'umore e d'opinione riguardo l'incasinamento che si stava facendo, come un'Angela è arrivata una tipa... E come altro poteva arrivare visto che così si chiama?
L'incontro fra due persone sconosciute che si guardano e si piacciono in un locale è un incontro sempre improvviso e improvvisato, descrivibile solo con aggettivi che ne sottolinerebbero la fortuitità ma anche, se fosse andata come tutte le volte, la brevissima durata o addirittura la totale non realizzazione. Invece esiste un altro caso, quello che uno pensa sia il caso limite, semi-impossibile. Quello di incontrare una persona che oltre a volersi divertire, si vuole divertire proprio con te e non pone limiti al conoscersi oltre la fisicità e non solo con qualche cazzata di rito tanto per non essere troppo frettolosi. Nossignori, si parla di conoscersi senza veli, senza censure, in modo disinteressato e di conseguenza nel modo più realmente interessato. E' l'istinto soprattutto che non viene limitato... in niente! Perchè essere ipocriti e voler nascondere che quello che ci attrae è immancabilmente l'aspetto fisico? E allo stesso tempo perchè essere doppiamente ipocriti e voler scindere la cosa da tutto il resto, decretando a priori che c'è solo quello? Ho trovato chi evidentemente queste domande se l'era già poste anche se appartente a quel mondo, quello femminile, che spesso mi sembra così profondamente intriso di ipocrisia... Oltre a porsi le domande evidentemente aveva anche capito la retoricità delle stesse, che porta una persona ben pensante a rispondere sorridendo con un profondo ME NE FREGO delle apparenze, vivo come dico io! E così seguendo la corrente dell'istinto, lasciando perdere le voci che mi dicevano di star dietro con un po' più di costanza alla ragazza che mi interessava... e con un ME NE FREGO DENTRO AL CUOR (hehehe!) ne ho trovato una che non solo è più interessante della precedente, ma che ha pensato lo stesso di me! Chi mi diceva quindi che era giusto così, che era giusto che io mi divertissi seguendo l'istinto e facendo come sul momento mi andava di fare, senza pensare troppo alle conseguenze, aveva ragione eccome.
Un plauso va alla mia "amica a distanza" Zari, ragazza bulgara conosciuta nel più artificiale dei modi, ossia via internet, che trovava perfettamente giusto divertirsi e stare con le ragazze che mi cagavano, lasciando perdere certe "regine della serata", che più che regine rimangono infine principesse scompagnate...
Annunciamo quindi la "BUONA NOVELLA"... Cazzeggiate, uscite, bevete, abbiate faccia da culo, andate a conoscere chi vi ispira e con un po' di fortuna non solo troverete il divertimento di una sera, quello futile, ma qualcosa che suona ben diverso... Un "sweeter sound"!
venerdì, gennaio 26, 2007
v a a a i i !
Che bello scrivere in questa virtualità quando è così piena la propria realtà!
Son stati giorni di "risveglio"... Proprio come quest'anno gli animalin da letargo si stanno svegliando ora a causa delle temperature record, anche io mi sono improvvisamente svegliato dal mio sonno catalettico che durava forse da un paio di mesi...
Nuove amicizie, vecchie amicize anch'esse risvegliate ma soprattutto una gran voglia di recuperare quello che non si è fatto in letargo!
E non mi preoccupo certo di non scrivere di una certa ragazza che, anche se dovesse entrare, proprio con questo mio infantile atto di masturbazione mentale quando ancora quasi non la conosco, fra quelle tante ragazze di cui ho sognato un sacco di cose senza far accadere mai nulla, è sciuramente una ragazza con cui mi divertrò un sacco proprio domani!
Si, domani è giorno di quelli da attendere con trepidazione e il bello è che è già oggi... Tempo fa le belle serate si attendevano con trepidazione per giorni... e ora invece, in questo paradiso che è la vita di chi fa "l'erasmus in casa"... Eccole arrivare addirittura in anticipo!
E' partito tutto da una serata da "beato fra le donne", martedì. Mi avevano tirato un mezzo pacco per un'uscita ed ero in mensa al tavolo con queste amiche di non così vecchia data ma, come accennavo prima, solo dal giorno stesso "riscoperte". Forse leggendomi un po' di delusione in volto a causa dei piani infranti per la serata, dopo che se n'erano andate e io stavo già pensando a come avrei inerzialmente trascinato avanti le mie successive ore della notte nella solitudine, l'amica a me più cara torna indietro e io incredulo ascolto l'invito a salire da loro, unico maschio! Ho accettato senza pensarci due volte, come spesso stava accadendo durante questi miei ultimi giorni di "ripresa".
Fra quelle ragazze c'era anche questa bellissima ragazza conosciuta molto tempo addietro a una festa e poi solo incrociata di tanto in tanto, fra l'altro senza quasi mai riconoscerla! Una volta addirittura la stavo guardando parecchio perchè era vestita "come dico io" e solo dopo un bel po', quando lei mi ha salutato, ho realizzato chi era!
Un vero spirito libero questa ragazza, se la si dovesse descrivere con una parola si potrebbe solo dire "originale" o ancora meglio "UNICA": sembra sempre a metà fra il nostro mondo e un altro sconosciuto, solo suo, ma nonostante questo è sempre presente, sempre in mezzo alla gente e sempre sveglia! Quel suo secondo mondo lo si può solo intuire dal suo sguardo. Che è sguardo di chi sa sognare! Si cazzo, non sto esagerando, non sono innamorato, sto solo descrivendo un essere che mi affascina più degli altri nella misura in cui un pesce tropicale mai visto è meglio di una triglia! Ma torniamo alla cronaca.
Non ero sicuro che ci fosse lei nel gruppo di ragazze da cui stavo lentamente salendo, fumandomi una meditativa sigaretta nel brevissimo tragitto dalla mensa alla casa dello studente. La mia amica mi aveva detto un frizzante "Hanno detto che "puoi" salire!"... Ma ultimamente anche se voi direte "figuriamoci le altre volte", sono parecchio coi piedi per terra. E si, c'era. Sembrava che le altre lei le conoscesse da un sacco di tempo e invece forse le conosceva meno di me! Anzi, sicuro! Eppure se ne stava li, a farsi coccolare sul letto da una ragazza che le faceva lenti grattini al braccio. E io mi immaginavo che avrei sentito le sue fusa se mi fossi avvicinato! Era tutta rilassata, sembrava proprio che lei fosse il gatto della situazione, tranquillamente adagiato nella comodità della vita di noi miseri umani che ci proviamo gusto a coccolarlo... E dico la verità, non ricordo per niente quello di cui si è parlato o ho parlato, ma lei mi guardava proprio come ti guarda un gatto: immobile e indecifrabile nella sua rilassatissima espressione da piccolo felino predatore. Sembra che stia descrivendo una catwoman super-sexy, ma vi assicuro che non è così. La sua felinità sta a un livello più profondo. Si parlava ora che mi ricordo dei pregi dello stare in appartamento o in casa dello studente e sia io, di appartamento, che lei, eravamo controcorrente, sostenendo che la bellezza del vivere in mezzo alla gente, in una casa dello studente in cui tutti si è quasi fratelli, non ha prezzo. Addirittura meglio stare in camera doppia, perchè negarsi un'amicizia così stretta come quella che può nascere da una convivenza così stretta? Espressioni sia di coraggio che di debolezza le nostre: coraggio di chi si mette in gioco, di chi sta bene con sè stesso, debolezza di chi ha bisogno di un calore superiore alla media attorno, per vivere felice. Ci si fuma una sigaretta in compagnia fuori io, lei e un'altra ragazza conosciuta la sera. Si parla di viaggi, ma soprattutto si parla del free-drink di venerdì! In quel momento invece eravamo due cani scodinzolanti alla sola idea della baldoria! E si ammiccava con le risate a una vita che ci piace.
Oggi sono andato alla casa dello studente con il principale intento di assicurarmi che lei fosse al corrente delle prevendite che necessariamente bisognava pagare, ma non avrei mai pensato che saremmo finiti direttamente da lei! Invece il mio amico mi ha velocemente convinto ad andare a "scocciarla" al suo piano. Amico che fra l'altro aveva avuto una divertentissima esperienza con lei, del tipo che dopo un tentativo malriuscito e decisamente "poco sobrio" di "abbordaggio" da parte di lui, anzichè togliergli il saluto come lui già si stava immaginando (e come ovviamente sarebbe successo conoscendo le ragazze che conosco io) lo aveva sonoramente apostrofato il giorno dopo, sorridente, con un "Ehi, non si saluta più?"... Dal giorno si chiamano "cugini". E io a un racconto così non sono per niente immune...
Fattostà che lei ci ha accolti tranquilla come suo solito e si è parlato delle cose più disparate, con altri suoi amici. Alcune dinamiche fra noi erano delle più normali di questo mondo, altre invece mi lasciavano piacevoli interrogativi... Potrebbe essere un'amica, una cnoscente, una storia o la mia fidanzata, che penso che mi andrebbe bene lo stesso. Ma direi che stavolta coglierò l'attimoa ppena si presenterà! Era da molto che non passavo una serata così.
E quindi riprendiamo il titolo di oggi, così fuori luogo fra gli altri, esclamando, con bene in mente che si vive una volta sola e che domani sera la vita varrà il doppio... VAAAAIIII!!
E alla prossima...
Son stati giorni di "risveglio"... Proprio come quest'anno gli animalin da letargo si stanno svegliando ora a causa delle temperature record, anche io mi sono improvvisamente svegliato dal mio sonno catalettico che durava forse da un paio di mesi...
