Informazioni, notizie e racconti, sempre aggiornati, su questa casa "fuori dal tempo", che è la mia prima dimora a Cagliari oltre che la mia prima esperienza di vita da solo! Mi raccomando: commentate, commentate e commentate!


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sabato, aprile 19, 2008

g i o i a

Oggi il titolo non indica il mio stato d'animo. Ma non fraintendete, non è che sia triste, anzi. E' solo che voglio parlare della "gioia"... La "gioia di vivere"... L'allegria...
Perché vi chiederete? Beh si da il caso che una ragazza molto carina con cui sto chattando, alla quale ormai verosimilmente, dopo questa frase, non darò mai più l'indirizzo di questo mio blog, abbia nei suoi canoni di "ragazzo per lei", un paio di cosette che pensandoci bene sono in accordo con la "classicità" di questa ragazza, classicità intesa come un "non abbandonare cammini già ben battuti" ma senza nessuna connotazione di monotonia o di cattivo gusto.
Se quindi sono in accordo con "gusti classici", mi viene automaticamente da pensare che come lei almeno un'altra buona quantità di ragazze nel mondo e ancor di più in Italia abbiano gusti simili ai suoi almeno nei punti più centrali.
E questi punti centrali forse non li avete ancora indovinati, perché come me potreste aver avuto a che fare con minoranze della popolazione femminile, e non con i "partiti forti"... Diciamo che molti ragazzi "votano i partitelli" per continuare l'analogia politica. Ma se la vogliamo continuare ancora questo la dice lunga sulla sfiga che regna come una proverbiale nuvoletta sulle teste di molti di noi...
Tornando quindi al dunque, questa ragazza vuole un Ragazzo (lo scrivo con la maiuscola per distinguerlo bene bene dalla categoria Uomo, adesso vedrete perché) che:

A) Sprizzi gioia di vivere da tutti i pori, come avevate forse già capito.
B) Sia esteticamente abbastanza efebo: sbarbato al massimo, capelli ribelli, tratti facciali "bimbeschi" (zigomi pronunciati per esempio), occhi "furbi" tipici da adolescente, spesso tenuti "a fessura" perché da adolescenti si vuole molto fare i fighi... E magari fisico magro, con muscoli non pronunciati, ma magari definiti.
C) Sia anche internamente un po' bambino, che giochi FISICAMENTE come un bambino, con lei, giochi in cui sia coinvolto IL CORPO, che facciano magari sudare, ridere, stancare, divertire, proprio come un'altra attività che stavate già pensando.
D) Combini dolcezza a forza. La forza intesa come energia e perché no anche potenza sessuale e la dolcezza intesa forse in una forma un po' più ampia e matura dell'essere bimbo... Diciamo che però qui sono di parte e adesso infatti ne parleremo.

Liquidiamo subito i punti intermedi: la ragazza segue Amici di Maria de Filippi ed è "colata" di un certo Marco Carta che ormai "grazie" a lei ho visto in già un paio di situazioni. Cantante a quanto pare molto apprezzato anche tecnicamente (ma i giudici non erano dello stesso parere nel video che ho visto, quindi... boh) e dotato di tutti i tratti sopraelencati, sicuramente anche di quelli interni, la giocosità spinta etc. Lasciando stare l'ovvietà del mio parere, ossia che si tratti di un personaggio costruito, come tutto ciò che regna in queste trasmissioni leggere per le masse (favole e fiabe del terzo millennio??), m allo stesso tempo rifacendomi proprio al concetto di personaggio, vi "quoterò" (che brutto, diciamo citerò) la ragazza in questione a proposito del bell'imbusto: "sprizza gioia di vivere da tutti i pori - ad avercelo uno così".
Lasciamo di nuovo perdere la connessione fra ciò e la costruzione del programma; non è alla fine una "cosa" troppo irreale: ne è piena l'Italia di ragazzi così. La sindrome di Peter Pan infatti la considero TIPICA degli italiani, l'ho sempre notato. Da piccolo, quando ero rigido e conservatore A PRESCINDERE (:-D), improvvisavo tremende e vessanti FILIPICCHE contro la sindrome di Peter Pan. Parlavo come un politico moralista alla viglia delle lezioni, tirando in ballo lassismi (liberal-giolittiani? :-D) sociali e mie ANCESTRALI VIRTÙ di "voglia di invecchiare per acquisire saggezza e anche fascino".
Beh, infine recentemente ho scoperto che anche in me albergano lati bambineschi anche se diversi da quelli citati e che sono anzi una parte così integrante della mia persona che chi li conosce... E li comprende... Mi ha davvero conosciuto.
Io sono enormemente attratto da cose semplicissime che attraggono i bambini, ma in una maniera davvero forte, davvero radicata, composta da idealizzazioni e astrazioni ma anche e soprattutto da puri e semplici impulsi. Sono attratto dai sapori artificialmente buoni e dolci (non conosco un limite alla quantità di zucchero/di dolce anche se di recente ho imparato ad apprezzare anche l'amaro), stessa cosa per i profumi e sono attratto da forme morbide, "plasticose" e coloratissime, come possono essere le ESEMPLARI caramelline gommose, chiamate da me quasi tutta la vita col termine spagnolo/messicano di "gomitas"... "gommine". Già solo il termine vi fa capire quanto gusto e quasi amore provi per queste semplicissime (anche se artificiali) "cose". Altri lati miei da bambino includono tutta una serie di cose direttamente o indirettamente collegate a questo concetto astratto del "dolce e colorato". Sono un eterno appassionato di peluche e di tute le cose "cute" (nessun termine italiano rende, bisogna lamentarlo), così come di linguaggi scemi associati a tutto ciò che è "cute" come ben sa chi conosce i dialoghi che ho con mia mamma e spesso anche con mio padre... :-)
Non escludiamo poi la fantasia e l'immaginazione, caratteristica molto bambina, che mi caratterizzano mentalmente e che sono probabilmente causa anche dei miei gusti musicali e generali per le cose "astratte", esempio la musica elettronica o ancor di più in questo caso la musica dei vecchi videogiochi a 8 e 16 bit... Musica che senza l'immaginazione di un bambino sembra solo un'accozzaglia di suoni per giunta anche malfatti. (e sto citando/riciclando il parere di "uno dei" lettori...)
MA... C'è un ma che è poi l'argomento del post, al quale finalmente dopo una marea di divagamenti più o meno necessari e logici sto giungendo. La gioia così manifesta e la bambinaggine (perché purtroppo o meno la considero negativamente) così manifesta che la ragazza che sto traendo ad esempio tipico adora... Beh, manca.
Io con la mia ragazza sono ben contento di essere bambino in tutte le cose in cui sono bambino. Anzi, è proprio con la fidanzata, quando ce l'ho, che mi sento di poter esprimere al massimo questi lati così intimi.
Ma... Anche se sono conosciuto per essere generalmente allegro, generalmente pieno di vita e iniziativa... Generalmente in uno stato d'animo "su di giri"... Beh, chi mi conosce sa che c'è tutta una Marea di altre cose contrastanti sotto, che mi chiedo se siano la causa della mia tendenza a scoprirmi un po' un alieno quando si tratta di cose da bambini come possono essere il gioco fisico (ché so, fare a botte scherzosamente) o sorridere sempre a 55 denti (nel senso di esternare MOLTO l'allegria) o offendermi perché mi hanno trascurato o cose del genere.
E' un lato che spesso mi manca per una serie di motivi, non solo per le complessità del mio carattere. Io non ho mai avuto fratelli né sorelle e da piccolo ho sempre anche preferito la compagnia dei grandi, tant'è che i miei ideali di comportamento e bellezza son sempre stati abbastanza adulti. Vi cito per esempio molto di passaggio come un processo pseudo-freudiano potrebbe essere responsabile del mio voler assomigliare prima o poi esteticamente a un "qualcosa di simile" a George Clooney, l'attore che piace di più a MIA MAMMA...
Il mio gusto per l'eleganza, la saggezza, la "navigatezza", sono tutte cose collegate al mio esser sempre stato a contatto più con adulti che con coetanei. L'aver avuto sempre ragazze più grandi di me è forse anche una conseguenza di questo.
Ora, direte voi, è forse molto "meglio" esser come sono io che non come sono certi personaggi di Amici di Maria de Filippi, ma qui stiamo parlando di un carattere specifico sul quale richiamo di nuovo l'attenzione, dopo avervi bellamente distratti...
Si parla di gioia di vivere manifesta e di giocosità fisica, energicità e "roccambolescheria spiccia"... Vi traggo ad esempio asratto ulteriore di tutto ciò il "pogo"...
Alcuni di voi diranno che da ubriaco queste cose non mi mancano (fra l'altro da ubriaco pogo anche...) e infatti vorrei ricordare come ALLA MAGGIOR PARTE DELLE RAGAZZE A CUI SON PIACIUTO... Son piaciuto da ubriaco. Si va formando un puzzle. Che è più grande di quello che forse fino ad ora avevo capito.
Perché fino ad ora volevo solo invitarvi a riflettere su quanto sia importante e "universalmente bello" il manifestare gioia di vivere e di quanto anche un essere capace di molta allegria, dai molto tratti infantili, ne sia per lo più incapace sopratutto nell'aspetto più fisico della cosa.
Io, del "punto D", ossia "unione di dolcezza e forza", ho solo la dolcezza e nemmeno una dolcezza molto semplice e "straight-forward" dato quanto è "sublimata", idealizzata... E' una dolcezza che la maggior parte delle ragazze conosce solo dopo un bel po' e rimane pure sorpresa, dicendo: "Cavolo, ma ti considerav(am)o un tipico uomo di ghiaccio, chi l'avrebbe mai detto" (frase di una mia compagna di liceo, ora grande amica). Questo perchè per me la doclezza è così importante che diventa da un certo lato una cosa SERIA (in contrasto con la giocosità... E dalli...) che mi sembra addirittura BLASFEMO tirar fuori "invano"... Come si fa quindi a conoscerla? Beh, la chat ha risolto abbastanza questo problema, nello stesso momento in cui me ne ha aggiunti altri 3 o 4...
La forza poi... Tende a non esserci perché ancora una volta quella che c'è è "parziale". Adoro il sesso e adoro anche genericamente e generalmente "la forza nel sesso" e sono un tipo coraggioso, forza interiore si potrebbe dire, SE CIO' NON includesse la forza di volontà che invece spesso manca e se il coraggio a sua volta non includesse varie cose per cui spesso e volentieri ho blocchi, come il fare il galletto e "provarci con le ragazze". Cosa per altro che prima o poi dovrò superare o imparare ad aggirare con qualche trick "proprietario" in più... E soprattutto se la forza suddetta non includesse come invece vuole includere, la pura forza fisica, cosa che anch'essa manca (ma ci stiamo lavorando...).

