Informazioni, notizie e racconti, sempre aggiornati, su questa casa "fuori dal tempo", che è la mia prima dimora a Cagliari oltre che la mia prima esperienza di vita da solo! Mi raccomando: commentate, commentate e commentate!


^ h e r e - i n - m e r e l l o - 6 7 - w e - t h i n k - i t ' s - p o s s i b l e ^

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martedì, novembre 20, 2007

m a r a s m a . . .

Il sole risplende.

La poesia possono farla solo i poeti... o gli adolescenti. Io pur avendo ora compiuto 21 anni, devo ammettere che di adolescenza ne ho ancora un po'... E quindi mi permetto senza la minima inibizione, qui e ora, di fare poesia!

E la poesia che da questo mondo, da questo bellissimo ambiente che mi circonda, mi può esser trasmessa, è oggi caotica e per certi versi terribile: sto cantando, con gioia mista a sofferenza, una canzone che esprime adolescenza da tutti i suoi pori...

Oggi ho dato un esame, non ho dormito, sono andato al bar a prendermi la mia solita bevanda pre-esame e pieno di ironica felicità mi son aggirato per la solita strada con gli occhi semichiusi, attaccati dai raggi tenere ma violenti del primo mattino, sorseggiando la beffarda lattina il cui tintinnio echeggia di mille ricordi.
L'aria mi scompigliava leggermente i capelli in perfetto ordine, la freschezza del nuovo indumento regalatomi da mia mamma era bellissima. La scia del MIO profumo la sentivo come in un multisensoriale eco. Ma in mezzo a tutta questa poeticità io sorridevo sardonicamente...

Pensare al mio nuovo lato cattivo, retaggio forse di quando ero piccolo e mi sentivo paradossalmente onnipotente, alla fortuna che incalza nella mia vita più velocemente di quanto io la percorra, precendendomi sempre, mi ha fatto sorridere ma, maledetto, non ringraziare.

Gli sguardi delle ragazze erano come disegni di nuvole in cielo, li guardavo cercando di vederci la forma di qualche animale fantastico... E ne trovavo sempre uno.

All'esame la mia palese impreparazione, dovuta a una notte passata in mille occupazioni narciso-cultural-artistiche al massimo intercalate dallo studio, era palese e preoccupante, ma ho avuto fede che iniziando timidamente ma con passo fermo il compito, avrei magicamente trovato tutte le soluzioni e ovviamente così è stato, salvo qualche particolare che fa solo ridere aver tralasciato o sbagliato... Non potevo che tralasciare e sbagliare proprio quelli! Sono io, che mi esprimo con tratti disegnati dal mutevole ma sempre uguale pennello della mia mente.

Il mio migliore amico mi rimproverava; ora la mia mente corre verso di lui e l'est... Mi rimproverava il fatto che io chiamassi imprevisti tutta una serie di cose che mi succedevano sempre ed erano quindi, per lui, facilmente prevedibili... :-)

Ma se agli imprevisti brutti come la macchina morta (effettivamente probelma meticolosamente ricercato), una situazione "sentimentale" contortissima (sempre da me voluta) e disordini continui (frutto di pura negligenza) corrispondo imprevisti come colpi di fulmine reciproci, bellissima macchina nuova e felicità improvvise... Preferisco gli imprevisti! E se questa corrispondenza dovesse sbilanciarsi nel peggio, so che sarà solo per sbilanciarsi nel meglio subito dopo.

Passato la giornata a canticchiare la canzone di La Boum 2 (Il Tempo delle Mele 2) in continuazione, per strada, fra me e me...
Your eyes
Opened wide as I looked your way
Couldn't hide what they meant to say
Feeling lost in a crowded room
It's too soon for a new love
When you smile your eyes show your heart
Lost inside a suit torn apart
Feeling alone with people around
True love is so hard to find now
You think you're so misunderstood
I'd explain if only I could
Something tells me this time it's real
The way that I feel

Your eyes like the blue in the summer skies
Caught my gaze as I looked across
Feeling lost in a magic maze
It's too soon for a new love
You can't hide that look in your eyes
Open wide you seem so surprised
Searching around for somebody new
True love is hard to find now
When you smile your eyes show your heart
I feel mine is falling apart
Don't you see the way that I feel
My loving is real

When you're lost your eyes show you how
I should like to know I'm a part
When your eyes shine I'll know you're mine
For all of the time


La canto proprio come l'originale e non riesco a smettere, sono li in mezzo alle luci da disco anni 80, che ballo il lento in mezzo al fumo artificiale magari roteando dolcemente su dei pattini a rotelle...

E sarò innamorato? In mezzo al marasma ho due idee ben chiare di questa ragazza. Che per prima cosa ho adorato la sua risata... Per seconda tutto il resto. E che è tra virgolette un amore impossibile a causa di una persona che potrebbe soffrire venendo a contatto con la situazione.

Questa ragazza mi ispira ora, dopo alcuni episodi, sia sentimenti bellissimi che brutti. A volte penso che potrebbe non essere altro che una di quelle persone che vorrò in seguito dimenticare e non pensare più, perchè prive di qualsiasi significato nella mia vita.
A volte invece penso che dietro qualsiasi apparenza potrebbe nascondersi la ragazza per me e in particolare dietro apparenze che mi mandano messaggi così forti e chiari.

Ma rido e sorrido, continuo a farlo senza volerlo, sogghigno, canto, impreco con tutti i denti ben visibili, salto e corro.
Penso a mille paesaggi in cui mi sentirei a casa e al settimo cielo, col cuore come sta ora. Correndo sulla spiaggia, a braccia spalancate in intento di volo su cigli di scogliere e canyon, in una tuta che da tutto mi protegge, dalle parti degli anelli di Saturno, facendo il bagno sotto una dolcissima cascata in mezzo a una selva equatoriale roboante di vita, sott'acqua nuotando fra le mangrovie come con i miei anni fa...

E ora penso al futuro, a quel futuro che voglio pieno di piccole sconfitte e grandi soddisfazioni, ma soprattutto in cui i sogni saranno realizzati, conseguenze belle o brutte non importa, anche perchè son sogni e non incubi...
Gli imprevisti, come da paradossale copione, non mancheranno. Ma la scia di questa stella cometa che ho lanciato io stesso da piccolo, per inseguirla, non scomparirà mai e la potrò prendere sempre.