Nuove amicizie, vecchie amicize anch'esse risvegliate ma soprattutto una gran voglia di recuperare quello che non si è fatto in letargo!
E non mi preoccupo certo di non scrivere di una certa ragazza che, anche se dovesse entrare, proprio con questo mio infantile atto di masturbazione mentale quando ancora quasi non la conosco, fra quelle tante ragazze di cui ho sognato un sacco di cose senza far accadere mai nulla, è sciuramente una ragazza con cui mi divertrò un sacco proprio domani!
Si, domani è giorno di quelli da attendere con trepidazione e il bello è che è già oggi... Tempo fa le belle serate si attendevano con trepidazione per giorni... e ora invece, in questo paradiso che è la vita di chi fa "l'erasmus in casa"... Eccole arrivare addirittura in anticipo!
E' partito tutto da una serata da "beato fra le donne", martedì. Mi avevano tirato un mezzo pacco per un'uscita ed ero in mensa al tavolo con queste amiche di non così vecchia data ma, come accennavo prima, solo dal giorno stesso "riscoperte". Forse leggendomi un po' di delusione in volto a causa dei piani infranti per la serata, dopo che se n'erano andate e io stavo già pensando a come avrei inerzialmente trascinato avanti le mie successive ore della notte nella solitudine, l'amica a me più cara torna indietro e io incredulo ascolto l'invito a salire da loro, unico maschio! Ho accettato senza pensarci due volte, come spesso stava accadendo durante questi miei ultimi giorni di "ripresa".
Fra quelle ragazze c'era anche questa bellissima ragazza conosciuta molto tempo addietro a una festa e poi solo incrociata di tanto in tanto, fra l'altro senza quasi mai riconoscerla! Una volta addirittura la stavo guardando parecchio perchè era vestita "come dico io" e solo dopo un bel po', quando lei mi ha salutato, ho realizzato chi era!
Un vero spirito libero questa ragazza, se la si dovesse descrivere con una parola si potrebbe solo dire "originale" o ancora meglio "UNICA": sembra sempre a metà fra il nostro mondo e un altro sconosciuto, solo suo, ma nonostante questo è sempre presente, sempre in mezzo alla gente e sempre sveglia! Quel suo secondo mondo lo si può solo intuire dal suo sguardo. Che è sguardo di chi sa sognare! Si cazzo, non sto esagerando, non sono innamorato, sto solo descrivendo un essere che mi affascina più degli altri nella misura in cui un pesce tropicale mai visto è meglio di una triglia! Ma torniamo alla cronaca.
Non ero sicuro che ci fosse lei nel gruppo di ragazze da cui stavo lentamente salendo, fumandomi una meditativa sigaretta nel brevissimo tragitto dalla mensa alla casa dello studente. La mia amica mi aveva detto un frizzante "Hanno detto che "puoi" salire!"... Ma ultimamente anche se voi direte "figuriamoci le altre volte", sono parecchio coi piedi per terra. E si, c'era. Sembrava che le altre lei le conoscesse da un sacco di tempo e invece forse le conosceva meno di me! Anzi, sicuro! Eppure se ne stava li, a farsi coccolare sul letto da una ragazza che le faceva lenti grattini al braccio. E io mi immaginavo che avrei sentito le sue fusa se mi fossi avvicinato! Era tutta rilassata, sembrava proprio che lei fosse il gatto della situazione, tranquillamente adagiato nella comodità della vita di noi miseri umani che ci proviamo gusto a coccolarlo... E dico la verità, non ricordo per niente quello di cui si è parlato o ho parlato, ma lei mi guardava proprio come ti guarda un gatto: immobile e indecifrabile nella sua rilassatissima espressione da piccolo felino predatore. Sembra che stia descrivendo una catwoman super-sexy, ma vi assicuro che non è così. La sua felinità sta a un livello più profondo. Si parlava ora che mi ricordo dei pregi dello stare in appartamento o in casa dello studente e sia io, di appartamento, che lei, eravamo controcorrente, sostenendo che la bellezza del vivere in mezzo alla gente, in una casa dello studente in cui tutti si è quasi fratelli, non ha prezzo. Addirittura meglio stare in camera doppia, perchè negarsi un'amicizia così stretta come quella che può nascere da una convivenza così stretta? Espressioni sia di coraggio che di debolezza le nostre: coraggio di chi si mette in gioco, di chi sta bene con sè stesso, debolezza di chi ha bisogno di un calore superiore alla media attorno, per vivere felice. Ci si fuma una sigaretta in compagnia fuori io, lei e un'altra ragazza conosciuta la sera. Si parla di viaggi, ma soprattutto si parla del free-drink di venerdì! In quel momento invece eravamo due cani scodinzolanti alla sola idea della baldoria! E si ammiccava con le risate a una vita che ci piace.
Oggi sono andato alla casa dello studente con il principale intento di assicurarmi che lei fosse al corrente delle prevendite che necessariamente bisognava pagare, ma non avrei mai pensato che saremmo finiti direttamente da lei! Invece il mio amico mi ha velocemente convinto ad andare a "scocciarla" al suo piano. Amico che fra l'altro aveva avuto una divertentissima esperienza con lei, del tipo che dopo un tentativo malriuscito e decisamente "poco sobrio" di "abbordaggio" da parte di lui, anzichè togliergli il saluto come lui già si stava immaginando (e come ovviamente sarebbe successo conoscendo le ragazze che conosco io) lo aveva sonoramente apostrofato il giorno dopo, sorridente, con un "Ehi, non si saluta più?"... Dal giorno si chiamano "cugini". E io a un racconto così non sono per niente immune...
Fattostà che lei ci ha accolti tranquilla come suo solito e si è parlato delle cose più disparate, con altri suoi amici. Alcune dinamiche fra noi erano delle più normali di questo mondo, altre invece mi lasciavano piacevoli interrogativi... Potrebbe essere un'amica, una cnoscente, una storia o la mia fidanzata, che penso che mi andrebbe bene lo stesso. Ma direi che stavolta coglierò l'attimoa ppena si presenterà! Era da molto che non passavo una serata così.
E quindi riprendiamo il titolo di oggi, così fuori luogo fra gli altri, esclamando, con bene in mente che si vive una volta sola e che domani sera la vita varrà il doppio... VAAAAIIII!!
E alla prossima...
mercoledì, dicembre 20, 2006
s o g n o
In questi giorni mi sento strano. Sono felice in fondo e a parte i dubbi e i rimpianti (o rimorsi? Devo chiederlo a un'amica...) che saltano fuori di tanto in tanto, intermittenti, come penso sia normale per qualsiasi essere umano della mia età, ho comunque un qualcosa dentro che a livello più profondo mi fa stare... non so come dire... "strano".
Complice dev'essere il mio modo di vivere la vita un po' artificioso... Il separare "cicli di vita", lo scindere periodi lunghi della mia esistenza. Un tempo si trattava sempre, in questi casi, di tagliare i ponti con il passato e di ri-inventarmi (parola che va di moda...). Quello che invece mi caratterizza ora, che caratterizza questo "ciclo", è una voglia di riscoprire me stesso.
Come ho raccontato nell'ultimo post, si tratta ora di disegnare su una nuova tela, ma con ben presenti le esperienze del passato. E quindi forse è proprio questa tela bianca che si riempie piano piano di elementi, ma che soffre di un senso di vuoto, la cosa che mi da questo senso di incertezza.
Io da anni scrivo in un diario, che più che un diario è un epistolario. Sono lettere scritte a un'entità che sempre di più con gli anni ha preso forma assumendo un'identità nota. La MIA. Era a me stesso, il me stesso "del futuro", che scrivevo. Andando contro il consiglio di qualcuno, ma rispettando quello che infine sia la "vecchia identità" che la "nuova" avevano deciso, le ultime pagine sono state infine scritte "dalla nuova identità alla vecchia". E' stato un prendere le redini del mio presente e futuro. Ma è stato anche un tagliare i ponti, forse, proprio come in passato avevo fatto. Scelta che proprio ora sto criticando un po'.
Ma lasciando perdere ragionamenti che non mi portano al dunque e che sono in fondo troppo personali anche per questo apertissimo blog, voglio tornare appunto al mio presente.
In questi giorni ho avuto altri flashback dal passato. I ricordi si sono fatti forse più distanti? E' strano, perché sono venute a galla immagini che credevo di aver perso e che mi sono davvero rallegrato di aver ritrovato, ma forse il tempo mi ha fatto pagare un piccolo prezzo per questo... E tutte le immagini sono diventate un po' sfuocate. Ma di nuovo; bando ai rimugginamenti e arriviamo al sodo... Quale notte sarebbe stata più adatta per raccontare un pezzo unico del mio passato, se non questa notte, in cui ho rivisto i due primi mitici film delle Tartarughe Ninja, i miei miti dell'infanzia?? Mi sono immaginato di nuovo li in quel cinema, forse il primo che vedevo, e mi sono reso conto di quanto le immagini di quel film mi avessero sicuramente marchiato a fuoco. Le strade buie della notte, le fogne... Ma una grande città: New York.
Un ricordo che è quasi un sogno è riemerso... Avevo forse 4 anni quando siamo passati per New York in uno dei viaggi la cui meta principale era il Messico. Ero stanco morto, forse avevo anche il mio braccio fasciato e legato per un brutto taglio al dito, e stavamo andando in taxi verso la stazione ferroviaria centrale (o verso l'aeroporto? Che fortuna che tutti questi dettagli li posso sempre chiedere a mia mamma e mio papà!). Mi ricordo distintamente che prima di addormentarmi, con la testa forse reclinata sul grembo di mamma, guardavo dal finestrino... E incantato di fronte ai grattacieli che illuminavano la notte di Manhattan ho visto una forma bellissima, il maestoso Chrysler Building, tutt'ora il mio grattacielo preferito, emblema di un qualcosa che sento mio. Poco dopo mi sono addormentato e comodamente per me e scomodamente per i miei, mi sarò fatto trasportare in braccio fino a destinazione, svegliandomi poi attivissimo come era mio solito e con gli occhi spalancati di fronte a chissà quale meraviglia, visto che tutto era meraviglia di fronte ai miei occhi.