La conclusione di tutto ciò vuole essere molteplice. Anche perché non voglio mancare di citare a grandi linee una frase di un prete in odore di santità che mi è venuta in mente parlando di gioia. Quel giorno ha raccontato come chiusura di una bellissima predica forse pasquale, come Don Bosco e i ragazzi del suo oratorio di conseguenza, vedessero nello stare sempre allegri una forma di santità. Voglio sottolineare questo a favore della tesi che stiamo parlando non di cavolate qualsiasi... Voglio dire, se una trasmissione televisiva seguita da SCIAMI di giovani presenta degli ideali di questo tipo, un messaggio lo si vuole dare e non per forza dev'essere un controllo. Se è vera la mia tesi secondo cui questi programmi non sono altro che moderne fiabe, sono fatti per istruire alla buona la gente a cose che nella vita hanno comunque un certo valore. La gioia di vivere si sta rivelando sempre di più uno dei valori più importanti.

Tiriamo fuori un po' di punti ordinati:
A) Le personalità più sono complesse più si allontanano dall'essere SIA "gioiose" CHE comprensibili e sono quindi in grande svantaggio quando in lizza con altre più semplici nella ancestrale "competizione per la femmina"...
B) La gioia di vivere è un qualcosa che come molte cose di dominio delle persone semplici, non è per niente malvagia né, paradossalmente "semplice". Persone infatti un po' più corrotte da varie realtà (o un po' meno finte di quelle della TV) trovano spesso e volentieri completamente impossibile o difficile, in stati normali, esercitare questa "forma di santità", che tendo di nuovo a definire tale visto che sto capendo sempre di più come sia legata alla semplicità e all'umiltà.
C) Punto extra, spero sia chiaro che non intendo dire che i protagonisti di amici siano in odore di santità... :-D
D) Last but not least, un'altra cosa difficile ma buona, ancor di più proprio quando raggiunta superando delle difficoltà che ci bloccano, è l'essere vivaci e giocosi, a prescindere dalla più astratta anche se manifesta gioia di vivere.

Solo perché una ragazza un giorno mi confessa i suoi gusti, potreste ora obiettare, sono arrivato a fare tutto questo sproloquio che porta infine a cose molto ovvie? Beh, prima di tutto no, non è solo per una ragazza, come già detto sto parlando di una grossissima maggioranza di ragazze, che ho capito così estesa grazie a questa particolare ragazza. Poi, se sapeste quanti muri miei ha abbattuto questa serie di conclusioni... Capireste che almeno per me non erano affatto cose ovvie. Sono scoperte davvero grandi.

Penultima nota volante, che sembrerà un ritorno al "mio partito" ma è solo una doverosa constatazione... Vorrei sottolineare che stiamo parlando di Ragazze con la R maiuscola, non di donne e che le caratteristiche sopraelencate vanno bene per Ragazzi con la R maiuscola, non per uomini.
'Nuff said, dicono gli anglosassoni... ;-)

Ultimissima conclusione che la dice lunga sull'importanza del giocare, dell'essere bambini in amore, vuole invece essere una citazione del più illustre mio lettore :-)
>>>>>Il succo della sostanza è che l'amore è una cosa troppo seria per
essere presa sul serio. <<<<<
Se non gli ridi in faccia ti può schiacciare...

Se il 26 Settembre del 2000 avessi impresso a fuoco questa frase nella mia mente, forse non avrei mai necessitato di tanto tempo per capirne la grande verità, ma del resto forse allora ero troppo bambino per capirla... :-)

mercoledì, aprile 16, 2008

b l u e s - b r e e z e

Un soffio di vento digitale... Tintinnano campane, si muovono le note e tutto da sfondo all'aereo sax.
Come in quella macchina, come in quel sogno con mio padre, l'atmosfera è estremamente ovattata ma ora ecco una piacevolissima brezza nella mia mente, che fa avanzare finalmente, dolcemente, tutte le vele del porto dei miei pensieri.
E si dispone una leggerissima corsa, tanti velieri tutti diversi, sul pelo della superficie azzurra. Improvvisamente tutto si tinge di quel verde limone così aspro e così dolce. Come un bacio che sa di limone.
Ed ecco che i miei pensieri astratti condensano insieme a quelli reali, formando bellissime variegate nuvole...
E io stesso, li, da un punto imprecisato di quel quadro panoramico, tinto di verde, tinto di mille colori tutti verdi, guardo al cielo e a quelle nuvole e le leggo come pagine di un tranquillo, ma elegante romanzo.
Si legge una vita che sta cambiando, le nuvole sono mosse da un "wind of change" che come quello della canzone è un qualcosa della dimensione dei sogni.
I miei pensieri sono spesso così stirati nello spazio tempo, verso un futuro chiaro ma allo stesso tempo troppo mutevole, come ogni cosa non ancora avvenuta, che il presente è un quadro dalle pennellate imprecise, strascicate: un quadro per l'appunto futurista, in cui domina il caos e il rumore.
E invece ora cos'è cambiato? C'è stato un impulso e allo stesso tempo un freno. I pensieri si sono fermati nel presente, a creare un quadro più bello, più umano... Mentre io, il mio corpo, abbiamo finalmente vinto l'inerzia e liberato l'impulso, in una maniera che è stata come prevedevo più dolce del previsto.
E così ora, anche senza musica, questa stanze è piena di note odorose, ma di bucato pulito, di morbido, di casa, di tranquillità, di naturalezza...
Il disordine regna ancora sovrano, ma tutti gli oggetti sparsi sono solo delle rovine che con la loro poesia quasi quasi abbelliscono questo paesaggio che invece sa sempre più di idilliaco. Il disordine è in rovina: le trasformazioni in atto l'anno dichiarato obsoleto.
Rido ora del disordine e rido di tante altre cose. Rido amabilmente, compostamente, di una donna che mi ha elegantemente e educatamente respinto. Non ho motivo di isterie, di preoccupazioni, di tensioni: non penso più al futuro, penso al presente. Al tempo che scorre al ritmo di cuore e polmoni, di muscoli e ossigeno. Questa donna non fa parte del mio presente, sta in un altro mondo. E' come se corrispondessi con una marziana, che effettivamente fra l'altro parecchio marziana sembra ormai ai miei occhi, e costei dal suo pianeta, in cui il mio verde non esiste, in cui il mio mare non esiste, abbia replicato con una lettera scritta in bella anche se aliena calligrafia, con i suoi alieni convenevoli, che al momento non è sinceramente attratta dall'idea di viaggiare nel buio freddo dello spazio interstellare, per venire a trovarmi sul mio pianeta.
E io leggo, penso un paio di secondi, e conservo la sua lettera.
Il freddo ed elegante essere qua fuori da questa mia ormai ancora per poco dimora, è stato quasi totalmente risanato, fra poco brillerà anch'esso di pulito, di una cura che posso finalmente dare perché ho finalmente ricevuto, da me stesso.
Oggi è stato decretato il mio prossimo soggiorno a Barcellona, la città di cui mi sono così innamorato. Sarà l'inizio di una nuova storia? Possibilmente no, sarà la mia storia che andrà avanti con nuovi e appassionanti novità, piuttosto. Ho smesso di scappare dalla mia vita. La mia vita scappa già da sola, se mi soffermo ad osservarla e sono più contento di abbracciarla e nuotarci assieme, nel mio mare così come nel mare della realtà, piuttosto che scappare come sempre.
E' come se in questo metaforico mare, che è ora il mondo interno, ora il mondo esterno, in una ciclica fluttuazione dimensionale (o forse solo di punti di vista) ci fossero delle luccicanti boe qua e la, delle belle isolette sparse come perle nel blu, ed è come se in questi luoghi di tanto intanto si nascondano dei tesori. E io sono qui, solo su un mare tranquillo, che veleggio su brezze soffiate dalla mia stessa mente, dal mio spirito, verso queste fantastiche destinazioni, dove i tesori sono però reali.
Le mete della vita sono continenti lontani che si potranno raggiungere bene solo con le dovute tappe. E queste tappe, che un tempo ignoravo, sono le mete dei mesi, delle settimane, delle giornate, delle ore che passano, sono ora i miei obiettivi verso cui punto senza sforzo, semplicemente respirando, profondamente, scrutando tranquillamente l'orizzonte mentre reggo il timone.
Ho iniziato ad allenarmi finalmente, come avevo deciso di fare da così tanto tempo. Ho optato come sognavo, per uno sport di combattimento, perché voglio liberare anche quell'aggressività mia che ancora ora è ridotta allo stato di un povero animale incatenato, ingabbiato da pensieri troppo contorti, che sono cresciuti selvaggi, spinosi, come rovi. Anche in me infatti, come nel mio giardino, bisogna lavorare di cesoie, di falcetti, di zappette, bisogna fare giardinaggio... Ma non dico più questi buoni propositi come un politico alla vigilia delle elezioni. Li dico come chi si sta dirigendo, guanti e attrezzi alla mano, verso quel giardino, verso quei rovi, pronto a estirpare e rimpiazzare il tutto con bei fiori, di cui ha già i semi in tasca.
Tutto questo è possibile grazie a un paio di cose, rilassamento, tranquillità e fede. La fede manca un po', anche quella costretta un po' da rovi mentali.
Ma con calma e sangue freddo, sto arrivando.
"La briza me da de frente" dice la canzone della mia città. Il blues e l'atmosfera, quel scintillante mare e tutto il resto sono scomparsi, come una bolla di sapone, perchè anche il silenzio ha un suo valore, e senza musica queste mie bolle scompaiono in un "poK!"... Ma non è scomparsa la calma. La brezza che fa scorrere tutto ordinatamente, e ora anche soporiferamente... Dormirò sogni tranquilli e devo ringraziare i miei amici ma soprattutto me stesso, con le mie risorse marchiate come molteplici e inesauribili, ma troppo spesso abbandonate come ferri vecchi.
Buona notte a tutti.