E ballerò in pieno "disco feeling" in mezzo alla scintillante Star Dust... nello spazio infinito... Una ennesima seconda patria... Un ennessimo folle ballo! :-D

martedì, ottobre 16, 2007

s k y - h i g h

Ragazzi, a quasi un mese dal ritorno dal viaggio in Messico di quest'estate finalmente scrivo.
E scrivo in uno stato che nemmeno potevo sognare tempo fa.
Il viaggio mi ha fatto scoprire come ci si sente in tanti stati emozionali nuovi.
Ho capito e sperimentato per la prima volta che cosa vuol dire essere degli stronzi opportunisti.
Ma ho anche capito paradossalmente cosa vuol dire aspirare a un'etica buona.
Ho provato di nuovo dopo tanto tempo, in aereo, quella sintonia col cielo così forte da strapparmi dalla realtà terrestre. Un sogno...
Dopo aver sperimentato una vita diversa, ho capito meglio cosa volevo. Avevo uno spettro di visione più ampio. E ho capito QUANTO vorrei restare, per un tempo indefinito, selvaggiamente e meravigliosamente SOLO. Come quando in aereo tutti dormono e tu guardi fuori dal finestrino, e ti senti solo in mezzo alle nuvole.
Ho detto tutto e non ho detto niente.
Non ho detto che come ogni anno la voglia di restare in Messico, di non salire su quell'aereo al ritorno, si è fatta sentire più forte. Ma allo stesso tempo è stato un viaggio che mi ha dato tanto e su quell'aereo ero più forte e pronto ad affrontare la vita che mai. Ed è stata la seconda volta in un anno che son stato... benedetto da un'esperienza simile.
Prima settimana di rientro aspettative completamente mancate. Chiuso in casa a dimenticare i fallimenti accademici, ero però consapevole che ero solo una crisalide nel bozzolo. Ricaduto nell'errore di non agire secondo i propositi mi sono trovato in una escalation di eventi che ha reso la mia vita piena e diversa non solo ogni giorno, ma di ora in ora.
Ritrovato il coraggio di seguire gli obiettivi, tutto è successo molto in fretta.
Oggi in macchina, mattino presto senza quasi aver dormito. Ho un aspetto che non tradisce nel modo più assoluto le mie condizioni, mi sento vivo come non mai, mi sento fatto di vento e nuvole. Sento di nuovo quell'aria intorno a me. Da quella macchina grandiosa, mi son sentito come su un aereo a massima quota, libero di scegliere qualsiasi destinazione, con carburante infinito.
L'allegria che n'è seguita è esilarante.
Mi ritrovo qui consapevole di scrivere in un modo osceno, ma guardo una nuvola dalla mia finestra e vedo me stesso, senza nemmeno stupirmi.

giovedì, luglio 12, 2007

t h r i l l e r . . . v e n o m

Rido... "Non me ne frega un cazzo!" penso ridendo, quando sento rumori che mi sembrano le classiche lamentele per il non troppo discreto volume del film che sto guardando a ore improponibili...
Ma i rumori continuano.
Sono Bottiglie.
Provengono dalla cucina..?

In una frazione di secondo ho pensato che è... come se avessi sempre avuto la sensazione che...
CI SIA QUALCOSA O QUALCUNO in casa oltre a me... SEMPRE... Che si sia sempre NASCOSTO in casa mia.
Impugno le forbici, non trovando il coltellaccio che di solito gira da queste parti.

Mi alzo e mi muovo in perfetto silenzio e freddezza, continuando a sentire rumori sporadici.
Arrivo alla porta della stanza, impugno le forbici in una strana maniera per avere la forza concentrata sulla lama, pronto a squartare qualsiasi cosa o essere.
Mi fermo appena in tempo per non proiettare l'ombra di quella posa assassina fuori dalla finestra aperta sul viale dell'altra stanza.
E meno male perchè i rumori provenivano da li.
Gente che trafficava con bottiglie nel viale.

Niente. "Come al solito". Eppure mi è rimasta leggera quella sensazione di un intruso.
Penso al film. Ed ecco la spiegazione. Stavo gaurdando Spiderman 3.
Suggestionato dalla presenza aliena di Venom nella casa di Peter Parker.
Ed ecco che penso che "quell'intruso", che sento a volte, sia proprio, come metaforicamente lo è nel film, il mio lato oscuro. Una "Bestia" che alberga in casa, pronta a rapirmie stringermi nella sua morsa facendomi diventare una cosa sola con esso, al primo accenno di debolezza mia.

Sono come tutti i ragazzi, l'ho capito grazie a una bellissima anche se durissima critica, affetto da "sindrome d'eroismo". Vorrei sempre essere nel giusto, essere ammirato e rispettato per la congiunzione "astrale" positiva di aspetto, pensiero e azioni.
Avevo risposto a quella critica, che evidenziava come spesso smentissi come se niente fosse questi buoni propositi, che se non avessi avuto nemmeno i propositi, chissà che persona sarei.
La risposta sta nella "Bestia". Quella presenza che ogni tanto mi spinge a dire, SOGGHIGNANDO, "Non me ne frega un cazzo!".
Come in Spiderman, questo parassita ha il pericoloso pregio di amplificare il potere di colui con cui instaura la simbiosi. Le sue qualità, i suoi doni, li trasforma in PRIVILEGI da usare per raggiungere i più torbidi stati di piacere, da sfruttare per raggiungere le più torve ambizioni.
E' quella bestia che mi fa perdere intere giornate chiuso in questo "covo", davanti al computer, a compiacermi di mille cose virtuali o fisiche, ma sicuramente tutte "vampirizzanti"...
E' l'intruso in casa mia. Che sporca. Che fa marcire la roba. Che mi rende cieco. Che mi fa ridere istericamente, come di sadico piacere.