New York ha avuto un'altra comparsa decisiva nel mio destino anni dopo. Era il 2001 ed era Giugno. Avevo usato tutta la mia diplomazia, che padroneggio fin da piccolo, per convincere i miei genitori a passare per New York. Il mio scopo segreto: incontrare in un caso fortuito, a cui forse potevo credere solo con la mente di allora (chissà, magari invece sarò sempre così...), la donna dei miei sogni, Natalie Portman. Avevo stampato in gran segreto a casa mia una sua foto e l'avevo accuratamente piegata per farla stare nel mio portafoglio. Nelle ore prima della partenza, ancora a casa a Borgofranco, avevo fatto questa operazione con una determinazione "rituale", sicuro di me e di quello che stavo facendo! Di quell'incontro, o meglio, di quel NON-incontro, parlerò un'altra volta... Ma ora voglio mettere nuovamente per iscritto il fatto che durante quella brevissima permanenza a New York mi ha segnato di più.
Stavo scrivendo sul diario, in bagno. Era la nostra prima notte in albergo. Ero tutto immerso in me stesso, come spesso mi capita in viaggio, ed ero eccitato e allo stesso tempo languidamente soddisfatto di quel fantastico regalo che la mia vita mi stava facendo. Ero nel posto dei miei sogni. Andando a letto, dopo aver dato la buona notte ai miei, tutto felice, devo essere restato sveglio ancora un po', pensando a quello che mi aspettava, pensando chissà che cosa... Pensando forse a quello che avevo scritto nel diario, un riassunto degli ultimi due anni in cui quelle pagine non erano più state sfogliate e non avevano visto l'ombra di una penna. Erano stati i due anni più importanti della mia vita... In quel momento erano tali. Avevo preso decisioni e fatto cose che mi spaventavano ed eccitavano allo stesso tempo. Con questi ed altri pensieri mi sono addormentato. Da li in poi, il mio cervello è stato capace di donarmi un'esperienza fuori dal comune.
Un sogno. Un sogno lunghissimo. Come se tutta la notte avessi sognato ininterrottamente lo stesso sogno. Era come un film... Ed era la mi vita.
Tornato a casa dopo l'estate si viveva allo sbando, io e i miei amici: posti bui e nascosti... In città, non più in paese... Si rideva in vicoli bui e si sputava per terra, maledicendo il posto per quanto era freddo in tutti i sensi, ma gioendo in fondo della vita spensierata e piena di trasgressione. Sempre in coppia io e Rodi il mio migliore amico, frequentiamo posti strani, scabrosi. Saloni in cui si festeggiava senza sosta e in cui si rimaneva fino a notte fonda a volte restando anche soli... Una notte in preda all'alcool, una ragazza che ricordava una vecchia compagna di scuola, decise di farci provare a turno nuove sensazioni e così raggiungemmo quel nostro grande obiettivo... Perdere la verginità a 15 anni per me e 16 per lui... Esterrefatti per quella grande esperienza vissuta insieme, il nostro legame si fortifica ancor di più e passiamo insieme ormai tutti i giorni e le notti. Casa mia non si vede mai. Siamo sempre in giro e come guardando dei notiziari, ogni giorno sentendo i nostri amici ne sentivamo di stranissime, di sconcertanti... Ogni giorno succedeva qualcosa di strano. Qualcuno dei nostri amici già aveva la patente e aveva fatto un brutto incidente... Qualcun altro si trasferiva per non tornare mai più... Qualcun altro finiva ancora peggio. Di fronte a tutti gli avvenimenti che sentivamo, dopo l'iniziale inebetito stupore, si reagiva un po' con indifferenza e con un senso di rassegnazione. Del resto tutto stava cambiando... Noi del resto eravamo cambiati e facevamo cose assurde, quindi tutto era normale, tutto era possibile. Ed ecco che un giorno lo scenario cambia e ci troviamo nel giardino di casa mia, vicino ai garage. Siamo con due loschi tipi che ci stanno probabilmente vendendo del fumo e tutto a un tratto arriva la polizia. Non si sa bene come i due tipi riescono a svignarsela, mentre noi due veniamo presi. Io riesco in qualche modo ad apparire subito innocente, ma Rodi no, forse lo stavano già cercando. In quel momento arriva correndo mio padre che in escandescenza fa qualcosa che non doveva fare e finisce anche lui in manette. Rodi e mio padre in carcere. La vita diventa sempre più cupa. Casa la vedo ancor meno di prima. Ora di fronte a tutte le notizie non reagisco più con forza, ora i cambiamenti sembrano tutti schifosi. La vita è una merda. Questa frase ricorre più volte d'ora in avanti: "La vita è una MERDA!". La città la si abbandona per un po'... E' diventato pericoloso farsi vedere troppo in giro. Vado a una festa di paese dove ci sono alcuni amici. Ma mi sento solo e fuori luogo. Solo una persona sembra aver voglia di starmi vicino, è una ragazza. Una ragazza che più che la vera Valentina A., sembra la Valentina A. che solo io immaginavo... Una ragazza tenera e sensibile che dopo aver perforato quella corazza che sicuramente mi ero costruito per proteggermi da quel mondo ostile, mi fa sentire libero di sputare fuori tutto quello che avevo dentro... E così accompagnandomi a casa, dalle parti della stazione, ci fermiamo e le racconto tutti i fatti che erano successi in quel periodo e come mi sentivo. Infine mi rendo conto di quanto bene mi stava facendo parlarne, li, appoggiati a quel monumento intestato a non ricordo chi... E le dico: "Solo tu riesci ancora a mettermi allegria, anzi che rabbia"... "Rafael... Baciami..."... Seguì un bacio "etereo", un fantasma di un bacio... Brevissimo, sfuggente, come quello che può sognare un ragazzino che non ne ha mai dato uno davvero, e subito sostituito da un abbraccio molto meno timido, passionale e da tanti altri baci sul collo, misti a lacrime forse di entrambi. "Voglio stare insieme a te, Vale!"... "Se è quello che vuoi... Ma io preferirei averti come il mio migliore amico di sempre..."
Così, con un nuovo sentimento, un amore, come al solito corrisposto molto a fatica, si concluse il sogno più lungo della mia vita. E insieme ad esso, ancora non lo sapevo, UNA PROFEZIA... Perché quel sogno ha descritto due anni che dovevano ancora venire... Abbiamo frequentato davvero quei posti bui, abbiamo frequentato davvero quei saloni dove si facevano feste assurde... Era UGUALE il salone (che ancora al tempo del sogno non conoscevo) dove avrei dato il mio primo bacio quell'anno che doveva ancora venire ed era uguale il posto che frequentavamo in sogno a quello che avremmo frequentato ogni sabato dell'anno che doveva ancora venire. Dei nostri amici fecero davvero un incidente in macchina e rimasero molto tempo in ospedale (quelli che sopravvissero) e noi davvero vivevamo la cosa con quelle strane sensazioni... I miei si sono separati e quello è equivalso al carcere per mio padre... Infatti non lo vedevo più se non una volta alla settimana. E infine da mia madre ci stavo davvero poco, perché stavo in giro fino a tardi, come in sogno. Solo Valentina non è mai stata come in sogno se non forse da poco ora che ci penso. L'ultima volta che ci siamo visti prima del mio trasferimento... Abbiamo pianto assieme come in sogno anche se non eravamo abbracciati appassionatamente, ma comunque sia ha avuto un ruolo simile, perché dopo quel discorso con lei mi son sentito liberato e mi son sentito nuovo.
Un sogno... Tutto in un sogno...
Complice dev'essere il mio modo di vivere la vita un po' artificioso... Il separare "cicli di vita", lo scindere periodi lunghi della mia esistenza. Un tempo si trattava sempre, in questi casi, di tagliare i ponti con il passato e di ri-inventarmi (parola che va di moda...). Quello che invece mi caratterizza ora, che caratterizza questo "ciclo", è una voglia di riscoprire me stesso.
Come ho raccontato nell'ultimo post, si tratta ora di disegnare su una nuova tela, ma con ben presenti le esperienze del passato. E quindi forse è proprio questa tela bianca che si riempie piano piano di elementi, ma che soffre di un senso di vuoto, la cosa che mi da questo senso di incertezza.
Io da anni scrivo in un diario, che più che un diario è un epistolario. Sono lettere scritte a un'entità che sempre di più con gli anni ha preso forma assumendo un'identità nota. La MIA. Era a me stesso, il me stesso "del futuro", che scrivevo. Andando contro il consiglio di qualcuno, ma rispettando quello che infine sia la "vecchia identità" che la "nuova" avevano deciso, le ultime pagine sono state infine scritte "dalla nuova identità alla vecchia". E' stato un prendere le redini del mio presente e futuro. Ma è stato anche un tagliare i ponti, forse, proprio come in passato avevo fatto. Scelta che proprio ora sto criticando un po'.
Ma lasciando perdere ragionamenti che non mi portano al dunque e che sono in fondo troppo personali anche per questo apertissimo blog, voglio tornare appunto al mio presente.