martedì, aprile 08, 2008

n o t e

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Nel buio, un suono irrompe, note bellissime e familiari. Una mano si muove poco dopo con precisione nelle tenebre, il suono si arresta. Quelle mani vibreranno meglio sotto quelle note poco più tardi... Il buio è variegato, la stanza ha il suo buio, il corridoio un altro. Il migliore sta in bagno, ci sono strani riflessi diamantati che illuminano quel corpo leggermente intorpidito che v'è entrato.
La mente ugualmente diamantina si risveglia e viaggia come sempre, stavolta anche pensando al viaggio più fisico che dovrà intraprendere insieme al corpo. E un barlume di ricordo, un deja-vu, addolcisce i suoi pensieri...
Una nuova presenza in quella stanza, un'emozione calda e avvolgente si mescola a una soffusa freschezza di una pelle il cui tocco vuol dire mille, milioni di cose.
Le parole sono baci, i baci sono parole.
In poco tempo i corpi sono vestiti, entrambi esprimendo tante cose, tanti ricordi, tante emozioni, nei dettagli di quelle umanissime invenzioni che sono i vestiti.
Un leggerissimo bagliore entra ora dagli spiragli delle persiane che rimarranno chiuse per molto.
Un altro essere bellissimo aspetta fuori da casa, freddo, lucido, elegante, come i due che lo stanno per occupare.
Pochi oggetti e vestiti per questo viaggio. Si parte al buio, ma sempre un buio di una bellissima tonalità. I colori sono anche dove non si vedono.
"Adesso dormirai amore, metto una musica che farà stare sveglio me e dormire te!" Dice con un sorriso e tanto amore negli occhi. "Ma è bellissima, non credo dormirò!" risponde lei con lo stesso amore. Scorre l'asfalto e scorrono luci. Scorrono soffuse note di anni e anni prima. Lui si ricorda di simili luci, simili note che scorrevano tante altre volte nei suoi viaggi. Lei è persa in un suo mondo, che lui si diverte a esplorare con la sua mente, ma più che altro con la sua immaginazione. Sta già dormendo. La guarda e sorride. Al sorgere del primissimo sole la musica diventa un tutt'uno con tutto quell'ambiente. Un raggio colpisce quegli occhi chiusi, così belli anche chiusi. Lui ringrazia. "Alla fine chi l'avrebbe mai detto... Ce l'ho fatta..." Pensa. "Ma non è vero che non l'avrei mai detto, l'ho immaginato tante volte, ho sperato tanto. Ho creduto..."
La terra scorre piena di colori, come la sua mente, come le loro menti. Tutto si incrocia e si amalgama in una profumatissima fresca crema gelato, che sa di felicità, che allieta anche i sensi che non si conoscono.
Quel momento era solo un'effimerità nell'universo. Ma tutto l'universo sembrava effimero in confronto a quel momento... Per quei due esseri che sempre esisteranno.

martedì, aprile 01, 2008

e x i t - f r o m - d a m n a t i o n

Quel sogno, raccontato nel post precedente, era stato più di quanto non potessi capire al momento, un esercizio del mio cervello volto a raggiungere un obiettivo ben preciso: il salvataggio.
Ho passato un periodo molto travagliato in cui, come al solito, sono caduto quasi volontariamente. O meglio, in cui solo una negligenza quasi diabolica poteva farmi cadere.
Da un po' ormai ho, secondo me, superato la fase di irresponsabilità nella mia vita.
O per lo meno così credevo, così volevo.
Cosa è andato storto? Recentemente questa domanda, sotto spoglie variegate, me la sono posta più volte.
Alla fine dell'estate 2006 stavo vivendo quello che sembrava un apice che solo un anno prima non avrei mai immaginato. Era un apice toccato neanche tanto all'improvviso, preceduto da un bel po' di tribolazioni ma anche un bel po' di grandi soddisfazioni, venute durante il mio primo anno di "indipendenza".
Mi sento un po' obbligato a fare due conti per capire che cosa poi abbia provocato un multi-episodico crollo che è culminato pochi giorni fa, nei giorni di quel sogno e anche oltre con un ultimo, apocalittico nel senso più etimologicamente vero del termine, episodio.

