Informazioni, notizie e racconti, sempre aggiornati, su questa casa "fuori dal tempo", che è la mia prima dimora a Cagliari oltre che la mia prima esperienza di vita da solo! Mi raccomando: commentate, commentate e commentate!


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lunedì, maggio 22, 2006

v o r t e x

Un feto sospeso nel vuoto dello spazio. Così finisce 2001: Odissea nello Spazio e così finisco io nella giornata di oggi.
Essere i cui pensieri sono avvolti in una membrana opaca, una placenta.
Essere le cui mani ipotrofiche non permettono nessun tipo di azione.
Bloccato dall'essere senza limiti, dall'essere distante da ogni forza di gravità.
Sono una mente chiusa in se stessa, immersa in un vortice costituito dalle mie stesse idee, dai miei stessi impulsi.

La mia creatività si sta affievolendo sino alla nullità assoluta. La mia voglia di fare più che la mia creatività. Per usare un'altra orrida metafora, mi sento come un sistema le cui funzioni primarie sono rallentate sino all'inusabilità a causa di un processo che succhia tutta la potenza del processore.

Ma chi è questo scroccone bastardo che si è appicciato al mio cervello e succhia come un vampiro? Cosa o chi può mai arrivare a portare sotto stress una macchina così meravigliosa? Solo IO. Il vortice l'ho fatto IO. Non esiste. O meglio esiste, ma sono io. E solo io avrei il potere di estinguerlo. Perchè non lo faccio? Perchè sono un uomo e in quanto tale un animale curioso. E anche se so come far smettere questo casino, la mia volontà non è così forte da resistere al bisogno di sapere da dove proviene. Da cosa è stato provocato.

Cosa mi opprime? Forse una carenza? O un eccesso?
Forse la causa di tutto è troppo paurosa... starò li vicino, dietro l'angolo, ma non avrò il coraggio di sporgermi e di guardarla in faccia. Aspetterò a farlo di botto e mi prenderò forse un malore. A cui si aggiungerà un intenso sforzo da parte del fegato e un bel mal di testa, il giorno dopo.

Una serie di cose "mancate" sono la chiave.
Il mostro è stato evocato da un'arcana formula che richiedeva delle particolari DISattenzioni.

"Se nel reame di Romuulash non si fosse dato ascolto ai sentimenti per più di sei mesi, il grande drago Nullafaxehnt si sarebbe svegliato dal suo sonno e si sarebbe alzato in volo, obbligando il sovrano Raflexander a restare chiuso nel suo castello, inebriato dai soporiferi miasmi della bestia, mentre col cuore spezzato avrebbe assistito all'assasinio dei suoi sudditi e al saccheggio dei raccolti."

Ci sarebbe bisogno di qualcuno. Ci vorrebbe qualcosa.
Ma io mi voglio nuovamente convincere che... Ce la farò da solo. Farò le cose PER ME. Per tenere alta la bandiera. Per camminare a testa alta.

"Re Raflexander, non potendo (o non volendo) sfogare la sua passione attraverso l'amore, decise di farlo andando direttamente a combattere il dragone, armato della sua spada Kaz e del suo destriero Renò."

Ma la storia ancora non funziona...

"Si dava il caso che il destrierò Renò fosse finito imprigionato in una palude infestata da insetti e coperta di fitta vegetazione oltre che occultata dalla nebbia. Se avesse comunque liberato il destrierò, la nebbia magica non gli avrebbe permesso di ritrovare la strada sano e salvo."

Ma a tutto si può trovare una soluzione, in un reame pieno di magia!

"Raflexandr si rivolse al grande arcimago Lavox, che per 15 scudi lanciò un incantesimo che risanò la palude e estinse la nebbia per mezzo di una pioggia celestiale."

E così la battaglia potè avere inzio, ma...

"La nobile idea del cavaliere non bastò a tenere a freno l'incantesimo del drago, che richiedeva attenzioni rivolte al prossimo e l'amore di una fanciulla. E così Raflexander, che aveva negato per la fretta un passaggio ad una donzella sul suo destrierò Renò, si trovò a dover pagare caro quel gesto rude, che poco si addiceva al suo lignaggio: il drago si fece trovare preparato e la sua furia fu immane. Raflexander si trovò a dover combattere contro le orde di Examenis, in origine nobili e pacifici animali, tramutati in feroci predatori dalla magia del drago, il tutto soto gli effetti del soffio soporifero dell'oscuro demonio. Tutto per non aver dato ascolto alla profezia, che diceva da tempi immemori che nessun re è veramente in grado di sorregere un regno senza una consorte..."