In questi giorni ho avuto altri flashback dal passato. I ricordi si sono fatti forse più distanti? E' strano, perché sono venute a galla immagini che credevo di aver perso e che mi sono davvero rallegrato di aver ritrovato, ma forse il tempo mi ha fatto pagare un piccolo prezzo per questo... E tutte le immagini sono diventate un po' sfuocate. Ma di nuovo; bando ai rimugginamenti e arriviamo al sodo... Quale notte sarebbe stata più adatta per raccontare un pezzo unico del mio passato, se non questa notte, in cui ho rivisto i due primi mitici film delle Tartarughe Ninja, i miei miti dell'infanzia?? Mi sono immaginato di nuovo li in quel cinema, forse il primo che vedevo, e mi sono reso conto di quanto le immagini di quel film mi avessero sicuramente marchiato a fuoco. Le strade buie della notte, le fogne... Ma una grande città: New York.
Un ricordo che è quasi un sogno è riemerso... Avevo forse 4 anni quando siamo passati per New York in uno dei viaggi la cui meta principale era il Messico. Ero stanco morto, forse avevo anche il mio braccio fasciato e legato per un brutto taglio al dito, e stavamo andando in taxi verso la stazione ferroviaria centrale (o verso l'aeroporto? Che fortuna che tutti questi dettagli li posso sempre chiedere a mia mamma e mio papà!). Mi ricordo distintamente che prima di addormentarmi, con la testa forse reclinata sul grembo di mamma, guardavo dal finestrino... E incantato di fronte ai grattacieli che illuminavano la notte di Manhattan ho visto una forma bellissima, il maestoso Chrysler Building, tutt'ora il mio grattacielo preferito, emblema di un qualcosa che sento mio. Poco dopo mi sono addormentato e comodamente per me e scomodamente per i miei, mi sarò fatto trasportare in braccio fino a destinazione, svegliandomi poi attivissimo come era mio solito e con gli occhi spalancati di fronte a chissà quale meraviglia, visto che tutto era meraviglia di fronte ai miei occhi.
New York ha avuto un'altra comparsa decisiva nel mio destino anni dopo. Era il 2001 ed era Giugno. Avevo usato tutta la mia diplomazia, che padroneggio fin da piccolo, per convincere i miei genitori a passare per New York. Il mio scopo segreto: incontrare in un caso fortuito, a cui forse potevo credere solo con la mente di allora (chissà, magari invece sarò sempre così...), la donna dei miei sogni, Natalie Portman. Avevo stampato in gran segreto a casa mia una sua foto e l'avevo accuratamente piegata per farla stare nel mio portafoglio. Nelle ore prima della partenza, ancora a casa a Borgofranco, avevo fatto questa operazione con una determinazione "rituale", sicuro di me e di quello che stavo facendo! Di quell'incontro, o meglio, di quel NON-incontro, parlerò un'altra volta... Ma ora voglio mettere nuovamente per iscritto il fatto che durante quella brevissima permanenza a New York mi ha segnato di più.
Stavo scrivendo sul diario, in bagno. Era la nostra prima notte in albergo. Ero tutto immerso in me stesso, come spesso mi capita in viaggio, ed ero eccitato e allo stesso tempo languidamente soddisfatto di quel fantastico regalo che la mia vita mi stava facendo. Ero nel posto dei miei sogni. Andando a letto, dopo aver dato la buona notte ai miei, tutto felice, devo essere restato sveglio ancora un po', pensando a quello che mi aspettava, pensando chissà che cosa... Pensando forse a quello che avevo scritto nel diario, un riassunto degli ultimi due anni in cui quelle pagine non erano più state sfogliate e non avevano visto l'ombra di una penna. Erano stati i due anni più importanti della mia vita... In quel momento erano tali. Avevo preso decisioni e fatto cose che mi spaventavano ed eccitavano allo stesso tempo. Con questi ed altri pensieri mi sono addormentato. Da li in poi, il mio cervello è stato capace di donarmi un'esperienza fuori dal comune.
Un sogno. Un sogno lunghissimo. Come se tutta la notte avessi sognato ininterrottamente lo stesso sogno. Era come un film... Ed era la mi vita.
Tornato a casa dopo l'estate si viveva allo sbando, io e i miei amici: posti bui e nascosti... In città, non più in paese... Si rideva in vicoli bui e si sputava per terra, maledicendo il posto per quanto era freddo in tutti i sensi, ma gioendo in fondo della vita spensierata e piena di trasgressione. Sempre in coppia io e Rodi il mio migliore amico, frequentiamo posti strani, scabrosi. Saloni in cui si festeggiava senza sosta e in cui si rimaneva fino a notte fonda a volte restando anche soli... Una notte in preda all'alcool, una ragazza che ricordava una vecchia compagna di scuola, decise di farci provare a turno nuove sensazioni e così raggiungemmo quel nostro grande obiettivo... Perdere la verginità a 15 anni per me e 16 per lui... Esterrefatti per quella grande esperienza vissuta insieme, il nostro legame si fortifica ancor di più e passiamo insieme ormai tutti i giorni e le notti. Casa mia non si vede mai. Siamo sempre in giro e come guardando dei notiziari, ogni giorno sentendo i nostri amici ne sentivamo di stranissime, di sconcertanti... Ogni giorno succedeva qualcosa di strano. Qualcuno dei nostri amici già aveva la patente e aveva fatto un brutto incidente... Qualcun altro si trasferiva per non tornare mai più... Qualcun altro finiva ancora peggio. Di fronte a tutti gli avvenimenti che sentivamo, dopo l'iniziale inebetito stupore, si reagiva un po' con indifferenza e con un senso di rassegnazione. Del resto tutto stava cambiando... Noi del resto eravamo cambiati e facevamo cose assurde, quindi tutto era normale, tutto era possibile. Ed ecco che un giorno lo scenario cambia e ci troviamo nel giardino di casa mia, vicino ai garage. Siamo con due loschi tipi che ci stanno probabilmente vendendo del fumo e tutto a un tratto arriva la polizia. Non si sa bene come i due tipi riescono a svignarsela, mentre noi due veniamo presi. Io riesco in qualche modo ad apparire subito innocente, ma Rodi no, forse lo stavano già cercando. In quel momento arriva correndo mio padre che in escandescenza fa qualcosa che non doveva fare e finisce anche lui in manette. Rodi e mio padre in carcere. La vita diventa sempre più cupa. Casa la vedo ancor meno di prima. Ora di fronte a tutte le notizie non reagisco più con forza, ora i cambiamenti sembrano tutti schifosi. La vita è una merda. Questa frase ricorre più volte d'ora in avanti: "La vita è una MERDA!". La città la si abbandona per un po'... E' diventato pericoloso farsi vedere troppo in giro. Vado a una festa di paese dove ci sono alcuni amici. Ma mi sento solo e fuori luogo. Solo una persona sembra aver voglia di starmi vicino, è una ragazza. Una ragazza che più che la vera Valentina A., sembra la Valentina A. che solo io immaginavo... Una ragazza tenera e sensibile che dopo aver perforato quella corazza che sicuramente mi ero costruito per proteggermi da quel mondo ostile, mi fa sentire libero di sputare fuori tutto quello che avevo dentro... E così accompagnandomi a casa, dalle parti della stazione, ci fermiamo e le racconto tutti i fatti che erano successi in quel periodo e come mi sentivo. Infine mi rendo conto di quanto bene mi stava facendo parlarne, li, appoggiati a quel monumento intestato a non ricordo chi... E le dico: "Solo tu riesci ancora a mettermi allegria, anzi che rabbia"... "Rafael... Baciami..."... Seguì un bacio "etereo", un fantasma di un bacio... Brevissimo, sfuggente, come quello che può sognare un ragazzino che non ne ha mai dato uno davvero, e subito sostituito da un abbraccio molto meno timido, passionale e da tanti altri baci sul collo, misti a lacrime forse di entrambi. "Voglio stare insieme a te, Vale!"... "Se è quello che vuoi... Ma io preferirei averti come il mio migliore amico di sempre..."
Così, con un nuovo sentimento, un amore, come al solito corrisposto molto a fatica, si concluse il sogno più lungo della mia vita. E insieme ad esso, ancora non lo sapevo, UNA PROFEZIA... Perché quel sogno ha descritto due anni che dovevano ancora venire... Abbiamo frequentato davvero quei posti bui, abbiamo frequentato davvero quei saloni dove si facevano feste assurde... Era UGUALE il salone (che ancora al tempo del sogno non conoscevo) dove avrei dato il mio primo bacio quell'anno che doveva ancora venire ed era uguale il posto che frequentavamo in sogno a quello che avremmo frequentato ogni sabato dell'anno che doveva ancora venire. Dei nostri amici fecero davvero un incidente in macchina e rimasero molto tempo in ospedale (quelli che sopravvissero) e noi davvero vivevamo la cosa con quelle strane sensazioni... I miei si sono separati e quello è equivalso al carcere per mio padre... Infatti non lo vedevo più se non una volta alla settimana. E infine da mia madre ci stavo davvero poco, perché stavo in giro fino a tardi, come in sogno. Solo Valentina non è mai stata come in sogno se non forse da poco ora che ci penso. L'ultima volta che ci siamo visti prima del mio trasferimento... Abbiamo pianto assieme come in sogno anche se non eravamo abbracciati appassionatamente, ma comunque sia ha avuto un ruolo simile, perché dopo quel discorso con lei mi son sentito liberato e mi son sentito nuovo.
Un sogno... Tutto in un sogno...
sabato, dicembre 09, 2006
o l d e r
Ecco finalmente un nuovo post, il cui titolo è come al solito dotato di molteplici valenze...