Beh, si potrebbe dire che l'apice un tempo raggiunto fosse un'illusione data dalla sensazione di completezza che una "stabile" relazione può dare. Si potrebbe quindi dire che la fine di tale relazione abbia minato l'equilibrio.
Ma la questione è più profonda. Il cambio doveva essere avvenuto internamente, doveva essere un qualcosa di personale. E sono portato a credere che ci sia anche stato. Doveva essere un distacco, una vera e propria nuova e prima indipendenza, un'entrata nella dimensione "adulta", per lo meno nel senso di responsabilità. Nel senso di "ogni tua azione ora si ripercuoterà su un futuro a cui tieni molto, quindi agisci bene".
Beh, credo di aver capito perché io, seppur rinnovato internamente, non solo non ho visto nessun beneficio, ma sono materialmente regredito a uno stato precedente. Proprio perché a questo cambio interno, non sono corrisposti degli esterni, ma comunque personali e soprattutto necessari, cambiamenti.
Non basta essere, bisogna anche fare. Mettermi dubbi sull'effettivo essere del cambiamento è inutile e anzi, controproducente, visto che per agire, o per lo meno per agire bene, bisogna credere. Devo quindi anzi credere nel cambiamento. Un credere che era stato si ostacolato, ma da me stesso.
Cosa è successo ultimamente? Beh, è come se il lento andare discendente del "grafico sul monitor del mio andamento", dopo un picco discendente sia tornato su per poi riavere un picco discendente ma tornare ancora più su. E' come se ci sia stato e stia proseguendo, un vasto episodio di assestamento, caratterizzato da forti scosse in entrambe le direzioni.
Sono prima piombato nel più profondo "apatismo" e passivismo per poi subito dopo sperimentare un'attività che non sperimentavo forse da tutta la vita. A questo bel cambiamento si è subito susseguito un bel l'avvenimento, che è stato sia il portatore indiretto di una nuova crisi, sia una prova, purtroppo riconosciuta come tale solo a posteriori, di quanto l'impegno nel migliorare avesse funzionato.
Quella notte sotto le stelle infatti una ragazza che pensavo non mi avrebbe mai degnato nemmeno di attenzione, ha dimostrato un'attrazione per me di cui io poi, stoltamente, non ho saputo godere abbastanza. Mi sono depresso per come quell'episodio fosse restato isolato nonostante le mie mire, ma questo è stato l'ultimo picco negativo prima di arrivare a un'epocale svolta.
Se infatti da sempre o quasi capisco quanto la fede in noi stessi sia importante e quanto la fede in Dio sia importante e di quanto queste due fedi siano interconnesse, non avevo mai compreso un'importante "corollario" di questo "teorema".
La fede nell'amore.
Sono sempre stato un essere in affanno, in ansia e in perenne stress per la ricerca dell'amore. Ho passato da quando avevo poco più di 8 anni in poi, ore della mia vita anche solo a cibarmi di immaginazione di un amore che non c'era. Un amore che differisse da quello che grazie al cielo ho ricevuto in abbondanza dalla famiglia. Un amore che differisse per la sua qualità di essere MIO. Trovato, conquistato e goduto solo ed esclusivamente da me.
Beh, se ci credete son stato così fino a pochi giorni fa mentre ora non lo sono più. Ora ho capito che l'essere in tal modo costituiva non solo un errore, una incoerenza con l'idea stessa di "avere fede", ma ho anche capito che era la causa di molti miei problemi, primo fra tutti proprio il non trovare l'amore ricercato.
Col passare del tempo io sono diventato un vampiro: capace di vivere solo di una sostanza "proibita". Capace di vivere soltanto rubando quella sostanza che gli mancava, quell'amore che non c'era mai, che sembrava costantemente proibito da forze esterne.
Beh, era proprio quel vampirismo a proibirlo.
Ero io stesso che mi ero creato il mio inferno, sentenziato la mia dannazione e andato a soffrirne le pene.
Una trappola subdola del mio cervello, che si è sempre trovato ad avere un'immaginazione così potente da poter sostituire la realtà, capacità che mi da sempre di più molti vantaggi, ma che a quanto pare mi aveva trasformato in un mostro che sempre più ho visto riflesso sullo specchio della ragione, quando recentemente cercavo appunto di ragionare sui fallimenti.
Ragionando in una certa maniera potrei anche arrivare alla conclusione che se è stata una caratteristica della mia mente a farmi entrare in un circolo così vizioso come quello in cui ero entrato, di perenne ricerca, perenne surrogata soddisfazione e perenne conseguente, provocata, ricercata, sconfitta... Beh, c'è poco da fare, sono e sarò sempre artefice delle mie pene, carnefice di me stesso.
Ma a una distanza brevissima da questo modo di pensare ve ne sta un altro che elimina il problema alla radice. Se il ricercare così costantemente porta il mio cervello a trovare soluzioni che interferiscono con il successo stesso della ricerca... Beh, basta non ricercare più.
Potrebbe sembrare impossibile, ma non lo è se si seguono poche regole che non ho mai o quasi mai seguito. La prima di queste è proprio mettersi in un ordine di idee. Accettare le regole stesse, cosa da cui il vivere da solo mi aveva visibilmente allontanato.
Poi bisogna impegnare il cervello in modo tale che non abbia TEMPO di cadere in inutili giri viziosi. E guarda caso per impegnare il cervello ho un'intera carriera universitaria a mia disposizione, oltre a un sacco di altre cose.
Poi bisogna impegnare il fisico per vari motivi, tutti a scopo ultimo comunque di estinguere quello che non è più un normale desiderio, ma la radice di una malattia di cui soffro ormai da troppo tempo.
Dopodichè, il tutto vien da se. L'ispirazione del cambiamento è stata l'illuminante e improvvisa comprensione di un "luogo comune" che avevos empre rifiutato proprio categorizzandolo come luogo comune. Quello che si traduce grossolanamente con "L'amore quando arriva arriva" oppure "Quando meno lo cerchi, l'amore trova te". Non ci avevo mai creduto. Ho scoperto che è un concetto su cui vale la pena di investire. Vale la pena di crederci. Anche perchè accoppiato alla verità, anche questa da me spesso contestata a parole, ma più volte provata invece dai fatti, di "In amor vince chi fugge"... Beh, si scopre, come stavo esplicando prima, che l'unico modo di raggiungere quegli obiettivi che da sempre sono stati secondo molti la mia "croce e delizia"... E' proprio eliminandoli dalla lista degli obiettivi e, paradossalmente, riempendo invece quella lista di obiettivi con tutt'altre attività, ma soprattutto con ATTIVITA'.
Ho trovato, subito dopo la comprensione di quella che era proprio la mia dannazione, l'uscita da quest'ultima. Si va ad affermare un'altra volta la necessità della comprensione, della ragione, se vogliamo: se non avessi capito il problema, errando, sbattendo, cascando così tante volte, non avrei mai capito come uscirne.
E' vero che la mia natura renderà difficile il processo di uscita, ma è anche vero che le soddisfazioni che verranno di conseguenza saranno proprio a causa di questa mia natura, più grandi.
"A un grande potere corrisponde una grande responsabilità", questo è il tema di fondo di Spiderman e di mille altre storie uscite dal cervello umano. Ed è il caso proprio del mio cervello che ha il potere di sognare, di viaggiare, di creare. Questo potere ha e avrà sempre il lato oscuro, quello che salta fuori se non si accettano le responsabilità: il preferire il sogno alla vita, il preferire la fuga alla battaglia, il preferire (punto che sarà doloroso capire meglio) il viaggio al mettere radici, il preferire creare virtualmente che creare fisicamente.
Bisogna accettare la responsabilità, che poi è in questo caso nel mio stesso interesse, di utilizzare BENE queste volatili qualità.
Un assaggio di come può essere la vita oltrepassata la soglia di questa uscita ora finalmente svelata, lo posso avere proprio grazie alla mia immaginazione... Una vita in cui le effimere soddisfazioni costruite dalla mente sono invece costruite di solidi mattoni. Una vita in cui al risveglio dopo ogni notte, ti senti chiamato dalla nuova giornata come se fosse una ninfa nuda in un laghetto a chiamarti! :-D Una vita in cui all'alba di ogni mattina non si indugia sul letto perché non ci si vuole alzare, ma si indugia sul letto sorridendo e stiracchiandosi, ricordandosi di quante cose belle ci aspettano. Una vita in cui si vive come innamorati. Una vita di un ragazzo di cui ci si può facilmente innamorare...

martedì, marzo 11, 2008

f a d i n g - o u t

Il silenzio regna mentre lentamente mi sento scomparire da questa esistenza, maa senza morire.
I sogni del passato si mescolano emanando un lieve profumo di fior d'arancio con il vuoto totale di questo presente che manca di tutto ciò che costituirebbe una cosa "presente".
Mentre andavo con mio padre in macchina e a piedi in quel mondo che forse non casualmente mischiava il vecchio e il nuovo, si andava in Messico ma si passava per una valle d'Aosta in cui c'erano molti conoscenti. La gente andava per strada un po' come se fosse tempo di festa, un po' come nei film dove sta per succedere una catastrofe naturale, una fine del mondo.
Eravamo andati via senza dir niente a nessuno, sospettavo che fosse impazzito: si era dimenticato o non aveva fatto in tempo a fare qualcosa per lavoro. E così si ritorna in Messico dopo un appena cocnuloso viaggio, per almeno un'altra settimana.
Io mi lascio traposrtare da quella briciola di infanzia ritornata e, così come avrei fatto nell'infanzia, tiro fuori dallo zaino il cd di new age jazz, quasi totalmente in sax, che ascoltavo fin da quando avevo 7 anni.
Le note mi portavano in un sogno nel sogno, mentre il mio corpo sognante sicuramente stava svanendo a poco a poco, come se stesse passando al mondo dei sogni.
Il sonno, il sonno mi porta via. Un mio mondo che non è nemmeno così mio si sta sostituendo a quello non mio ma molto più mio della realtà.
Ma ora devo continuare a sognare, senza pensare, devo chiudere gli occhi e mettermi nelle mani di chi deciderà se devo continuare a svanire o se forse già da domani dovrò irrompere di nuovo dopo tanto tempo nelal realtà, non più come fantasma ma come persona viva.
Continuo ad andare verso il Messico, stavolta passeremo da Parigi, e ci stiamo arrivando passando le alpi... Il tunnel con le sue luci mi farà dormire bene, dopo ho promesso che gli darò il cambio nella guida.

mercoledì, febbraio 13, 2008

l i k e - t e a r s - i n - t h e - r a i n

Voglio scrivere in fretta, senza fronzoli e senza pietà.
Il titolo di questo scritto che altro non è che un'altra "tear in the rain" nella mia vita, non vuole essere così triste come il mio stesso modo di scrivere vi sta già lasciando intendere. Vuole essere una contrapposizione al post precedente, che non è mio (è un semplice rimando a un altro blog), ma esprime una filosofia che è molto mia... E che forse è molto sbagliata ed è per questo che qui e ora voglio contrapporle il suo opposto, con una frase derivante non solo dallo stesso film (Blade Runner), ma dallo stesso dialogo, che forse perché citato qui in inglese, non vi ricorda una frase invece diventata celebre proprio con esso: "Ho visto cose che voi uomini non potete nemmeno immaginare".

Ebbene, in breve, riassumerò anche la "filosofia" alla quale volevo alludere precedentemente, quella delle cose "che voi umani non potete nemmeno immaginare".
Era fondamentalmente, vista dall'esterno, una bella e buona scusa per vivere come vivo. E come vivo? Passando un sacco di tempo nell'ozio, senza una meta.
Il replicante del discorso era destinato a morire. Ha provato tutto il possibile per invertire il processo, ma così facendo ha anche fatto un gran numero di atrocità e non solo... Ha effettivamente... Perso tempo, sotto un certo punto di vista. Perché non ce l'ha fatta. Moralmente può essere largamente lodato, visto che stava cercando di darsi una dignità superiore che gli spettava di diritto in quanto per nulla dissimile da un uomo, anzi, migliore. MA... Allora perché non ha usato quel suo poco tempo a disposizione per sfruttare bene le sue capacità? Perché era schiavo... Ok, allora lui ha ragione. Ma IO a vivere in questo modo, che ragione ho? Io inseguo come lui una cosa impossibile, inseguo fantasie e impulsi che mi portano sempre fuori dalla realtà, come il suo non voler morire all'ora prestabilita. Lui aveva serie ragioni per credere di potercela fare. Ma io delle cose che inseguo con la mia fantasia non ne ho nemmeno un'idea chiara e anche se me la faccio noto che sono cose che non solo sono impossibili, ma non sarebbero nemmeno utili se si potessero raggiungere.
Io ho preso molto a cuore l'aspetto poetico della sua vita (sto parlando per immagini, in realtà lui non è un modello che ho seguito, ma un modo per spiegare come sono), espresso nel suo discorso. Lui ha visto cose incredibili, come battaglie epiche nello spazio, immagini di bellezza e potenza inimmaginabile. Ed è un po' quello che vivendo nell'ozio uno (o comunque io) crede (o credo) di raggiungere. Crede che tutti i doveri a cui sta mancando corrispondano a delle cose stupende, un nutrimento bellissimo per la sua mente e il suo spirito... FORSE fino a un certo punto e soprattutto in certe condizioni, può essere vero. Come nel caso del nostro replicante impersonato dall'attore Rutger Hauer... Che aveva RAGIONI DI CREDERE che si sarebbe effettivamente potuta prolungare la sua breve esistenza.
Ma io ora voglio dire... Arrivando solo ora finalmente al tanto declamato lato pratico che volevo raggiungere... Che cosa mi aggiunge il vedere mille film a ore tarde della notte, lo stare fuori a bere a ore tarde della notte, lo stare a leggere di fantasia a ore tarde della notte... Se lo facessi in modo costruttivo... Ma è come se tutto fosse solo realmente, scusatemi, mi vergogno ma è così, una grande autoesaltazione del mio ego. Leggo, guardo, ascolto e faccio sempre lo stesso tipo di cose, a volte proprio le stesse identiche cose. Perché? Perché mi ricordano chi sono, ok, è importante... Ma quanto tempo mi occupa questa "pratica"? E cosa ne sarà di tutte queste belle immagini, queste belle sensazioni che provo... Nella mia vita e soprattutto in quella del mondo, quella che si può arrivare a vivere se si fa da bravi..? (Perché ragazzi e ragazze, c'è gente che VIVE IL MONDO) Ora vi spiegherò cosa ne sarà...

