Informazioni, notizie e racconti, sempre aggiornati, su questa casa "fuori dal tempo", che è la mia prima dimora a Cagliari oltre che la mia prima esperienza di vita da solo! Mi raccomando: commentate, commentate e commentate!


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venerdì, febbraio 24, 2006

t r a n s

Titolo dai vari significati per questo post anomalo...
E' "trans" il post stesso, perchè pur essendo un post di merello67, viene scritto da cuniberti14, ossia la mia residenza eporediese (ossia di Ivrea, mia residenza dal 2003 al 2005).
Ma a questo carattere "trans" del post ci ho pensato dopo...
L'istinto di scrivere trans mi è venuto dopo essermi guardato allo specchio: sembro proprio un trans: ieri notte anzi che mascherato ero infatti dipinto (da Darth Maul... non so se avete presente: Star Wars I) e prima di coricarmi mi sono dovuto togliere i chili di fondotinta rosso e nero, ma non se n'è andato il contorno occhi che mi ero fatto per sembrare ancora più strano.
Cosa dire della permanenza a Ivrea? Qui sembra tutto come sempre. SEMBRA. In realtà vai a grattare un po' e scopri dei dettagli nuovi (o vecchi, ma precedentemente sconosciuti). Cambiano soprattutto le persone, o meglio, le vite quotidiane delle persone.
L'università cambia un po' tutti, dicono. Sto ancora cercando di capire se il discorso vale anche per me. Sono portato a credere che abbia più che altro cancellato dei cambiamenti che avevo subito in precedenza, facendomi ritornare quello di prima. Una cosa molto positiva. Del resto l'ho sempre detto che io ero fatto per l'università. Già alle medie sapevo che le superiori alla fine non mi sarebbero piaciute quanto l'università. Ma del resto stiamo parlando di una persona che ha vissuto in circostanze molto particolari...
Ed è proprio di questo che prima si discorreva: le cirocstanza plasmano gli individui. Chi più, chi meno.
Alcuni miei amici hanno preso una strada diversa, altri invece hanno corso di più sulla strada che già avevano preso.
Secondo il mio caro "coinquilino", io sono ACQUA: prendo la forma del recipiente e non si può conoscere la mia vera forma perchè non c'è.
Credo che sia andato vicino alla verità. Almeno sul fatto che non mi si possa conoscere. Sul fatto però che io non abbia una forma... beh, del resto lui stesso l'ha detto in tono preoccupato: non è una bella cosa. E non credo sia così, anzi.
In compenso è vero che un sacco di altre persone hanno una forma molto ben visibile. E io sono un maestro nel memorizzarne i particolari e inciderli in un bel catalogo che ho in testa... ma sia chiaro: non sono uno che "si fa un'idea delle persone e quella è e rimane"... nossignore! Io intuisco la dinamicità della vita e delle persone e mi sembrerebbe quasi blasfemo catalogarle, ma io infatti non catalogo le persone. Catalogo delle "forme".
E' per questo che poi con un lavorino di immaginazione "guidata" riesco per esempio a dire: "Cavolo, scommetto che quella ragazza mi sta pensando e che ci troveremo molto bene assieme, al punto di rischiare guai". E notare che la ragazza in questione non ha mai avuto grossi rapporti con me, anzi: quasi non ci conosciamo.
Eppure questa pura congettura fantasiosa si è dimostrata vera al 100%. In classe mi davano infatti del medium o giù di li. Ma il segreto sta tutto nella sensibilità per capire tutti quei particolari delle persone che stanno un po' sotto la superficie e nell'immaginazione per creare vari scenari ipotetici. Alla fine si dedurrà quale di queste ipotesi è la più verosimile.
E' un po' troppo simile al metodo scientifico, vero? Può essere.
Di Ivrea comunque non parlerò più: qui l'ADSL è a tempo e non vorrei gonfiare troppo la bolletta di mamma... A presto!

mercoledì, febbraio 15, 2006

e l d r i t c h - w a r l o c k

Leggevo il precedente post... E a (s)proposito di castelli [no, non vi preoccupate: questo post non sarà uno "psi-flow" come l'ultimo] mi viene in mente che stasera mi sento proprio rinchiuso in un castello.
Sono una specie di WARLOCK (Direttamente da wikipedia, per chi non fosse a conoscenza del termine: "The normal etymology derives warlock from the Old English wærloga meaning deceiver, or "oathbreaker"[1]. However, one source suggests that the word may come from the Old Norse varð-lokkur, "caller of spirits". Varðlokkur is also translated by some as 'ward-locks' or 'protections', and is an invocation chant used in spæ (scrying)"): una figura tetra, solitaria, stregonesca... molto eldritch... e molto "maledetto".

Che io sia stato recentemente maledetto è un dato di fatto e questo sicuramente aggiunge alla goticità della mia persona, ma diciamocela chiaramente: non erano maledizioni serie... Diciamo che recentemente sono stato più a fanculo che in altri posti, ma è comprensibile vista la grande fortuna (che brutto chiamarla così...) che mi sta accompagnando già da un bel po' di tempo.