Per una volta era doversono scrivere in inglese, volendo anche citare l'album di George Michael (lo so Guido, ce l'ho da secoli, prometto solennemente che te lo restituisco...:-) omonimo.
Perchè lo voglio citare? Perchè dentro quell'album c'è un pezzo di me, che ho ritrovato esattamente nel momento in cui ho risentito quelle note, un fischiettio digitale, e che avevo perso nei meandri dei ricordi. Era un pezzo mancante di un puzzle, puzzle che ora quasi completo posso appendere. Si tratta della vita vissuta.
Ma qui arriva la seconda valenza del titolo. Innanzitutto, chi è stato ad aspettare un nuovo post qui è diventato vecchio, ma freddure a parte, c'è una grande verità da dire. Sono sul bordo di un limite: ho appeso e messo in bella vista (davvero alla vista di tutti) il mio passato.
Ora tutto quello che succede non si va ad aggiungere a un quadro ormai saturo, ma è scintillante e nuova materia nello spazio infinito, quello di un periodo di spazio-tempo relativamente LUNGHISSIMO: la vita.
Ho sentito quell'odore tempo fa, un'odore di autunno, che preannuncia una fine. Poi ho sentito tattili sensazioni (parte ora la canzone associata a quelle sensazioni, per puro caso, state quindi leggendo un post scritto al momento giusto...) di affetto caloroso, che hanno sempre preannunciato un addio. Sensazioni sentite appunto salutando una persona. Un abbraccio... Chi era quella persona? Guardatevi V per Vendetta è sentite la risposta che Evey Hammond da alla fine del film alla domanda "Chi era lui?". Questa persona risponde, per quanto riguarda il mio punto di vista e di sentire, molto bene a quella "descrizione" (ed è di nuovo partita una canzone associata, non ci posso fare niente: questi sono "SMS from GOD", come dicevamo io e il mio migliore amico).
Altri segnali di "una fine" (e un nuovo inizio) hanno interessato tutti i sensi. La musica ha fatto tutto il suo percorso. Si è sentita di nuovo la primissima, fino ad arrivare all'ultimissima della mia vita. Quella che stavo ascoltando ora. I sapori son tornati con oggi anche loro tutti quanti, come in uno scorrere di titoli di coda.
Cosa mancava quindi? La vista... Il mio senso principale. Collegato al mio "sesto senso"...
Oggi, 8 Dicembre, ho fatto il bagno a Calamosca, si, dentro l'acqua del mare, avete capito bene. Uscito, corroborato dalla "beffarda" esperienza, mi son soffermato a guardare il mare. E ho rivisto il mare come lo vedevo un tempo. In quel momento il sesto senso è entrato sfondando tutte le porte una dietro l'altra, ma immerso nel più totale silenzio, un silenzio spaziale. Mi son sentito come quando avevo 12 anni e mi apprestavo ad entrare a pieno titolo nella vita. In QUESTO ciclo di vita, il più importante forse. Ho rivisto e risentito tutto in quella fantastica armonia con l'ambiente. Potevo toccare i flussi d'aria e vedere i gabbiani tut'intorno a me anche fissando il mare.
E tutto quindi ha ricordato il passato. E tutto quindi mi diceva che ormai era passato. Non ho sentito completezza, ma grande INcompletezza, entrato ormai nel nuovo inzio, libero da ogni fardello, nudo, diretto verso tante cose grandi, correndo spensierato. Ho sentito libertà. Quella libertà di chi, una volta rivista tutta la sua opera, mette da parte, ammira il risultato e infine prende un altro foglio, tabula rasa e inizia a creare di nuovo. Sapendo di non avere limiti. La libertà sta anche nel poter vedere ora dall'esterno gli errori precedenti, ma allo stesso tempo vedere anche dall'esterno tutte le cose belle e poterle apprezzare ancor di più.
Questo grande cambiamento è avvenuto tutto in una notte, tutto in una volta? Si e no. In realtà, si chiama tempo che scorre e che ci fa diventare più vecchi...
E io fin da piccolo l'ho pensata in una sola maniera a riguardo, con grande coraggio:
"Non vedo l'ora di invecchiare, perchè diventerò saggio."
.
.
.
Per una volta era doversono scrivere in inglese, volendo anche citare l'album di George Michael (lo so Guido, ce l'ho da secoli, prometto solennemente che te lo restituisco...:-) omonimo.
Perchè lo voglio citare? Perchè dentro quell'album c'è un pezzo di me, che ho ritrovato esattamente nel momento in cui ho risentito quelle note, un fischiettio digitale, e che avevo perso nei meandri dei ricordi. Era un pezzo mancante di un puzzle, puzzle che ora quasi completo posso appendere. Si tratta della vita vissuta.
Ma qui arriva la seconda valenza del titolo. Innanzitutto, chi è stato ad aspettare un nuovo post qui è diventato vecchio, ma freddure a parte, c'è una grande verità da dire. Sono sul bordo di un limite: ho appeso e messo in bella vista (davvero alla vista di tutti) il mio passato.
Ora tutto quello che succede non si va ad aggiungere a un quadro ormai saturo, ma è scintillante e nuova materia nello spazio infinito, quello di un periodo di spazio-tempo relativamente LUNGHISSIMO: la vita.
Ho sentito quell'odore tempo fa, un'odore di autunno, che preannuncia una fine. Poi ho sentito tattili sensazioni (parte ora la canzone associata a quelle sensazioni, per puro caso, state quindi leggendo un post scritto al momento giusto...) di affetto caloroso, che hanno sempre preannunciato un addio. Sensazioni sentite appunto salutando una persona. Un abbraccio... Chi era quella persona? Guardatevi V per Vendetta è sentite la risposta che Evey Hammond da alla fine del film alla domanda "Chi era lui?". Questa persona risponde, per quanto riguarda il mio punto di vista e di sentire, molto bene a quella "descrizione" (ed è di nuovo partita una canzone associata, non ci posso fare niente: questi sono "SMS from GOD", come dicevamo io e il mio migliore amico).
Altri segnali di "una fine" (e un nuovo inizio) hanno interessato tutti i sensi. La musica ha fatto tutto il suo percorso. Si è sentita di nuovo la primissima, fino ad arrivare all'ultimissima della mia vita. Quella che stavo ascoltando ora. I sapori son tornati con oggi anche loro tutti quanti, come in uno scorrere di titoli di coda.
Cosa mancava quindi? La vista... Il mio senso principale. Collegato al mio "sesto senso"...
Oggi, 8 Dicembre, ho fatto il bagno a Calamosca, si, dentro l'acqua del mare, avete capito bene. Uscito, corroborato dalla "beffarda" esperienza, mi son soffermato a guardare il mare. E ho rivisto il mare come lo vedevo un tempo. In quel momento il sesto senso è entrato sfondando tutte le porte una dietro l'altra, ma immerso nel più totale silenzio, un silenzio spaziale. Mi son sentito come quando avevo 12 anni e mi apprestavo ad entrare a pieno titolo nella vita. In QUESTO ciclo di vita, il più importante forse. Ho rivisto e risentito tutto in quella fantastica armonia con l'ambiente. Potevo toccare i flussi d'aria e vedere i gabbiani tut'intorno a me anche fissando il mare.
E tutto quindi ha ricordato il passato. E tutto quindi mi diceva che ormai era passato. Non ho sentito completezza, ma grande INcompletezza, entrato ormai nel nuovo inzio, libero da ogni fardello, nudo, diretto verso tante cose grandi, correndo spensierato. Ho sentito libertà. Quella libertà di chi, una volta rivista tutta la sua opera, mette da parte, ammira il risultato e infine prende un altro foglio, tabula rasa e inizia a creare di nuovo. Sapendo di non avere limiti. La libertà sta anche nel poter vedere ora dall'esterno gli errori precedenti, ma allo stesso tempo vedere anche dall'esterno tutte le cose belle e poterle apprezzare ancor di più.
Questo grande cambiamento è avvenuto tutto in una notte, tutto in una volta? Si e no. In realtà, si chiama tempo che scorre e che ci fa diventare più vecchi...
E io fin da piccolo l'ho pensata in una sola maniera a riguardo, con grande coraggio:
"Non vedo l'ora di invecchiare, perchè diventerò saggio."
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domenica, ottobre 29, 2006
r o g u e
I'm a rogue
I'm feeling right and exact, man
As the song
(I want to put out my "wong")
I stole more than I have bought
I'm happy with this loot(y)
I stole that for my "booty"
I feel Huge Huge Hugeee
That's beacause I'm not
That kind of alcohol thief
I'm more than that bot
I'm a thief as you're a rogue
I'm a rogue as you're a thief
I loose what is it not
I won what is it worth
I've drunk what I was for
I smoked what I was to
I hate this language though
I leave you with this thought
I can't just stop it all
'Cause I am here for more
So fuck it all and ALL
I'm not here for you BOTH
YOU and my life, YOU BOTH
So just keep living AL-though
Don't think to me as an evil god
So you can drive it all
To hell and who knows for...
I'm just as here 's'I was before
Don't look at me 's'I were a boar
I'm just to follow what is right
For me and for everyone it's right
So bring me EVERYONE
(I just said that)
I just said EEEHHHVVVVRRRRYYWWONNNN!!!
... You wonder why
I just asked that
Don't mock this by
I've said it to bet
To bet what IT'S to come
To be sure IT'S GONNA BE better
Than what I HAVE brought
Just to convert me to a "matter"
A matter of what??
A matter of none
A matter for none
To annihilate me to the bone
To ring me as a tone
I was not meant for that
Just fuck you
And remember that time, THAT
.
.
.