Voglio infatti arrivare ora alla contrapposizione di questa che si può definire "un'idilliaca fuga dalla realtà materiale soprattutto dai doveri morali, familiari, materiali, autoconservatorii, lavorativi, spirituali"... Perché se ora mi dite che non ci sono doveri io vi dico "SI, AVETE RAGIONE": io sono MAESTRO della negazione dei doveri, vi posso tirare fuori mille, milioni di dimostrazioni del fatto che i doveri non esistono. Ma è un bene se non esistono? I doveri non esistono come cose, ma DOVREBBERO (guarda un po') esistere come REGOLE. REGOLE che se tutto va bene nessuno ci impone, ma noi stessi ci imponiamo. Un po' di tempo fa un'amica mi ha dato quella che si suol dire una STRIGLIATA. Mi ha detto di mettermi delle regole. Una parte di me, forse una delle poche ancora sane (perché non prese nei vortici dello spazio dove si scontrano in epiche battaglie navi da guerra che irradiano di "raggi-C" il cosmo... Ossia perché a contatto con la realtà di tutti i giorni invece che con mille ricordi e dolci fantasie), ha mandato alcuni comandi neuronali, ormonali... elettrici e chimici... Che mi hanno portato a PIANGERE DISPERATO. Perché SI, la vita ha bisogno di regole per funzionare.

Oggi scrivo perché ho da poco chattato con un'altra amica, che amica non è, ma dal bene che mi ha inconsapevolmente fatto in diversi momenti, non faccio fatica a considerare almeno da parte mia come tale. Costei mi ha informato che lei, della mia stessa precisa età (ossia nata nel TARDO 86, siamo i piccoli della nostra annata), ha quasi il doppio dei miei crediti universitari. Ossia si laurea a luglio (notare che non è una cima e beve come tutti i giovani che... MI HANNO CONOSCIUTO...), mentre io starò al massimo forse dando esami e preparando i bagagli per andare in Bulgaria a divertirmi col mio migliore amico e studiare molto alla leggera il bulgaro, il tutto ricevendo soldi in abbondanza dall'ERSU. Si, starò vivendo belle emozioni, andando avanti nella carriera universitaria e magari anche portando soldi nel conto in banca, senza togliermi il lusso di sperperarne un po' in divertimenti. Qualcuno potrebbe anche dirmi che è molto meglio quello che faccio io. Una parte di me protesta il fatto che lei non ha dovuto lavorare (ma si ricorda poi che invece l'ha fatto eccome, non ci sono scuse quindi...) mentre io un pochettino si, per arrotondare. Ma sta di fatto che il doppio dei crediti si può raggiungere in un SOLO modo. Col doppio dell'impegno. E sta di fatto un'altra cosa. Che quei bei momenti che passerò io a luglio... Saranno come "tears in the rain". [Questa è la filosofia che mi voglio inculcare per uscire dalla mia attuale] Esattamente. Per lo meno saranno lacrime perse nella pioggia se messia confronto con la sua laurea, la sua apertura ad altre nuove possibilità (all'età di 21 anni signore e signori) che la avvicineranno a una realizzazione e a una stabilità, cose che per me arriveranno ANNI più tardi. Alcuni di voi mi potrebbero dire che io son messo comunque bene o nella media. Ma forse vi state dimenticando che io voglio farmi una formazione, ANCHE DI BUON LIVELLO, solo per poi lavorare guadagnando molto un paio d'anni per poi BUTTARLA VIA e ricominciare da zero la formazione (in realtà non da zero, ma comunque cambiare in qualche modo direzione) negli USA. Si, sarà per un bell'obiettivo, ma qui ci si dimentica un fatto. Che in tutto questo ci sarà bisogno di una seria dose di impegno. E l'impegno nell'arricchire la mia collezione di "tears in the rain" NON CONTERÀ UN CAZZO. NON COSTITUISCE NEMMENO UN VALIDO ALLENAMENTO. Tutti i miei bei momenti coi migliori amici che posso desiderare, con le più belle ragazze che potrò avere, con le più strane e belle condizioni mentali che potrò raggiungere, con le più evocative e nostalgiche fantasie che potrò creare... Saranno solo vaghe e lontane consolazioni per non essermi fatto o non essermi fatto appieno o non essermi fatto in tempo, la vita che voglio assolutamente fare.

Ricordiamoci quindi, qui sta la morale (che deve valere soprattutto se non solamente per me): pur essendo bello, meraviglioso a volte vivere come ci pare, restare estasiati di fronte a mille cose, arricchirsi di vaghe e peculiari esperienzine... Sono tutte lacrime che si perdono nella pioggia. E non perché son cose tristi, ma perché come le lacrime si perdono nelle gocce di pioggia, quei momenti si perdono e si confondono gli uni con gli altri e con mille altre cose e non ci lasciano alla fine niente su cui appoggiarci per poter salire una scala che ci porterà un giorno a vedere davvero il mondo e a VIVERLO.
Quindi... Le regole... Le regole me le dovrò imporre e dovranno essere loro a estasiarmi, non più le "attack ships on fire" ossia tutte quelle amenità che abitano la mia mente e vagano, appunto, come navi stellari nel vuoto, pronte solo a essere perse nel marasma, abbattute da altre navi nemiche che nella mia mente indovinate un po' chi ce le potrà aver messe... Se non la mia stessa fantasia. Che cosa me ne faccio di una grande conoscenza della vita se la vita non la vivo? Le regole quindi devono riguardare il VIVERE. Il mettersi in condizioni di VIVERE LA REALTÀ. Ho un corpo, una mente e uno spirito. Il corpo lo si fa vivere muovendolo, allenandolo e tenendolo in buona salute. La mente la si fa vivere STUDIANDO, leggendo cose COSTRUTTIVE e informandosi sul MONDO. Lo spirito lo si fa vivere grazie alla FEDE PRATICATA IN DIO. Ci vuole impegno.
Per vivere a questo mondo ci vuole un impegno che a volte non siamo assolutamente manco disposti a credere. Ma se non ci mettiamo sotto... Saremo noi alla fine, prima o dopo le nostre vane esperienze sbagliate e perditempo... A perderci... Like tears in the rain...

E RICORDA, RAFAEL ALESSANDRO ROMO MULAS, CODICE FISCALE RMMRLL86S18Z514T, NUMERO DI MATRICOLA 39940, SI, PROPRIO TU, UNIVOCAMENTE TU: DI VITA NE HAI UNA E LA VUOI VIVERE NEL MONDO. LA FANTASIA MAI NESSUNO ORMAI TE LA TOGLIERÀ, NON AVERE PAURA DI QUESTO. TI SERVIRÀ NON PER SCAPPARE DAL MONDO, MA PER VIVERLO MEGLIO. MA ORA NON LO STAI VIVENDO. IN MESSICO A VOLTE L'HAI VISSUTO. IN ALTRI POSTI E LUOGHI OGNI TANTO L'HAI VISSUTO. RICORDA CHE IN QUESTI POSTI E IN QUEI LUOGHI CI HAI MESSO DELL'IMPEGNO. RICORDA CHE TI ERI MESSO DELLE REGOLE E LE HAI RISPETTATE. VEDI DI FARE LO STESSO D'ORA IN POI, NON SGARRARE PIÙ SE NON IL MINIMO NECESSARIO, CHE DOVREBBE E POTREBBE ESSERE ANCHE ZERO: ASSENZA DI SGARRI DALLE REGOLE. PERCHÉ? NON SEI UNO CHE NON SOPPORTA LO STRESS. E NON SEI DISPOSTO A CREDERE CHE SEI UN PIGRO E TALE RESTERAI TUTA LA VITA. QUINDI AGISCI, LAVORA, TIENITI IN SALUTE, STUDIA, ONORA LA TUA FAMIGLIA, RENDI LA TUA CASA UN LUOGO ACCOGLIENTE, AIUTA GLI AMICI E COLTIVA LE AMICIZIE, GUARDA AL FUTURO, PREGA, IMPEGNATI, SCOPRI NUOVE COSE, SMETTI DI ESALTARE TE STESSO PERCHÉ NON DEVI PIÙ DIMOSTRARTI NIENTE, ORMAI SEI GRANDE E NON SOFFRI DI INSICUREZZE SE NON LE VUOI TU STESSO MASOCHISTICAMENTE SOFFRIRE. QUINDI TI RIPETO, RIMBOCCATI LE MANICHE, LA STRADA LA CONOSCI, HAI RISORSE SUPERIORI. AFFRONTA FINALMENTE QUESTA BATTAGLIA, PERCHÉ SAI DI POTERLA VINCERE, DEVI SOLO FARTI AVANTI. E COSI' FORSE NON ANDRAI PERSO COME UNA LACRIMA NELLA PIOGGIA.