Questo intruso va scacciato. Non lo si può uccidere, lo si può solo neutralizzare. Tenere a bada. Va combattuto perchè l'eroe altrimenti scompare nelle sue nere grinfie. Già si inizia a vociferare che sia lui a compiere le nefandezze del mostro... Forse perchè sono già una cosa sola... Ma anche se così fosse, o proprio a maggior ragione per questo, bisogna trovare quel punto debole di questo MANTO NERO PECE che mi avvolge. E lo ridurrò alla ragione.
Sono stanco della schizofrenia indotta. Sono stanco di dovermi "sfogare" senza sapere il perchè, nè cosa sto sfogando.

Ora basta. Entro in quel mondo tranquillo. Vedo terra rossiccia, costellata da aghi di pino secchi. Mare accogliente. Una strada candida, in salita, lungo il mare blu. Col cielo ancor più azzurro stagliato sullo sfondo. Sento le onde e i gabbiani. Ritrovo me stesso, sento un'altra ben più bella presenza. Sento un profumo. Sento amore... Cammino per quella strada.

sabato, giugno 30, 2007

k i m i - t o

Le corse non sono mai iniziate, ma le corse continuano...
Non ho mai corso verso ciò che dovevo raggiungere, ma ho corso molto verso ciò che volevo afferrare...
E ora ascolto la colonna sonora di Orange Road, che sta letteralmente riempendo le mie giornate, le sta impregnando di un suono che è più che altro un profumo. Mi ricordano il profumo di magliette pulite, ma leggermente sudate, da quel sudore che non aveva cattivo odore. Magari anche accarezzate dalla brezza del mare, magari anche con qualche nota di pino e di eucaliptus... E forse mosse dal vento di una corsa in bicicletta...
Sono tornato a quelle sensazioni? No... Sono arrivato a sensazioni nuove, ma che potrebbero benissimo far parte di quel mondo "candido"...
Sono inebriato da sensazioni piacevolissime, ma sono spesso triste. Mi vedo di fronte al me di qualche hanno fa e mi immagino un suo schiaffo forte e sentito al mio affermare tristezza in questo momento.
Il fatto è che mi sento preso in un mulinello bellissimo che mi distoglie però da tutto il resto. I miei esami stanno pigramente andando avanti e si potrebbe dire anche bene, ma il fatto è che quel mulinello non è tutto dolcezza e felicità, ma è da li che provengono quegli accenni di tristezza che il me stesso di prima non vorrebbe vedere. Io li vedo, anzi, li sento dentro. Ma ho deciso di lasciarli perdere e vedere cosa succederà.
La mia giornata oggi sarà quasi uguale a quella scritta l'ultima volta, con la differenza che stavolta farò tutto perchè ne ho le forze fisiche, un buon passo avanti.
Cosa voglio dire? Voglio dire che la vita è come un negozio di dolciumi: le cose più buone sono spesso le più colorate, le mie adorate caramelline gommose... Ma bisogna stare attenti a non prenderne troppe di fila o verrà puntuale il mal di denti...
Voglio dire che mi ritengo una persona fortunatissima, che quasi ogni istante delle mie giornate è pieno, carico e vario e pieno di gusto come le caramelline gommose. Ma che accetto anche di buon grado l'artificialità di quel gusto...
Voglio dire che il coloratissimo mondo in cui è immersa la mia mente, un mondo che non ho esattamente inventato ma più che altro scoperto, è un pericoloso eden che mi da un'energia bellissima e forse inesauribile, ma che mi risucchia.
Sempre più distante dalla "realtà", mi sento più vivo che mai; e voglio credere che sia possibile fondere i due mondi, voglio credere di potercela fare a non perdere niente. So che non è possibile, ma il credere mi aiuterà ad avvicinarmi il più possibile al mio obiettivo. Un obiettivo per niente chiaro. E' solo un continuare a seguire i profumi che mi attirano per vedere dove portano... In tutta la follia che ci può essere in questo... Forse c'è un barlume di saggezza.

sabato, giugno 23, 2007

d R o m o

"Another day won't matter", così dice la canzoncina anni '80 che sto ascoltando. Un "altro giorno" non conta... E invece penso CAZZO, certo che conta. La mia giornata di oggi, che non so manco come e quando è iniziata e soprattutto non so come e quando finirà, conta eccome. Oggi devo studiare e lavorare, ma la "task" che farà girare di più il processore sarà quella di restare svegli.
Ieri tutto tranquillo, organizzato per non andare a lavorare apposta per esserci a un compleanno importantino, perchè legato anche al mio "lavoro primario". Il tipo della pizzeria di Sa Launedda, posto in cui mai mi sarei immaginato di iniziare le mie esperienze da cameriere (che lusso iniziare in un posto così pieno di ricordi!!), era tranquillissimo a riguardo, voleva sapere solo se doveva rimpiazzarmi qualcuno o no.
E la giornata è trascorsa sonnecchiando e studiando. Più sonncecchiando purtroppo, si stava troppo bene a poltrire, non ce l'ho fatta a staccarmi dal letto all'ora giusta.
Si avvicina l'ora del compleanno e tutto trascorre come da programma fino a quando le tre "ragazzine" (in realtà due erano più grandi di me...) della tavolata non si riempiono il bicchiere di birra fino all'orlo. Li scatta "un'eccezione" del programma: stava succedendo qualcosa di inaspettato. Avevo ragione. Anche se ci son stati ripetuti momenti di dubbio sulla socialità di queste ragazze, sapete com'è andata a finire? Che abbiamo fatto un completissimo AFTER. E io mi ero preposto di tornare a casa presto per svegliarmi presto e studiare. Ho pensato: "Vabbè, se l'after funziona i miei impegni saranno svolti lo stesso, anche se col serbatoio in riserva." Devo ancora capire se avevo ragione, non lo saprò fino a stanotte, ma sicuramente al più presto andrò a comprare quattro redbull. Voglio fare tutto oggi. Lo voglio fare per principio. Queste ragazze che abbiamo conosciuto, due erano sorelle del ragazzo della festeggiata (che è la disabile che assisto, ecco spiegata l'importanza della mia presenza), una era amica ed è stata quella nel cui appartamento abbiamo passato le ultime ore della notte e le prime del giorno. E qui sta la specialità della serata. Tipico, vero? E invece no, di tipico non c'è nulla. Se penso a come sarebbe una qualsiasi rapporto ravvicinato con questa ragazza, se solo cerco di prevedere che cazzo potrebbe succedere (non è successo nulla anche perchè l'amico ha pensato bene di non togliersi mai dalla balle, sperando in un'improbabilissima porcellaggine della ragazza e una conseguente cosa a tre), dicevo, se solo penso... Rischia di venirmi mal di testa, non voglio pensarci. E non è il solito alone di "croce e delizia" con il quale a quanto pare la mia mente tende sempre ad avvolgere ogni ragazza che mi piaciucchia o che peggio mi piace molto... E' molto più croce che delizia, mi verrebbe da dire. Una ragazza complessa più che complessata, di quelle che si definiscono semplici così come mi definisco tale anch'io. Una semplicità che al prossimo tutto sembra meno che tale. E ho detto "di quelle che", ma non ne ho mai conosciute altre di persone così. Ho sentito sensazioni veramente strane, che non sono per niente riuscito a "tradurre" e infatti manco le ricordo più. Cose volanti, anzi, volatili.
E ora pensate solo alle corse che dovrò fare. Corse cerebrali, emotive e fisiche, tutte oggi. Dovrò cercare di non pensare a questa nuovissima presenza aliena di questa ragazza (e non so manco se sperare o meno nella reale, prossima, PRESENZA...) e dovrò far dimenticare a mente e corpo che non ho dormito. E fare TUTTO. Prepararmi a grosse fatiche nel lavoro di stanotte e prepararmi a un sacco di altre cose. Ora come ora andrò a svolgere le prime fasi: cagare il così detto "stronzo della pace", come chiamano in Bulgaria il primo dopo una notte di bagordi, andare a comprarmi il carburante per restare sveglio e andare da un collega a pescare del materiale, che dovrò probabilmente fotocopiare subito. Dopodichè mi aspetteranno solo corse, corse e altre corse. Un RomodRomo continuo... :-)
Con questo frettoloso post inauguro una nuova stagione dopo una grande pausa per il blog. Non vedrete più lo stesso stile: lo stile della mia vita è cambiato. Anche se qualche "caramella" addolcirà il tutto ogni tanto, il gusto cambierà...