Saranno coincidenze astrologiche? Strani accostamenti astrali? Si, fa molto warlock anche l'astrologia... E per completare la magia mi vado a prendere e accendere una sigaretta...

E quindi mi ritrovo nel 2006 a rievocare suggestioni cinque-seicentesche, avute fra l'altro da sette-ottocenteschi, che però avevano forse in mente delle falsissime pretese di retrodatazione sino agli anni bui medievali o forse ancora precedenti.
Ma viviamo in tempi di grande revisionismo e come si da credito ai Maya Galattici (tm), perchè non pensare a warlocks del pleistocene, rinchiusi in altissime torri più antiche di Stonhenge, magari tutti assorti in contatti con spiriti ultra-terreni (o extra-terrestri...)... Torri che ora sono solo polvere ma che anni più tardi dovevano far parlare di una certa Babele... Warlocks che più tardi vennero classificati come semi-dei o draghi...

La verità è che il mago rinchiuso nel castello è una specie di archetipo umano: chiamatelo scienziato pazzo, segaiolo, nerd o strambo individuo...

Ebbene, io mi potrei spesso classificare, come molti di noi, come uno di quelli.

Abbiamo sempre qualcosa da rimuginare, qualcosa che ci tormenta e che sta all'esterno delle arcane mura di roccia in cui ci rinchiudiamo. So che proprio in questo periodo non mi si dovrebbe vedere come tale, visto che a detta di molti "sono sempre in giro", ma basta qualche frase... Qualche sentenza altrui e io già mi rinchiudo indignato. A pensare: "Ma guarda tu, che mondo ingrato..."

Ma ora basta: mi godo gli ultimi momenti di "eldritchness" e poi me ne vado a letto: domani altro che castello! Si va in gita con colleghi, con tanto di pranzo al sacco, verso le colline di Caporterra. A fare i piccoli geologi in erba.

venerdì, febbraio 10, 2006

p s i - f l o w

La costruzione mia è agile e solida, piena di dettagli - grandi stendardi e buchi neri.
Quegli inghiottitoi più non inghiottiscono però e c'è musica nell'aria. LA musica.
Salendo, vorticando, rota-zoomando arrivi a un punto in cui delle guglie sei soddisfatto.
Entri e conosci tutto bene, ma ti compiacci addirittura di correre, saltare e fare capriole nelle strane sale -
nelle luminose terrazze così come nelle buie cripte - illuminate di neon blu verdi neri.
I colori sono i tuoi, ma anche quelli esterni sono entrati e li vedi in armonia, rilassati, sicuri di loro stessi, tutti collocati dove sai, dove hai voluto e anche dove non hai voluto, ma li hai accettati con due risate e tre lacrime.
Conosci veramente tutto del bel castello e sai anche che se sembra finito è in realtà ancora alle fondamenta.
Non puoi dimenticarti che tutte quelle belle forme stanno solo tendendo a qualcosa.
Quel qualcosa è il grande bastione che ADESSo dovrà sorgere.
Quel bastione a cui si aggiungeranno inevitabilmente torrioni altissimi anche se adesso non vedo spazio dove piazzarli senza che mi sembrino in bilico - equilibrio di angoli irreali - dovrà poggiare proprio lì... o forse un po' più in là.
Mi chiedo dunque come usare tutti quei bei materiali... Quelle gemme scavate nella montagna che proprio grazie al quasi perfetto arroccamento del maniero hai avuto la possibilità di trovare, scavare, estrarre, lucidare e preparare.
Saranno i mattoni per continuare.
E il progetto già c'è. A differenza di alcuni castelli vicini, qui è già tutto ben studiato.
E il bello di questo progetto è che nella sua intinseca prevedibilità PREVEDE IN REALTA' UN BEL NUMERO DI IMPREVISTI, ACCURATAMENTE RICERCATI PER NON ESSERE TROVATI PRIMA DEL TEMPO!
C'è da gioire di questo! Ma solo se ti piace soffrire come me.
Ma ci sono quegli spigoli nei blocchi che userai... Non sai che collante usare.
Quei torrioni già li vedi, MA NON CI CREDI. Devi SPERARE.
Cosa fare?
Forse è meglio uscire un attimo e guardare gli alberi, la luce che filtra con mille luccicchii dalle foglie mosse dal vento. La VERA COSTRUZIONE: LA NATURA.
Impariamo dalla natura e creeremo tutti i "benches" - inclusi i WORKBENCHES - che ci serviranno.
I rami di quell'albero di metallo roccia e cristallo devono SORGERE, non essere montati.
La nostra grande intelligenza, tecnica e scienza non sono altro che un adattamento, un'emulazione e una scommessa - alla, della e sulla NATURA.
STANDO AL SOLE IL PROGETTO CRESCERA'...
Chi fa piovere dall'alto c'è già.