I'm feeling right and exact, man
As the song
(I want to put out my "wong")
I stole more than I have bought
I'm happy with this loot(y)
I stole that for my "booty"
I feel Huge Huge Hugeee
That's beacause I'm not
That kind of alcohol thief
I'm more than that bot
I'm a thief as you're a rogue
I'm a rogue as you're a thief
I loose what is it not
I won what is it worth
I've drunk what I was for
I smoked what I was to
I hate this language though
I leave you with this thought
I can't just stop it all
'Cause I am here for more
So fuck it all and ALL
I'm not here for you BOTH
YOU and my life, YOU BOTH
So just keep living AL-though
Don't think to me as an evil god
So you can drive it all
To hell and who knows for...
I'm just as here 's'I was before
Don't look at me 's'I were a boar
I'm just to follow what is right
For me and for everyone it's right
So bring me EVERYONE
(I just said that)
I just said EEEHHHVVVVRRRRYYWWONNNN!!!
... You wonder why
I just asked that
Don't mock this by
I've said it to bet
To bet what IT'S to come
To be sure IT'S GONNA BE better
Than what I HAVE brought
Just to convert me to a "matter"
A matter of what??
A matter of none
A matter for none
To annihilate me to the bone
To ring me as a tone
I was not meant for that
Just fuck you
And remember that time, THAT
.
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lunedì, ottobre 16, 2006
r e a l - l i f e - f a n t a s y
E' tanto tempo che non scrivo... Un lasso di tempo la cui lunghezza è giustificata dalla grandezza dei fatti che hanno cambiato la mia vita, proprio negli ultimi tempi! Mi sono anche detto più volte che non aveva più senso ormai scrivere su questo blog come prima, e in parte è vero, ma alla fine ha prevalso la voglia di condividere una nuova vita, una "real life fantasy", definizone presa da "Ecstasy", degli ATB, canzone che già prima di avermi fatto comprendere letteralmente il suo messaggio avevo eletto come inno del mio stato d'animo, durante un viaggio di cui parlerò a breve...
Tutto è iniziato dopo aver conosciuto una persona che mi ha fatto nascere un impulso che non avevo mai avuto. L'impulso è nato perchè grazie a chi sa chi, sono riuscito a vedere in quella persona qualcosa di lei che non tutti vedono. Un qualcosa di molto rassicurante per me, a volte commuovente, che voglio chiamare con quello che penso sia il suo unico nome: BENE. Quest'impulso mi diceva di aprirmi, di regalare completamente tutto quello che avevo nella mia mente nei miei ricordi, nella mia fantasia, nei miei sogni e infine nella mia anima.
Piccoli pezzi di me viaggiavano nell'etere ognivolta che aprivo Messenger e ci scrivevamo. Stavo letteralmente scomponendomi in piccoli pezzi che lei potesse ricevere e tenere per sè, questo è stato il mio obiettivo, senza nessun altro fine. Non chiedevo nulla da lei e invece lei stava facendo a poco a poco, varcando dei muri che io posso solo immaginare, la stessa cosa con me. Mi stava confidando delle cose sicuramente molto private, molto intime. All'inizio vedevo la cosa solo come una comunicazione inaspettatamente ricca, ma col passare del tempo, fin da subito a dire il vero, ci accorgevamo che proprio quando si andava a toccare qualcosa di criticamente importante nel nostro modo di vivere, di interpretare e vedere il mondo e la realtà, questa cosa era comune a tutti e due. Come se ad ogni bivio dell'esistenza noi ci fossimo chiamati e messi d'accordo su quale strada prendere... Ma quella persona invece la stavo appena conoscendo. E questo fatto scaldava il mio essere dal profondo ormai ogni volta che me ne rendevo conto... Quasi ogni giorno.
Un climax ascendente... Due scale a chiocciola che si incorciano a formare un'armonicissima doppia elica fatta di punti saldi e comuni a due esseri che fondamente venivano da esperienze, vite e posti diversi, ma che vivevano con la stessa percezione, gli stessi ideali e lo stesso amore per la vita e per l'arte... Per il pensiero che queste due cose quasi indefinibili si possano meglio definire se associate indissolubilmente l'una all'altra... E chi meglio di lei, un'artista nella vita di tutti i giorni e nell'anima, poteva capire qullo che invece io ho sempre solo teorizzato dall'esterno, andando a lambire solo i suoi contorni. In questo come in innumerevlo altre cose, la concordanza di ideali e punti fermi ha lasciato il posto a una complementarità paragonabile solo a un'attrazione elettrica... Magnetica.
I magneti come si sa tendono fisicamente ad avvicinarsi l'un l'altro e così dopo settimane di collegamento a distanza, ci siamo incontrati nuovamente. E abbiamo subito capito che quell'attrazione andava ben oltre quella puramente psichica e sensibile... Era fisica e concreta come la terra. I nostri occhi erano due stelle che cercavano di orbitare l'una accanto all'altra in una danza pericolosamente serrata. Le nostre bocche erano oggetto di sguardi vicendevoli sempre più languidi, alla ricerca di un qualcosa di primordiale che sta proprio al centro delle cose su cui tanto ci trovavamo d'accordo: si trattava di amore. Inteso nel senso più semplice, naturale e vitale del termine.
Ma non era solo quello l'amore che ci legava. C'era un'amore non meno forte che viaggiava invisibile intorno alle nsotre menti... Ci attorniava come una nuvola ogni volta che andavamo a dormire e sognavamo... Ena forza fuori da ogni dimensione, una forza che da un luogo fuori dal tempo e dallo spazio noi avevamo evocato. Iniziava a stringerci, ad avvicinarci sempre di più fino a farci abbracciare con un trasporto che non si sapeva dove avrebbe portato se non che sarebbe stato un posto lontano lontano...
Quella forza faceva paura. Diceva con la sua vibrante voce che non era incline a cedere e che nel caso avessimo voluto volutamente romperla per liberarcene, sarebe esplosa bruciandoci fino al midollo in un fuoco di rimorso.
Non c'era in realtà alternativa. Dovevamo cedere. Potevamo aspettare, ma avremmo ugualmente dovuto cedere.
Il mondo dei sogni si stava crepando, da una breccia stava fuoriuscendo una nuova realtà, intessuta di fantasie che mai forse erano arrivate così materialmente a risiedere in questo mondo. Perchè si stavano unendo non solo due persone, ma due mondi che erano restati confinati in angoli remoti di due psichi... Si stavano unendo legate dalla stessa forza che sempre di più risucivamo ad identificare come amore... Si stavano unendo due dimensioni che stavano sospese nel tempo, per abbracciarsi e cadere posandosi dolcemente sulla realtà, ricoprendo dei loro mille colori due vite che spesso non viaggiavano chè in un mondo in bianco e nero.
Io e Valeria. Noi.
Si è creato questo essere nuovo chiamato Noi. Noi ora viviamo insieme questa "fantasia diventata realmente vita".
Questa nuova entità è stata messa alla prova nel momento in cui, dopo un mese e poco più di due settimane, sono partito per quasi lo stesso lasso di tempo, per andare in Messico. Li ho avuto una trasformazione che mi ha dato la consapevolezza piena di tutto quello che ho finora tentato di scrivere e che mi ha reso, anche se parte di Noi, singolo nella mia volontà e nel mio pensiero. Finalmentenon più contrastato internamente ho potuto, oltre che capire la straordinarietà dell'amore che avevo trovato, anche dedicare completamente me stesso a questo, rendendolo parte integrante della mia vita.
Il mio cielo si è illuminato di una nuova stella, che mi indica sempre meglio la via con la bellezza e la bontà della sua luce.
Il mondo dei sogni l'ho toccato e la sua porta l'ho aperta, riempendo di questa sua materia lucente e vivida tutta la mia vita.
Il mio futuro non è più solo mio, perchè è NOSTRO. E questo lo rende due volte più concreto e due volte più desiderabile.
Il mio più completo amore va quindi a una sola persona... VALERIA. Un sogno divenuto realtà!
.
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Tutto è iniziato dopo aver conosciuto una persona che mi ha fatto nascere un impulso che non avevo mai avuto. L'impulso è nato perchè grazie a chi sa chi, sono riuscito a vedere in quella persona qualcosa di lei che non tutti vedono. Un qualcosa di molto rassicurante per me, a volte commuovente, che voglio chiamare con quello che penso sia il suo unico nome: BENE. Quest'impulso mi diceva di aprirmi, di regalare completamente tutto quello che avevo nella mia mente nei miei ricordi, nella mia fantasia, nei miei sogni e infine nella mia anima.
Piccoli pezzi di me viaggiavano nell'etere ognivolta che aprivo Messenger e ci scrivevamo. Stavo letteralmente scomponendomi in piccoli pezzi che lei potesse ricevere e tenere per sè, questo è stato il mio obiettivo, senza nessun altro fine. Non chiedevo nulla da lei e invece lei stava facendo a poco a poco, varcando dei muri che io posso solo immaginare, la stessa cosa con me. Mi stava confidando delle cose sicuramente molto private, molto intime. All'inizio vedevo la cosa solo come una comunicazione inaspettatamente ricca, ma col passare del tempo, fin da subito a dire il vero, ci accorgevamo che proprio quando si andava a toccare qualcosa di criticamente importante nel nostro modo di vivere, di interpretare e vedere il mondo e la realtà, questa cosa era comune a tutti e due. Come se ad ogni bivio dell'esistenza noi ci fossimo chiamati e messi d'accordo su quale strada prendere... Ma quella persona invece la stavo appena conoscendo. E questo fatto scaldava il mio essere dal profondo ormai ogni volta che me ne rendevo conto... Quasi ogni giorno.