mercoledì, febbraio 21, 2007

s e r i o / p a r t - 3

L'aria era tesa. Io ero attento a ogni parola che sentivo, a ogni rumore, a ogni piccolo sguardo. Ma non ero per nulla teso.
Ho passato il tempo commentando con Sergio le varie disquisizioni tecniche degli argomenti di Geofisica che tanto stavano facendo impazzire gli esaminati.
Sergio era fremente. Non ce la faceva più. Mi ha anche confessato di aver avuto un attimo in cui si sentiva svenire.
Ed ecco che a un certo punto, fra i vari gesti dei presenti che notavo in continuazione, con sguardi forse un po' troppo sostenuti, ma che giustamente non davano fastidio a nessuno, essendo sguardi della più assoluta tranquillità, ecco un gesto di Sergio.
Segnando l'aria con fare scattoso e voluttuoso allo stesso tempo, come una persona che scrive velocemente, ma con il dito teso come pronto a far scaturire un raggio magico da quelle invisibili rune tracciate nell'aria, ecco che come avrete capito inziio a pensare nel "sistema D&D".
Dopo aver sentito le grandi (e anche se spesso e volentieri maleducate, anche giuste) lamentele della professoressa sulla preparazione di tutti quanti, mi ero messo a pensare alla mia preparazione, a come sarei andato all'esame io al loro posto.
Dopo aver visto questo segno che mi ha portato alla mente tutta la fantasia "tecnicizzata" (ossia, una tecnica per fantasticare) di cui spesso e volentieri mi nutro, assimilandola così tanto da essere in grado di trasporre gli stessi "ragionamenti tecnici" da quei mondi fantastici alla realtà, inizio a capire una cosa fondamentale.
Mi ricordo delle lamentele (uniche lamentele) di mio padre sul viaggio in Bulgaria: la perdita di giorni di scuola, vista da lui come l'inizio di una formazione poco professionale dello spirito. La professoressa aveva detto a un altro proposito, non così diverso, praticamente lo stesso concetto. Guardo Sergio e i suoi occhi: tutt'altro che ingenuamente dediti a quello che stava facendo.
Ecco il primo mattone fantasy che inziia a costruire l'ipotesi che diverrà poi tesi e infine grande verità. Sergio è della classe del Mago. Io, studente con una media del resto vicina alla sua, ma senza la metà dei suoi esami dati, sono della classe dello Stregone. Il Mago è orientato verso allineamenti legali e trae il suo potere dallo studio. Dalla memorizzazione di arcane pagine che restano come istruzioni di programmazione pronte ad essere lanciate sottoforma di programma infallibile dalla sua mente. Lo Stregone, "la mia classe", è orientata verso allineamenti caotici e tare il suo potere da risorse insite in se stesso. Tutta la magia che il mago è costretto a studiare, lo stregone, se le sue risorse glie lo permettono, la può invocare spontaneamente, senza quasi sapere manco lui come fa.
Pregio del mago: poter imparare qualsiasi incantesimo gli serva.
Pregio dello stregone: poter invocare senza ausilio di nient'altro che se stesso e senza sforzo qualsiasi incantesimo che istintivamente sappia.
Difetto del mago: lo sofrzo impiegato lo può far rimanere "senza più assi nella manica" molto più spesso rispetto allo stregone.
Difetto dello stregone: NON PUO' IMPARARE NIENTE CHE NON SIA DIRETTAMENTE E ISTINTIVAMENTE ALL'INTERNO DI SE STESSO.
Ecco qua che si spiega come Sergio abbia dato una quantità di esami che io mi sogno. Ecco qua come si spiega che anche Sergio l'infallibile abbia preso meno di me in informatica in cui son stato l'unico a prendere 30 e lode.
Ma cosa è più importante? Ecco che mi son tornati alla mente i discorsi di mio apdre sulla professionalità e quelli della professoressa sullo stesso mondo ostile del lavoro. Ed ecco che estasiato di fronte alla "puissance" (un po' di francese lo stiamo imparando almeno!) di Sergio durante l'orale capisco che tutto il mio essere da cui deriva tutto il mio sistema di affrontare le difficoltà, seppur affascinante (lo Stregone basa il suo potere sul Carisma, forza e magnetismo di personalità; il Mago sulla sola Intelligenza, pura potenza di calcolo e memoria), è in gran parte inadatto ad affrontare le sfide di fornte alle quali son stato messo di fronte.
Ecco profilarsi improvvisamente ma molto naturalmente, molto dolcemente, la necessità di "prendere livelli nella classe di Mago", cosa che probabilmente già più volte in passato avevo fatto.
Per i pochi sparuti lettori che non possono capire bene i paragoni con questi astratti concetti di giochi di ruolo, perchè non ci hanno mai giocato, ecco un riassunto in termini di tutti i giorni.
Mi sono sempre difeso e barcamenato nella vita senza quasi nessuno sforzo grazie al mio istinto e all'intuizione che mi ha sempre funzionato bene. Pur possedendo la capacità di prendere SERIAMENTE in mano un libro e mettersi ad imparare a tutti i costi tutto il contenuto utile, ho sempre preferito acquisire solo i concetti più fondamentali o altre volte solo quelli più "ornamentali" per poi sfoderare i miei "retaggi ancestrali", conoscenze quasi innate, e passare esami senza sforzo.
Vedendo l'esempio della grande diligenza e disciplina di Sergio e i suoi ottimi risultati: una preparazione che io ho forse solo proprio in D&D, computer e dinosauri (che utili argomenti...) ho capito che l'intelligenza va messa all'opera non come faccio io, opportunisticamente e pigramente, ma con rigida volontà e dedizione, se si vogliono ottenere buoni risultati non solo dove l'istinto e l'esperienza ci possono guidare, ma anche in argomenti e campi più "alieni".
Camminando infine verso la macchina ho sentito, misto ad una specie di "presenza" di mia mamma dentro di me, un sentimento di lieve ma condannabilissimo fatalismo. Un'autocommiserazione che si maschera da auto-ironia, ma si rivela codardia. Ce l'ho per eredità genetica, per eredità di educazione sottoforma di effetto collaterale derivato da insegnamenti per altro positivissimi che mai butterei via, ma ho anche questo atteggiamento perchè ne ho imparato passivamente la grande comodità.
Ecco quindi che la consapevolezza di qual'è la starda giusta unita alla consapevolezza di qual'è il sentimento e l'atteggiamento da evitare mentre si prova ad intraprenderla (o meglio, cito nuovamente e più a proposito che mai Yoda, dicendo: "non esiste provare! solo fare! se vuoi solo provare, allora meglionon fare niente!"), sono pronto ad affrontare quello che si rivelerà il più impegnativo ma anche soddisfacente periodo di studi della mia vita. Ossia tutti quelli che mi restano d'ora in avanti.
Non cambierò me stesso. Non gettero le mie risorse alle ortiche. Prenderò solo le redini di una bestia che seppur difficile da domare e cavalcare, mi appartiene tanto quanto il comodo cammello su cui vado ciondolando pigramente di solito.
Perchè ho anche capito che senza sforzo, non si assapora niente nella vita. NEMMENO IL SESSO...