P.S.: Lo dice lui stesso, il replicante, nel suo discorso... Tutti quei momenti (seppur fantastici) verranno persi, come lacrime nella pioggia... Noi quindi che abbiamo una vita più lunga dei suoi miseri 15 anni di cui 14 e passa di schiavitù... Viviamo in modo da lasciare qualcosa, in modo da costruire... Perché se vivremo nella nostra testa, staremo vivendo pure effimerità. Una volta costruite fondamenta solide, edifici solidi nella nostra vita... Quelle immagini belle che ci siamo in qualche modo privati, limitati... Potranno di nuovo sfociare nella nostra anima in tutto il loro splendore e renderci uomini completi e felici.

giovedì, febbraio 07, 2008

a t t a c k - s h i p s - o n - f i r e

L E G G E T E, o chiedetemi una traduzione, ma meditateci.

mercoledì, gennaio 23, 2008

p o e t t o

Poetto, 22 Gennaio 2008, ore 16:50.

Una mia penna, non una qualsiasi, ha smesso di scrivere.
Il mare davanti, una vera amica a fianco, una corona a testa, come sarebbe stato con mia mamma, come sarebbe stato in altri tempi con mia nonna. Ieri avrebbe compiuto gli anni.
In questo momento di smarrimento, mia madre mi ha detto di rivolgerci un pensiero, a mia nonnna. E io mi son sentito così lontano dal passato...
Due tipi con la tromba a suonare vicino alla riva. Mi ricordano un altro capitolo di me: la musica.
Volevo scrivere dei gabbiani che stavo guardando, ma son già spariti. "Effimeri" dice la mia amica, "come la felicità". Parla dei lunghi momenti di infelicità, punteggiati da breve felicità... Ma intanto basta poco secondo me, come un arachide che mi cade sul ginocchio, a capire che si può invertire questa tendenza, a capire che l'infelicità può essere l'effimera...
Ricordo lunghi periodi felici e apparentemente lontani, ma mi rendo conto che era solo esattamente un mese fa.
A suon di idee stiamo cercando attivamente di dare una svolta. Mandiamo messaggi a destra e a manca. Anche alla Manca! :-D Il tema di questa "depressione" (le virgolette non so se ci vogliono), è [infatti] la solitudine. Non sono solo, ma c'è uno strano bisogno. Duplice. Da una parte è quello classico, dall'altra è quello [opposto] dell'essere tranquillo così. Il bisogno di non avere bisogni, di essere felici di vivere e di proseguire e perseguire i grandi obiettivi che ho e che tanto sto sentendo difficili in questi giorni.
Eppure il mare è così blu. Posso vedere da qui il limite di quella nuotata che mi ero fatto "Al limite del colore, al limite dell'amore" cita Simona reinterpetando una canzone... :-)
Un'altra birra per lei, una visione sempre più bella per me qui nel posto dei miei sogni diventati realtà. Quartu si staglia molto più poetica di quello che è, colori caldi, fra mare e cielo freddi. E la Sella è in ombra, i suoi calcari sprettrali ma ospitali ora che ci son già stato.
Dove sono i miei gabbiani? Quello solitario, il ribelle dello stormo, è qui, sono io. Io che posso essere e sono anche lupo negli sterminati boschi, squalo nell'immenso blu, sono anche gabbiano fra le sterminate nuvole.
Eppure i gabbiani non ci sono più, ma ecco il senso: devono essere dentro di me. Posso riavere lo stormo dentro di me, che tira... Un carro fatto di nuvole, verso il sole al tramonto, in viaggio nella vita, anzichè essere lupo solitario e ululare inutilmente alla luna.
E ora un'altra sigaretta, nella speranza, non ancora volontà, di un giorno ridere del fumo e respirare aria bella.

domenica, gennaio 20, 2008

r a g a z z e

La sveglia è appena adesso suonata e sto singhiozzando come un ubriaco. Forse perchè sono ubriaco. Del resto stanotte ho fatto danni a causa della mia ubriachezza. Meglio non pensarci troppo, son solo soldi da pagare, niente di più e niente di meno.
Cosa c'entra tutto ciò col titolo? Niente, il titolo è infatti una parola che ha un peso tale nella mia vita da eclissare tutto il resto. Voi, ragazze che leggete, ritenetevi fortunate se mi conoscete, ritenetevi delle grandissime sfigate se non mi conoscete. Non perchè conoscere me sia una fortuna per voi. Di più. Conoscere me, che di per sè non vuol dire nulla, vi mette però su una strada che vi potrebbe portare facilmente alla da parte mia VENERAZIONE. Perchè siete delle veneri, siete delle dee, meritate di essere adorate se siete VERE. E essere adorate da me significa ricevere tutto ciò che di più bello vi possiate immaginare, ma non ditelo in giro, potrei dare impressioni sbagliate... Uuuhhh che paura...
Di ragazze vere al giorno d'oggi ce ne sono ben poche. Siete tutte preoccupate di non fare bella figura, di non essere abbastanza adeguate, di non essere abbastanza belle. Notare che per quest'ultima cosa basta fare sport ma voi siete delle pigre golose, a cui piace solo il piacere e che paradossalmente ve lo negate ogni volta che potete e in questo modo vi negate anche la pratica sportiva più interessante. Scemoline che non siete altro. Vi amo.
A tutte voi ragazze fidanzate che praticate molto questo sport da me accennato, fate bene attenzione. Magari vi tiene in forma ma "chances are" che vi siete messe con un grandissimo coglione, o che il vostro rapporto con lui che magari forse forse non è totalmente coglione, non abbia comunque nessun senso. Perchè diciamoci la verità, ok che agite di istinto, ma siete anche delle ragazze che amate la semplicità e piùttosto che complicare il vostro già in bilico rapporto vi inventate ogni sorta di pregio inesistente per questo anonimo ragazzo. Perchè ragazze, non è per presunzione che vi dico che ritengo di essere migliore (e non in assoluto, ma proprio per voi, personalmente) del vostro ragazzo. E' per pura e semplice matematica e statistica. Ci sono così tanti ragazzi fantastici che non ne avete nemmeno idea. Essendo voi delle pigre e delle golose non avete nè voglia nè pazienza di trovare quello giusto, vi accontentate del meno peggio, del "quasi quasi"... A voi ragazze così devo dare un messaggio forte e chiaro: "vi disprezzo". Ma non prendetevela a male, nulla di personale, è una caratteristica di tutte le persone ascendente Pesci. Siamo così stupidi da essere convinti che esista l'amore perfetto. Ma siamo anche così intelligenti da capire che non è mica solo uno, ce ne sono tanti. E guarda caso però voi, proprio VOI, ragazze fianzate, impegnate o come cazzo vi volete definire, siete proprio finite con quella minoranza di merda, con ragazzi di merda. Con situazioni che non faranno altro che portarvi nella merda. Ma forse il vostro fetticismo è proprio fondato sul gusto per la merda. Beh, vi auguro che sia più buona di come me la ricordo.
E poi però ci siete voi, ragazze "single", che, diciamoci la verità, siete single quanto lo sono io da fidanzato. Nel senso che avete storie, tresche, trasse, inghippi, e soprattutto intrippi fino al collo, fino a star male. Infatti state male, scemoline che non siete altro. Ma vi divertite, dite la verità... Del resto lo sapete quanto ci divertiremmo noi a vivere nei vostri così tanto preoccupanti "casini"? Non lo sapete? Beh, ci divertiremmo molto, quello per noi non è casino, ma è vita... Vita sana per di più.
Voi, ragazze """single""" con tutte le virgolette del caso. Siete secondo me ancora più sceme delle vostre """fortunate""", con tutte le virgolette del caso, colleghe fidanzate, le quali scommetto vi inpartiscono consigli come dee scese in terra. Del resto ci sono coglioni come me che le venerano, come altro si dovrebbero presentare se non come dee scerse in terra?? La venerazione è una riverenza riservata agli dei...
Beh, voi ragazze single... Cosa state cercando? Sentiamo un po'... Ecco che sento già alcune timide risposte. E già il fatto che siano TIMIDE risposte mi va ridere, per non piangere. Perchè le vostre risposte DOVREBBERO ESSERE FORTI E CHIARE, SCEME CHE NON SIETE ALTRO (vi amo tantissimo, vi sto baciando dappertutto)... E invece ecco le vostre TIMIDE risposte. Dite che volete un ragazzo BUONO. Perchè siete state prese in giro da ragzzi cattivi. Beh, sapete cosa vi dico? Che i MOLTI ragazzi buoni che sono entrati nella vostra vita o gli avete snobbati, o non gli avete manco visti, oppure li avete ettichettati come maniaci sessuali. Complimenti.
Ma forse dai, cercate anche qualcos'altro, sai com'è, un ragazzo buono non è abbastanza... Deve essere anche sensibile... Beh, i POCHI ragazzi sensibili che avete incontrato son stati così sensibili che hanno avuto una paura matta di andare oltre il "ciao!""ciao!" con voi, perchè grazie alla loro sensibilità si sono accorti che siete delle cazzo di bombe ai neutroni, uccidete senza nemmeno dare segnali, senza nemmeno distruggere la materia. Distruggete direttamente la vita. E perchè? Perchè vi riterrò così? Devo essere uno sfigato che ha preso un sacco di batoste vero? Devoi essere uno sfigato che ha avuto vicino una gran donna che però alla fine non glie l'ha data... NO, guarda caso non sono per niente uno sfigato e alcune trombate che mi son fatto, la maggior parte di voi se le sognano di notte e forse non le faranno mai. E ora io sarei un presuntuoso, vero?? No ragazzine, ripeto che sto solo tenendo in considerazione un po' di statistica. RICREDETEVI O DEE DEL SESSO. Se siete dee del sesso è solo perchè quei coglioni che VE L'HANNO DATA, perchè non siete solo voi a darla, vi hanno RESE TALI. Da chi pensate che abbiano imparato? Pensate che siano dei grandissimi ciulatori?? NO! Hanno visto i porno, gli XXX... E voi che credevate fossero per gente malata... NO, sono quello che ha reso decente a letto il vostro più grande amore... Quell'essere immacolato e angelico che vi ha spaccato in due il cuoricino... MI FATE PENA.
Volete sapere perchè mi considero migliore dei vostri amati? Non perchè li ritenga delle merde. Ritengo molto pià merde voi di loro, essendo che vi rendete la vita impossibile e vi divinizzate allo stesso temo. Bensì li ritengo molto più bravi, migliori di me. MA c'è un fatto... Che a voi come a noi piace la VARIETA', che lo vogliate o meno. E quindi bellissime bamboline lisce come la seta, voi mi sognate, mi immaginate e vi bagnate nel farlo, così come succede a me quando penso a voi.
Ma basta direte voi, basta "odio". Metto le virgolette stavolta in modo veramente veemente: questo infatti non è odio, questo è amore.
Io vi AMO con tutto il mio essere, belle ragazze. Saprei donarvi quello che avete sempre sognato, saprei darvi le sensazioni che neanche in anni di solitario studio avete imparato a darvi. Saprei sostituire anche le donne, per voi liberissime e amatissime bisessuali e odiatissime ristrettissime lesbiche. Sono dolce per natura e per educazione, la dolcezza mia non è del vostro mondo, e mi dispiace, perchè se foste come me io sarei una persona più felice, ma tranquille, nè è colpa vostra nè io starò male, perchè vi AMO.
Ragazze, le vostre labbra sono fatte per incontrare dolcemente le mie. I vostri sogni sono fatti per entare a far parte dei miei. I vostri fianchi sono fatti per sbattere furiosamente contro i miei. Le vostre gambe sono fatte per essere afferrate caldamente dalle mie grandi e lunghe mani.
Ragazze, voi non leggerete forse mai questo testo e se lo leggerete sarete arrivate con grande curiosità fino a questo punto. Beh, sappiate ce per voi ho in serbo ancora più amore di quello che potrei dare a tutte, tutte le ragazze del mondo. E non è dir poco. Voi ragazze che leggete fino a questo punto, voi non siete solamente delle persone, voi siete delle entità di cui anch'io faccio parte, io sono dentro di voi perchè mi ci infilo, perchè mi ci butto a capofitto, perchè VI AMO.
Siete bellissime, ma soprattutto siete bellissime.