Un climax ascendente... Due scale a chiocciola che si incorciano a formare un'armonicissima doppia elica fatta di punti saldi e comuni a due esseri che fondamente venivano da esperienze, vite e posti diversi, ma che vivevano con la stessa percezione, gli stessi ideali e lo stesso amore per la vita e per l'arte... Per il pensiero che queste due cose quasi indefinibili si possano meglio definire se associate indissolubilmente l'una all'altra... E chi meglio di lei, un'artista nella vita di tutti i giorni e nell'anima, poteva capire qullo che invece io ho sempre solo teorizzato dall'esterno, andando a lambire solo i suoi contorni. In questo come in innumerevlo altre cose, la concordanza di ideali e punti fermi ha lasciato il posto a una complementarità paragonabile solo a un'attrazione elettrica... Magnetica.
I magneti come si sa tendono fisicamente ad avvicinarsi l'un l'altro e così dopo settimane di collegamento a distanza, ci siamo incontrati nuovamente. E abbiamo subito capito che quell'attrazione andava ben oltre quella puramente psichica e sensibile... Era fisica e concreta come la terra. I nostri occhi erano due stelle che cercavano di orbitare l'una accanto all'altra in una danza pericolosamente serrata. Le nostre bocche erano oggetto di sguardi vicendevoli sempre più languidi, alla ricerca di un qualcosa di primordiale che sta proprio al centro delle cose su cui tanto ci trovavamo d'accordo: si trattava di amore. Inteso nel senso più semplice, naturale e vitale del termine.
Ma non era solo quello l'amore che ci legava. C'era un'amore non meno forte che viaggiava invisibile intorno alle nsotre menti... Ci attorniava come una nuvola ogni volta che andavamo a dormire e sognavamo... Ena forza fuori da ogni dimensione, una forza che da un luogo fuori dal tempo e dallo spazio noi avevamo evocato. Iniziava a stringerci, ad avvicinarci sempre di più fino a farci abbracciare con un trasporto che non si sapeva dove avrebbe portato se non che sarebbe stato un posto lontano lontano...
Quella forza faceva paura. Diceva con la sua vibrante voce che non era incline a cedere e che nel caso avessimo voluto volutamente romperla per liberarcene, sarebe esplosa bruciandoci fino al midollo in un fuoco di rimorso.
Non c'era in realtà alternativa. Dovevamo cedere. Potevamo aspettare, ma avremmo ugualmente dovuto cedere.
Il mondo dei sogni si stava crepando, da una breccia stava fuoriuscendo una nuova realtà, intessuta di fantasie che mai forse erano arrivate così materialmente a risiedere in questo mondo. Perchè si stavano unendo non solo due persone, ma due mondi che erano restati confinati in angoli remoti di due psichi... Si stavano unendo legate dalla stessa forza che sempre di più risucivamo ad identificare come amore... Si stavano unendo due dimensioni che stavano sospese nel tempo, per abbracciarsi e cadere posandosi dolcemente sulla realtà, ricoprendo dei loro mille colori due vite che spesso non viaggiavano chè in un mondo in bianco e nero.
Io e Valeria. Noi.
Si è creato questo essere nuovo chiamato Noi. Noi ora viviamo insieme questa "fantasia diventata realmente vita".
Questa nuova entità è stata messa alla prova nel momento in cui, dopo un mese e poco più di due settimane, sono partito per quasi lo stesso lasso di tempo, per andare in Messico. Li ho avuto una trasformazione che mi ha dato la consapevolezza piena di tutto quello che ho finora tentato di scrivere e che mi ha reso, anche se parte di Noi, singolo nella mia volontà e nel mio pensiero. Finalmentenon più contrastato internamente ho potuto, oltre che capire la straordinarietà dell'amore che avevo trovato, anche dedicare completamente me stesso a questo, rendendolo parte integrante della mia vita.
Il mio cielo si è illuminato di una nuova stella, che mi indica sempre meglio la via con la bellezza e la bontà della sua luce.
Il mondo dei sogni l'ho toccato e la sua porta l'ho aperta, riempendo di questa sua materia lucente e vivida tutta la mia vita.
Il mio futuro non è più solo mio, perchè è NOSTRO. E questo lo rende due volte più concreto e due volte più desiderabile.
Il mio più completo amore va quindi a una sola persona... VALERIA. Un sogno divenuto realtà!
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domenica, luglio 02, 2006
o r a n g e
La giornata è finita. Ho pensato quello che c'era da pensare, fatto quello che (non) si doveva fare.
Ho giusto un po' di fame. Mentre mi ascolto l'ultima canzone mi mangio lo yogurt della mensa, all'albicocca. Adesso che ci penso ho mangiato albicocche oggi.
Ora però la fame mi si è stimolata ancor di più, quasi quasi intacco questi biscotti al ciccolato con ripieno all'arancia. Che buoni.
Concludiamo bene la giornata: oggi mi sento abbastanza coraggioso, si: mi leggerò l'ultimo numero di Orange Road, la storia più bella che ora mi venga in mente.
E' stravolgente, si conoscono davvero bene Kyousuke e Madoka! Lui è li li per rivelarle il segreto dei suoi poteri, perchè non ci possono essere segreti tra persone che si... amano? Chissà se si amano... Lui sicuramente si, ma di lei si può sapere? si intuisce a volte, a volte sembra troppo fredda invece, ma ricordandosi di quando lui è andato nel passato e ha scoperto di esser stato il suo primo amore non si può non rivolegere un attimo il pensiero al fatto che... forse lui è una specie di ideale per lei, una persona da cui è attratta istintivamente. Che bel sentimento, peccato che solo se ci sono di mezzo superpoteri sia così. O no? O forse la domanda più intelligente sarebbe: "e perchè? non ci sono sempre in mezzo delle forze sopranaturali?". Sembra una domanda alla Madoka... Forse le asomiglio in qualcosa!
Ora lei è sospesa da scuola. Si scopre che tutti quelli che la consideravano in modo sbagliato perchè non la conoscevano, hanno notato che è diversa. E' l'ultimo anni di superiori e solo ora si accorgono del suo valore umano, della sua bellezza, della sua NUOVA bontà, da scalmanata che era... (anche questa storia mi è familiare...) Che era quando? Prima che arrivasse Kyosuke ora che ci pensano... Ma allora loro due..?
Si, è arrivato il momento della verità, è l'ultimo numero. C'è una persona che potrebbe soffrire: Hikaru, la ragazza (o meglio eterna spasimante) di Kyosuke. E' li che scherza con una delle sorelle di lui sul fatto che qualcuno avesse pensato che lui fosse innamorato di Madoka. Ride come una pazza all'idea, che assurdità! Manami però, la sorella più sensibile, non regge a quella vista e vuole parlare con lei. Si ricollegano dei fatti. Un cappello di paglia rosso che lui aveva sempre conservato e che Hikaru conosceva bene: era il cappello di Madoka, che le era stato regalato dal suo "primo amore"... cosa ci faceva nella casa del suo adorato Kyouske? Madoka non ci teneva tantissimoa quel cappello? Eppure sono anni che effettivamente non stava più appeso in camera di Madoka, Hikaru ora ci fa caso. Quindi lei lo aveva regalato a lui... Cavolo! Il giorno del loro primo incontro! Regalare una cosa così importante a un ragazzo la prima volta che lo si vede!? Il puzzle prende forma. Hikaru ha capito: tutti le stavano nascondendo qualcosa.
Madoka è ubriaca fradicia e il capo del bar dove lavora la sta accudendo. Lei sta dicendo... TUTTO. Il capo lo aveva sempre sospettato, ma rimane sorpreso dalla verità sui sentimenti di lei nei confronti di Kyosuke. Ora lei è sotto stress, ha deciso di andare in America e sa che questo le impedirà di vedere lui, lui che è sempre stato indeciso, lui che si è "sorbito" Hikaru e per non farle del male non l'ha mai respinta anche se era innamorato di Madoka. E Madoka invece? Ora la maschera, sotto i fumi dell'alcool, è caduta: anche lei è innamorata, ma vuole troppo bene ad Hikaru per rovinare il suo sogno (perchè solo di sogno si tratta) d'amore con Kyosuke. Hikaru però è fuori dalla porta, ha sentito tutto. Il capo se n'è accorto e riferirà in seguito la cosa a Madoka. Lei è distrutta: si sente come una che è stata presa in giro per anni. Infatti lo è stata.
Madoka non vuole incontrare Kyosuke. Lui invece si, perchè ora che tutto è stato messo alla luce del sole vuole solo rivelare a lei i suoi sentimenti. Dopo ore e ore di vagabondaggio la trova alla disco Moebius, uno dei primi posti in cui il cuore dei due è battuto forte, a contatto, mentre ballavano... Lei si stava per accendere una sigaretta, ma pensando forse al ragazzo che l'aveva fatta smettere esita e... Eccolo li di fronte a lei, come richiamato dal suo pensiero.
I due parlano. Lei dice una grande verità: forse ha sempre nascosto tutto per codardia, non per protezione nei confronti di Hikaru. Lui però lo dice ora, non più eterno indeciso, che prova qualcosa per lei. "Affetto o amore?" Chiede con la sua solita pungente schiettezza Madoka. "Affetto lo provo per Hikaru. Le voglio ebne come alle mie sorelle... Per te è diverso... TI AMO". Ma lei ha ormai fatto il biglietto. Un sola andata verso Los Angeles.