s e r i o / p a r t - 2

Tornato a casa anzi che mettermi subito a studiare continuo a chattare con Zari la bulgara e a un certo punto squilla il telefono di casa... Mio padre... Giunge ormai il momento della verità: dell'esplicazione del mio piano di viaggio.
SORPRESONA: pochissime obiezioni!
Corro subito a comprare il biglietto per la Bulgaria vero e proprio e con mia gioia immane eccolo apparire magicamente nello schermo in formato pdf, pronto per la stampa e il futuro uso!
Dopo un po' di esultanza in chat, più risoluto che mai, mi metto a ripassare.
Cado infine addormentato per più di mezz'ora.
La mia mente stava producendo una cosa brutta... Stavo per dare forfeit... Mi sarei riposato in vista dell'esame... Però... L'esame non è sicuro perchè forse i non iscritti saranno completamente senza speranze... Quindi... MI ALZO. CAMMINO. MI VESTO. MI PETTINO. PIGLIO UNA SIGARETTA. SALGO IN MACCHINA. ED ECCOMI AL MOVIDA.
Ometto il per così dire mesto divertimento al Movida. Dico solo che come annunciavano le tattili sensazioni che scorrevano sulla pelle poche ore prima, non si è saputo resistere. E non sono tornato a casa. Non a casa mia...
Non avevo, vi giuro, mai pensato di poter vivere sensazioni del genere. Anche l'erotismo che più volte avevo cercato e trovato in giro non si avvicina minimamente a quello che si è vissuto in quella stanza... Letto e pavimento...
SOPRAGGIUNSE INFINE IL NIRVANA.
E non ci crederete ma, sono ancora in questo nuovo pacifico stato.
Non posso quasi credere a quello che sento in continuazione. A come le mie dita stiano scorrendo veloci sulla tastiera con una precisione mai avuta prima anche senza nemmeno le tre ore di sonno all'attivo che avevo ieri... A come tutti i pensieri stiano assumendo un ordine mai avuto prima nella mia testa.
Ecco infatti che per andare con ordine vi racconto come si è svolto questo cambio di sensazioni.
Me ne sono accorto quando raccogliendo energie da chissà dove per alzarmi anche senza aver dormito (ma avendo spesso e volentieri sognato ad occhi aperti, anche un incubo stranissimo mischiato alla realtà che stavo VEDENDO), mi vesto, mi guardo allo specchio... E noto la tranquillità della mia espressione. Noto come si addiceva in tutto e per tutto a come mi ero sentito ormai da qualche ora. Noto che ho voglia, forza, audacia e lealtà a sufficienza per abbandonare la tentazione del letto e andare a casa a STUDIARE un ultima importantissima cosa e poi vestirmi, mascherare i segni della "noche toledana" appena vissuta e salire nuovamente in macchina, guidando fra le note ancestrali degli anni delle canne giornaliere fra amici.
Così ho fatto.
E dopo aver accertato che l'ora dell'esame era quella che mi ricordavo e non era così presto come temevo, chiaccherando con un collega cinquantenne di una positività che non avevo mai visto così raggiante (anzi, l'ho percepita proprio "irradiante", come un'aura), mi avvio verso il luogo di ritrovo stipulato con il collega con il quale avrei dovuto presentare la relazione. Andiamo al bar e bevo la tanto agognata redbull, che come al solito mi tira su, anche se non ce n'era un grande bisogno. Ogni tiro di sigaretta sembrava portare alla mente più lucidità e forza. L'aria intorno a me mi appariva più immota di quello che era. Uno scudo fatto di estrema serenità mi stava invisibilmente avvolgendo.
All'esame, ecco prospettarsi la verità: non avrei potuto sostenerlo perchè non iscritto a tempo debito. Il mio amico, pur essendo iscritto si dilegua, ma a me non è data la possibilità di dare l'esame. Mi metto ad assistere a un esame dopo l'altro senza il minimo accenno di sonno. Ho provato empaticamente le emozioni di tutti i presenti. E infine ho avuto la rivelazione che mi ha spinto a voler scrivere di tutto questo, perchè l'ho avuta solo grazie a tutta la concatenazione di eventi che fin qui avete pazientemente letto...

