Un soffio di vento digitale... Tintinnano campane, si muovono le note e tutto da sfondo all'aereo sax.
Come in quella macchina, come in quel sogno con mio padre, l'atmosfera è estremamente ovattata ma ora ecco una piacevolissima brezza nella mia mente, che fa avanzare finalmente, dolcemente, tutte le vele del porto dei miei pensieri.
E si dispone una leggerissima corsa, tanti velieri tutti diversi, sul pelo della superficie azzurra. Improvvisamente tutto si tinge di quel verde limone così aspro e così dolce. Come un bacio che sa di limone.
Ed ecco che i miei pensieri astratti condensano insieme a quelli reali, formando bellissime variegate nuvole...
E io stesso, li, da un punto imprecisato di quel quadro panoramico, tinto di verde, tinto di mille colori tutti verdi, guardo al cielo e a quelle nuvole e le leggo come pagine di un tranquillo, ma elegante romanzo.
Si legge una vita che sta cambiando, le nuvole sono mosse da un "wind of change" che come quello della canzone è un qualcosa della dimensione dei sogni.
I miei pensieri sono spesso così stirati nello spazio tempo, verso un futuro chiaro ma allo stesso tempo troppo mutevole, come ogni cosa non ancora avvenuta, che il presente è un quadro dalle pennellate imprecise, strascicate: un quadro per l'appunto futurista, in cui domina il caos e il rumore.
E invece ora cos'è cambiato? C'è stato un impulso e allo stesso tempo un freno. I pensieri si sono fermati nel presente, a creare un quadro più bello, più umano... Mentre io, il mio corpo, abbiamo finalmente vinto l'inerzia e liberato l'impulso, in una maniera che è stata come prevedevo più dolce del previsto.
E così ora, anche senza musica, questa stanze è piena di note odorose, ma di bucato pulito, di morbido, di casa, di tranquillità, di naturalezza...
Il disordine regna ancora sovrano, ma tutti gli oggetti sparsi sono solo delle rovine che con la loro poesia quasi quasi abbelliscono questo paesaggio che invece sa sempre più di idilliaco. Il disordine è in rovina: le trasformazioni in atto l'anno dichiarato obsoleto.
Rido ora del disordine e rido di tante altre cose. Rido amabilmente, compostamente, di una donna che mi ha elegantemente e educatamente respinto. Non ho motivo di isterie, di preoccupazioni, di tensioni: non penso più al futuro, penso al presente. Al tempo che scorre al ritmo di cuore e polmoni, di muscoli e ossigeno. Questa donna non fa parte del mio presente, sta in un altro mondo. E' come se corrispondessi con una marziana, che effettivamente fra l'altro parecchio marziana sembra ormai ai miei occhi, e costei dal suo pianeta, in cui il mio verde non esiste, in cui il mio mare non esiste, abbia replicato con una lettera scritta in bella anche se aliena calligrafia, con i suoi alieni convenevoli, che al momento non è sinceramente attratta dall'idea di viaggiare nel buio freddo dello spazio interstellare, per venire a trovarmi sul mio pianeta.
E io leggo, penso un paio di secondi, e conservo la sua lettera.
Il freddo ed elegante essere qua fuori da questa mia ormai ancora per poco dimora, è stato quasi totalmente risanato, fra poco brillerà anch'esso di pulito, di una cura che posso finalmente dare perché ho finalmente ricevuto, da me stesso.
Oggi è stato decretato il mio prossimo soggiorno a Barcellona, la città di cui mi sono così innamorato. Sarà l'inizio di una nuova storia? Possibilmente no, sarà la mia storia che andrà avanti con nuovi e appassionanti novità, piuttosto. Ho smesso di scappare dalla mia vita. La mia vita scappa già da sola, se mi soffermo ad osservarla e sono più contento di abbracciarla e nuotarci assieme, nel mio mare così come nel mare della realtà, piuttosto che scappare come sempre.
E' come se in questo metaforico mare, che è ora il mondo interno, ora il mondo esterno, in una ciclica fluttuazione dimensionale (o forse solo di punti di vista) ci fossero delle luccicanti boe qua e la, delle belle isolette sparse come perle nel blu, ed è come se in questi luoghi di tanto intanto si nascondano dei tesori. E io sono qui, solo su un mare tranquillo, che veleggio su brezze soffiate dalla mia stessa mente, dal mio spirito, verso queste fantastiche destinazioni, dove i tesori sono però reali.
Le mete della vita sono continenti lontani che si potranno raggiungere bene solo con le dovute tappe. E queste tappe, che un tempo ignoravo, sono le mete dei mesi, delle settimane, delle giornate, delle ore che passano, sono ora i miei obiettivi verso cui punto senza sforzo, semplicemente respirando, profondamente, scrutando tranquillamente l'orizzonte mentre reggo il timone.
Ho iniziato ad allenarmi finalmente, come avevo deciso di fare da così tanto tempo. Ho optato come sognavo, per uno sport di combattimento, perché voglio liberare anche quell'aggressività mia che ancora ora è ridotta allo stato di un povero animale incatenato, ingabbiato da pensieri troppo contorti, che sono cresciuti selvaggi, spinosi, come rovi. Anche in me infatti, come nel mio giardino, bisogna lavorare di cesoie, di falcetti, di zappette, bisogna fare giardinaggio... Ma non dico più questi buoni propositi come un politico alla vigilia delle elezioni. Li dico come chi si sta dirigendo, guanti e attrezzi alla mano, verso quel giardino, verso quei rovi, pronto a estirpare e rimpiazzare il tutto con bei fiori, di cui ha già i semi in tasca.
Tutto questo è possibile grazie a un paio di cose, rilassamento, tranquillità e fede. La fede manca un po', anche quella costretta un po' da rovi mentali.
Ma con calma e sangue freddo, sto arrivando.
"La briza me da de frente" dice la canzone della mia città. Il blues e l'atmosfera, quel scintillante mare e tutto il resto sono scomparsi, come una bolla di sapone, perchè anche il silenzio ha un suo valore, e senza musica queste mie bolle scompaiono in un "poK!"... Ma non è scomparsa la calma. La brezza che fa scorrere tutto ordinatamente, e ora anche soporiferamente... Dormirò sogni tranquilli e devo ringraziare i miei amici ma soprattutto me stesso, con le mie risorse marchiate come molteplici e inesauribili, ma troppo spesso abbandonate come ferri vecchi.
Buona notte a tutti.
Informazioni, notizie e racconti, sempre aggiornati, su questa casa "fuori dal tempo", che è la mia prima dimora a Cagliari oltre che la mia prima esperienza di vita da solo! Mi raccomando: commentate, commentate e commentate!
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mercoledì, aprile 16, 2008
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1 commento:
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