All'aeroporto si parlano, davanti a tutti ormai. Lei dice che quando sarà pronta a riconoscere e accettare i suoi sentimenti allora tornerà. Sta ormai per partire ed ecco che arriva Hikaru. Con grande dispiacere, ma superiore determinazione, tira lo schiaffo più forte che ha mai dato a lui, al suo "tesorino" Kyosuke. Doveva farlo. Con Madoka invece non riesce ad essere così dura. Le dice che non è stato onesto da parte sua e di tornare presto... per lei... e per Kyosuke... Hikaru e Madoka piangono abbracciate e anch'io ora, come quando leggevo. Mi sento un groppo al cuore. Quanto affetto, quali sentimenti! Che forza. Ho mai conosciuto tanta forza di sentimenti? Ma continuo a leggere. Stannno ormai salutando l'aereo. Volto pagina.
Non mel'aspettavo una fine così. "E' primavera"... Kyosuke sta salendo la scalinata che c'era nel primo numero. Ora le mie lacrime non si possono più trattenere. Perchè sta contando gli scalini proprio come aveva fatto prima di incontrare per la prima volta lei, il suo amore, a cui ha detto da poco "ti aspetterò in eterno"... Madoka. E infatti. E' passato meno di una nno dalla sua partenza e... Contando i gradini: "99, 100!" "Hai sbagliato di nuovo il conto!". Quella voce. Un angelo. Lui come se avesse saputo che lei stava li le dice, senza scomporsi per quella visione, la visione di lei, la stessa cosa che aveva detto la prima volta. E poi "Sto ancora aspettando una risposta! Affetto o amore?". Ora piango, piango a dirotto, senza tregua, senza sosta, senza ragione, come un bambino, come uno che vede la sua vita poco prima di morire, vinto dalla commozione, vinto dalla potenza di chi ci ama, di chi ha creato tutto quello che viviamo e quindi TUTTO per noi, vinto dalla vita...
"Affetto..."................................................ "... Ma decisamente vicino all'amore".
Distrutto, riporto oltre al sottointeso bacio, di Kyousuke e di Madoka, ma anche mio "per chi se lo merita", la fine di una storia che rimarrà sempre con me.

"We love you Madoka!"
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Ho giusto un po' di fame. Mentre mi ascolto l'ultima canzone mi mangio lo yogurt della mensa, all'albicocca. Adesso che ci penso ho mangiato albicocche oggi.
Ora però la fame mi si è stimolata ancor di più, quasi quasi intacco questi biscotti al ciccolato con ripieno all'arancia. Che buoni.
Concludiamo bene la giornata: oggi mi sento abbastanza coraggioso, si: mi leggerò l'ultimo numero di Orange Road, la storia più bella che ora mi venga in mente.
E' stravolgente, si conoscono davvero bene Kyousuke e Madoka! Lui è li li per rivelarle il segreto dei suoi poteri, perchè non ci possono essere segreti tra persone che si... amano? Chissà se si amano... Lui sicuramente si, ma di lei si può sapere? si intuisce a volte, a volte sembra troppo fredda invece, ma ricordandosi di quando lui è andato nel passato e ha scoperto di esser stato il suo primo amore non si può non rivolegere un attimo il pensiero al fatto che... forse lui è una specie di ideale per lei, una persona da cui è attratta istintivamente. Che bel sentimento, peccato che solo se ci sono di mezzo superpoteri sia così. O no? O forse la domanda più intelligente sarebbe: "e perchè? non ci sono sempre in mezzo delle forze sopranaturali?". Sembra una domanda alla Madoka... Forse le asomiglio in qualcosa!
Ora lei è sospesa da scuola. Si scopre che tutti quelli che la consideravano in modo sbagliato perchè non la conoscevano, hanno notato che è diversa. E' l'ultimo anni di superiori e solo ora si accorgono del suo valore umano, della sua bellezza, della sua NUOVA bontà, da scalmanata che era... (anche questa storia mi è familiare...) Che era quando? Prima che arrivasse Kyosuke ora che ci pensano... Ma allora loro due..?
Si, è arrivato il momento della verità, è l'ultimo numero. C'è una persona che potrebbe soffrire: Hikaru, la ragazza (o meglio eterna spasimante) di Kyosuke. E' li che scherza con una delle sorelle di lui sul fatto che qualcuno avesse pensato che lui fosse innamorato di Madoka. Ride come una pazza all'idea, che assurdità! Manami però, la sorella più sensibile, non regge a quella vista e vuole parlare con lei. Si ricollegano dei fatti. Un cappello di paglia rosso che lui aveva sempre conservato e che Hikaru conosceva bene: era il cappello di Madoka, che le era stato regalato dal suo "primo amore"... cosa ci faceva nella casa del suo adorato Kyouske? Madoka non ci teneva tantissimoa quel cappello? Eppure sono anni che effettivamente non stava più appeso in camera di Madoka, Hikaru ora ci fa caso. Quindi lei lo aveva regalato a lui... Cavolo! Il giorno del loro primo incontro! Regalare una cosa così importante a un ragazzo la prima volta che lo si vede!? Il puzzle prende forma. Hikaru ha capito: tutti le stavano nascondendo qualcosa.
Madoka è ubriaca fradicia e il capo del bar dove lavora la sta accudendo. Lei sta dicendo... TUTTO. Il capo lo aveva sempre sospettato, ma rimane sorpreso dalla verità sui sentimenti di lei nei confronti di Kyosuke. Ora lei è sotto stress, ha deciso di andare in America e sa che questo le impedirà di vedere lui, lui che è sempre stato indeciso, lui che si è "sorbito" Hikaru e per non farle del male non l'ha mai respinta anche se era innamorato di Madoka. E Madoka invece? Ora la maschera, sotto i fumi dell'alcool, è caduta: anche lei è innamorata, ma vuole troppo bene ad Hikaru per rovinare il suo sogno (perchè solo di sogno si tratta) d'amore con Kyosuke. Hikaru però è fuori dalla porta, ha sentito tutto. Il capo se n'è accorto e riferirà in seguito la cosa a Madoka. Lei è distrutta: si sente come una che è stata presa in giro per anni. Infatti lo è stata.
Madoka non vuole incontrare Kyosuke. Lui invece si, perchè ora che tutto è stato messo alla luce del sole vuole solo rivelare a lei i suoi sentimenti. Dopo ore e ore di vagabondaggio la trova alla disco Moebius, uno dei primi posti in cui il cuore dei due è battuto forte, a contatto, mentre ballavano... Lei si stava per accendere una sigaretta, ma pensando forse al ragazzo che l'aveva fatta smettere esita e... Eccolo li di fronte a lei, come richiamato dal suo pensiero.
I due parlano. Lei dice una grande verità: forse ha sempre nascosto tutto per codardia, non per protezione nei confronti di Hikaru. Lui però lo dice ora, non più eterno indeciso, che prova qualcosa per lei. "Affetto o amore?" Chiede con la sua solita pungente schiettezza Madoka. "Affetto lo provo per Hikaru. Le voglio ebne come alle mie sorelle... Per te è diverso... TI AMO". Ma lei ha ormai fatto il biglietto. Un sola andata verso Los Angeles.
All'aeroporto si parlano, davanti a tutti ormai. Lei dice che quando sarà pronta a riconoscere e accettare i suoi sentimenti allora tornerà. Sta ormai per partire ed ecco che arriva Hikaru. Con grande dispiacere, ma superiore determinazione, tira lo schiaffo più forte che ha mai dato a lui, al suo "tesorino" Kyosuke. Doveva farlo. Con Madoka invece non riesce ad essere così dura. Le dice che non è stato onesto da parte sua e di tornare presto... per lei... e per Kyosuke... Hikaru e Madoka piangono abbracciate e anch'io ora, come quando leggevo. Mi sento un groppo al cuore. Quanto affetto, quali sentimenti! Che forza. Ho mai conosciuto tanta forza di sentimenti? Ma continuo a leggere. Stannno ormai salutando l'aereo. Volto pagina.
Non mel'aspettavo una fine così. "E' primavera"... Kyosuke sta salendo la scalinata che c'era nel primo numero. Ora le mie lacrime non si possono più trattenere. Perchè sta contando gli scalini proprio come aveva fatto prima di incontrare per la prima volta lei, il suo amore, a cui ha detto da poco "ti aspetterò in eterno"... Madoka. E infatti. E' passato meno di una nno dalla sua partenza e... Contando i gradini: "99, 100!" "Hai sbagliato di nuovo il conto!". Quella voce. Un angelo. Lui come se avesse saputo che lei stava li le dice, senza scomporsi per quella visione, la visione di lei, la stessa cosa che aveva detto la prima volta. E poi "Sto ancora aspettando una risposta! Affetto o amore?". Ora piango, piango a dirotto, senza tregua, senza sosta, senza ragione, come un bambino, come uno che vede la sua vita poco prima di morire, vinto dalla commozione, vinto dalla potenza di chi ci ama, di chi ha creato tutto quello che viviamo e quindi TUTTO per noi, vinto dalla vita...
"Affetto..."................................................ "... Ma decisamente vicino all'amore".
Distrutto, riporto oltre al sottointeso bacio, di Kyousuke e di Madoka, ma anche mio "per chi se lo merita", la fine di una storia che rimarrà sempre con me.
Che bella l'estate... Non importa quanti mesi o anni passeranno... Noi non dimenticheremo mai questa stagione.
APRILE Il nostro primo incontro sotto un tiepido sole.
GIUGNO Nel vento fresco e nella luce brillante.
AGOSTO Correvamo sulla spiaggia assolata.
Non è una semplice stagione che passa, ma un periodo che racchiude lo spirito dell'eternità... Un tempo felice che abbiamo passato insieme.
Gli anni ottanta ci hanno fatto sognare... Ci hanno fatto battere il cuore... Ed è per questo, amici, che non li dimenticheremo mai.

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