s e r i o / p a r t - 1

Non mi era ancora mai successo di registrare così tante nuove sensazioni in un lasso così breve di tempo. Vi parlerò infatti dei miei ultimi due giorni e delle sensazioni e riflessioni che in questo breve tempo sono spuntate fuori naturalmente, ma con una chiarezza disarmante.
Ieri è stata una delle giornate più piene degli ultimi tempi. Avevo studiato tutto il giorno precedente, cadendo però addormentato per svariate ore e intercalando agli studi di geologia ai soliti inutili (o forse non così inutili) studi su Dungeons & Dragons.
Un mio difetto di sempre è venuto a galla chiaramente: quando sto facendo un qualcosa che mi coinvolge, non smetto nemmeno per le migliori ragioni di questo mondo; e così mi son trovato, dopo l'ennesima sessione di creazione (più simile a un mixaggio) D&D, a notte fonda con ancora un bel po' di programma da fare.
La motivazione è stata più forte del previsto, forse perchè già intuivo che sarebbe stato l'unico esame che avrei potuto passare/sostenere in questo periodo di molto divertimento e poco studio.
Ho quindi dormito una quantità di ore da ridere, forse non più di tre.
Eccoci quindi alla grande giornata di ieri. Che mi sembra lontana una settimana...
L'esame è di mattina. Uno scritto "selvaggio": le domande vengono "sparate" ogni dieci minuti dal professore e si ha quindi l'obbligo di finirle in dieci minuti senza stare a pensare un attimo in modo da essere pronti subito per la domanda seguente. Per fortuna solo sei domande. E per fortuna nessun argomento ostico. Forse perchè arrivato in ritardo considerevole all'esame (il prof mi ha gentilmente concesso di recuperare la prima domanda, già "in corso", alla fine dell'esame, con eventuali minuti extra di recupero), ci sono arrivato con una lattina di redbull ancora da stappare, che una volta seduto ho appunto stappato e tracannato con sicuro sgomento sconsolato e divertito dei presenti, che già mi conoscono... Il prof a mezzo esame ha anche fatto la battuta: "Lei non passerebbe l'antidopping..."!
Mediocremente soddisfatto a livello assoluto, grandemente soddisfatto se pensando in relazione all'irrisoria preparazione che avevo, mi avviai a continuare la giornata che si prospettava subito strapiena... Forse anche a causa della mia notte passata senza dormire... Ma una strana lucidità ed euforia mi accompagnava. Prima di andare in mensa per pranzo, momento che ora che ci penso ho addirittura rimosso, non ricordo nulla, ho parlato con mia madre del mio piano, di fatto irrevocabile, di viaggio in Bulgaria unito a visita alla vecchia Ivrea... Non era per niente contenta, ma ho cercato di far brillare un barlume di logica in una mente dominata dall'irrazionale protettività nei confronti della prole. Sentimenti incontrollabili, del resto...
In questo momento già inizio a ricordare di essere andato in mensa in via premuda, anche se non ricordo minimamente con chi. Ah ecco, un mio collega, ultima mia speranza di rubare dei dati acquisiti in escursione per preparare una relazione (dei grafici) per l'esame che avrei voluto sostenere il giorno dopo.
Sono salito nella sua stanza alla casa dello studente di via Montesanto, visitando così l'ultima casa dello studente "che mi mancava"... Si è parlato di D&D, al quale anche lui è appassionato. E infine son tornato a casa per iniziare a lavorare sulla relazione che avrei dovuto fare in doppia copia e con modifiche per coprire le spalle a un altro collega... E inventare la solita storia di "abbiamo fatto la relazione insieme, ma ognuno per conto suo sul suo computer."... Come no...
Fatto stà che nel mentre stavo architettando l'inizio materiale, anzi, digitale, della "missione viaggio in Bulgaria": ho ricaricato la mia carta di credito prepagata via internet e col consenso della mamma ho inziato almeno a prenotare l'aereo, aspettando a prenotare il pullman dopo averne parlato con il mio ignaro papà... Finita la relazione giusto in tempo, fra chattate con il mio lontano cugino, una lontana amica mai conosciuta dal vivo (bulgara) e tutte le varie transazioni via internet, sono corso in macchina, fumando disgustose Pall Mall rosse nonostante i miei bronchi siano appena usciti da una probabile bronchite, aiutato dal disco di Dr. Dre "2001" che ha accompagnato i miei e non solo i miei "anni fumosi"...
Ed eccomi arrivato nella ormai "centrale" via Trentino, pronto ad andare a farmi spennare per le stampe a colori dei grafici e di varie altre cosette fra cui la ricevuta/biglietto che indica il mio acquisto del volo Cagliari-Pisa per il 22 Marzo. Li, dopo aver salutato Simone detto "Il Mito" (secondo la stessa autorevole fonte io sarei invece "Il Fenomeno"...), che stava andando a scommettere come suo solito per poi andare di fretta a mangiare, scappare infine ancor più di fretta a vedere il Milan, ho concluso le stampe.
Mi dirigo quindi verso la ormai leggendaria casa dello studente per chiamare il mio amico brasiliano Fernando per cenare assieme. Ne approffitto per mettermi d'accordo anche con Angela, "la chica", e infine mi trovo con Bruno ad aspettare tutti gli altri per la cena.
Ecco che scatta la folle idea... Venuta presa per mano con la birrella della mensa... Nel buon umore diffuso che, come a volte accade, stavo io stesso diffondendo a tavola, decido che l'esame dell'indomani era già praticamente preparato al massimo delle mie possibilità (logistiche e VOLUTE... no comment...) e che dopo un altro po' di studio mi sarei potuto unire ad Angela e le sue amicastre per andare a ballare al Movida, bermi due cose contate e a buon prezzo insieme a loro sfruttando la mia falsa "identità erasmus" che ormai il Movida riconosce senza che io debba mostrare documenti, per poi tornare a casa ed essere mediamente riposato per l'esame.
Le cose erano ormai destinate ad andare diversamente da quando, dopo cena, accompagnando a casa Angela, stavo sperimentando i baci più belli della mia vita nel lunghissimo momento in cui nessuno dei due si decideva a dire "dai vado, ci vediamo più tardi..."