giovedì, gennaio 03, 2008

f u t u r a

E con un titolo che ha una valenza per me storica, affettiva, ironica, esilarante, commuovente (emozioni che tutte insieme mi possono essere evocate solo dal nome di un mezzo di trasporto... I pullman messicani "Futura"), lascio subito perdere la seconda "significanza", parola di cui un giorno voglio comprendere il significato, e passo al dunque: si parla di futuro.

Questo post è stato una bozza per mesi. L'avevo voluto scrivere più di due post fa, che sul mio blog equivale a dire un'era geologica...
Infatti, ho sempre voluto scrivere qui del mio futuro.
Questa volta però accoppiamo alla chiaccherata sul mio futuro una cosa importante, una penitenza assegnatami in confessione, che non vedo perchè non potrebbe essere pubblica. Devo cercare di avere in mente le mie motivazioni, i miei perchè per ogni cosa. E quale modo migliore di averli in mente, se non scriverli sul mio blog?? Che schifo la modernità, eh? :-D

Voglio essere leggermente breve perchè sono le 6 e 20 e come avrete intuito non mi sono appena svegliato ma semai sto per andare a letto...
L'ispirazione me l'ha data una inizialmente scazzata lettura di un'intervista alla mia (unica) star preferita: Natalie Portman, il mio amore-ossessione di una pubertà non lontana... Sono passati... 8 anni e mezzo dal nostro primo "incontro" al cinema, con Star Wars I. Non mi sono innamorato a prima vista. Diciamo però che entro la fine del film ero già cotto! :-D
La mia cotta nei suoi confronti, come moltissime mie cotte, non è mai finita del tutto. Proprio ora la fine dell'articolo che ho letto mi ha fatto battere il cuore pensandoa un incontro fra me e lei, quello che sarebbe potuto succedere a Giugno del 2001, nella "City That Never Sleeps", quando non ho avuto il coraggio di attraversare una fottutissima strada per vedere se era lei quella persona che tanti indizi mi dicevano chiamarsi Natalie Portman.
Ma torniamo al dunque...

Il mio futuro include tre grosse cose, tre grosse categorie di obiettivi: la realizzazione amorosa/riproduttiva, la realizzazione intellettuale/lavorativa e la realizzazione spirituale/morale.
Chiediamoci subito i perchè, mettiamo subito dei motivi.

Amorosa.
Amorosa perchè l'amore sta al centro della fede che vorrebbe stare al centro della mia vita e che è diventata il centro di questo mondo. Sottolineo queste importanze per un motivo: Dio si può percepire, si può essere sicuri della sua esistenza, ma la scienza non l'ha mai provato. Da uomo fondamentalmente scientifico quindi ho bisogno di grossi indizi per fidarmi di un qualcosa che non può essere provato. E uno di questi indizi è banale: il grossissimo successo del Cristianesimo. Del tipo: se ha avuto tutto questo successo, un motivo ci sarà. Vedo un certo "disegno" nel Cristianesimo in sè e nella sua storia che mi da un indizio della sua "grossissima verità". Amore anche perchè biologicamente è un sentimento fortemente connesso con la riproduzione, che a sua volta è biologicamente lo scopo ultimo di ogni essere vivente. E quindi riproduzione perchè voglio lasciare discendenza, numerosa se è possibile, con una sola donna, quella che amerò di più nella mia vita, se è possibile. Metto questi "se è possibile" perchè per ora non trovo motivazioni forti abbastanza da promuovere quei punti a "obiettivi sine qua non"...
Una nota volante... Da poco ho sentito definire che il cammino di vita di un cristiano dovrebbe essere "l'imparare ad amare" e mi ci sono sentito pienamente coinvolto. Da qui il collegamento religione-amore. Anche se qui un parroco che mi sta a cuore direbbe che il Cattolicesimo non è una religione, ma un'esperienza di fede...

Lavorativa/Intellettuale.
Metto le due cose sullo stesso piano perchè un po' per scelta, un po' per costrizione, sono uno che lavorerà intellettualmente, più che fisicamente. Studio e lavoro li metto sullo stessdo piano, anzi, li considero una sola cosa. Infatti per ora sono ben lungi da questa realizazzione, perchè è come se mancassi al lavoro ogni giorno, visto che non studio se non POCHISSIMO, un pochissimo che nemmeno alcuni campioni di fannulloneria potrebbero ben capire quanto sia poco.
Comunque, questa realizzazione la voglio perchè oltre a dare soddisfazione è interconnessa fortemente alle altre due, anche se in realtà, come volevo dire dopo, tutte e tre sono fortemente interconnesse... E' interconnessa alla realizzazione in amore/riproduzione perchè non si può riprodursi e aspirare alla moglie a cui la mia ambizione mi farà aspirare se non supportati dal benessere che solo un buon lavoro può dare ed è interconnessa alla realizzazione spirituale perchè spero il mio lavoro risucirà a portarmi così lontano e darmi emozioni così forti, da darmi una profondissima consapevolezza di me e del mondo. E quindi a contribuire alla mia spiritualità. Una parlata così scientifica vi fa già capire che voglio essere uno scienziato, e la decisione, sfrontatezza, impulsività della mia forma di esprimermi vi potrebbe anche far capire che non vorrò essere uno scienziato "topo di laboratorio", ma più uno scienizato attivo, esploratore oltre che analizzatore.