Come finirà la storia?

La fantasia mi ha portato nuovamente al punto di partenza: do sempre tutte le colpe al fatto di essere solo. Ma stavolta mi soffermo sul punto che è colpa mia se mi trovo in questa condizione.
Per uscie dal "tunnel" basterà forse mettersi in pace con sè. Tranquilli. E allo stesso tempo determinati.

Se tardo ancora ad uscire da questi tunnel la finirò più infognato delle Tartarughe Ninja... Notte a tutti
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mercoledì, maggio 17, 2006

t r e s - r e g a l o s

[scritto su carta in data incerta, circa il 10 Maggio]

Se nell'abbondante regalo non vi fosse stato quel cd, il suo valore sarebbe stato limitato.

Ma se già è diventato illimitato con l'amorevolmente manufatto disco, è diventato anche INFINITO grazie all'inclusione della mia canzone tradizionale messicana preferita, che quasi avevo dimenticato.

E così non posso far altro che cantare sorridendo, mentre ascolto la voce di chi "sognava di trovare una regina" e che "già non deve più cercarla perchè in lei tutto ha trovato". E infine per questa lei ha trovato i regali migliori, tre:
..El cielo, la luna y el mar...

Per nulla scontati direi... E sinceramente mi sembra di averli appena ricevuti, o forse meglio di averli ritrovati, per regalarli io a mia volta.

E' la prima volta che scrivo per il blog ma a mano, guarda caso sul quaderno che avevo comprato in Messico, sede di grandi mondi immaginari, calcoli di valori che rappresentano personaggi mai esistiti, lettere la cui risposta è arrivata non appena erano state spedite e lettere lasciate da... chissà chi.

Il tema di oggi è diventato sempre più "il valore".
Che valore avrebbero avuto i soldi della borsa di solidarietà se non avessi detto al segretario di allungare il mio periodo di servizio per recuperare il tempo passato a Ivrea?

Che valore possono avere 500 euro ritirati in banca se non sono i primi soldi guadagnati da un ragazzo?

Che valore ha la mia macchina ingolfata se non trovi un ragazzo spensierato che tranquillo ti aiuta a farla ripartire?

E infine, che valore avrebbero tutti i miei modesti guadagni se li usassi per comprare oggetti e pagarmi (pseudo)divertimenti in locali e discoteche?

Invece tutte le piccole cose di oggi, che già di per sè hanno acquistato dei valori "finalmente" non quantificabili, non fanno altro che avvicinarmi al momento in cui convertirò un'altra somma quantificabile, un valore volatile, nel massimo dei beni non quantificabili: il primo MIO viaggio verso la MIA terra, per andare a trovare persone che amo.

So che potrei sembrare un agente della Master Card scrivendo in questo modo, ma del resto a loro non verrà mai in mente di comprare con la loro carta di credito il cielo la luna e il mare... figuriamoci di regalarli!

Trio Los Panchos - Tres Regalos
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sabato, maggio 06, 2006

a l m o s t

E' quasi l'alba.

Sono tornato or ora da una serata quasi perfetta. Entro in casa accolto dalla strana luce che filtra dalla notte attraverso le tende gialle. Una luce che quasi ricorda quel sogno chiarissimo nella mia testa, di rientrare a casa nel "mio" appartamento di New York e fare l'amore con la mia donna alla luce intermittente color verde acqua entrante attraverso le persianette semi chiuse, che proiettano i raggi in fasci dritti e precisi, andando magari a poggiarne uno sulgli occhi chiusi di quest'essere che ha deciso di condividere la sua vita con me.

Frammenti di sogni e ricordi. Ricordi di una vita mai vissuta, che vanno a insinuarsi nella realtà qualche rara volta in forma reale. Con un chiaro messaggio: "Prima o poi succede".
Oggi magari è quasi successo.
Quando qualcosa di veramente bello ci capita, molto spesso il problema è accorgersene e in seguito anche reagire positivamente.
Una serie di meccanismi ci induce a diffidare di ciò che ci appare bellissimo, ma questi meccanismi di difesa diventano a volte i peggiori assassini del nostro animo.
E così anzichè gioire di quello che ci accade, andiamo a dire o a scrivere che è stato QUASI bello, PERO'...

No: non farò così. Vivrò attivamente e positivamente: inutile giudicare un qualcosa in modo negativo o positivo quando lo stesso giudicare ci porta a non VIVERE la cosa, a prescindere dal riusltato del giudizio.
Bisogna che abbandoni l'entropia e il caos. Che mi dia da fare.

Perchè è già quasi ora di alzarsi.
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