giovedì, febbraio 01, 2007

s w e e t e r - s o u n d

E col titolo di una canzone dei The Rurals, musica CHILL-OUT, scriviamo due cazzate...
Perchè sottolineare chill-out? Ci possono essere sempre un paio di ragioni, ma la prima cosa che mi viene in mente è il "concept" molto "cool" del genere, cosa che spesso e giustamente viene derisa, come pure io, amante del genere, non manco di fare!
Lo "stile" degli appassionati di chill-out dovrebbe essere una vita all'insegna della mondanità e appunto della "coolness"... Sempre in giro per locali molto fashion... E non posso non sorridere pensando che la vita che sto facendo ne sta ricordando molto l'aspetto più cazzeggioso!
Sono come al solito felice e al tempo stesso preoccupato di questo mio periodo! Perchè come al solito anche se da un lato ci si diverte e si è sempre in giro con tanto di incontri decisamente SWEETER... Dall'altra parte c'è l'ombra degli esami! Ma bisogna dire che anche se per molti è un'ombra minacciosa per me non è così o almeno voglio vederli diversamente.
Insomma, cosa c'è di tanto "sweet" oggi? Tutto! C'è il primo buon risultato di questa vita piena di vaneggiamenti in giro e grandi bevute. Si, è vero che già di persè sarebbe un periodo divertente, ma da molto ormai per me il divertimento fine a se stesso è un qualcosa che non lascia altro che mal di testa il giorno dopo! Stavolta invece il giorno dopo ha lasciato un retrogusto che non sto a descrivere per non essere ripetitivo e per l'appunto sdolcinato..!
Dopo grandi risate e preoccupazioni, incredibili sbalzi d'umore e d'opinione riguardo l'incasinamento che si stava facendo, come un'Angela è arrivata una tipa... E come altro poteva arrivare visto che così si chiama?
L'incontro fra due persone sconosciute che si guardano e si piacciono in un locale è un incontro sempre improvviso e improvvisato, descrivibile solo con aggettivi che ne sottolinerebbero la fortuitità ma anche, se fosse andata come tutte le volte, la brevissima durata o addirittura la totale non realizzazione. Invece esiste un altro caso, quello che uno pensa sia il caso limite, semi-impossibile. Quello di incontrare una persona che oltre a volersi divertire, si vuole divertire proprio con te e non pone limiti al conoscersi oltre la fisicità e non solo con qualche cazzata di rito tanto per non essere troppo frettolosi. Nossignori, si parla di conoscersi senza veli, senza censure, in modo disinteressato e di conseguenza nel modo più realmente interessato. E' l'istinto soprattutto che non viene limitato... in niente! Perchè essere ipocriti e voler nascondere che quello che ci attrae è immancabilmente l'aspetto fisico? E allo stesso tempo perchè essere doppiamente ipocriti e voler scindere la cosa da tutto il resto, decretando a priori che c'è solo quello? Ho trovato chi evidentemente queste domande se l'era già poste anche se appartente a quel mondo, quello femminile, che spesso mi sembra così profondamente intriso di ipocrisia... Oltre a porsi le domande evidentemente aveva anche capito la retoricità delle stesse, che porta una persona ben pensante a rispondere sorridendo con un profondo ME NE FREGO delle apparenze, vivo come dico io! E così seguendo la corrente dell'istinto, lasciando perdere le voci che mi dicevano di star dietro con un po' più di costanza alla ragazza che mi interessava... e con un ME NE FREGO DENTRO AL CUOR (hehehe!) ne ho trovato una che non solo è più interessante della precedente, ma che ha pensato lo stesso di me! Chi mi diceva quindi che era giusto così, che era giusto che io mi divertissi seguendo l'istinto e facendo come sul momento mi andava di fare, senza pensare troppo alle conseguenze, aveva ragione eccome.
Un plauso va alla mia "amica a distanza" Zari, ragazza bulgara conosciuta nel più artificiale dei modi, ossia via internet, che trovava perfettamente giusto divertirsi e stare con le ragazze che mi cagavano, lasciando perdere certe "regine della serata", che più che regine rimangono infine principesse scompagnate...
Annunciamo quindi la "BUONA NOVELLA"... Cazzeggiate, uscite, bevete, abbiate faccia da culo, andate a conoscere chi vi ispira e con un po' di fortuna non solo troverete il divertimento di una sera, quello futile, ma qualcosa che suona ben diverso... Un "sweeter sound"!

venerdì, gennaio 26, 2007

v a a a i i !