Spirituale/Morale.
Le metto insieme perchè secondo me chi ha raggiunto una forte spiritualità, che mi viene da definire come una connessione con Dio, ma anche come una connessione con sè stessi e col mondo circostante (espressa a tutto tondo dalla parola "Wisdom", che mal si traduce come "Saggezza"), ha secondo me anche capito la supremazia del bene sul male ed è quindi una persona buona.
Perchè voglio la spiritualità? Perchè la ritengo in primo luogo utilissima nella vita quotidiana e abbastanza rara negli uomini moderni e in secondo luogo perchè il suo essere mai pienamente raggiungibile mi sprona stranamente a raggiungerla e andare avanti in tutto.
Perchè voglio la moralità? Perchè ho capito quanto fa soffrire sotto sotto essere cattivi, anche se sembra si soffra di più ad essere buoni. Perchè essere buoni aiuta gli altri e sono consapevole del mio dovere biologico di aiutare la mia specie. Perchè essere cattivi è troppo facile, a me piaciono le cose difficili. Perchè moralità è anche dignità e a me la dignità viene spesso a mancare con gravi conseguenze sociali. Perchè moralità è anche giustizia e io amo la giustizia molto istintivamente. Realizzazione morale la intendo anche come un arrivo alla conoscienza della morale migliore, che potrebbe non essere quella che ho in mente adesso, anzi, sicuramente sbaglio enormemente. Ma una morale buona, o per lo meno consona ai miei obiettivi, esiste. E va scoperta e seguita. Anche qui, mi vorrei affidare al Cattolicesimo, con qualche riserva dove non vedo corrispondenza fra dettami della chiesa e dei testi sacri, e con bene in mente che l'amore è il fulcro attorno a cui deve ruotare tutto il resto.

Ho stilato i postulati... Non ho ancora parlato di futuro, anche se tutti questi grandi obiettivi sono implicitamente futuri, per naturam visto che sono delle mete.

Parlando di futuro in termini materiali, ecco la mia visione.

Amore.
Spero in un certo senso di non trovare la donna giusta fin quando starò in Sardegna. Primo perchè culturalmente non siamo abbastanza compatibili, io e la maggior parte delle donne sarde. Secondo perchè me ne devo andare da questa bellissima isola e non vorrei che la donna, seppur giusta per me, mi seguisse in qualche modo controvoglia o che condizionasse la sua vita per me. Terzo perchè rischierebbe di sconvolgere altri obiettivi.
Non escludo però che possa succedere perchè all'amore non si comanda; perchè volendo tutto è possibile (non per forza gli ultimi due punti sopra citati devono essere veri); e perchè le sarde in fondo sono donne spesso molto belle, spesso molto intelligenti e spesso molto ambiziose. Qualità indiscutibilmente buone.
A proposito di ciò, io vorrei una donna con queste caratteristiche:
1- A cui son piaciuto da subito esteticamente. Perchè? Perchè lo ritengo un segnale di compatibilità a livello profondo, basico, fondamentale.
2- Che ha voglia di conoscermi, che è attratta dalla mia personalità e si "sforza senza sforzo" di capirla e conoscerla, ossia vuole conoscermi e ci riesce senza grandi sforzi, con misto di impegno attivo e sensibilità passiva. Perchè? perchè trovo sia indizio di grande passione, amore nei miei confronti, affinità e bellissime doti intellettuali.
3- Che voglia conoscere i miei gusti per soddisfarli in nome dell'amore gratuito e disinteressato. Perchè? Perchè voglio una donna che creda nell'amore gratuito o per lo meno lo eserciti a favore dell'altro, quello che è solo seduzione in funzione di qualcos'altro. Perchè voglio questo? Perchè la mia donna deve avere a grandi linee obiettivi compatibili coi miei e il centro dei miei, come già detto, èl'amore, quello gratuito.
4- Che mi piaccia fisicamente esattamente come son piaciuto io a lei: molto e da subito. Non voglio stare con una donna che non mi attrae fisicamente perchè mi sembrerebbe di starci per compassione o ripiego, e quindi sarebbe una mancanza di rispetto enorme. Voglio che sia bella anche perchè è indizio di salute e voglio figli sani. (a volte ragiono proprio freddamente, sono un mix di caldo e freddo, non trovate?)
5- Che abbia una bellezza che sia come dico io. Non mi accontento di una belleza qualunque, deve essere una belleza che mi ispiri in maniera personale, non generica. Perchè? Perchè questo la renderà unica e renderà me (e lei, si spera) fedele. E questo è giusto e necessario...
6- Che non ricerchi il benessere materiale, ma che bensì lo prenda come lo prendo io: semplice strumento per crescere bene tanti figli, viaggiare, conoscere e studiare bene, stare sani e permettersi un minimo di felicità. Il superfluo rispetto a ciò va usato per beneficienze o per iniziare progetti interessanti sotto aspetti diversi dal lucro. Perchè? Perchè se no non sarebbe la persona che sa amare gratuitamente e quindi rimando a sopra...
7- Che sia ambiziosa e voglia realizzarsi non in modo simile a me ma in "quantità" simile a me: deve avere passioni, obiettivi lavorativi personali, amorosi/affettivi personali etc. Se non ha le idee chiare le cose sono in salita... Ma non impossibili. Se scopro che non ha le idee chiare e non le vuole avere significa che non si vuole realizzare e non voglio una donna del genere. Perchè? Qusto non lo so perchè, per "par condicio"? Per affinità con me? Perchè penso che ci si possa amare davvero solo quando si è il più possibili alla pari? Chissà, ci penserò.
8- Che dia molta importanza al sesso, con me si intende. E' collegato al capire e soddisfare i miei gusti, io faccio lo stesso con lei e quindi apprezzo che lei sia così con me. Il sesso è la cosa che ci può dare le sensazioni fisiche più belle in questa vita, sarà per qualche motivo? Visto il grosso indizio mi vien da pensare che si, ci sia un grosso motivo e quindi facciamo sessoì: tanto e bene, con amore, ma senza pietà! :-D
9- Che si fidi di me. Io mi fido di lei, lei si fida di me. Ritengo ciò dialetticamente legato all'amore: è allo stesso tempo un pilastro dell'amore e un segnale che di amore ce n'è. Se inizia a sospettare di miei tradimenti io inizialmente mi chiedo come mai e mi faccio qualche esame di coscienza. Ma se scopro che sospetta sempre, senza motivo... Quella donna mi ha preso per il culo: non mi ama per nulla. Oppure non sta bene di testa e bisogna vedere se accetta di curarsi, se si bene, se no io non sono per lei. Perchè? Mah, mi viene istintivo pensare così, se mi trovate validi motivi per confutare questo ragionamento ditemeli, mi tolgo solo una preoccupazione se riuscite a negare questo punto...
10- Per quanto riguarda la personalità, ampio spazio tranne che per poche cose... Vediamo un po'... La voglio coraggiosa. Non nel senso che non deve avere paura dei fantasmi (adoro le donne che hanno paura dei fantasmi, sono così tenere! :-D), ma nel senso che deve avere una dose di palle che la porta a rischiare nella sua vita, se c'è un grosso bene da guadagnare. Deve avere un animo curioso, se no non risponderebbe ad altri requisiti... Deve essere un po' romantica, amare albe, tramonti e bei paesaggi! :-)
Sempre parlando di amore e accennando anche ai figli... Spero di stabilirmi intorno ai 30 negli USA e spero quindi di trovare li o arrivare li con la donna della mia vita e fare possibilmente almeno 3 figli. Non pongo limite superiore. Il limite superiore è dato dalla disponibilità economica e dalla resistenza di lei! :-D

Lavoro.
L'obiettivo è molteplice: inizialmente lavorare (dopo un po' di specializzazioni o comunque impegno in quel senso) nel campo del petrolio, possibilmente in Sud Africa, per guadagnare un sacco di soldi, davvero molti. Si risparmierà in modo tale da avere così tanti soldi da poter comprare in contanti una casa negli USA e comprarne un'altra magari con un mutuo. Una ci vivo, l'altra l'affitto e nel frattempo mi rimetterò a studiare, ma in una università prestigiosa o comunque molto buona, e nel campo della geologia planetaria, mix di geologia e astronomia. Obiettivo: lavorare per la NASA o per la ESA. Obiettivo non fondamentale ma ambitissimo: partecipare a una missione spaziale, perchè credo mi aiuterà a realizzarmi spiritualmente. Altro obiettivo: coinvolgermi se è possibile in studi di esobiologia, gli alieni prima o poi dovranno seriamente entrare nella scienza e uscire dalla fantascienza. Spero di contribuire a questa promozione. Raggiunta una certa età mi metterò in proprio e vorrò creare un'organizzazione che migliori la situazione idrica in Africa a fondo perduto. Se il problema dell'acqua sarà già risolto o se sorgono altre idee, l'importante è aiutare nazioni povere a scopo portare un po' di uguaglianza nel mondo. Fatto tuto ciò... Son realizzato lavorativamente... E intellettualmente, visto che per fare tutto ciò dovrò sapere un sacco di cose.
Ah, se scopro un dinosauro o un animale preistorico qualsiasi... Ancora meglio! :-D

Spiritualità/Morale.
Ho già detto tutto... E' una ricerca continua, non posso prevedere granchè. Voglio solo pormi l'obiettivo di farlo anche attraverso la conoscienza delle sacre scritture che per ora misconosco vergognosamente e praticando la fede cattolica in modo diligente.
Per il resto... Si tratterà di stare attenti a non ripetere errori morali già riconosciuti e magari riconosciuti come tipici miei.

Per chiudere come si era iniziati, sfoggiando tecnica di ring-komposizionen o come si scrive, se la donna fosse Natalie Portman... WOW... E se nel futuro mio prenderò tante volte i pullman Futura... Ci sarà tanta bella storia da raccontare, affetto da vivere, ironia per insaporire, risate esilaranti e sempre un buon motivo per commuoversi... e rimanere umili, uomini.