Che bello scrivere in questa virtualità quando è così piena la propria realtà!
Son stati giorni di "risveglio"... Proprio come quest'anno gli animalin da letargo si stanno svegliando ora a causa delle temperature record, anche io mi sono improvvisamente svegliato dal mio sonno catalettico che durava forse da un paio di mesi...
Nuove amicizie, vecchie amicize anch'esse risvegliate ma soprattutto una gran voglia di recuperare quello che non si è fatto in letargo!
E non mi preoccupo certo di non scrivere di una certa ragazza che, anche se dovesse entrare, proprio con questo mio infantile atto di masturbazione mentale quando ancora quasi non la conosco, fra quelle tante ragazze di cui ho sognato un sacco di cose senza far accadere mai nulla, è sciuramente una ragazza con cui mi divertrò un sacco proprio domani!
Si, domani è giorno di quelli da attendere con trepidazione e il bello è che è già oggi... Tempo fa le belle serate si attendevano con trepidazione per giorni... e ora invece, in questo paradiso che è la vita di chi fa "l'erasmus in casa"... Eccole arrivare addirittura in anticipo!
E' partito tutto da una serata da "beato fra le donne", martedì. Mi avevano tirato un mezzo pacco per un'uscita ed ero in mensa al tavolo con queste amiche di non così vecchia data ma, come accennavo prima, solo dal giorno stesso "riscoperte". Forse leggendomi un po' di delusione in volto a causa dei piani infranti per la serata, dopo che se n'erano andate e io stavo già pensando a come avrei inerzialmente trascinato avanti le mie successive ore della notte nella solitudine, l'amica a me più cara torna indietro e io incredulo ascolto l'invito a salire da loro, unico maschio! Ho accettato senza pensarci due volte, come spesso stava accadendo durante questi miei ultimi giorni di "ripresa".
Fra quelle ragazze c'era anche questa bellissima ragazza conosciuta molto tempo addietro a una festa e poi solo incrociata di tanto in tanto, fra l'altro senza quasi mai riconoscerla! Una volta addirittura la stavo guardando parecchio perchè era vestita "come dico io" e solo dopo un bel po', quando lei mi ha salutato, ho realizzato chi era!
Un vero spirito libero questa ragazza, se la si dovesse descrivere con una parola si potrebbe solo dire "originale" o ancora meglio "UNICA": sembra sempre a metà fra il nostro mondo e un altro sconosciuto, solo suo, ma nonostante questo è sempre presente, sempre in mezzo alla gente e sempre sveglia! Quel suo secondo mondo lo si può solo intuire dal suo sguardo. Che è sguardo di chi sa sognare! Si cazzo, non sto esagerando, non sono innamorato, sto solo descrivendo un essere che mi affascina più degli altri nella misura in cui un pesce tropicale mai visto è meglio di una triglia! Ma torniamo alla cronaca.
Non ero sicuro che ci fosse lei nel gruppo di ragazze da cui stavo lentamente salendo, fumandomi una meditativa sigaretta nel brevissimo tragitto dalla mensa alla casa dello studente. La mia amica mi aveva detto un frizzante "Hanno detto che "puoi" salire!"... Ma ultimamente anche se voi direte "figuriamoci le altre volte", sono parecchio coi piedi per terra. E si, c'era. Sembrava che le altre lei le conoscesse da un sacco di tempo e invece forse le conosceva meno di me! Anzi, sicuro! Eppure se ne stava li, a farsi coccolare sul letto da una ragazza che le faceva lenti grattini al braccio. E io mi immaginavo che avrei sentito le sue fusa se mi fossi avvicinato! Era tutta rilassata, sembrava proprio che lei fosse il gatto della situazione, tranquillamente adagiato nella comodità della vita di noi miseri umani che ci proviamo gusto a coccolarlo... E dico la verità, non ricordo per niente quello di cui si è parlato o ho parlato, ma lei mi guardava proprio come ti guarda un gatto: immobile e indecifrabile nella sua rilassatissima espressione da piccolo felino predatore. Sembra che stia descrivendo una catwoman super-sexy, ma vi assicuro che non è così. La sua felinità sta a un livello più profondo. Si parlava ora che mi ricordo dei pregi dello stare in appartamento o in casa dello studente e sia io, di appartamento, che lei, eravamo controcorrente, sostenendo che la bellezza del vivere in mezzo alla gente, in una casa dello studente in cui tutti si è quasi fratelli, non ha prezzo. Addirittura meglio stare in camera doppia, perchè negarsi un'amicizia così stretta come quella che può nascere da una convivenza così stretta? Espressioni sia di coraggio che di debolezza le nostre: coraggio di chi si mette in gioco, di chi sta bene con sè stesso, debolezza di chi ha bisogno di un calore superiore alla media attorno, per vivere felice. Ci si fuma una sigaretta in compagnia fuori io, lei e un'altra ragazza conosciuta la sera. Si parla di viaggi, ma soprattutto si parla del free-drink di venerdì! In quel momento invece eravamo due cani scodinzolanti alla sola idea della baldoria! E si ammiccava con le risate a una vita che ci piace.
Oggi sono andato alla casa dello studente con il principale intento di assicurarmi che lei fosse al corrente delle prevendite che necessariamente bisognava pagare, ma non avrei mai pensato che saremmo finiti direttamente da lei! Invece il mio amico mi ha velocemente convinto ad andare a "scocciarla" al suo piano. Amico che fra l'altro aveva avuto una divertentissima esperienza con lei, del tipo che dopo un tentativo malriuscito e decisamente "poco sobrio" di "abbordaggio" da parte di lui, anzichè togliergli il saluto come lui già si stava immaginando (e come ovviamente sarebbe successo conoscendo le ragazze che conosco io) lo aveva sonoramente apostrofato il giorno dopo, sorridente, con un "Ehi, non si saluta più?"... Dal giorno si chiamano "cugini". E io a un racconto così non sono per niente immune...
Fattostà che lei ci ha accolti tranquilla come suo solito e si è parlato delle cose più disparate, con altri suoi amici. Alcune dinamiche fra noi erano delle più normali di questo mondo, altre invece mi lasciavano piacevoli interrogativi... Potrebbe essere un'amica, una cnoscente, una storia o la mia fidanzata, che penso che mi andrebbe bene lo stesso. Ma direi che stavolta coglierò l'attimoa ppena si presenterà! Era da molto che non passavo una serata così.
E quindi riprendiamo il titolo di oggi, così fuori luogo fra gli altri, esclamando, con bene in mente che si vive una volta sola e che domani sera la vita varrà il doppio... VAAAAIIII!!

E alla prossima...